Concetti Chiave
- Il romanzo è un memoriale scritto da Zeno Cosini su invito del suo psicoanalista, il dottor S., per riflettere sui momenti cruciali della sua vita.
- Zeno racconta la sua vita in un "tempo misto", alternando ricordi passati e presenti, creando una narrazione non lineare e soggettiva.
- Il vizio del fumo di Zeno simboleggia la sua lotta contro inettitudine e fallimenti, rivelando anche il profondo senso di colpa verso il padre.
- Il matrimonio con Augusta rappresenta l'aspirazione di Zeno a una vita borghese, evidenziando la sua incapacità di integrarsi in modo autentico nella società.
- La conclusione del romanzo presenta una visione apocalittica della condizione umana, suggerendo che un'esplosione distruttiva è necessaria per purificare il mondo dal falso progresso.
La coscienza di Zeno è un romanzo scritto in forma di un memoriale, o confessione autobiografica. Zeno Cosini lo scrive su invito del suo psicoanalista, il dottor S., a scopo terapeutico, in cui indica i momenti più importanti della sua vita.
Indice
Il ruolo del dottor S.
Nella prefazione del romanzo il dottor S. afferma di essere stato proprio lui a far pubblicare il manoscritto per vendicarsi del paziente, che si è sottratto alla cura rendendo inutile il suo lavoro. Infatti, Zeno spiega il motivo per cui ha deciso di abbandonare la terapia, quando gli viene diagnosticato il complesso di Edipo.
Il romanzo è narrato dal protagonista stesso, dietro la finzione narrativa dell’autobiografia e del diario, pertanto ha un impianto autodiegetico. Cade definitivamente l’impalcatura del romanzo d’ambiente (naturalismo) e si trasforma in uno spazio dominato dall’ironia che domina sull’analisi e sui ricordi. Zeno non è più il narratore-scrittore, ma è l’interprete ed elemento attivo in questo viaggio nei ricordi e nella coscienza.
Il romanzo presenta un “tempo misto”. Gli eventi non sono narrati nella loro successione cronologica oggettiva e lineare, ma sono collocati in un tempo soggettivo. Dunque, la narrazione va continuamente avanti e indietro nel tempo. Il passato riaffiora e si intreccia col presente: i ricordi vengono riportati alla coscienza di Zeno per risolvere i problemi attuali.
Temi di scacco e ironia
Anche qui sono presenti il sentimento dello scacco (sconfitta), della malattia, della morte, ma dilatati attraverso il gioco dell’ironia. Così, l’inettitudine, gli alibi e i gli autoinganni di Zeno sono particolarmente evidenti.
Zeno appartiene alla ricca borghesia commerciale, è apatico e incostante, negli anni giovanili conduce una vita oziosa, passando da una facoltà universitaria all'altra, senza mai laurearsi o dedicarsi ad alcuna attività seria. Il padre non ha la minima stima per il figlio, poiché lo considera irresponsabile e immaturo, e nel testamento lo consegna in tutela al fidato amministratore Olivi.
Il vizio del fumo
Zeno rivela nei suoi confronti impulsi ostili ed aggressivi. Il vizio del fumo, a cui Zeno collega intollerabili sensi di colpa, ha nel suo fondo inconscio proprio l'ostilità contro il padre (da ragazzo rubava i sigari che il padre lasciava in giro per la casa dopo averli fumati). Nel terzo capitolo, intitolato “Il Fumo”, Zeno vorrebbe riscattarsi agli occhi di tutti smettendo di fumare, ma la mancata realizzazione di questo progetto rivela pienamente la sua tendenza a scontrarsi tra propositi e fallimenti, rivelando la sua malattia di volontà, la sua inettitudine. Zeno svolge una vera e propria battaglia contro il suo vizio: annota le date in cui più volte ha deciso di smettere ma ha sempre ripreso perché non vuole rinunciare ai piccoli piaceri della vita.
Il rapporto con il padre
Quando si trova sul letto di morte, il padre lascia cadere uno schiaffo sul viso del figlio che lo assiste. Sul momento, Zeno lo vive come una punizione per la sua incapacità. Ma, quando lo rivive nella sua memoria, lo schiaffo si trasforma nell’ultimo gesto di “un uomo superbo e minaccioso” che non vuole lasciarlo, una sorta di carezza erroneamente trasformatasi in uno schiaffo. Egli cerca quindi disperatamente di costruirsi alibi e giustificazioni per pacificare la propria coscienza, per dimostrare a se stesso di essere privo di ogni colpa nei confronti del padre e della sua morte (che in realtà, nel suo inconscio, desiderava).
Matrimonio con Augusta
L’ironia e l’inettitudine di Zeno si rivelano pienamente nel matrimonio con Augusta Malfenti. Zeno si dichiara dapprima ad Ada e Alberta, che lo rifiutano. Decide pertanto di fare la sua proposta alla sorella più brutta, Augusta, ma Zeno è infelice. Tuttavia, essa è la moglie di cui Zeno aveva bisogno e che aveva scelto inconsciamente fin dal primo momento: rappresenta un simbolo materno, una sicurezza per la sua debolezza. Infatti, Augusta è per lui un modello, l’esempio della “normalità“ borghese: una buona moglie, abitudinaria, fiduciosa nelle istituzioni e nella medicina, sicura di sé e immobile dinanzi ai cambiamenti. È l'antitesi di Zeno: irrimediabilmente "diverso", incapace di integrarsi veramente nel sistema di vita borghese, anche se vi aspira con tutte le sue forze, in un disperato desiderio di normalità.
Relazione con Carla e Guido
Alla moglie Zeno affianca l’amante Carla, una giovane violinista. Nel sesto capitolo, intitolato “la moglie e l’amante”, Zeno descrive il suo matrimonio come una necessità per essere normale nella società borghese.
Il cognato Guido Speier, che ha sposato Ada, è un bell'uomo, disinvolto, sicuro di sé; è insomma l'antitesi di Zeno. Anche verso di lui Zeno nutre sentimenti contrastanti. L'amicizia e l'affetto fraterno ostentati nei suoi confronti mascherano un odio profondo, che si tradisce ai funerali di Guido: Zeno sbaglia corteo funebre, uno di quegli “atti mancati” che rivelano i suoi impulsi inconsci.
Psicoanalisi e complesso di Edipo
Il protagonista decide di intraprendere la cura psicoanalitica, e qui ha inizio la stesura del memoriale. Lo psicoanalista, che individua in lui il complesso di Edipo (attaccamento morboso del bambino nei confronti del genitore di sesso opposto, vedendo l’altro come rivale) come causa della sua inettitudine e nevrosi. Nell’ultimo capitolo, l’ottavo, Zeno, ribellatosi alla diagnosi, decide quindi di abbandonare il trattamento psicoanalitico. Questa rottura determina anche un cambiamento nella narrazione degli eventi.
Riflessioni finali e apocalisse
Il romanzo termina in chiave apocalittica. Di colpo ci si ritrova nel presente e Zeno da memorialista si trasforma in un cronista, descrivendo il recente inizio della guerra (primo giorno di guerra tra Austria e Italia). L'ultima pagina del diario contiene l'amara riflessione di Zeno sulla condizione dell'uomo: tutta l'umanità è "malata" a causa del falso progresso. L'uomo, con l'espansione delle città, ha occupato gli spazi che erano della natura e ha inquinato l'aria con i fumi industriali.
L'evoluzione funziona perfettamente per gli animali, che sviluppano i loro organi per adattarli alle necessità vitali. L'uomo invece non conosce questo tipo di evoluzione verso il meglio poiché crea “ordigni” fuori del suo corpo, dalla clava primitiva alle macchine moderne. Ma, non facendo evolvere il suo organismo, diventa sempre più debole: gli “ordigni” hanno cancellato la legge della selezione naturale, che permetteva la sopravvivenza solo del più forte. Quindi domina non il più forte, ma chi ha più ordigni.
Perciò, si moltiplicheranno malattie e ammalati e per ritornare alla salute sarà necessaria un’apocalisse distruttiva che purificherà il mondo. Un uomo inventerà un esplosivo mai esistito prima e un altro uomo lo ruberà e lo porterà al centro della Terra per potenziare al massimo la sua esplosione. Ci sarà un’esplosione enorme e la Terra, ritornata alla forma di una nebulosa, errerà nello spazio priva di parassiti e di malattie. Da lì a qualche anno "l'esplosivo incomparabile" sarà la bomba atomica.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del dottor S. nella narrazione di Zeno?
- Come si manifesta l'ironia nel romanzo?
- Qual è il significato del vizio del fumo per Zeno?
- In che modo il matrimonio con Augusta riflette la personalità di Zeno?
- Qual è la visione finale di Zeno sulla condizione umana?
Il dottor S. è lo psicoanalista di Zeno e gioca un ruolo cruciale nel far pubblicare il manoscritto del protagonista, come vendetta per il suo abbandono della terapia, evidenziando il complesso di Edipo diagnosticato a Zeno.
L'ironia permea il romanzo, evidenziando l'inettitudine e gli autoinganni di Zeno, che vive una vita di scacco e malattia, mentre cerca di giustificare le sue scelte e fallimenti attraverso un linguaggio ironico e riflessivo.
Il vizio del fumo rappresenta per Zeno una battaglia interiore, legata a impulsi ostili verso il padre e a sensi di colpa, rivelando la sua incapacità di smettere e la sua malattia di volontà, come descritto nel capitolo "Il Fumo".
Il matrimonio con Augusta, scelta per la sua "normalità" borghese, evidenzia l'inettitudine di Zeno, che cerca sicurezza in una figura materna, mentre si sente irrimediabilmente diverso e incapace di integrarsi nel sistema sociale.
Zeno conclude il suo memoriale con una riflessione apocalittica, sostenendo che l'umanità è "malata" a causa del falso progresso e che solo un'apocalisse distruttiva potrà purificare il mondo, come descritto nella sua visione di un'esplosione catastrofica.