Concetti Chiave
- Schopenhauer nacque a Danzica nel 1788 e si iscrisse all'Università di Gottinga nel 1809 per studiare filosofia.
- La sua filosofia si basa sulla distinzione tra fenomeno e noumeno, evidenziando che la realtà è una rappresentazione soggettiva.
- La volontà è l'essenza segreta del mondo, caratterizzata da essere inconscia, unica ed eterna, ma priva di scopo.
- Il dolore e la noia sono conseguenze della volontà che spinge al desiderio, con l'arte e la morale che offrono momentanee vie di fuga.
- Schopenhauer sostiene che l'unico modo per rifiutare la volontà è attraverso l'ascesi, mentre il suicidio non rappresenta una vera liberazione dal dolore.
Indice
Vita di Schopenhauer
➜Nacque a Danzica nel 1788;
➜Dal 1797 iniziò un periodo di viaggi di soggiorni di studio in Europa;
➜Nel 1805 il padre si suicidò;
➜Nel 1809 si iscrisse all’Università di Gottinga dove studiò filosofia;
➜Nel 1820 cominciò ad insegnare a Berlino, dove era da poco giunto Hegel: negli anni successivi cercò in ogni modo di contrastare la diffusione della filosofia Hegeliana;
➜Morì a Francoforte nel 1860.
Influenze filosofiche
La filosofia kantiana (dualismo fenomeno-noumeno);
La filosofia di Platone (teoria delle idee: dualismo realtà-apparenza);
La filosofia orientale (velo di Maya);
Il romanticismo (l’importanza dell’arte, della musica, l’irrazionalismo ecc.)
Teoria della conoscenza
Schopenhauer fondo il suo pensiero a partire dalla distinzione kantiana tra fenomeno e noumeno (la realtà che si mostra all’uomo e l’essenza stessa della realtà che rimane inconoscibile)
⤷ nell’opera il mondo come volontà e rappresentazione, sviluppa la sua teoria della conoscenza.
Il mondo si presenta sotto due vesti:
-rappresentazione = fenomeno
-volontà = noumeno
Per Schopenhauer il mondo esiste come rappresentazione soggettiva, costituita da un insieme di fenomeni in relazione tra loro.
⤷il mondo non esisterebbe senza il soggetto che lo rappresenta.
-spazio e tempo = modi della sensibilità
-causa/principio di ragion sufficiente = modo nell’intelletto
Principio di ragion sufficiente
➜Il principio di ragion sufficiente opera con modalità in quattro classi di oggetti:
Oggetti del mondo fisico
Concetti (la funzione causale è svolta dalle premesse)
Enti matematici (la funzione causale è svolta dalle proprietà primitive)
Volizioni umane (la funzione causale è svolta dai motivi che influiscono sulla volontà umana
*questo principio ci assicura sempre esistenza di una causa capace di spiegare in forma completa un qualsiasi evento.
Volontà e rappresentazione
-La realtà è apparenza determinata dalla rappresentazione messa in atto dal soggetto. Per spiegare ciò, Schopenhauer ricorre all’immagine del velo di Maya, velo metaforico che riveste il mondo.
⤷ a determinare questa illusorietà ingannevole del mondo fenomenico è il principium individuationis, secondo cui esiste una pluralità sconfinata di individui e di relazioni causali. Dietro tutto ciò, invece, risiede l’unica realtà: la volontà.
Essenza della volontà
La volontà è l’essenza segreta del mondo:
-è inconscia
-è unica (al di là del principio di individuazione)
-è eterna (al di là del tempo)
-è incausata (al di là della causalità)
-è senza scopo
-è manifestazione di ogni cosa del mondo
Il noumeno, che per Kant è irraggiungibile, per Schopenhauer si può conseguire attraverso il corpo che rivela la volontà di vivere = essenza dell’uomo e manifestazione della volontà che mira alla conservazione della vita.
Dolore e noia
➜La volontà provoca nei corpi quei desideri e quella spinta ad esistere da cui non si possono liberare che, uniti alla consapevolezza di non comprendere l’unicità della volontà, sono causa di dolore e noia.
-il dolore nasce dalla mancanza il possesso di ciò che si desidera;
-la noia subentra quando il desiderio viene soddisfatto.
Arte = rimanda ad una dimensione ideale e permette di allontanarsi dalle cose del mondo. La musica è la forma d’arte capace di metterci in diretto contatto con le radici stesse dell’essere. Tuttavia, la liberazione offerta all’arte è momentanea: è solo un conforto al dolore.
Morale/etica = l’etica si fonda su un sentimento di pietà e compassione attraverso cui avvertiamo come nostre le sofferenze degli altri e ribaltiamo la logica della volontà che ci spinge ad essere egoisti. Rimane, però, pur sempre una forma di attaccamento alla vita e non ci libera dalla volontà.
Ascesi = l’unico modo per rifiutare la volontà e la noluntas che piacevole e la ricerca dello spiacevole, la castità, l’umiltà, il digiuno, la povertà, ecc. L’ascesi approda al nirvana buddhista.
Negazione del suicidio = per liberarsi dal dolore non bisogna ricorrere al suicidio che si rivela come un’ulteriore affermazione della volontà di vivere.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della volontà nella filosofia di Schopenhauer?
- Come si distingue il fenomeno dal noumeno secondo Schopenhauer?
- Qual è il ruolo del principio di ragion sufficiente nella filosofia di Schopenhauer?
- In che modo l'arte e la musica contribuiscono alla filosofia di Schopenhauer?
- Qual è la posizione di Schopenhauer riguardo al suicidio come via di liberazione dal dolore?
La volontà è considerata da Schopenhauer l'essenza segreta del mondo, unica, eterna e incausata, che si manifesta in ogni cosa e rappresenta la vera natura dell'esistenza, al di là delle apparenze fenomeniche.
Schopenhauer fonda il suo pensiero sulla distinzione kantiana tra fenomeno (rappresentazione) e noumeno (volontà), affermando che il mondo esiste come rappresentazione soggettiva, e che la realtà ultima rimane inconoscibile.
Il principio di ragion sufficiente assicura che ogni evento abbia una causa che lo spiega, operando su quattro classi di oggetti: fisici, concettuali, matematici e volizioni umane, evidenziando la necessità di una spiegazione completa per ogni fenomeno.
L'arte, e in particolare la musica, offre una dimensione ideale che permette di allontanarsi dalle sofferenze del mondo, fungendo da conforto temporaneo al dolore, ma non liberando completamente dall'illusorietà della volontà.
Schopenhauer rifiuta il suicidio come soluzione al dolore, considerandolo un'ulteriore affermazione della volontà di vivere, e propone invece l'ascesi come unico modo per negare la volontà e raggiungere uno stato di liberazione.