Concetti Chiave
- Tra I e II secolo d.C., il politeismo entrò in crisi, aprendo la strada a culti che promettevano salvezza individuale.
- Il Cristianesimo si affermò nel IV secolo grazie al supporto di Costantino e alla sua adattabilità alle élite cittadine.
- Le persecuzioni dei cristiani iniziarono con Diocleziano, che considerava la religione una minaccia per l'unità dell'impero.
- Costantino legalizzò il Cristianesimo con l'Editto di Milano nel 313, restituendo i beni confiscati e convertendosi per dare l'esempio.
- La stabilità del Cristianesimo derivò dalla sua organizzazione interna, con una gerarchia e la diffusione delle predicazioni di Paolo di Tarso nelle città.
Crisi del politeismo e ascesa del cristianesimo
Tra I e II secolo d.C. entrò in crisi la religione di tipo politeista per dare spazio a nuovi culti che offrivano la salvezza individuale.
Questi nuovi culti vennero, però, soppiantati dal Cristianesimo nel IV secolo, non solo per la scelta di Costantino, ma anche perché questa nuova religione si adattava bene alle elites cittadine, a differenza di quei culti che avevano riti troppo esuberanti.
Persecuzioni e accettazione del cristianesimo
Prima di questo però il Cristianesimo subì delle persecuzioni, a causa di Diocleziano che nel 303 confiscò i beni ai cristiani e li fece perseguitare, perché riteneva questa religione troppo pericolosa per l'unità dell'impero.
I cristiani vennero infatti paragonati agli ebrei, i quali si erano ribellati all'impero.
Il Cristianesimo, però, fu poi accettato da Costantino, che con il suo Editto di Milano del 313 restituì i beni confiscati, rendendo la religione legale nell'impero e convertendosi lui stesso per dare l'esempio. Egli infatti la riteneva elemento di forza per l'impero.
Organizzazione e diffusione del cristianesimo
A conferire stabilità a questa religione fu proprio la sua organizzazione interna, caratterizzata da una vera e propria gerarchia sacerdotale con a capo presbiteri (anziani), vescovi e diaconi (assistenti), che si occupavano di opere di carità.
Inoltre la religione fu diffusa in città ad opera di Paolo di Tarso che andava li proprio per predicare. Questo però provocò una rottura con la campagna, dove la religione non arrivò. Infatti venne coniato il termine "pagano", per indicare i contadini, coloro che rifiutavano la verità del Cristianesimo.
Ma a rendere la frattura tra città e campagna ancora più profonda, fu la scelta dei vescovi, eletti nell'aristocrazia cittadina.
Domande da interrogazione
- Quali fattori hanno contribuito all'ascesa del cristianesimo nel IV secolo?
- Come si manifestarono le persecuzioni contro i cristiani sotto Diocleziano?
- Qual è stata l'importanza dell'organizzazione interna del cristianesimo per la sua diffusione?
L'ascesa del cristianesimo nel IV secolo è stata influenzata dalla scelta di Costantino, che lo ha reso legale con l'Editto di Milano del 313, e dalla sua capacità di adattarsi alle elites cittadine, a differenza dei culti precedenti con riti esuberanti.
Sotto Diocleziano, nel 303, i cristiani subirono persecuzioni severe, con la confisca dei loro beni e un'accusa di pericolosità per l'unità dell'impero, paragonandoli agli ebrei ribelli.
L'organizzazione interna del cristianesimo, con una gerarchia sacerdotale composta da presbiteri, vescovi e diaconi, ha conferito stabilità alla religione e facilitato la sua diffusione nelle città, grazie anche all'opera di predicazione di Paolo di Tarso.