Concetti Chiave
- Il neorealismo è un'esperienza letteraria degli anni 1940-55, influenzata da eventi storici come la guerra e la Resistenza in Italia.
- Il movimento si distingue per l'impegno politico degli scrittori, che si avvicinano ai partiti di sinistra e abbracciano ideologie marxiste.
- Il neorealismo non è una scuola, ma un diffuso stato d'animo che promuove l'oggettività e la rappresentazione di temi collettivi attraverso un linguaggio anti-letterario.
- Le opere neorealiste si sviluppano in tre fasi: i precursori, le opere neorealiste e la crisi post-1955.
- Negli anni '50, il neorealismo inizia a declinare a causa di fattori interni ed esterni, come la crisi delle sinistre e la perdita di entusiasmo nel rinnovamento civile.
Indice
Origini del neorealismo
Il termine neorealismo indica oggi un’esperienza letteraria che ha caratterizzato gli anni 1940-55 e che trova i suoi presupposti nelle condizioni venutesi a creare In Italia negli anni della guerra e del dopoguerra. Questo movimento fu infatti il frutto delle esperienze storiche di quel periodo: la guerra, la Resistenza, l’occupazione straniera, gli anni duri e difficili della ricostruzione. Questi eventi portavano infatti gli scrittori a proclamare, per l’intellettuale, la necessità dell’impegno politico e, al tempo stesso, a pronunciare una decisa condanna verso la letteratura precedente, accusata di aver collaborato col fascismo o di averlo subito passivamente.
Impegno politico e letteratura
Centrale nella poetica dei neorealisti è dunque il concetto di impegno, che implicava la necessità di scelte politiche nette e di una responsabile e attiva partecipazione alle vicende della storia. Questa nuova concezione della letteratura e dell’arte, intese come mezzo di indagine della condizione umana e come contributo alla risoluzione dei problemi concreti della società, diede un nuovo volto e un nuovo prestigio allo scrittore italiano. L’esigenza dell’impegno spinge gli scrittori ad avvicinarsi ai partiti di sinistra: scaturisce qui l’egemonia dell’ideologia marxista sul mondo intellettuale. Un’incidenza determinante ha il pensiero gramsciano, che proprio in quegli anni viene alla luce con la pubblicazione dei “Quaderni del carcere”; in particolare esercitano forte suggestione le esigenze, poste dal pensatore comunista, di una letteratura nazional-popolare e della figura di un intellettuale organico alle masse popolari e ai partiti che le rappresentano.
Caratteristiche del neorealismo
Il neorealismo non è una scuola, ma piuttosto uno stato d’animo diffuso, in cui si trovano a convergere molti intellettuali. Come suggerisce anche lo stesso termine, si tende a recuperare i modelli realistici dell’Ottocento, che la letteratura decadente e primo novecentesca aveva abbandonato. Al soggettivismo della letteratura ermetica si oppone un bisogno di oggettività: lo scrittore non vuol più mettere in primo piano il suo io, ma lasciar parlare direttamente le cose, fornire documenti e testimonianze. La scelta del realismo è legata proprio alla necessità di affrontare temi concreti che riguardano la collettività, quali il dramma della guerra e la tragedia della Shoah. La narrativa neorealista mette al centro i personaggi appartenenti alle classi operaie. Per quanto riguarda il linguaggio, utilizzano un linguaggio nuovo, fortemente anti-letterario, che da un lato rappresentasse il modo di esprimersi delle classi popolari, dall’altro potesse esprimere nuovi valori umani e sociali; nella maggior parte dei casi, ciò si risolse nell’inserimento di elementi dialettali e gergali nella lingua tradizionale.
Ambiti e fasi del neorealismo
Il neorealismo riguardò ambiti diversi, dal cinema alla narrativa, dalle arti figurative alla poesia. In ambito letterario, l’esperienza neorealista può essere scandita in tre momenti: il primo, caratterizzato dai precursori, Moravia, Bernari e Silone; il secondo, segnato dalla pubblicazione delle opere propriamente neorealiste; il terzo, dopo il 1955, che è caratterizzato dalla crisi della corrente.
Declino del neorealismo
Nel corso degli anni 50, infatti, si manifestano i segni dell’esaurimento del neorealismo. All’inevitabile logoramento interno delle forme letterarie si aggiungono fattori esterni: la fine degli entusiasmi e delle speranze di rinnovamento civile propri dell’immediato dopoguerra, la crisi delle sinistre, la nascita di problemi nuovi che richiedono nuovi strumenti conoscitivi ed espressivi.
Tra i maggiori esponenti del Neorealismo abbiamo: Cesare Pavese, Elio Vittorini, Alberto Moravia, Beppe Fenoglio, Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Primo Levi.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini storiche del neorealismo in Italia?
- Qual è il concetto centrale della poetica neorealista?
- In che modo il neorealismo si differenzia da altre correnti letterarie?
- Quali sono le fasi dell'esperienza neorealista in ambito letterario?
- Quali fattori hanno contribuito al declino del neorealismo negli anni '50?
Il neorealismo nasce tra il 1940 e il 1955, influenzato dalle esperienze della guerra, della Resistenza e della ricostruzione, con una forte condanna della letteratura precedente accusata di complicità con il fascismo.
Il concetto centrale è l'impegno politico, che richiede agli scrittori di partecipare attivamente alla storia e di affrontare i problemi concreti della società, spesso avvicinandosi a ideologie di sinistra e al pensiero gramsciano.
Il neorealismo non è una scuola ma uno stato d’animo, caratterizzato da un recupero del realismo ottocentesco e da un linguaggio anti-letterario che riflette le esperienze delle classi popolari, ponendo al centro temi concreti come la guerra e la Shoah.
L'esperienza neorealista si divide in tre fasi: i precursori come Moravia e Silone, la pubblicazione delle opere neorealiste, e infine la crisi del movimento dopo il 1955.
Il declino è dovuto a un logoramento interno delle forme letterarie e a fattori esterni come la fine delle speranze di rinnovamento civile, la crisi delle sinistre e l'emergere di nuovi problemi che richiedono strumenti espressivi diversi.