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Quaderno Anatomia di Nilo Massei studente UNIMOL

ossificazione

la sostituzione di tessuto connettivo in tessuto osseo mediante calcificazione ovvero deposizione di

sali di calcio

ossificazione membranosa

ossificazione che prevede il mutare di un tessuto connettivo non cartilagineo in tessuto osseo

cellule staminali - osteoblasti - osteociti

ossificazione encondrale

1. ipertrofia dei condrociti

2. differenziazione nel pericondrio dei condrociti in osteoblasti

3. osteoblasti ossificano la parte esterna della diafisi

4. i vasi penetrano nella diafisi

5. centro ossificazione primario (ossificazione al centro della diafisi)

6. osteoclasti formano cavità midollare

7. cartilagini epifisiarie si ingrandiscono in contemporanea alla parte ossea

8. centri di ossificazione secondari (i centri epifisiari si ossificano)

9. le epifisi si riempiono di osso spugnoso

10. la cartilagine articolare rimane esposta

11. chiusura della linea epifisiaria

Sistema Circolatorio Sanguifero

pareti dei vasi

tonaca intima

endotelio

membrana basale

connettivo areolare con fibre elastiche

scambio metaboliti

tonaca media

muscolatura liscia

fibre collagene

fibre elastiche

vasodilatazione

vasocostrizione

regolazione del flusso ematico

le fibre collagene legano la tonaca media alla intioma ed alla avventizia

tonaca avventizia

tessuto areolare

nutre la tonaca media

avvolge il vaso nella sua interezza e lo connette, stabilizza ed ancora ai tessuti adiacenti

vasi arteriosi

originano dal cuore

ampio spessore di parete

lume ridotto (rispetto alle vene)

arterie elastiche

grosso calibro

estremamente elastiche

tronco polmonare / aorta

prevalenza fibre elastiche a fibre muscolari

assorbono i cambiamenti di pressione

arterie muscolare

medio calibro

prevalenza fibre muscolari a fibre elastiche

distribuire il sangue a gli organi

arteriole

piccolo calibro

tonaca avventizia assente

tonaca media sottile

capillari

sono gli unici vasi che permettono scambi tra sangue e fluido interstiziale

la distanza di diffusione minima, che però comporta diffusione rapida

piccolo diametro rallenta flusso sanguigno dando il tempo per permettere lo scambio di

materiali

è presente solo l’endotelio con la sua membrana basale

no tonaca media

no tonaca avventizia

il diametro è di circa 8 µm (dimensioni 1 eritrocita)

si oraganizzano formando il letto capillare

organizzazione del letto capillare

arteriola

capillari

sfintere precapillare

venule

il flusso ematico è costante da arteriole a venule, ma il sangue percorre strade divese continuamente.

questo avviene grazie a gli sfinteri precapillari che permettono di consentire o meno il passaggio di

sangue tramite la contrazione o il rilasciamento della muscolatura liscia

gli sfinteri precapillari si contraggono o rilasciano a seconda degli stimoli circostanti, questo

processo viene definito autoregolazione

il sangue passa continuamente all’interno di uno stesso letto capillare in vasi continuamente diversi

rendendo il flusso ematico all’interno di un capillare molto variabile; questa carattestica viene

definita vasomotilità

tipi di capillari

continui

i capillari continui presentano una membrana basale ed endotelio continuo

questo consente il passaggio solo di piccole molecole ed altri piccoli metaboliti

si trovano nei muscoli, nel tessuto nervoso e nei connettivi

fenestrarti

i capillari fenestrarti presentano piccole aperture o finestre sull’endotelio di circa 50-100 nm, ma

possiedono una membrana basale continua

qusti fori possono favorire il passaggio di molecole più grandi (reni)

sinusoidi

i capillari sinusoidi presentano grandi aperture sia sulla membrana basale sia sull’endotelio che

permettono passaggio di molecole e cellule (midollo osseo)

più i fori nei capillari saranno grandi e presenti, più sarà alta la velocità di diffusione e di scambio di

metaboliti

vasi venosi

caratteristiche generali dei vasi venosi:

originano dalla periferia

trasportano il sangue al cuore

lume ampio

spessore di parete ridotto

non sottoposte a pressione elevata

venule

piccolo calibro

tonaca media molto ridotta o assente

prendono il sangue dai capillari

lume 20 µm

vene di medio calibro

medio calibro

tonaca media ridotta

dimensioni da 2-9 mm

presentano valvole

vene di grande calibro

grande calibro

vena cava superiore ed inferiore e sue ramificazioni

spessa tonaca avventizia

valvole venose

pieghe endoteliali

impediscono il reflusso sanguigno causato dalla forza di gravità

Cuore

list of concepts:

circolo polmonare / piccola circolazione

circolo cuore-polmoni

circolo sistemico

circolo cuore-periferia / grande circolazione

ordine completo circoli

1. cuore

2. circolo polmonare

3. cuore

4. circolo sistemico

5. cuore

a. ripetere in loop

struttura

atrio dx

riceve sangue dal circolo sistemico

atrio sx

riceve sangue dal circolo polmonare

ventricolo sx

manda sangue nel circolo polmonare

ventricolo dx

manda i sangue nel circolo sistemico

posizione

posteriormente allo sterno

nel mediastino

regione mediale del torace

tra le cavità pluriche

cavità plurica

comprende:

polmone

pleura

pericardio

pericardio

strato che avvolge il cuore

2 parti

pericardio fibroso (esterno)

formato da fibre collagene

stabilizzano la posizione del cuore e dei vasi nel mediastino

pericardio sieroso (interno)

foglietto parietale

cavità pericardica

contiene fluido periocardico

riduce l’attrito tra causato dalle contrazioni

foglietto viscerale = epicardio

anatomia di superficie

mindomo map

parete del cuore

struttura dall’esterno all’interno

pericardio

fibroso

sieroso

foglietto parietale

cavità pericardica

epicardio

miocardio (parte muscolare del cuore)

endocardio (epitelio specializzato della parete interna del cuore)

anatomia interna del cuore

setto interatriale

divide gli atri

setto interventricolare

divide i ventricoli

trabecole carnee

creste muscolari presenti nei ventricoli

atrio destro

riceve il sangue dal circolo sistemico

ricco di CO₂

lo riceve da:

vena cava superiore

testa, collo, arti superiori, torace

vena cava inferiore

parte inferiore del tronco, visceri, arti inferiori

seno coronario

porta il sangue dalle vene cardiache

ventricolo destro

spinge il sangue nel tronco polmonare (arteria)

dal tronco polmonare inizia il circolo polmonare

nel tronco polmonare è presente la valvola semilunare polmonare (valvola polmonare)

il tronco polmonare si ramifica in arterie polmonari di sinistra e destra

a loro volta si ramificano nei polmoni fino a diventare capillari

il sangue viene ossigenato dai polmoni tramite i capillari

la rete venosa dei polmoni conduce alla vene polmonari di sinistra e destra

le vene polmonari di sinistra e destra portano all’atrio sinistro

ventricolo sinistro

struttura simile al ventricolo destro

spinge il sangue nella aorta ascendente

punto di inizio del circolo sistemico

nella aorta ascendente troviamo la valvola semilunare aortica

valvole atrioventricolari

separa atrio da ventricolo

valvola monodirezionale

permette al sangue di fluire solo dall’atrio al ventricolo

struttura

valvola tricuspide (valvola atrioventricolare destra)

formata da 3 cuspidi (lembi)

ogni cuspide è collegata a delle corde tendinee

le corde tendinee sono collegate ai muscoli papillari

quando i muscoli papillari si contraggono tendono le corde tendinee

così facendo le cuspidi vengono tirate e la valvola tricuspide viene chiusa

valvola mitrale / bicuspide (valvola atrioventricolare sinistra)

presenta 2 cuspidi

vascolarizzazione del cuore

il tessuto muscolare cardiaco è irrorato dalla circolazione coronarica

arterie coronarie

arteria coronaria dx

arteria coronaria sx

originano dal seno aortico

originano in quel punto poiché la base dell’aorta è il punto in cui la pressione è più alta in

tutto il circolo sistemico

seno aortico

cavità sacciforme presente in prossimità della valvola semilunare aortica che grazie al suo

rigonfiamento chiude la valvola aortica

vene cardiache

vena cardiaca magna

vena cardiaca media

portano il sangue dal letto capillare del miocardio al seno coronario nell’atrio destro

ciclo cardiaco

ciclo cardiaco

periodo di tempo che va dall’inizio di un battito all’inizio del successivo

una contrazione e l’altra c’è una breve pausa che consente alle camere cardiache di rilasciarsi

sistole

contrazione

diastole

rilasciamento

ciclo cardiaco fasi:

1. sistole atriale

2. diastole atriale

3. sistole ventricolare

4. diastole ventricolare

sistema di conduzione del cuore

sistema di conduzione

cullule specializzate che:

generano impulsi

distribuiscono impulsi

cellule nodali / pacemaker

cellule muscolari cardiache non contrattili

atrio destro

regolano HR

localizzate in :

nodo senoatriale

nodo atrioventricolare

da origine al fascio di His

fibre di conduzione

cellule muscolari cardiache non contrattili

distribuiscono lo stimolo contrattile al miocardio

fibre del purkinje / fibre giganti

localizzate sulla superficie dell’endocardio

vanno a trasmettere l’impulso nervoso contrattile ai cardiomiociti

ordine e ruli delle componenti del sistema di conduzione in una sistole?

Apparato Urinario

funzioni:

1. escrezione

rimozione scarti metabolici dai fluidi corporei

2. eliminazione

espulsione dei prodotti di scarto

3. regolazione omeostatica della volemia

volemia = volume totale del sangue

organi:

reni

escrezione

ureteri

canale

vescica

punto di raccolta

uretra

canale

Reni

forma a fagiolo

posizione

altezza T12 - L3

rene dx e più basso del rene sx

rapporti:

superiormente ghiandola del surrene

si trova nella loggia renale

è retroperitoneale

esterno e posteriore al peritoneo

capsula fibrosa

circondata da tessuto adiposo

parnachima

ilo

corticale

presenta corpuscoli renali

tubulo contorto prossimale

tubulo contorto distale

midollare

presenta:

ansa di Henle

tubulo retto prossimale

tubulo retto distale

dotto collettore

dotto papillare

piramidi renali / del Malpighi

fanno confluire l’urina in:

1. calici minori

2. calici maggiori

3. pelvi renale

4. ilo

5. uretere

nefrone

composto di 2 parti:

corpuscolo renale / di Malpighi

tubulo renale

corpuscolo di Malpighi / renale

formato da:

glomerulo / glomerulo renale

rete di capillari

capsula di Bowman / capsula glomerulare

struttura che racchiude e contiene il glomerulo

è formata da 2 epiteli

epitelio parietale (esterno)

epitelio pavimentoso semplice (nella capsula)

si continua in epitelio cubico semplice del tubulo prossimale

spazio capsulare / camera glomerulare

spazio che si interpone tra gli epiteli

in questo spazio si genera il filtrato glomerulare (che in seguito diventerà preurina)

questo spazio si continua nel tubulo renale

epitelio viscerale (interno)

composto da podociti

barriera di ultraflitrazione

formata da:

capillari del glomerulo

i quali presentano un endotelio fenenstrato

epitelio viscerale, podociti

questa barriera filtra i soluti che possono essere eliminati

questo processo prende il nome di filtrazione glomerulare

il filtrato prende il nome di filtrato glomerulare

tubulo renale

composto da:

tubulo prossimale

in questa struttura vengono riassorbiti il 70% di acqua ed alcuni soluti ultrafiltrati

ansa di Henle

si trova tra il tubulo preossimale e quello distale

tubulo distale

è connesso al dotto collettore

che a sua volta è conesso ai dotti papillari

i tubuli hanno 2 segmenti

contorto

rettilineo

Sistema Linfatico

strutture del linfatico:

vasi linfatici

linfa

fluido simile a plasma a con una minore quantità di proteine disciolte

è un tessuto connettivo liquido

linfociti

cellule specializzate del linfatico

funzione di sorveglianza immunitaria

organi linfoidi

primari

si occupano della maturazione / differenziazione di linfociti

midollo osseo rosso

timo

secondari

sede di attivazione di linfociti maturi e loro riproduzione

linfonodi

milza

tessuto linfatico diffuso / associato alle mucose / MALT

Linfa

deriva dal plasma ematico

prodotto dell’ultrafiltrato del sangue dai capillari

il 10% del plasma del capillare stravasa ed fuoriesce dal capillare

produzione della linfa

1. sangue nel letto capillare

a. pressione ematica maggiore rispetto alla capacità di contenimento del vaso

2. fuoriscita di plasma

3. riassorbimento capillare del plasma

a. parte non riassorbita (10%) diventa liquido interstiziale

4. riassorbimento dai capillari linfatici

a. plasma riassorbito dal linfatico diventa linfa

5. trasporto della linfa nei fasi linfatici

6. riversamento nelle vene succlavia e giugulare

Linfociti

sono cellule linfatiche

maturano/differenziano in:

midollo osseo rosso

linfociti B

timo

linfociti T

poi le cellule differenziate vanno a collocarsi negli organi linfoidi secondari

risposta immunitaria

rilevano:

patogeni invasivi

cellule tumorali e infette

proteine estranee

dove sono presenti?

20% - 40% nel flusso ematico

i linfociti lo usano per essere trasportati da un organo ad un altro

60% - 80% negli organi linfoidi

linfociti T

differenziazione nel timo

antigeni attaccati

cellule APC

cellule con antigeni presenti sulla superficie

linfociti B

differenziazione nel midollo osseo rosso

possono differenziare in plasmacellule

plasmacellule

secernono anticorpi o immunoglobuline

anticorpi

si legano ad antigeni

dopo il legame anticorpo-antigene da vita ad una serie di eventi che distrugge

l’antigene

cellule NK

riconoscono naturalmente l’antigene e lo attaccano

senza anticorpi o cellule APC*

cellula APC

cellula che presenta antigene sulla sua superficie

antigene

sostanza estranea all’organismo

Linfonodi

organo pieno capsulato

stroma

capsula di rivestimento

tessuro connnettivo denso irregolare

vasi afferenti

vaso efferente

1 solo

Parenchima

spazio sottocapsulare

corticale

noduli / follicoli linfatici

agglomerati sferiformi di linfociti

linfociti B nei noduli

linfociti T nella parte corticale non nodulare

centro germinativo

avviene quando le cellule riconoscono l’antigene

cellule si attivano circondando l’antigene

cellule proliferano e migrano

paracorticale

zona intermedia tra corticale e midollare

presenti linfociti T

presenti venule ad endotelio alto

venule con endotelio cubico

portano linfociti nel linfonodo

midollare

zona interna

organizzata in cordoni midollari

contenenti:

macrofagi

cellule dendritiche

plasmacellule

ilo depressione della superficie del linfonodo

contine:

vasi ematici venosi e arteriosi

vaso lifatico efferente

funzionamento del linfonodo

è un organo che funge da filtro.

i vasi afferenti trasportano la linfa nel parenchima del linfonodo; la linfa viene controllata dai

linfociti presenti nelle varie strutture corticali, paracorticali e midollare, ed esce dall’ilo dell’organo

tramite il vaso linfatico efferente.

nel suo decorso nel linfonodo la linfa viene depurata dagli antigeni grazie all’azione dei linfociti,

macrofagi e cellule dendritiche.

Vasi Linfatici

trasporto linfa da periferia a vasi venosi

capillari a fono cieco

endotelio pavimentoso semplice

lamina basale incompleta o assente

presenti valvole per impedire reflusso verso la periferia

i vasi man mano aumentano il loro calibro fino ad arrivare ai dotti

1. capillari

2. precollettori

3. collettori

4. Dotti

dotto toracico

raccoglie la linfa dai suoi territori di drenaggio e dalla cisterna dl chilo, per poi riversarla nel punto di

giunzione tra vena giugulare sx e vena succlavia sx

territori drenati:

metà sx testa

metà sx collo

metà sx torace parte superiore

arto superiore sx

torace parte inferiore

pelvi

arti inferiori

cisterna del chilo

è camera a forma di sacco (una cisterna) che raccoglie la linfa da:

1. arti inferiori

2. pelivi

3. addome

e la trasporta nel dotto toracico

dotto linfatico destro

raccoglie la linfa dai suoi territori di drenaggio per poi riversarla

è situata anteriormente alle vertebre L1-L2

territori drenati:

regione sovradiframmatica destra

metà dx testa

metà dx collo

metà dx torace parte superiore

Timo

ghiandola

posizione

mediastino

superiormente al pericardio

posteriormente allo sterno

livello di T4

sede differenziazione linfociti T

matura fino a età puberale poi riduce dimensioni ed aumenta tessuto adiposo

stroma

capsula di rivestimento

connettivo propriamente detto denso irregolare

epitelio reticolare (vero e proprio stroma timico)

cellule epitelioreticolari che formano una rete

parenchima

suddivisione in:

lobo

sono 2

lobo destro

lobo sinistro setti lobuli

ciascun lobo è suddiviso da in

setti sono parte della capsula

sono formati da connettivo denso irregolare

punto entrata e uscita nervi e vasi (no ilo presente nel timo)

lobuli

corticale

esterna

contiene:

timociti

linf

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher masseinilo64 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi del Molise o del prof Guerra Germano.

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