Concetti Chiave
- Il "varco" è un tema centrale, simboleggia la ricerca di una vita autentica per superare la solitudine esistenziale, ma rimane una possibilità irrealizzata.
- L'inquietudine esistenziale si manifesta attraverso immagini di disorientamento, come la bussola impazzita e il calcolo dei dadi che non torna.
- La casa rappresenta un rifugio di ricordi felici, ora desolata e abbandonata, simbolo della precarietà e del tempo che distrugge ogni cosa.
- La sofferenza di Montale emerge dall'irregolarità metrica e dall'uso di tecniche poetiche come iterazioni, allitterazioni e rime che creano legami tra le parole.
- I tempi verbali utilizzati riflettono la negatività del presente e contrappongono l'autenticità del passato alla precarietà del vivere attuale.
di E. Montale
Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t'attende dalla sera
in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola... impazzita all'avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s'addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s'allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell'oscurità.
Oh l'orizzonte in fuga, dove s'accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende...)
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera.
Ed io non so chi va e chi resta.
Il tema del varco
Uno dei temi fondamentali di questa lirica è quello del "varco", inteso come superamento della solitudine esistenziale alla ricerca di una vita autentica, ma che rimane una possibilità irrealizzata.
L'inquietudine esistenziale
L'affermazione iniziale Tu non ricordi ritorna ossessiva e angosciosa al v. 10 e nel penultimo verso, diventando il motivo conduttore che sottolinea la vanità di quel sogno del passato e l'inutile attesa del futuro, a testimonianza del "male di vivere". L'inquietudine e il disorientamento esistenziale sono resi attraverso delle oggettivazioni: la bussola... impazzita, cioè la difficoltà dì trovare la strada giusta, il calcolo dei dadi che non torna, cioè la perdita di ogni punto di riferimento, la casa che s'allontana, simbolo di una sicurezza irraggiungibile.
La fedeltà a quel ricordo appare inutile, eppure Montale vi si aggrappa con un'intensità tale da lasciarsi tentare da una speranza: Il varco è qui? L'approdo ad una vita serena era forse in quella casa, in quell'amore e accanto a quella donna? Quell'amore poteva essere per entrambi la salvezza dal male del mondo? La luce all'orizzonte sembra un segno di speranza, ma l'onda sempre uguale continua ad infrangersi sulla scogliera e gli ricorda che il tempo corrode ogni cosa (la banderuola affumicata gira senza pietà) e che non è possibile rivivere i momenti perduti. Il poeta può solo proclamare la sua solitudine ed il suo smarrimento dinanzi agli eventi.
La casa e il ricordo
Al motivo del ricordo si accompagna quello della casa, dove il poeta e la donna trascorsero momenti felici (il tuo riso), ma ora è desolata e abbandonata: il poeta umanizza l'oggetto-casa, attribuendogli lo squallore e la desolazione che sono nel suo animo. È vuota e sferzata dal libeccio, simbolo del tempo che spazza via ogni cosa, e la sua posizione a strapiombo evoca un senso di precarietà.
Livello metrico-formale.
La poetica della sofferenza
La poetica della sofferenza in Montale si esprime anche attraverso l'irregolarità della forma metrica e la fusione del tono prosastico (Tu non ricordi,) con il lessico letterario (varco, balza). Il ritmo è scandito da:
* iterazioni (Tu non ricordi, vv. 1, 10, 21; Ne tengo un capo, vv. 12, 15);
* allitterazioni (desolata t'attende dalla sera);
* assonanze (frangente/scoscende);
* rime che creano legami tra le strofe (irrequieto-lieto, vv. 5-7; scogliera-sera-petroliera, vv. 2-3-18) e tra le parole-chiave con richiami (non torna-frastorna) o mediante opposizioni di significato (s'addipana-s'allontana).
Tempi verbali.
Significato dei tempi verbali
Un significato particolare assume l'uso dei tempi verbali: il tempo presente indica la negatività del vivere, il passato remoto (entrò, sostò) è riferito alla donna e al tempo del ricordo, e contrappone l'autenticità del passato alla precarietà del presente.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del "varco" nella poesia di Montale?
- Come si manifesta l'inquietudine esistenziale nel testo?
- Qual è il ruolo della casa nel poema?
- In che modo Montale esprime la sua poetica della sofferenza?
- Qual è il significato dei tempi verbali utilizzati nella poesia?
Il "varco" rappresenta il superamento della solitudine esistenziale e la ricerca di una vita autentica, ma rimane una possibilità irrealizzata, evidenziando l'inquietudine del poeta.
L'inquietudine è espressa attraverso oggettivazioni come la "bussola impazzita" e il "calcolo dei dadi che non torna", simboli della difficoltà di trovare un senso e di orientarsi nella vita.
La casa simboleggia i momenti felici trascorsi con la donna, ma ora è desolata e abbandonata, riflettendo il vuoto e la desolazione dell'animo del poeta.
La poetica della sofferenza si manifesta attraverso l'irregolarità della forma metrica e l'uso di un linguaggio che fonde il tono prosastico con il lessico letterario, creando un ritmo emotivo.
I tempi verbali evidenziano la negatività del presente attraverso il tempo presente, mentre il passato remoto si riferisce a ricordi autentici, creando un contrasto tra la precarietà del presente e la solidità del passato.