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Concetti Chiave

  • Schopenhauer propone di oltrepassare le apparenze del mondo per scoprire il noumeno, ovvero la volontà di vivere, che è irrazionale e dolorosa.
  • Le vie di liberazione dal dolore includono l'arte, l'etica della compassione e l'ascesi, con la musica considerata l'arte suprema.
  • Per Schopenhauer, il piacere è solo un momento di pausa dal dolore, e la vita è caratterizzata da un continuo oscillare tra queste due esperienze.
  • La negazione della volontà di vivere, attraverso l'ascesi e la castità, porta alla liberazione definitiva dalla sofferenza del mondo fenomenico.
  • La filosofia di Schopenhauer è influenzata da correnti orientali e si distingue per il suo pessimismo e la visione anti-hegeliana del mondo.

- È anti-hegeliano

- Condivide alcuni temi romantici come il tema dell’infinito

- È pessimista e irrazionale

- Secondo lui nel mondo tutto soffre

- È influenzato dalla filosofia indiana e buddista

- Nella sua filosofia rientra l’idealismo platonico, l’illuminismo naturalistico e l’ironia di Voltaire.

- Ateo

Il velo di Maya e il noumeno

Per Schopenhauer occorre squarciare il velo di Maya, cioè oltrepassare le apparenze per (che costituiscono il fenomeno) e trovare il noumeno, cioè la volontà di vivere.

La volontà di vivere è infinita, irrazionale, senza provvidenza, dolorosa, indivisibile, cieca, si sottrae al principio di individuazione, unica.

Una volta raggiunto il noumeno è possibile liberarsi dal dolore, cioè dalla volontà di vivere.

Come? - Il suicidio non è un’opzione. Secondo S. chi si suicida non nega la vita, ma vorrebbe una vita diversa, e quindi non fa altro che affermare la sua volontà di vivere.

Le vie della liberazione

Le vie della liberazione dal dolore, dalla volontà di vivere per Schopenhauer sono 3:

- Arte (in particolare la musica)

- Etica della compassione

- Ascesi

La sua opera più importante “Il mondo come volontà e rappresentazione

Il mondo come volontà e rappresentazione

Il fenomeno è una rappresentazione che esiste solo nella coscienza dell’uomo. Il mondo ha due aspetti inseparabili: soggetto rappresentante e oggetto rappresentato. Soggetto e oggetto non possono esistere indipendentemente, ma solo insieme. Per Schopenhauer le forme a priori sono tre: spazio, tempo e causalità.

Il mondo come volontà

La gerarchia della volontà di vivere

Se il mondo fosse solo ciò che sta sopra il velo di Maya, sarebbe un sogno. Il mondo invece è anche noumeno. L’uomo come corpo viene collocato nel mondo e sottoposto alla causalità. Il corpo è soprattutto volontà (cosa in sé) e si sottrae quindi al principio di individuazione. Nella manifestazione delle forze della natura si nasconde la volontà di vivere. Secondo Schopenhauer c’è una gerarchia. Si parte dalle forze fisiche, per arrivare al mondo vegetale, poi agli animali, infine agli uomini che sono coloro che soffrono di più, che sentono di più la volontà di vivere.

Il piacere e il dolore

Per Schopenhauer il piacere è uno stato negativo, poiché è soltanto un momentaneo appagamento del dolore. La vita è contemporaneamente tremenda e incantevole perché è un continuo oscillare tra dolore e aspirazione di liberarsi dal dolore. Il dolore è un fatto universale, che cresce con il crescere della percezione.

(“Il mondo è un inferno. Gli uomini sono a vicenda anime dannate e demoni”)

L'arte come liberazione temporanea

Arte

È una liberazione solo temporanea. Rappresenta la contemplazione delle cose nel loro carattere ideale. L’arte libera l’uomo dalla sofferenza solo per l’arco di tempo in cui l’uomo si perde nella contemplazione. Appena riprende i sensi comincia a soffrire.

Secondo Schopenhauer esiste una gerarchia delle arti. L’arte più importante è la musica (che lui definisce filosofia inconscia)

Etica della compassione

Etica della compassione (pietas, comprensione intuitiva dell’unita)

La pietas, la compassione ha il potere di eliminare la malvagità, che è ciò che rende nemici, dall’animo umano. Occuparsi dei bisogni degli altri, aiuta a dimenticarsi dei propri, e a non provare dolore. La pietas è caratterizzata da due azioni:

- Giustizia (negativa, perché significa trattenersi dal compiere un’azione)

- Carità (positiva, perché significa aiutare l’atro nel suo dolore)

La negazione della volontà di vivere

La negazione di ogni elemento del mondo fenomenico permette di raggiungere la liberazione definitiva dalla volontà di vivere. La voluta diventa nolutas (= negazione della volontà di vivere). Il primo passo per l’ascesi è la castità perfetta. Essa libera dall’impulso della generazione, quindi dall’illusione dell’amore.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale della filosofia di Schopenhauer?
  2. Il concetto centrale è la "volontà di vivere", che è vista come una forza irrazionale e dolorosa che permea il mondo, e per liberarsi dal dolore è necessario oltrepassare le apparenze e raggiungere il noumeno, come descritto nel suo lavoro "Il mondo come volontà e rappresentazione".

  3. Quali sono le vie proposte da Schopenhauer per liberarsi dalla sofferenza?
  4. Schopenhauer identifica tre vie per liberarsi dalla sofferenza: l'arte (soprattutto la musica), l'etica della compassione e l'ascesi, che rappresentano modi per trascendere la volontà di vivere e il dolore ad essa associato.

  5. Come Schopenhauer descrive il rapporto tra piacere e dolore?
  6. Schopenhauer considera il piacere come uno stato negativo, un momentaneo appagamento del dolore, e afferma che la vita è un continuo oscillare tra dolore e la ricerca di liberazione dal dolore, evidenziando la natura universale della sofferenza.

  7. Qual è il ruolo dell'arte nella filosofia di Schopenhauer?
  8. L'arte, in particolare la musica, è vista come una forma di liberazione temporanea dalla sofferenza, poiché consente all'individuo di contemplare le cose nel loro carattere ideale, ma questa liberazione è solo momentanea e svanisce con il ritorno alla realtà.

  9. Che significato ha la pietas nell'etica di Schopenhauer?
  10. La pietas, o compassione, è fondamentale nell'etica di Schopenhauer poiché ha il potere di ridurre la malvagità e il dolore, incoraggiando l'attenzione verso i bisogni altrui e permettendo di dimenticare le proprie sofferenze attraverso atti di giustizia e carità.

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