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Concetti Chiave

  • Il tema del cuore mangiato è ricorrente nella tradizione letteraria italiana, evidenziato nella fiaba della "Cerva fatata di Basile".
  • Nella "Vita Nova", Dante rappresenta l'amore sacrificale attraverso l'immagine di Beatrice che consuma il cuore di Dante, simboleggiando un amore che implica morte e sacrificio.
  • Guido Cavalcanti descrive l'amore come un meccanismo crudele che porta alla morte, mentre Dante evolve verso una visione più moderna e carnale dell'amore nella "Divina Commedia".
  • La novella di Boccaccio "Tancredi e Ghismunda" esplora il conflitto tra desiderio e protezione paterna, culminando in un tragico atto di amore e vendetta.
  • Il cuore mangiato nella storia di Ghismunda si manifesta quando Tancredi porta il cuore del suo amato, portando alla scelta tragica di Ghismunda di avvelenarsi per amore.

Il Cuore Mangiato nella Tradizione

Nella fiaba della "Cerva fatata di Basile" è presente un tema ricorrente all’interno della tradizione letteraria italiana, quello del cuore mangiato. Infatti, nel racconto di Basile, una regina, per soddisfare il proprio desiderio di maternità, deve mangiare il cuore di un drago cucinato da una ragazza vergine. Il tema del cuore mangiato è stato trattato precedentemente anche da:

Dante e l'Amore Sacrificale

-Dante: in un sonetto della Vita Nova, il poeta sogna di una donna avvolta in un drappo sanguigno che mangia il cuore datole in pasto da Amore: è Beatrice che si nutre del cuore di Dante. Questa poesia propone quindi l’idea di una vittima dell’amore, e di un amore che implica la morte, il sacrificio supremo. Questa concezione dell’amore è molto vicina a quella teorizzata da Guido Cavalcanti, secondo il quale l’amore è un “accidente fero”, un meccanismo crudele che determina la morte. Quest’idea di amore verrà presto superata, tanto che Dante termina la Vita Nova affermando, riguardo a Beatrice, “dirò di lei cose mai dette per alcuna”. Con questa affermazione Dante apre implicitamente la strada alla Divina Commedia, dove ci viene presentata un’idea dell’amore differente e molto moderna, che rimanda in modo particolare al concetto di passione e di amore carnale. Questo tema è affrontato in modo implicito e quasi occulto nel X canto dell’inferno, dove Dante, alle porte della città di Dite, incontra Cavalcante de’ Cavalcanti, padre di Guido Cavalcanti, poeta e amico di Dante. Il padre di Cavalcanti, stupito di vedere Dante, gli chiede per quale motivo anche suo figlio Guido non sia lì con lui. Cavalcante dà per scontato che Dante si trovi all’inferno per “altezza d’ingegno” ovvero per le sue qualità letterarie (probabilmente Cavalcanti pensa che la missione di Dante sia quella di riportare ai vivi ciò che ha visto nel regno dei morti.) Tuttavia Dante risponde che se si trattasse di “ingegno” e di talento, allora Guido sarebbe lì con lui, in quanto considerato nel Medioevo (e da Dante stesso), un abilissimo intellettuale, ma dato che la visita di Dante all’inferno non si basa sull’abilità letteraria, bensì su una questione di fede e di amore, Cavalcanti che era epicureo, non avrebbe trovato alcun senso in questo viaggio spirituale compito da Dante. Dante non specifica il motivo della sua discesa agli inferi e quindi il motivo del suo viaggio spirituale. Non lo spiega esplicitamente, ma attribuisce soltanto la causa di tutto a “colui ch'attende là”. Questo “colui ch'attende là” potrebbe essere Dio oppure Amore (di cui Beatrice è incarnazione) secondo la nuova concezione di Dante, o anche entrambi.

Boccaccio e la Novella di Ghismunda

-Boccaccio: in Boccaccio troviamo l’elemento del “cuore mangiato” nella novella di Tancredi e Ghismunda. La novella, appartenente alla giornata degli “amori finiti male”, narra la storia di questa giovane di nome Ghismunda, figlia del principe di Salerno, Tancredi, un padre estremamente protettivo, il quale, essendo troppo affezionato alla figlia, pretende di non farla sposare. Ghismunda però, cerca di fare capire al padre che lei è una ragazza giovane e bella e in quanto tale insiste sulle regole della giovinezza: cerca di spiegare al padre che lei sente delle forti pulsioni carnali, che costituiscono la passione amorosa. Secondo Ghismunda l’uomo è spinto dall’istinto naturale. Ghismunda si innamora quindi di Guiscardo, il valletto del padre, e si giustifica difendendo appunto la necessità dell’uomo di rispondere alle esigenze della carne. Tancredi, che non solo non voleva che la figlia lo abbandonasse per un uomo, ma ora è anche disdegnato dal basso ceto di appartenenza di Guiscardo, decide di uccidere l’amato della figlia e di portarle il cuore in una coppa. Ghismunda, ancora profondamente innamorata di Guiscardo, addolorata e arrabbiata, versa una fialetta di veleno nel cuore del defunto amato e dopodiché beve dal cuore per avvelenarsi. Ghismunda muore e viene seppellita di fianco a Guiscardo

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del tema del "cuore mangiato" nella tradizione letteraria italiana?
  2. Il tema del "cuore mangiato" rappresenta un desiderio profondo e spesso legato a sacrifici, come evidenziato nella fiaba di Basile e nelle opere di Dante e Boccaccio, dove il cuore simboleggia l'amore e la sofferenza.

  3. Come viene rappresentato l'amore nel sonetto di Dante della "Vita Nova"?
  4. Nell'opera di Dante, l'amore è descritto come un'esperienza che implica sacrificio e morte, con Beatrice che consuma il cuore di Dante, suggerendo una visione dell'amore come una forma di vittima.

  5. Qual è la differenza tra la concezione dell'amore di Dante e quella di Guido Cavalcanti?
  6. Mentre Cavalcanti vede l'amore come un "accidente fero" che porta alla morte, Dante evolve verso una visione più complessa e moderna dell'amore, che include passione e amore carnale, come si evince dalla sua opera successiva, la "Divina Commedia".

  7. Qual è il conflitto centrale nella novella di Tancredi e Ghismunda di Boccaccio?
  8. Il conflitto ruota attorno al padre protettivo Tancredi, che non accetta l'amore tra Ghismunda e Guiscardo, portando a tragiche conseguenze, tra cui l'omicidio di Guiscardo e il suicidio di Ghismunda.

  9. In che modo il tema del cuore si collega alla morte nei racconti di Dante e Boccaccio?
  10. In entrambi i racconti, il cuore è simbolo di amore e morte; Dante esplora l'amore come sacrificio, mentre Boccaccio mostra come l'amore possa condurre a tragiche scelte, culminando nella morte dei protagonisti.

Domande e risposte

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