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Concetti Chiave

  • Il libro "La scomparsa di Majorana" di Leonardo Sciascia indaga le cause della misteriosa scomparsa del fisico Ettore Majorana, analizzando documenti e testimonianze.
  • Ettore Majorana, un geniale scienziato solitario e introverso, mostrava una netta superiorità nei calcoli rispetto ai suoi colleghi, ma evitava di pubblicare le sue scoperte.
  • La sua scomparsa avvenne nel 1938 durante un viaggio in treno, e le lettere lasciate prima della sua fuga rimangono ambigue e enigmatiche.
  • Sciascia interpreta la fuga di Majorana come un gesto di protesta contro una scienza vista come complice della distruzione umana, simile al mito di Ulisse.
  • Il rapporto tra Majorana e il suo mentore Fermi era complesso, caratterizzato da competizione intellettuale e incomprensione reciproca.

Questo appunto di italiano si concentra sul libro la scomparsa di Majorana scritto da Leonardo Sciascia nel 1975. Nel libro “La scomparsa di Majorana” Sciascia cerca di trovare le possibili motivazioni che portarono alla misteriosa scomparsa del fisico Ettore Majorana, analizzando gli eventi antecedenti ed utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione, ovvero documenti ufficiali, testimonianze di amici, parenti, colleghi e conoscenti.
La scomparsa di Majorana - Leonardo Sciascia: trama e analisi articolo

Ettore Majorana

Nato a Catania il 5 agosto 1906, nel 1928 Ettore Majorana aveva deciso, per amore della scienza, di trasferirsi a Roma ed iniziare gli studi presso Facoltà di Fisica dove si unì al gruppo dei ragazzi di via Panisperna guidati dal professore Enrico Fermi. Durante i suoi anni universitari, per coloro che lo conobbero, Ettore appariva come un ragazzo smilzo, con un portamento timido e incerto. Aveva i capelli scuri, e la carnagione nerissima, le sue gote erano scavate e gli occhi vivaci e scintillanti. Sin da subito si instaurò un rapporto di complicità fra l’allievo Majorana e il maestro Fermi, rapporto che però risultò essere talvolta distaccato, critico e scontroso. Vi era fra i due un certo disagio, quasi antagonismo o diffidenza, dovuto alle gare di complicatissimi calcoli in cui Majorana, di evidente genialità superiore a quella di Fermi, riusciva sempre a prevalere. Anche i rapporti con il resto del gruppo di studiosi non erano semplici, in quanto Ettore non era abituato al lavoro in complicità o a stabilire solidarietà. Si sentiva quasi estraneo, costretto a dover fare ciò che gli altri si aspettavano da lui. Sentiva, infatti, un profondo divario tra gli altri studiosi del gruppo, che “cercavano” la scienza, e sé stesso, che semplicemente sembrava “portarla”, come fosse qualcosa di innato. Ettore viene descritto come un ragazzo solitario, chiuso ed introverso che, seppur spesso illuminato da idee geniali e scoperte sorprendenti, se ne ritraeva, quasi intimidito. E se gli altri provavano ad incoraggiarlo e spingerlo a pubblicare, Majorana si richiudeva in sé stesso. Emblema di tale aspetto del suo carattere è l’episodio in cui Ettore riesce addirittura ad anticipare il premio Nobel di Heisenberg riguardo alla teoria del nucleo fatto di protoni e neutroni ma decide di rimanere nell'ombra, rifiutando di pubblicarla e proibendo a Fermi di parlarne in un congresso di fisica a Parigi. Le motivazioni che spinsero Ettore a non permettere che la sua teoria venisse condivisa con il pubblico non sono chiare, ma si può ipotizzare che il fisico avesse già intuito le gravi conseguenze a cui tale scoperta avrebbe potuto portare, ovvero all'invenzione della bomba atomica. Proprio per questo, in seguito alla pubblicazione da parte di Heisenberg, Ettore si sente come sollevato.
per un ulteriore approfondimento su Heisenberg vedi anche qua

La scomparsa di Majorana?

Agli inizi del 1933 Ettore aveva deciso di trascorrere qualche mese in Germania, a Lipsia. Qui, accolto dall'Istituto di Fisica, Ettore instaurò un rapporto di amicizia stretto e confidenziale con Heisenberg, fatto di discussioni sulla fisica e partite a scacchi. Al ritorno dalla Germania, dall'estate del 1933 a quella del 1937, Ettore raramente uscì di casa, e ancora più raramente si fece vedere all'Istituto di Fisica. E’ proprio in questo periodo che lo scienziato scoprì un profondo senso di avversione verso la fisica, arrivando a rifiutare ed evitare di discuterne, prediligendo invece gli interessi filosofici. Furono Fermi e gli altri amici a convincerlo a partecipare al concorso, in seguito vinto, per la cattedra di Fisica teorica all'università, così da farlo rientrare nella normalità. Fu proprio in questo periodo però, che il fisico scomparve. La sparizione di Majorana avvenne durante la notte del 25 Marzo, durante la quale il fisico viaggiava con la “postale” Napoli-Palermo, dopo aver inviato una lettera al direttore dell’Istituto di fisica ed averne lasciata una nel suo albergo indirizzata ai suoi familiari. Ettore scompare quindi senza lasciare alcuna traccia, come se avesse precedentemente calcolato tutto, per mettere in atto una fuga `perfetta': anche le lettere lasciate prima di scomparire risultano ambigue e ingannevoli, quasi cariche di un messaggio nascosto. Per molti, fu proprio il trauma, il panico di dover iniziare ad insegnare che lo spinsero a questa decisione. Dunque che si sentisse in trappola, nella trappola di una “normalità” che lo costringeva ad insegnare, pubblicare, tenersi al livello di quella fama per cui era conosciuto nazionalmente, e il senso di incomprensione provato presso la sua famiglia e il suo gruppo di colleghi.
per un ulteriore approfondimento su la scomparsa di Majorana vedi anche qua
La scomparsa di Majorana - Leonardo Sciascia: trama e analisi articolo

La visione di Leonardo Sciascia

Per altri invece, e per Sciascia stesso, furono ben altri motivi che portarono il geniale fisico a questa scelta volontaria: la paura che aveva di sé stesso, delle proprie capacità e di cosa avrebbe potuto scoprire. La sua fuga diventa quindi simbolo del suo diniego nei confronti di una scienza che avrebbe portato l’umanità sull’orlo della distruzione, un gesto plateale che assume il valore di protesta, il rifiuto ad asservirsi al potere delle potenze mondiali che in quel periodo più che mai avevano bisogno di fisici capaci come Majorana. Non potendo fare altro per contrastare l’inevitabile corso degli eventi e non potendo alleviare il peso scaturito dalla sua enorme genialità, Ettore decise quindi di ricreare un mito, il mito di Ulisse che scompare nell'acqua, in modo tale da esprimere con forza il suo disgusto nei confronti di una scienza che si fa complice di un’idea di potenza diventata devastante per la società.
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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le caratteristiche personali di Ettore Majorana che influenzarono la sua carriera scientifica?
  2. Ettore Majorana era descritto come un ragazzo solitario, timido e introverso, con una genialità superiore a quella dei suoi colleghi, ma che si sentiva estraneo e incompreso nel gruppo di studiosi, il che influenzò negativamente la sua propensione a pubblicare le sue scoperte.

  3. Qual è stata la reazione di Majorana alla scoperta della teoria del nucleo?
  4. Nonostante avesse anticipato il premio Nobel di Heisenberg, Majorana decise di rimanere nell'ombra e non pubblicare la sua teoria, probabilmente per le gravi conseguenze che intuiva potesse avere, come l'invenzione della bomba atomica.

  5. Cosa accadde a Majorana durante il suo soggiorno in Germania?
  6. Durante il suo soggiorno a Lipsia, Majorana sviluppò un forte legame con Heisenberg, ma al suo ritorno in Italia, si ritirò dalla vita sociale e professionale, rifiutando di discutere di fisica e allontanandosi dai suoi colleghi.

  7. Quali sono le circostanze della scomparsa di Majorana?
  8. Majorana scomparve la notte del 25 marzo 1938 mentre viaggiava sulla postale Napoli-Palermo, dopo aver lasciato lettere ambigue ai suoi familiari e al direttore dell'Istituto di fisica, suggerendo una fuga pianificata e perfetta.

  9. Come interpreta Sciascia la fuga di Majorana?
  10. Sciascia vede la fuga di Majorana come un gesto di protesta contro una scienza che contribuiva alla distruzione, simboleggiando il rifiuto di asservirsi al potere delle potenze mondiali e creando un mito simile a quello di Ulisse che scompare nell'acqua.

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