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Concetti Chiave

  • Il golfo di Muggia, lungo circa 6 km, è considerato il mare più inquinato del mondo a causa degli scarichi urbani e industriali e del traffico di petroliere.
  • Uno studio dell'università di Trieste evidenzia gravi alterazioni ecologiche, con estinzioni di specie di plancton e morte delle ostriche a causa di sedimenti industriali.
  • In Italia, solo il 13,6% delle coste è privo di inquinamento, con il resto mediamente o gravemente inquinato, principalmente a causa delle raffinerie.
  • Lo scarico diretto delle fogne delle città costiere e l'inquinamento dei fiumi contribuiscono significativamente alla crisi ambientale del mare italiano.
  • La magistratura ha intrapreso un'azione legale contro i responsabili dell'inquinamento marino, nonostante le sfide poste da leggi obsolete.

Il vallone di Muggia

Fra le ultime propaggini italiane del Carso e l’Istria si apre, per circa 6 km di profondità, il golfo o « vallone » di Muggia. Questo breve tratto di mare, sbarrato da tre moli costruiti dagli austro-ungarici a protezione del porto dalle onde, vanta un primato: è il mare più inquinato del mondo. Vi si concentrano infatti gli scarichi urbani e quelli del vicino mastodontico complesso industriale; e soprattutto, vi attraccano ogni anno, in corrispondenza del terminale dell’oleodotto Adriatico-Europa Centrale, centinaia di petroliere.

Studio ecologico allarmante

Uno studio svolto da ecologi dell’università di Trieste ha dato risultati allucinanti: le coste circostanti presentano incredibili alterazioni del popola¬mento vegetale e animale, molte specie del plancton della baia sono completamente estinte, le ostriche, una volta abbondantissime, sono sepolte, morte sul fondo del mare sotto uno spesso tappeto di sedimenti industriali. Il vallone di Muggia non è un fatto isolato: è invece un simbolo, un tragico esempio di come saranno ridotte le acque italiane fra pochi decenni, forse soltanto fra pochi anni.

Inquinamento delle coste italiane

Con oltre 9000 km di coste, l’Italia è particolarmente esposta ai pericoli dell’inquinamento marino. Un accurato studio svolto dal professor Polo Berbenni, docente di chimica idrologica all’università di Padova, ha dimostrato che soltanto il 13,6% dei nostri litorali è ancora privo di qualsiasi forma di inquinamento: tutto il resto è mediamente inquinato (73,4%) o molto grave¬mente inquinato (10,9%>). La prima causa di questa situazione è costituita dalle raffinerie. « Siamo una vera e propria petroliera nel Mediterraneo, raffiniamo grezzo per tutta l’Europa » ha detto Marcello Vittorini in un suo studio. Gli impianti di raffinazione sono pericolosi per varie ragioni: moltiplicano il traffico di petroliere e le possibilità di drammatici incidenti, portano davanti alle nostre coste le operazioni di lavaggio delle tanche sporche di residui di greggio (che solo raramente, soprattutto da noi, si svolgono seguendo le norme di sicurezza internazionali).

Cause dell'inquinamento marino

Un’altra causa grave di inquinamento è lo scarico cloacale delle città costiere. È dimostrato che più del 74% dei centri abitati marini scaricano le loro fogne direttamente nell’acqua senza alcun impianto di depurazione. Né si può trascurare l'imponente massa di acque inquinate riversate in mare dai fiumi italiani, tutti ormai moribondi biologicamente. Basterà ricordare il gravissimo problema dei detersivi, tuttora permessi anche in forma non biodegradabile nella maggior parte del nostro territorio. Alla foce di certi fiumi sembra di trovarsi in una gigantesca lavanderia, con la schiuma biancastra che ribolle dappertutto e stermina intere specie di pesci modificando biologicamente vasti habitat.

Reazione della magistratura

La situazione è gravissima. Lo dimostra la recente presa di posizione della magistratura che coraggiosamente, ma grazie a leggi troppo antiquate, ha lanciato un’offensiva giudiziaria contro i principali responsabili dell’avvelenamento di quel « mare nostrum » che al di là di ogni considerazione estetica o romantica ha sempre costituito per l’Italia una essenziale risorsa economica.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il primato del golfo di Muggia?
  2. Il golfo di Muggia è considerato il mare più inquinato del mondo, a causa degli scarichi urbani e industriali, nonché dell'attracco di numerose petroliere ogni anno.

  3. Quali sono le conseguenze ecologiche dell'inquinamento nel vallone di Muggia?
  4. Uno studio dell'università di Trieste ha rivelato gravi alterazioni nel popolamento vegetale e animale, con estinzioni di specie di plancton e la morte delle ostriche, sepolte sotto sedimenti industriali.

  5. Qual è la situazione dell'inquinamento lungo le coste italiane?
  6. Solo il 13,6% delle coste italiane è privo di inquinamento, mentre il 73,4% è mediamente inquinato e il 10,9% molto gravemente inquinato, principalmente a causa delle raffinerie e degli scarichi cloacali.

  7. Qual è la reazione della magistratura riguardo all'inquinamento marino?
  8. La magistratura ha avviato un'offensiva giudiziaria contro i responsabili dell'inquinamento del mare, evidenziando la gravità della situazione e l'importanza economica del "mare nostrum" per l'Italia.

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