Concetti Chiave
- La casa dei doganieri simboleggia un rifugio di autenticità, contrapposta alla vita esterna e alla società di massa, rappresentando il confine tra vita vera e non-vita.
- La poetica della sofferenza di Montale si manifesta attraverso l'irregolarità metrica e l'uso di iterazioni e rime, evidenziando la negatività del presente rispetto al passato autentico.
- Il tempo, rappresentato dal vento, distrugge il ricordo della casa, unico legame tra il poeta e la donna amata, accentuando la sua solitudine.
- Il "varco" nella lirica simboleggia la possibilità di superare la solitudine esistenziale e cercare una vita autentica, ma rimane un sogno irrealizzato.
- Il paesaggio ligure è descritto come oscuro e minaccioso, riflettendo un cambiamento rispetto alle prime poesie e simboleggiando l'oblio e l'impossibilità di trovare salvezza nel ricordo.
La Casa dei Doganieri
Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende ...)
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.
Tu non ricordi la casa dei doganieri su un rilievo a picco sulla costa di scogli: ti aspetta abbandonata dalla sera nella quale vi entrò la ricchezza dei tuoi pensieri, e vi si fermò con inquieta vivacità.
Il Vento e la Memoria
il vento (da sud ovest) colpisce da anni le le vecchie mura e il suono del tuo riso non è più felice: la bussola si muove senza senso da una parte e dall'altra e la somma dei dadi non è più corretta. tu non ricordi; un altro tempo distrae la tua memoria; si riaggomitola un filo.
Ne tengo ancora un'estremità; ma la casa si allontana e la banderuola affumicata in cima al tetto gira senza interruzione. Ne tengo un'estremità; ma tu resti sola e non respiri qui nel buio.
Oh l'orizzonte che si allontana, sul quale raramente si accende la luce di una petroliera! è qui il passaggio?
(l'onda che si rompe riappare ancora sul precipizio che scende...). tu non ricordi la casa di questa mia sera. ed io non so chi (di noi due) va e chi resta.
L'Opposizione Interno/Esterno
Sin dal titolo compare il tema della casa insieme con l’opposizione, a esso collegata, interno\ esterno. L’interno è il luogo dell’autenticità, dell’interiorità psicologica e del ricordo; l’esterno quello della vita falsa, della società di massa e del fascismo. D’altra parte il riferimento ai “doganieri”, addetti ai confini, introduce il motivo del limite e, appunto, del confine che separa la vita vera dalla vita falsa (o non-vita) e la vita dalla morte.
La Poetica della Sofferenza
La poetica della sofferenza in Montale si esprime anche attraverso l'irregolarità della forma metrica e la fusione del tono prosastico (Tu non ricordi,) con il lessico letterario (varco, balza). Il ritmo è scandito da:
* iterazioni (Tu non ricordi, vv. 1, 10, 21; Ne tengo un capo, vv. 12, 15);
* allitterazioni (desolata t'attende dalla sera);
* assonanze (frangente/scoscende);
* rime che creano legami tra le strofe (irrequieto-lieto, vv. 5-7; scogliera-sera-petroliera, vv. 2-3-18) e tra le parole-chiave con richiami (non torna-frastorna) o mediante opposizioni di significato (s'addipana-s'allontana).
Un significato particolare assume l'uso dei tempi verbali: il tempo presente indica la negatività del vivere, il passato remoto (entrò, sostò) è riferito alla donna e al tempo del ricordo, e contrappone l'autenticità del passato alla precarietà del presente. Si tratta di una poesia che parla di un tentativo fallito di riportare alla memoria un’immagine. Il poeta cerca di afferrare il filo del ricordo, la donna è distratta da altro tempo. La centralità del tema memoriale è scritta in modo chiaro in questa poesia.
L’opposizione interno/esterno è oggettivata nell’immagine della casa in cui ha vissuto felicemente in compagnia della donna ora lontana. La casa rappresenta un polo positivo, un rifugio. La realtà esterna diventa il libeccio che sferza le vecchie mura: sono sconvolgimento e sofferenza che minacciano l’interno, è quindi il polo negativo (= identificabile con la realtà storica del fascismo e della guerra). La casa rappresenta la condizione sociale dell’intellettuale appartato.
Il Tempo e la Solitudine
Il moto del tempo, oggettivato nel vento, si oppone all’immobilità della casa e ne distrugge il ricordo, l’unico legame in grado di unire il poeta alla donna amata.
v.7: il tempo che è passato fa si che il riso della donna non riesca più a dare gioia al poeta; vv.8-9: non è possibile trovare un punto di riferimento stabile nella vita, né a livello razionale, né per il caso (l’ago della bussola impazzita e il calcolo dei dadi che non torna); vv.13-14: il ruotare della banderuola rappresenta l’impetuoso trascorrere del tempo; v.19: il mare come negli Ossi è associato ad una possibile salvezza; v.22: dubbio assoluto: il poeta non riesce a capire chi fra i due sia partito veramente e chi invece sia restato.
In riferimento alla poesia (La casa dei doganieri) si osserva che, a differenza che nelle liriche degli Ossi di seppia, è qui meno insistito il suono aspro del tessuto fonico, se si eccettua la frequenza delle r spesso accostate ad altra consonante (ricordi, strapiombo, irrequieto, sferza, ecc. fino a
varco), e a quella delle s e delle t. L’effetto che ne deriva è quello di un linguaggio senza dolcezza, che ha l’andamento del parlare quotidiano.
Il ritmo è per lo più lento. Anche qui compaiono molti oggetti che costituiscono il correlativo oggettivo e sono oggetti emblematici: la matassa aggrovigliata, la banderuola sul tetto, la bussola impazzita, il calcolo dei dadi. Tutti si riferiscono all’impossibilità di trovare un senso alla vita e alla morte,nella ricerca di una via di scampo (Il varco è qui?).
Quattro strofe di cinque e sei versi alternativamente. I versi sono generalmente endecasillabi, unico il v.5 è un quinario. Le rime sono complesse e racchiudono tutto il componimento, la prima strofa è legata alla seconda, la terza alla quarta e la prima all’ultima, all’interno delle varie strofe i versi rimano tra loro, tutti tranne quello legato alla strofa precedente o che segue.
Il Varco e la Speranza
Uno dei temi fondamentali di questa lirica è quello del "varco", inteso come superamento della solitudine esistenziale alla ricerca di una vita autentica, ma che rimane una possibilità irrealizzata.
L'affermazione iniziale Tu non ricordi ritorna ossessiva e angosciosa al v. 10 e nel penultimo verso, diventando il motivo conduttore che sottolinea la vanità di quel sogno del passato e l'inutile attesa del futuro, a testimonianza del "male di vivere". L'inquietudine e il disorientamento esistenziale sono resi attraverso delle oggettivazioni: la bussola impazzita, cioè la difficoltà dì trovare la strada giusta, il calcolo dei dadi che non torna, cioè la perdita di ogni punto di riferimento, la casa che s'allontana, simbolo di una sicurezza irraggiungibile.
La fedeltà a quel ricordo appare inutile, eppure Montale vi si aggrappa con un'intensità tale da lasciarsi tentare da una speranza: Il varco è qui? L'approdo ad una vita serena era forse in quella casa, in quell'amore e accanto a quella donna? Quell'amore poteva essere per entrambi la salvezza dal male del mondo? La luce all'orizzonte sembra un segno di speranza, ma l'onda sempre uguale continua ad infrangersi sulla scogliera e gli ricorda che il tempo corrode ogni cosa (la banderuola affumicata gira senza pietà) e che non è possibile rivivere i momenti perduti. Il poeta può solo proclamare la sua solitudine ed il suo smarrimento dinanzi agli eventi.
La Desolazione della Casa
Al motivo del ricordo si accompagna quello della casa, dove il poeta e la donna trascorsero momenti felici (il tuo riso), ma ora è desolata e abbandonata: il poeta umanizza l'oggetto-casa, attribuendogli lo squallore e la desolazione che sono nel suo animo. È vuota e sferzata dal libeccio, simbolo del tempo che spazza via ogni cosa, e la sua posizione a strapiombo evoca un senso di precarietà.
Il Paesaggio Oscuro della Liguria
"La casa dei doganieri" scritta nel 1930, viene pubblicata nel 1932 e poi inserita nella raccolta del '39 "Le occasioni". In questa poesia il paesaggio estivo della Liguria dell'infanzia e dell'adolescenza del poeta ha acquisito una tinta oscura, tenebrosa e minacciosa. Lo stesso paesaggio delle prime poesie appare cambiato, privo di luce, se non di quella "rara" di una petroliera. Si introduce una componente emblematica della poesia di Montale, il Tu a cui il poeta si rivolge. Questo Tu si riferisce a una donna realmente esistita, ma finisce per allontanarsi dalla sua identità anagrafica per diventare un'istanza grammaticale assoluta, attraverso cui l'Io del poeta si confronta e si specchia. Gli oggetti e le ambientazioni diventano emblemi della memoria e della mancanza di memoria. Montale canta l'oblio, l'impossibilità di trovare salvezza nel ricordo.
L'immagine più angosciosa e memorabile è quella della banderuola affumicata che gira senza pietà, l'impazzito segnavento sembra annunciare l'arrivo di qualcosa di terribile e angoscioso.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della casa dei doganieri nel poema?
- Come si manifesta il tema del tempo nella poesia?
- Qual è il ruolo dell'opposizione interno/esterno nel testo?
- In che modo Montale esprime la sofferenza nella sua poetica?
- Qual è il significato del "varco" nella poesia?
La casa rappresenta un rifugio di autenticità e ricordi felici, ma è ora desolata e abbandonata, simboleggiando la precarietà del passato e la solitudine del presente.
Il tempo è rappresentato dal vento che sferza le mura della casa, distruggendo il ricordo e rendendo impossibile trovare stabilità nella vita, come evidenziato dalla bussola impazzita e dal calcolo dei dadi che non torna.
L'interno della casa simboleggia l'autenticità e la memoria, mentre l'esterno rappresenta la vita falsa e il caos della società, evidenziando il conflitto tra la vita vera e la non-vita.
La sofferenza è espressa attraverso l'irregolarità metrica e l'uso di un linguaggio quotidiano, con immagini emblematiche che riflettono l'impossibilità di trovare un senso alla vita e alla morte.
Il "varco" simboleggia la ricerca di una vita autentica e la speranza di superare la solitudine esistenziale, ma rimane una possibilità irrealizzata, come evidenziato dalla luce rara all'orizzonte e dalla continua erosione del tempo.