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Concetti Chiave

  • Comte e Marx condividono l'idea di una razionalità nella realtà, pur differendo dalla visione di Hegel, e utilizzano il concetto dialettico nella loro analisi storica.
  • Schopenhauer e Kierkegaard si oppongono a Hegel, introducendo l'irrazionalismo e focalizzandosi sull'aspetto non razionale della vita umana, enfatizzando la soggettività e l'unicità dell'individuo.
  • Schopenhauer teorizza un pessimismo radicale, sostenendo che la vita è dominata dalla sofferenza e dalla noia, mentre ogni conquista è un'illusione.
  • L'arte e la religione sono considerate da Schopenhauer vie di fuga dal dolore, permettendo di vivere l'esperienza estetica e di trascendere il desiderio.
  • Schopenhauer distingue tra ascetismo orientale e cristiano: il primo promuove il distacco dalla materia, mentre il secondo enfatizza una connessione profonda con qualcosa di più grande.

La razionalità secondo Comte e Marx

Sia per Comte che per Marx la realtà ha una sua razionalità anche se la forma della razionalità e diversa da quella di Hegel. Entrambi riprendono però il concetto dialettico della storia.

L'irrazionalismo di Schopenhauer e Kierkegaard

Ideali e radicali oppositori di Hegel e della concezione che la realtà sarà ha razionalità, sono Schopenhauer e Kikergard con i quali inizia la filosofia dell'irrazionalismo o crisi dell’io poiché essi porranno l'attenzione sull'aspetto non razionale della vita dell’uomo. Kiergard sottolineerà la soggettività e unicità dell'individuo e quindi tramite lui nasce il concetto di persona e quindi di filosofia dell’esistenza. Schopenauer invece focalizza l'attenzione sull'aspetto irrazionale della realtà che a suo giudizio è manifestazione non della ragione ma della volontà di vivere che si manifesta in ogni elemento ed ordine della realtà stessa.

Il pessimismo di Schopenhauer

Essendo la volontà il principio della realtà, non progetta nulla ne organizza nulla, non ha alcuno scopo all'infuori del trovare soddisfazione e appagamento nelle forme attraverso cui si manifesta. Ciò porterà Schopenauer a teorizzare il concetto di pessimismo secondo cui ogni conquista è un'illusione e la vita è la manifestazione di dolore e noia. Schopenauer e Leopardi sono due contemporanei che esprimono in campi differenti lo stesso concetto.

La realtà secondo Schopenhauer

Schopenauer specifica che non vi è differenza tra vita e sogno poiché sono tutte apparenze. Schopenauer legge Kant da cui prende il concetto secondo cui la realtà è la manifestazione di qualcosa d'altri. Il suo capolavoro è “il mondo come manifestazione e volontà” in cui afferma che la realtà È l'apparire di qualcos'altro che noi organizziamo secondo le categorie di spazio tempo e casualità, così come afferma Kant. La realtà è il fenomeno dietro cui si nasconde un noumeno. Il fenomeno è dato dalla rappresentazione che abbiamo delle cose che Kant disse organizziamo secondo 12 categorie ridotte da Schopenauer in una sola. Il principio di ragion sufficiente o categoria della casualità che si manifesta in quattro forme diverse: casualità dell'essere, dell'agire, del conoscere e del divenire mentre per Kant avevamo la certezza dell'apparire delle cose e quindi si conosce con certezza il fenomeno mentre si cade in ...... provando a conoscere il noumeno, Schopenauer ribalta la posizione dicendo che il fenomeno non ci fa vedere la realtà così come perché ( ricorrendo a studi fatti da lui sulla filosofia orientale) la realtà è come se fosse coperta da un velo detto velo di Maya. Si può scoprire ciò che c'è dietro ossia la vera realtà. Si può squarciare tale velo tramite l'analisi del corpo. La realtà non è altro che la rappresentazione della volontà. L'uomo vive solo per soddisfare il desiderio e a coscienza della sua misera condizione. Il desiderio parla alla sofferenza poiché è l'espressione di una mancanza quindi l'uomo avverte l'insoddisfazione esistenziale perché gli manca qualcosa. La vita per schopenauer non è altro che il destino alla sofferenza poiché siamo destinati ad avere esperienza della mancanza, del non senso della nostra esistenza e siamo alla continua ricerca di qualcosa che possa dare appagamento valore di vivere alla nostra esistenza. La felicità illusoria. Se non ci accontentiamo vogliamo di più e soffiamo. Se ci accontentiamo subentra la noia che è peggio della sofferenza. La vita per Schopenauer è un pendolo che oscilla tra sofferenza e noia. Schopenhauer visse in una famiglia borghese benestante. Gli morì il padre quando era bambino e la madre viveva dei vizi della borghesia. Schopenhauer romperà i rapporti con la madre proprio perché vedeva che uno deo frequentatori del suo salotto la andò privatamente a trovare. Schopenhauer inoltre si trovò a scontrarsi con Hegel non solo dal punto di vista filosofico ma anche personale. Quando maturerà la lezione di ..... all’universtà per avere la docenza sulla natura del principio di ragioni sufficiente, in commissione Hegel lo boccia perché va contro il razionalismo hegeliano.

L'arte e la religione come vie di fuga

Si può uscire dalla situazione di malessere esistenziale che l’uomo si trova a vivere evitando il dolore e quindi la sua causa che è la volontà: si deve vivere non volendo. Cosa permette all’uomo di vivere non volendo? Non il suicidio perché la morte sarebbe l’estrema resa dinanzi al desiderio della paura. Si deve invece vivere la realtà non attraverso le categorie spazio-temporali, ma si deve vedere la realtà non volendo, non desiderando. Questa esperienza si manifesta in due modi, attraverso l’arte e la religione. Nell’intuizione estetica (arte) l’artista osserva non come qualcosa può appagare un desiderio. Un oggetto può essere visto in due modi come appagamento di un desiderio o come manifestazione del bello e rimanere incantati, estasiati. L’artista coglie l’idea della bellezza, nel rapporto, nella proporzione, nella forma tra oggetti, colori. L’artista in tutto ciò non vede qualcosa che causa un piacere, ma va oltre la rappresentazione del mondo, vedendo gli oggetti al di fuori della dimensione spazio-temporale, come qualcosa di eterno. Ciò però dura il tempo dell’intuizione estetica. Di fatti l’artista, quando dipinge, è in estasi, è preso a tal punto dall’idealità che sta riproducendo da non accorgersi del mondo circostante. Finita l’intenzione, l’estasi si torna nella quotidianità a soffrire.

L'ascetismo orientale e cristiano

C’è bisogno di un’altra esperienza che prolunghi il momento di sospensione e ciò avviene nell’esperienza dell’ascetismo orientale ossia il buddismo. Schopenhauer ha letto la filosofia orientale e quindi conosce il buddismo e tutte le pratiche ascetiche del mondo orientale, nelle quali vede la possibilità do evadere dalla sofferenza. Questo perché nell’esperienza dell’ascetismo religioso l’uomo si eleva con l’anima del contatto, rapporto con il corpo e la materialità. Il corpo e la materia, platonicamente parlando ( e Schopenahuer vede in Platone come in Kant i suoi influenziatori di pensiero) sono la causa del male e della sofferenza. Platone parlava espressamente di fuga dal corpo e fuga dal mondo. Il distacco dal corpo, porta l’anima a non volare e quindi a sospendere la causa della sofferenza: esperienza del Nirvana. L’estasi della religione orientale è il distacco dalla dimensione fisica, terrena, materiale e corporea, infatti Schopenhauer, predica il distacco di ogni esperienza carnale. L’ascetismo cristiano è il contrario ossia non riguarda il fuggire, ma il vivere, un’esperienza d’intimità forte con qualcuno. L’ascetismo cristiano si distacca dal mondo per vivere un intimo rapporto con qualcosa di più grande di lui. L’ascetismo cristiano porta d un legame con qualcosa. L’ascetismo buddista porta al distacco sa qualcosa. Se la condizione di vita è di sofferenza, per rapportarsi con gli uomini bisogna avere compassione, comprendere la sofferenza altrui tramite la propria. Per questo non ha alcun senso litigare perché tutto ciò che si possiede è un’illusione, Il litigio aggrava solo la sofferenza e il dolore a cui l’uomo è condannato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione della razionalità secondo Comte e Marx?
  2. Comte e Marx condividono l'idea che la realtà possieda una razionalità, sebbene differente da quella di Hegel, e riprendono il concetto dialettico della storia.

  3. Come si differenziano Schopenhauer e Kierkegaard da Hegel?
  4. Schopenhauer e Kierkegaard si oppongono radicalmente alla concezione hegeliana della razionalità, ponendo l'accento sull'irrazionalismo e sull'unicità dell'individuo, dando vita alla filosofia dell'esistenza.

  5. Qual è il concetto di pessimismo di Schopenhauer?
  6. Schopenhauer teorizza il pessimismo, affermando che la vita è una manifestazione di dolore e noia, dove ogni conquista è un'illusione e l'esistenza è caratterizzata dalla continua ricerca di soddisfazione.

  7. In che modo l'arte e la religione offrono vie di fuga dalla sofferenza secondo Schopenhauer?
  8. Schopenhauer sostiene che l'arte e la religione permettono di vivere senza desiderio, offrendo momenti di estasi e sospensione dalla volontà, che sono essenziali per evadere dal malessere esistenziale.

  9. Qual è la differenza tra ascetismo orientale e cristiano secondo Schopenhauer?
  10. L'ascetismo orientale, come il buddismo, promuove il distacco dalla materia per raggiungere il Nirvana, mentre l'ascetismo cristiano si concentra su un'intimità con qualcosa di più grande, mantenendo un legame con il mondo.

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