Concetti Chiave

  • I Longobardi, di origine germanica provenienti dalla Scandinavia, invasero l'Italia nel 568-569 occupando rapidamente il Friuli e gran parte della penisola, approfittando della debolezza bizantina.
  • Il territorio italiano si suddivideva in Longobardia Maior, con capitale a Pavia, e Longobardia Minor, comprendente ducati come Benevento e Spoleto, che godevano di una certa indipendenza.
  • La struttura sociale era basata su clan familiari e ducati governati da duchi, con la presenza di arimanni, soldati liberi che partecipavano all'assemblea generale del regno.
  • La regina Teodolinda e re come Autari e Liutprando giocarono un ruolo cruciale nella conversione dei Longobardi al cattolicesimo e nell'espansione del loro dominio in Italia.
  • Dopo la sconfitta di Desiderio da parte di Carlo Magno nel 774, il regno longobardo terminò, segnando l'inizio di un nuovo assetto politico in Italia con l'intervento dei Franchi.

Indice

  1. Origini e migrazioni dei longobardi
  2. Espansione e divisione territoriale
  3. Struttura sociale e militare
  4. Conflitti e alleanze con i bizantini
  5. Regno di Autari e Teodolinda
  6. Regno di Agilulfo e successori
  7. Papi e relazioni con i longobardi
  8. Monachesimo e diffusione culturale
  9. Monasteri e contributo culturale

Origini e migrazioni dei longobardi

Sono un popolo di stirpe germanica, originario della Scandinavia, che era sito in Pannonia (Ungheria). Nel 568-569 sotto la guida del re Alboino scendono e occupano il Friuli e poi sempre più territori della penisola italiana che, dopo la guerra Greco-Gotica, era in mano ai bizantini. Scesero in circa 200 mila, spinti dall’avanzata degli Avari. Non trovarono grandi resistenze dai Bizantini che erano impegnati a combattere proprio gli A’vari e gli Slavi nei Balcani, ma che erano anche stati decimati dalla peste. Conquistarono quindi l’Italia del Nord, partendo da Est, fino a Pavia che nel 572 divenne la loro capitale.

Espansione e divisione territoriale

Poi continuarono ad espandersi al Centro e al Sud, fino in Campania. Si crearono due aree:

Longobardia Maior, al Nord, con capitale Pavia

Longobardia Minor, al Centro-Sud, con i ducati di Benevento e di Spoleto, molto indipendenti dal regno.

Evidenze di questa dominazione si hanno nella toponomastica (=nei nomi) rimasta oggi. Nomi di paesi come Gaggio/Gaggilo, Fara, Sala presenti sul territorio derivano da termini longobardi, oltre chiaramente a Lombardia.

Struttura sociale e militare

Erano divisi in clan famigliari, le fare, spesso in competizione fra loro. I territori conquistati vennero divisi in ducati, controllati da duchi nominati dal re, che avevano sia funzione amministrativa che di difesa militare. Col tempo i ducati divennero ereditari e i duchi sempre più indipendenti dal re.

Da ricordare gli arimanni: soldati liberi, che dipendevano dal re, che li ricompensava con terreni. Questi soldati partecipavano all’assemblea generale del regno (gairethinx), cosa non permessa agli aldi (artigiani semi-liberi) né ai servi (non liberi).

Conflitti e alleanze con i bizantini

I Bizantini mantennero il controllo di aree strategiche: coste, porti come Venezia e Ravenna, per i traffici commerciali con Costantinopoli, la Pentapoli= 5 città sulla costa adriatica; e poi Roma dove il Papa aveva sempre più potere, e la via Flaminia che collegava Roma e Rimini dividendo l’Italia in due. La stessa Italia che non era più unita quindi ma si divideva in Longobardia (dei Longobardi) e Romània (bizantina) e fino all’Unità d’Italia non fu mai più uno Stato unico.

Regno di Autari e Teodolinda

Alboino fu ucciso nel 572 in una congiura cui partecipò anche la moglie Rosmunda che lui stesso aveva costretto a bere nel teschio del padre ucciso. Per due anni regnò Clefi. Poi nessuno per 10 anni. Solo che L’impero d’Oriente chiese ai Franchi di scacciare i Longobardi dall’Italia, allora i duchi nominarono re Autari (figlio di Clefi) cui diedero il controllo di metà dei loro ducati perché avesse risorse e uomini per governare e combattere. Queste terre furono governate dai gastaldi, nominati dal re, che avevano funziono amministrative e militari, come i duchi, di cui volevano limitare il potere. Autari ampliò i domìni longobardi ai danni dei Bizantini, impose tasse ai popoli conquistati e si preoccupò di difendere il Nord dai Bizantini stessi, alleandosi con i Bàvari.

La regina Teodolinda, moglie di Autari, promosse la conversione dei Longobardi al cattolicesimo, e questo ebbe un forte valore politico e simbolico perché voleva mostrare che anche un popolo barbaro poteva ereditare la grandezza di Roma (Autari si fece chiamare infatti Flavius).

Regno di Agilulfo e successori

Morto Autari, Teodolinda sposò il nuovo Re, Agilulfo. Questi arrivò fino a Roma, ma non la conquistò, accettando invece un tributo dal Papa Gregorio Magno, segno ulteriore della volontà di integrarsi ed essere il Re delle popolazioni Italiche. Agilulfo spostò la capitale a Milano, e la residenza estiva a Monza (vedi Beni Culturali), dove Teodolinda fece costruire la Basilica di San Giovanni Battista dove è sepolta (vedi Storie di Donne).

Dopo Agilulfo vanno ricordati altri Re:

- Rotari: nel 643 fece un editto con cui emanò delle leggi scritte ed impose il guidrigildo=pena e risarcimento da pagare a chi subiva un’offesa (tanto più alta quanto più importante era la classe sociale dell’offeso). In più la colpevolezza dell’imputato si verificava con l’ordalìa=se sopravviveva a terribili prove vuol dire che, per giudizio di Dio, non era colpevole.

- Liutprando: espande al massimo il dominio longobardo in Italia. Si proclama cattolico, ma occupa un possedimento papale a Sutri. Dopo alcune trattative lo donò al Papa e questi territori e castelli rappresentano il primo nucleo di uno Stato della Chiesa. Si parla di ‘rinascita Liutprandea’ proprio per l’espansione del regno, ma anche per i documenti artistici rimasti, anche se non riuscì mai ad allontanare completamente i Bizantini.

Si succedettero altri Re, come Rachis, Astolfo che cacciò i Bizantini da Ravenna e, per ultimo, Desiderio. Solo che il Papa, sempre più preoccupato dalle mire espansionistiche dei Longobardi, cominciò a chiamare i Franchi in suo aiuto. Il re dei Franchi Pipino nel 754 scese in Italia e fermò Astolfo, che dovette restituire Ravenna. Desiderio fu addirittura scomunicato per aver minacciato Roma. Nel 774 Carlo (futuro Carlo Magno) sconfisse Desiderio e conquistò tutti i territori Longobardi, tranne il Ducato di Benevento.

Papi e relazioni con i longobardi

Dopo la fine dell’Impero Romano d’Occidente, il Papa assume sempre più autorità, politica oltre che religiosa. Alcuni Papi di spicco di questa epoca furono:

- Gregorio Magno (papa dal 580 al 604): colto e di buona famiglia, già delegato presso l’imperatore d’oriente, da Papa si adopera per contenere l’espansione dei Longobardi, per la loro conversione al cattolicesimo, grazie a Teodolinda, e per far far pace tra Bizantini e Longobardi e mantenere la pace. Si da da fare per cristianizzare i popoli anglosassoni e governa con sapienza anche le ricchezze della Chiesa. Fu fatto santo.

- Gregorio II: ottenne i possedimenti di Sutri da Liutprando: questo evento dimostra che la Chiesa non ha solo potere spirituale, ma può anche avere un proprio Stato indipendente da Bisanzio, che aveva adottato il greco come lingua ufficiale e aveva promosso l’iconoclastia con l’Imperatore Leone III. La Donazione di Sutri è un fatto storico, che si affianca ad un falso storico, la donazione di Costantino al Papa della città di Roma. Forse questo documento falso è stato scritto proprio in questo periodo per rafforzare il significato della Donazione di Sutri.

Monachesimo e diffusione culturale

Il primo monaco è considerato Antonio (III secolo d.C.), egiziano, che visse solitario, in preghiera e digiuno. I primi monaci erano infatti così, eremiti, vivevano isolati, cercando la salvezza tramite la preghiera e l’annullamento dei desideri terreni. Monaco deriva dal greco ‘monos’= da solo. Questo ideale si diffuse in oriente, in contrapposizione ad una Chiesa sempre più impegnata in cose terrene.

Nel IV Sec.si diffonde un altro monachesimo: questi uomini si riunivano in cenobi (= vita in comune). Pacomio diede anche una Regola: castità, povertà e obbedienza all’Abate del monastero.

Monasteri e contributo culturale

Nel V secolo in Italia abbiamo San Benedetto da Norcia (Umbria), che nel 529 fonda il primo importante monastero benedettino a Montecassino, nell’Italia Centrale. Anche lui scrive una Regola: moderazione, obbedienza all’Abate, silenzio, umiltà e carità. ‘Ora et labora’: i monaci non dovevano solo pregare ma anche lavorare per rendere il monastero una realtà autosufficiente. Ma non solo, nei monasteri c’era lo Scriptorium, nel quale i monaci ricopiavano sui codici non solo le sacre scritture ma anche tanti testi di autori pagani/non religioni: questo ha permesso di trasmettere fino ai giorni nostri tanti testi di autori dell’antichità. Il Monastero di Montecassino nel 581 fu però distrutto dai Longobardi e i monaci benedettini si rifugiarono a Roma e diffusero la loro Regola nei monasteri dell’Occidente. Quello di Montecassino fu più volte ricostruito e distrutto (anche nella 2° G.M.).

Anche in Irlanda ci furono importanti monaci: Patrizio, fatto poi santo, nel V secolo convertì l’Irlanda al Cristianesimo, mai parte dell’Impero Romano. I Monasteri era centri religiosi, culturali ed economici. Andarono anche in Europa a fondare altre comunità.

San Colombano, altro monaco irlandese, fondò conventi, diffuse la sua Regola rigida, arrivò fino in Italia e vicino a Piacenza fondò un monastero a Bobbio dove si trascrissero molte importanti opere classiche.

Le strutture dei monasteri medioevali prevedevano:

- Una chiesa, usata anche dagli abitanti del vicino villaggio,

- Le residenze dei monaci, affacciate sul giardino interno (‘chiostro’),

- Edifici di servizio (magazzini, cucine, mulini, farmacia).

Attorno al monastero c’era un muro che serviva più che altro a scoraggiare i briganti dal fare ruberìe, non tanto soldati nemici. Dopo il 1000 alle chiese aggiunsero il campanile.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine dei Longobardi e come si sono insediati in Italia?
  2. I Longobardi sono un popolo di stirpe germanica originario della Scandinavia, che nel 568-569, guidati dal re Alboino, scesero in Italia occupando il Friuli e successivamente altre regioni, approfittando della debolezza dei Bizantini impegnati in altre guerre e decimati dalla peste.

  3. Come era strutturata la società longobarda?
  4. La società longobarda era divisa in clan familiari, chiamati fare, e i territori conquistati erano suddivisi in ducati governati da duchi. I duchi avevano funzioni sia amministrative che militari, e con il tempo divennero sempre più indipendenti dal re.

  5. Quale ruolo hanno avuto i Papi nei confronti dei Longobardi?
  6. I Papi, come Gregorio Magno, hanno cercato di contenere l'espansione dei Longobardi e promuovere la loro conversione al cattolicesimo, mentre Gregorio II ottenne territori da Liutprando, dimostrando il potere politico della Chiesa e la sua indipendenza da Bisanzio.

  7. Quali sono stati i contributi culturali dei monasteri durante l'epoca longobarda?
  8. I monasteri, come quello di Montecassino fondato da San Benedetto, divennero centri religiosi, culturali ed economici, contribuendo alla trasmissione di testi antichi e alla diffusione della Regola monastica, che prevedeva un equilibrio tra preghiera e lavoro.

  9. Come si è evoluta la relazione tra Longobardi e Bizantini nel corso del tempo?
  10. La relazione tra Longobardi e Bizantini è stata caratterizzata da conflitti e alleanze; i Longobardi, sotto re come Autari e Agilulfo, ampliarono i loro domini, ma alla fine furono costretti a confrontarsi con l'intervento dei Franchi, culminando nella sconfitta di Desiderio nel 774.

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