Concetti Chiave
- La poesia di Montale esplora il tema della memoria attraverso il dialogo con una figura femminile, Annetta-Arletta, la cui morte rende impossibile il ricordo di un incontro passato.
- La casa dei doganieri diventa un simbolo di solitudine e abbandono, un tempo luogo felice che ora rappresenta l'impossibilità di recuperare i ricordi.
- L'immobilità del tempo è espressa tramite immagini come una bussola impazzita e un filo della memoria aggrovigliato, indicando l'assenza di punti di riferimento nella vita.
- Il "varco" è un'illusione di fuga dalla prigionia esistenziale, ma viene smentito dalla ripetizione monotona del tempo, simboleggiata dalle onde infrante sulla scogliera.
- Montale utilizza oggetti quotidiani come correlativi oggettivi per esprimere temi complessi, mantenendo un legame autobiografico con il ricordo di Arletta e la sua morte.
Indice
Donna montaliana e Silvia di Leopardi
La poesia ripropone il tema della memoria. Montale si rivolge ad una figura denominata “Annetta-Arletta”, una villeggiante conosciuta a Monterosso. L'impossibilità del ricordo, con cui si apre la lirica, deriva dalla morte della fanciulla.
La casa dei doganieri era un edificio usato dalla Guardia di Finanza, isolato su un rialzo della scogliera, a Monterosso. È il luogo dove era avvenuto il lontano incontro, e che però la donna non può ricordare.
Il primo verso rimanda all'inizio della canzone A Silvia, in cui Leopardi si rivolge all'immagine di una fanciulla morta che riemerge dal passato. Però Montale capovolge il modello leopardiano: mentre Leopardi spera che Silvia ricordi il passato felice, nella poesia di Montale la donna “non ricorda” più.
La memoria appare impossibile da recuperare: il passato è avvolto dalla “nebbia” e i ricordi svaniscono. L'impossibilità della memoria si concretizza nella casa dei doganieri, un tempo luogo felice e ora simbolo di solitudine e abbandono. Anche l’immagine della donna, un tempo sorridente (come Silvia), è diversa da quella presente (il riso non è più lieto perché la fanciulla è morta; quel suono resta solo nel ricordo e nel rimpianto del poeta).
Immobilità del tempo e “varco”
Senza l'appoggio della memoria non è più possibile trovare un punto di riferimento per orientarsi nella vita verso il futuro, non esistono più certezze.
L'ago della bussola impazzita e il calcolo dei punti segnati sulle facce dei dadi che non dà più il risultato giusto vogliono dire che ormai non è possibile orientarsi nell'esistenza né fare previsioni sul futuro.
Il “filo che s’addipana”, il filo della memoria che ancora lega il poeta alla donna, allude alla difficoltà di preservare il passato nel ricordo: non è possibile seguire il filo avvolto nel gomitolo. Vi è un’allusione al filo d'Arianna, simbolo della guida nel labirinto dell’esistenza, che però si aggroviglia e diventa inutile: dall'altro capo non c'è più nessuno, perché la donna è morta. Non è più possibile trovare una via di scampo nel labirinto dell'esistenza, neppure aggrappandosi al passato e ai ricordi.
Come di consueto, il poeta si illude di trovare un “varco” che offra una via di fuga e di salvezza da quella condizione immobile di prigionia, rappresentata dalla luce lontana di una petroliera. Tuttavia, l'uomo resta prigioniero nel monotono ripetersi del tempo.
Però, la speranza è subito spenta dal perenne infrangersi delle onde sulla scogliera, correlativo oggettivo del ripetersi sempre uguale dei giorni, come la banderuola che gira senza sosta.
In una realtà dominata dalla ripetizione e dalla mancanza di senso, la vita perde significato e non esiste più una vera differenza tra vivi e morti: la donna è morta, ma anche il poeta, pur vivendo, si sente interiormente morto, perché prigioniero della condizione esistenziale immobile.
Prevalenza degli oggetti
Il discorso poetico si innalza, facendosi sempre più difficile ed oscuro. Mantiene però un forte legame con Ossi di seppia: temi ripresi, uso del correlativo oggettivo. A differenza di molte liriche de Le occasioni, qui resta presente anche il dato autobiografico, legato al ricordo di Arletta e della sua morte.
Inoltre Montale continua a usare oggetti semplici e quotidiani, lontani da quelli della poesia aulica e tradizionale: la casa dei doganieri, la bussola impazzita, i dadi, il filo aggrovigliato, la banderuola, la luce della petroliera e le onde sugli scogli.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale della poesia "La casa dei doganieri" di Eugenio Montale?
- Come viene rappresentata l'immobilità del tempo nella poesia di Montale?
- In che modo Montale utilizza il "varco" nella sua poesia?
- Qual è il ruolo degli oggetti nella poesia "La casa dei doganieri"?
- In che modo Montale si differenzia da Leopardi nel trattare il tema della memoria?
Il tema principale è l'impossibilità della memoria e il ricordo di un passato felice ormai irrecuperabile, simboleggiato dalla casa dei doganieri e dalla figura di Annetta-Arletta.
L'immobilità del tempo è rappresentata attraverso immagini come l'ago della bussola impazzita e il filo della memoria che si aggroviglia, simboli dell'incapacità di orientarsi nel futuro e di preservare il passato.
Montale utilizza il "varco" come un'illusione di fuga e salvezza dalla prigionia esistenziale, ma questa speranza è subito spenta dal monotono ripetersi del tempo, simboleggiato dalle onde che si infrangono sulla scogliera.
Gli oggetti semplici e quotidiani, come la bussola impazzita e il filo aggrovigliato, servono come correlativi oggettivi per esprimere temi complessi come la memoria e l'immobilità del tempo, mantenendo un legame con il dato autobiografico.
Montale capovolge il modello leopardiano: mentre Leopardi spera che Silvia ricordi il passato felice, Montale sottolinea l'impossibilità del ricordo, con la donna che "non ricorda" più, avvolta dalla nebbia del passato.