OBESITÁ
Anche l’obesità è tra i fattori di rischio cardiovascolare.
Cos’è l’obesità? Si tratta di un accumulo eccessivo di grasso corporeo
che supera una certa soglia. Questa soglia è definita dall'indice di massa
corporea (BMI), un parametro che rappresenta il rapporto tra il peso
corporeo, espresso in kg, e l'altezza, espressa in m . Il BMI è facilmente
2
misurabile e fornisce una valutazione utile del peso in relazione alla
statura.
Un BMI compreso tra 18,5 e 24,9 è considerato nella norma, mentre un
valore tra 25 e 29,9 indica sovrappeso di primo grado. L'obesità, invece, è
definita da un BMI superiore a 30, con diversi gradi di gravità.
L'obesità è un fenomeno in crescente espansione, alimentato da numerosi
fattori culturali, economici e legati alle abitudini della popolazione. Essa
rappresenta una vera e propria malattia, riconosciuta nel 2013 dagli istituti
americani. Studi scientifici hanno dimostrato i legami tra obesità e altre
patologie.
È stata osservata una correlazione tra il BMI e la mortalità: uno studio ha
evidenziato che la curva che collega il BMI alla mortalità segue una forma a
U. Nel range di normopeso, la correlazione tra BMI e morte è minima,
mentre sia al di sotto che al di sopra di questo intervallo si osserva un
aumento significativo della mortalità. Le cause di morte aumentano in
modo proporzionale all’indice di massa corporea. Il grafico mostra la curva
per gli uomini e per le donne viola. Sempre in questo studio, si è cercato la
causa della morte: la correlazione maggiore tra morte e BMI sono le cause
di tipo vascolare quindi eventi vascolari intesi come ictus. Quindi, la
maggior parte delle morti era dovuta a causa vascolare. Negli ultimi anni è
emersa una correlazione tra BMI e cancro al colon.
L’obesità non può essere considerata come una patologia isolata, poiché essa è spesso associata a numerose
comorbidità. Tra queste, l’insulino-resistenza, l'intolleranza al glucosio e il diabete mellito di tipo 2 sono
frequentemente riscontrati. L'insulino-resistenza è una condizione prediabetica, in cui le cellule non riescono a
captare correttamente il glucosio. Altre condizioni frequentemente associate all'obesità includono
l'ipertrigliceridemia, l'ipoalfalipoproteinemia, la fibrinolisi alterata, uno stato di infiammazione cronica
multiorgano e la disfunzione endoteliale (quest’ultima si verifica quando l’endotelio dei vasi, tipicamente
inerte, cioè che non attrae molecole proinfiammatorie, diventa disfunzionale ed espone molecole di adesione
che reclutano dal torrente circolatorio molecole proinfiammatorie).
In particolare, l'obesità è spesso associata a diabete mellito di tipo 2, tanto che negli Stati Uniti è stato coniato il
termine "diabesity" per descrivere la coesistenza di queste due condizioni (se si ha obesità, molto spesso si ha
diabete di tipo 2; non è molto vero il contrario). Ogni anno, circa 100.000 morti negli Stati Uniti sono correlate
all'obesità.
Da cosa dipende il BMI? Il BMI dipende principalmente dall'equilibrio tra l'apporto energetico (intake calorico),
cioè le calorie assunte attraverso la dieta, e l'energia spesa dal corpo. Questo bilancio energetico determina il
BMI.
Come viene regolata l’assunzione di cibo? L'assunzione di cibo è regolata da un meccanismo finemente
regolato e complesso che coinvolge il sistema nervoso centrale (SNC). I neuroni responsabili della regolazione
dell'appetito si trovano nel nucleo arcuato dell'ipotalamo. Il segnale (input) che stimola l'appetito proviene
dalla periferia, attraverso diversi ormoni che attraversano la barriera ematoencefalica. Tra questi ormoni
troviamo la leptina, prodotta dalle cellule adipose, l'insulina, prodotta dalle cellule β pancreatiche, il GLP1,
prodotto a livello intestinale e rapidamente degradato d