Strutture in acciaio (Bernuzzi) – appunti
sottolineati
10 ottobre 2026 · Edoardo
Appunti dal libro di Bernuzzi (Progetto e verifica delle strutture in acciaio, NTC 2018 ed
grassetto
Eurocodice 3), solo sulle pagine segnalate dal tuo compagno. Il segna le parole
chiave: leggendo solo quelle si ricostruisce il discorso. I blocchi di formula dicono a cosa
serve ogni parametro, e i numeri tra parentesi sono quelli delle equazioni del libro.
Cap. 1 – Materiale – p. 20-37: tensioni residue, imperfezioni geometriche, prove sul
materiale;
Cap. 3 – Telai e analisi – p. 71-95 e 110-120: classificazione dei telai, nodi fissi e
mobili, giunti, metodi di analisi, telai pendolari;
Cap. 4 – Classi sezioni – tutto: classi di sezione secondo EC3 e NTC, presso-flessione;
Cap. 5 – Elementi tesi – tutto: area netta, verifiche a trazione, angolari bullonati;
Cap. 6 – Torsione – p. 149-154: torsione uniforme e secondaria, centro di taglio.
Il Cap. 2 non era tra gli argomenti indicati.
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Cap. 1 – Imperfezioni e prove sul materiale
Imperfezioni meccaniche: le tensioni residue
imperfezioni,
Il comportamento reale di un elemento in acciaio dipende dalle che si
meccaniche geometriche. strutturali)
dividono in e Le meccaniche (dette anche sono
tensioni residue distribuzione non omogenea
due cose: le (autotensioni) e la di fy e fu
nella sezione, che variano nello spessore delle componenti.
tensioni residue autoequilibrato,
Le sono uno stato tensionale legato al processo
produttivo e a deformazioni plastiche non uniformi.
Come nascono in un laminato a caldo (si parte da circa 600 °C a fine laminazione):
esterne
le parti si raffreddano per prime e vorrebbero accorciarsi, ma le zone
interne (ancora calde) lo impediscono: all'inizio trazione all'esterno e compressione
all'interno; nucleo,
poi si raffredda anche il ma ora è l'esterno già freddo a impedirne la
compressione nelle zone esterne e
contrazione: a raffreddamento finito resta
trazione nella zona centrale; rapporto tra le dimensioni
l'andamento e l'entità dipendono dal
(larghezza/spessore) di ali e anima.
Profili a doppio T laminati a caldo: Bernuzzi – appunti · 2/43
Profilo Rapporto h/b Ali Anima
Tozzo (HE piccoli) ≤ 1,2 trazione al centro, compressione o
compressione alle trazione, secondo la
estremità geometria
Snello trazione al centro compressione
(IPE, HE ≥ 1,7 al
grandi) centro
Effetto: penalizzano la capacità portante soprattutto degli
le tensioni residue
elementi compressi. Nei grossi profili americani Jumbo i valori estremi possono arrivare
fino a fy.
Prodotti piani laminati a freddo: le fibre superficiali a contatto con i rulli tendono ad
allungarsi, mentre il centro resta indeformato e lo contrasta. Ne nasce uno stato
autoequilibrato (fig. 1.17). Se la laminazione è a caldo valgono gli stessi meccanismi del
solido prismatico, con andamento qualitativo simile.
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Lavorazione a freddo: fy aumenta nelle zone di piega
sagomate a freddo
Nei profili e nelle lamiere la piegatura o lo stampaggio portano il
oltre lo snervamento
materiale (deformazione plastica permanente) in prossimità delle
aumenta la resistenza,
pieghe. Risultato: e più la fy che la fu.
UNI EN 1993-1-3 Circolare 617
La e la delle NTC permettono di sfruttare questo
incremento in progetto, ma solo per:
resistenza
verifiche di di aste tese;
resistenza e stabilità classe 1, 2, 3
verifiche di di aste compresse con sezione di
(sezione tutta reagente);
resistenza e stabilità
verifiche di di travi inflesse con parti compresse di classe 1, 2,
3. prova di compressione globale
L'incremento si può misurare con la sulla membratura,
tensione di snervamento media dopo formatura
oppure stimare la con la formula
(1.4): 2
(f − ) +
f k n t f f
u yb yb u
= + ≤
f f
ya yb 2
A
g
f_yb, f_u: vergine;
snervamento e rottura del materiale
k continua con rulli;
= 5, oppure 7 se la formatura è
n = numero di pieghe a 90° con raggio interno r ≤ 5t (pieghe con altro angolo
contano come frazioni di n);
t A_g
= spessore del nastro prima della formatura (al netto dei rivestimenti); = area
lorda della sezione;
il limite superiore è la media tra fyb e fu.
Quando NON vale: efficace
non si può usare fya nel calcolo dell'area (classe 4), né su
trattamento termico di distensione,
membrature che dopo la formatura subiscono un
perché questo riduce le tensioni residue da lavorazione a freddo.
Imperfezioni geometriche
scostamenti dai modelli teorici
Sono gli usati in progetto. Si distinguono per livello:
sezione, elemento, sistema strutturale.
1. Imperfezioni della sezione. Le dimensioni reali delle componenti differiscono da
area, momenti di inerzia
quelle nominali per effetto della lavorazione, quindi cambiano
e moduli di resistenza, e con loro capacità portante e momento resistente. Le norme di
tolleranze perpendicolarità
prodotto fissano le di dimensione, di tra le componenti, di
simmetria rettilineità trasversale.
rispetto all'asse e di
2. Imperfezioni dell'elemento (locali). longitudinale,
La più importante è quella il
difetto di centinatura: l'asse dell'elemento non è perfettamente rettilineo. Conseguenze:
eccentricità del carico curvatura iniziale,
alle estremità e che riducono la capacità
portante. e₀) carico orizzontale
La curvatura iniziale (scostamento massimo si sostituisce con un
uniforme equivalente q, scelto in modo da dare il momento massimo N_Ed·e₀ (1.5):
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8 e N
0 Ed
=
q 2
L
e₀/L curva d'instabilità
Il valore di dipende dalla e dal tipo di analisi globale (tab. 1.3):
Curva d'instabilità e₀/L, analisi elastica e₀/L, analisi plastica
a₀ 1/350 1/300
a 1/300 1/250
b 1/250 1/200
c 1/200 1/150
d 1/150 1/100
possono trascurare
Questi effetti si se sul sistema agiscono forze orizzontali di grande
entità. Per i telai a nodi mobili anche quando (1.6):
< 0,25
N N
Ed cr
dove N_Ed è l'azione assiale nell'elemento e N_cr il carico critico elastico per la modalità
di instabilità pertinente.
3. Imperfezioni del sistema. Dipendono da lunghezze diverse da progetto (luci,
non verticalità delle colonne,
altezze), non orizzontalità delle travi, posizione dei
globale.
vincoli di base, quote dei nodi. Vanno incluse nell'analisi Per semplificare, la
forze orizzontali addizionali
non verticalità nei telai a nodi mobili si rappresenta con su
proporzionali alla risultante verticale F_i di piano.
colonne perfettamente verticali,
La logica si vede su una mensola alta h con carico assiale N e inclinazione φ: il momento
in incastro è M = N·h·tgφ (1.7). Per piccoli spostamenti tgφ ≈ φ, quindi si può usare una
forza fittizia in sommità (1.8): M =
=
F Nφ
h
Bernuzzi – appunti · 5/43 di fuori piombo Φ
NTC ed EC3 esprimono l'imperfezione globale con l'angolo (1.9):
1
Φ = Φ Φ = 0,005 rad =
α α 0 0
h m 200
2 1
( )
= ≤ 1) = 1 +
0,5
(0,67 ≤
α α α
h h m
m
h
Φ₀ = 1/200 rad è il valore storico usato da sempre nelle costruzioni metalliche;
α_h riduce in funzione dell'altezza totale h dell'edificio (in metri);
α_m tiene conto del numero di campate: m = numero di colonne della stilata con
azione assiale di progetto ≥ 50% della media di tutti i pilastri;
riduttivi
i due coefficienti sono (≤ 1) perché è poco probabile che le imperfezioni si
sommino sempre in modo sfavorevole. trascura
Con forti azioni orizzontali il fuori piombo si se, indicando con H_Ed la
risultante delle reazioni orizzontali alla base delle colonne del piano e con Q_Ed la
risultante del carico verticale alla base delle colonne (1.12):
≥ 0,15
H V
Ed Ed
Per gli orizzontamenti si usa lo schema di fig. 1.23.
Prove meccaniche di caratterizzazione effettive
Le prove verificano che le ipotesi di progetto coincidano con le caratteristiche
del materiale. Ogni prova ha la sua norma (UNI, CEN, ISO) per provini, esecuzione e
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risultati. Quadro d'insieme:
Prova Cosa misura Parametro chiave
Analisi chimica saldabilità
composizione, CEV
Trazione resistenza e duttilità fy, fu, εu, E
Compressione globale (stub comportamento dell'intera fy,eq, A_eq
sezione
column)
Urto tenacità,
(Charpy) rischio di rottura resilienza, temperatura di
fragile transizione
Piegamento deformabilità plastica a freddo assenza di cricche
Durezza resistenza alla penetrazione stima di fu
Analisi chimica e saldabilità
colata prodotto
Si fa sulla o sul (su un saggio prelevato dal pezzo già lavorato, anche in
carbonio impurità
opera). Serve a fissare le percentuali di e (Si, P, S, N, Mn, Cr, Cu). I
limiti della UNI EN 10025 sono diversi nei due casi (in generale quelli sulla colata sono
saldabilità carbonio equivalente
più restrittivi). La si lega al (1.13), calcolato
sull'analisi di colata: + + +
M n Cr M o V N i Cu
+ +
= +
CEV C 6 5 15
basso
Più è il CEV, meglio saldabile è l'acciaio (e di solito più resiliente). L'esame
macrografico valuta gli indici di disossidazione e decarburazione (saldabilità), quello
micrografico la struttura cristallina e la dimensione dei grani.
Prova di trazione
Prova monoassiale (UNI EN ISO 6892-1): forza assiale crescente su un provino con due
fy, fu e allungamento a rottura.
riferimenti a distanza L₀. Dalla curva σ-ε si ricavano La
nominale;
tensione si calcola sempre sull'area la deformazione è (1.14):
Δ −
L L 0
d
= =
ε
L L
0 0
Curva tipica per acciai con C ≤ 0,25% (quelli da carpenteria):
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tratto elastico lineare: modulo di Young E
la pendenza è il (E = tgα); oltre la
tensione di proporzionalità f₀ perde la linearità ma è ancora elastico;
snervamento a fy: tratto ondulato quasi orizzontale per le deformazioni plastiche. Ci
snervamento superiore R_eH
sono due valori: (dipende dalla velocità di prova) e
inferiore R_eL. fy = R_eL;
In progetto si usa
incrudimento: strizione,
ramo ascendente fino alla quando la deformazione si
localizza in una zona del provino;
ramo discendente fino a rottura (riferendosi all'area nominale). Se si usasse l'area
effettiva la tensione crescerebbe fino alla fine: l'incrudimento prosegue sempre.
Fino a fy la contrazione trasversale (Poisson) è trascurabile, quindi A_eff ≈ A_nom.
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Duttilità: la deformazione a rottura εu non deve scendere sotto i limiti di norma. Senza
non valgono
duttilità i metodi di calcolo e le semplificazioni previste per le strutture
metalliche.
Temperatura: 200 °C
al crescere di T diminuiscono E, fy e fu. Da circa lo snervamento
tende a sparire e la curva diventa monotona.
Compressione globale (stub column test)
tronchi corti locale
Si esegue su di profilato, così che l'instabilità non intervenga.
dell'intera sezione,
Restituisce un legame σ-ε cioè mediato su tensioni residue e
disomogeneità di fy e fu nelle componenti. Lo snervamento equivalente (1.15):
P
y,exp
=
f y,eq
A
montanti forati delle scaffalature,
Utile anche per sezioni complesse, ad esempio i
dove non esistono approcci teorici: dal carico sperimentale di collasso si ricava un'area
equivalente a parete piena (1.16), su cui si dimensiona come un profilo a parete sottile
a sezione costante: P
exp
=
A
eq
f y
Prova d'urto e resilienza
tenacità,
Si misura la cioè la capacità di resistere agli urti senza comportamento fragile.
Charpy:
Pendolo di un martello cade da altezza h, rompe a flessione una provetta
intagliata su due appoggi e risale a h₀ < h. L'energia dissipata (1.17) è proporzionale alla
differenza di quota: Bernuzzi – appunti · 9/43
= (h − )
E G h 0
p
resilienza
G è il peso del martello; la è E_p divisa per l'area della sezione di gola;
più piccola
più il metallo è tenace, è la risalita h₀; diminuisce al
dipende dalla forma dell'intaglio (KV, KCU, Keyhole, ...); in genere
crescere della resistenza meccanica;
temperatura di transizione:
esiste una sotto di essa la resilienza crolla e il
rottura fragile.
materiale tende alla Per impianti in celle frigorifere servono acciai
con transizione bassa. A
Nella curva energia-temperatura (fig. 1.31) ci sono tre regioni: alte temperature,
C B transizione,
resilienza alta (duttile); basse temperature, resilienza bassa (fragile); di
con rapido calo al diminuire di T. La temperatura di transizione si abbassa agendo su C,
Mn, Ni e con trattamenti termici (ricottura, tempra, rinvenimento).
joule; 27 J.
La resilienza si esprime in nel civile il minimo è La sigla (JR, J0, J2...) segue la
designazione dell'acciaio: Bernuzzi – appunti · 10/43
Temperatura di prova 27 J 40 J 60 J
+20 °C JR KR LR
0 °C J0 K0 L0
−20 °C J2 K2 L2
−30 °C J3 K3 L3
−40 °C J4 K4 L4
−50 °C J5 K5 L5
−60 °C J6 K6 L6
saldate,
Per costruzioni ad alto limite elastico e a bassa temperatura si scelgono acciai a
grano affinato (laminazione termo-meccanica): un CEV basso favorisce sia saldabilità sia
resilienza.
Piegamento e durezza
Piegamento: la provetta, su due rulli, viene piegata a freddo con un mandrino fino a
un angolo prefissato senza inversione della forza. Si controlla la faccia esterna:
screpolature o fenditure.
niente
Durezza (prova di impronta): resistenza alla penetrazione di un altro corpo, con
penetratore a sfera (Brinell), a piramide (Vickers) o a cono (Rockwell). Si usa
non distruttiva
anche come prova per stimare la resistenza a trazione di strutture
esistenti (conversioni: ISO 18265 e ISO/TR 10108).
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Cap. 3 – Sistemi intelaiati e metodi di
analisi
I tre criteri di classificazione dei telai modelli di
Per i sistemi intelaiati regolari in pianta e in elevazione conviene ragionare su
calcolo piani, solai infinitamente rigidi nel proprio piano.
ipotizzando Il modello
deve però restare fedele alla struttura reale.
tre criteri tra loro indipendenti,
I telai si classificano con da considerare tutti insieme
per capire quale procedura di progetto seguire:
Criterio Distinzione Da cosa dipende
Tipologia strutturale controventati non
telai / esistenza d
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