Concetti Chiave
- Il pensiero leopardiano si sviluppa in tre fasi: pessimismo storico, cosmico e ironico, tutte caratterizzate dalla visione di una natura matrigna che porta infelicità.
- Il pessimismo storico di Leopardi evidenzia la decadenza dei moderni rispetto ai tempi antichi, sostenendo che la ragione ha allontanato l'uomo dalla felicità.
- La conversione “dal bello al vero” nel 1819 segna un cambio nella poesia di Leopardi, che deve rappresentare la realtà e mantenere una vaghezza evocativa.
- I grandi idilli, composti tra il 1828 e il 1830, riflettono un pessimismo cosmico, dove la natura è indifferente alle sofferenze umane, mescolando immagini lieti con il dolore esistenziale.
- Il ciclo di Aspasia, creato tra il 1831 e il 1836, esplora l'amore non ricambiato e la polemica sociale, affrontando temi di ribellione contro la restaurazione e le ingiustizie culturali dell'epoca.
Evoluzione del pensiero leopardiano
Il pensiero di Leopardi si evolve attraverso tre fasi denominate: pessimismo storico, cosmico e ironico. Queste tre fasi sono accomunate dall'idea che gli esseri viventi sono condannati dalla natura matrigna a un’infelicità senza rimedio.
Pessimismo storico e titanismo
La fase del pessimismo storico va dal 1817 al 1820 inizia con l’intervento di leopardi nella polemica fra classicisti e romantici suscitata da un articolo di Madame de Stael, la quale criticava i classicisti per le loro idee antiquate e ripetitive e li invitava a prendere spunto dalla letteratura della Francia e Germania nuova e aperta al cambiamento.
Leopardi si dichiara a favore dei classicisti in un articolo del 1816 che non viene pubblicato e poi nel 1818 nel discorso di un italiano intorno alla poesia romantica: il confronto fra tempi antichi e tempi moderni si risolve a favore del passato, in cui regnavano la poesia l’immaginazione e quindi la felicità.
Leopardi scrive nello Zibaldone la ragione è nemica della natura; la natura è grande la ragione è piccola, questa riflessione lo porta a elaborare il concetto di pessimismo storico secondo cui la natura ha creato gli uomini felici dotati di fantasia che permette di non vedere il male con lo sviluppa invece ha dato più spazio alla ragione che ha tolto la fantasia e quindi la capacità di illudersi e sperare.
A questa decadenza dei moderni Leopardi vede un rimedio nell'azione eroica (titanismo), la ribellione contro la natura e il senso dell’esistenza, giungendo fino alla bestemmia o al suicidio titanico che è un gesto estremo di protesta e di affermazione di sé e della propria individualità. Questo tema si ritrova anche all'interno del canto si Saffo la quale decide di correggere l’errore della natura la quale maligna la fatta nascere in un corpo deforme e si suicida contro un destino crudele e incomprensibile. Il tema c’è anche in bruto minore. Sono anche dette canzoni del suicidio.
Conversione poetica e teoria del piacere
Nel 1819 avviene la conversione “dal bello al vero” secondo leopardi la poesia non può limitarsi a evocare le vecchie favole o suscitare amabili illusioni ma deve adeguarsi alla realtà. La poesia per leopardi deve contenere una tendenziale vaghezza in modo da mantenersi libera da qui la ricerca di leopardi di vocaboli che hanno in sé la capacità di suggerire questa vaghezza la poetica del vago e dell’indefinito ha inoltre anche una dimensione temporale che si realizza nella poetica delle rimembranze ossia dei ricordi felici dell’infanzia.
Nel 1820 Leopardi elabora la “teoria del piacere” secondo la quale “l’amor proprio” cioè l’amore che ogni persona ha per sé stessa è anche causa di sofferenza; infatti questo amore ci porta a volere amore infinito che non verrà mai interamente soddisfatto e quindi genererà tristezza.
Canti e idilli leopardiani
Le poesie di Leopardi sono raccolte nei Canti, un libro che raccoglie canzoni civili grandi e piccoli idilli.
Fra il 1818 e il 1821 compone canzoni civili che alludono alla canzone libera leopardiana alcune canzoni come all'Italia e sopra il monumento di Dante in cui viene presentata la crisi politico-sociale italiana dell'epoca, contrapponendola alla grandezza del passato e quindi i lettori vengono invitati a seguire l’esempio degli antichi. Legate a tema filosofico sono invece alla primavera e in inno ai patriarchi
Fra il 1819 e il 1821 vengono composti i piccoli idilli in cui la natura si usa per esprimere la vita interiore dell’io lirico sono una novità perché tutti i componimenti sono endecasillabi sciolti, vengono scelti termini evocativi e musicali. (vago infinito)
Grandi idilli e pessimismo cosmico
I grandi idilli, detti anche Canti pisano recanatese, furono composti tra 1828 e 1830, durante il soggiorno a Pisa hanno immagini liete, create dalla memoria (poetica delle rimembranze), ma accompagnate dall'acerbo vero, di un sistema filosofico fondato su un pessimismo assoluto, detto pessimismo cosmico. Nel quale la natura è considerata matrigna e indifferente alle sofferenza dell’individuo.
Operette morali e silenzio poetico
Fra il 1822 e il 1823 leopardi torna a recati dove comporre le operette morali abbandonando la scrittura in versi. Poi fino al 1828 inizia il silenzio poetico.
Ciclo di Aspasia e polemica
Fra il 1831 e il 1836 vengono composte cinque liriche raccolte nel ciclo di Aspasia ispirate all'amore non ricambiato per Fanny Targioni Tozzetti, che vengono cantate con il nome di Aspasia la cortigiana amata da Pericle.
Gli ultimi canti sono dominati da una polemica radicale contro la restaurazione, la situazione critica della cultura italiana e la diffusione della corrente dello spiritualismo. Fra queste abbiamo palinodia la marchese costruita secondo una finzione della ritrattazione cioè una falsa sconfessione delle proprie dottrine materialistiche e pessimistiche. Un'altra opera satirica è i Paralipomeni alla batracomiomachia un poemetto in ottave che descrive il conflitto fra liberali e reazionari. Un'altra opera anti idillica è la ginestra in questa lirica una ginestra che cresce sul Vesuvio induce il poeta a riflettere sulla possibile fratellanza fra gli esseri umani come forma di ribellione contro la natura. (pessimismo eroico)
Vita e formazione di Leopardi
Giacomo Leopardi nasce a Recanati nel 1798 da una famiglia nobile. Suo padre conte Monaldo era un uomo colto ma di idee antiquate che nel suo palazzo ospitò una ricca biblioteca. Giacomo leopardi era debole di salute e si dedicò totalmente allo studio prima con l’aiuto di precettori ecclesiastici e poi da solo. Fra le lingue che imparò abbiamo il latino il greco e l’ebraico si formò così una vasta cultura enciclopedica.
Conversioni e viaggi di Leopardi
Nel 1816 dopo 7 anni di studio matto r disperatissimo avviene la conversione dall'erudizione al bello, ossia Giacomo leopardi concepisce la poesia come massima forma di espressione umana. Nel 1818 influenzato dal suo amico Pietro giordani di idee patriottiche compose le canzoni civili all'Italia e sul monumento di Dante. Nel 1819 tenta di fuggire Da Recanati ma fallì e da questo evento si deve la conversione dal bello al vero. Tra il 1819 e il 1821 inizia a comporre i piccoli idilli e il canto di Saffo. Nel 1822 ottenne il permesso di recarsi a Roma ma rimane profondamente deluso e comincia a lavorare sulle operette morali. Poi si spostò a Milano Bologna Firenze dove fu accolto dai membri dell’antologia un importante periodico culturale.
Poi si posta a Pisa dove comincia a comporre i grandi idilli poi nel 1828 torna a Recanati dove a cause economiche è costretto a rimanerci per 16 mesi.
Successivamente morirà a Napoli il 14 giugno 1873 una fra le opere che compone in questo periodo è la ginestra appartenente al pensiero del pessimismo eroico ossia che secondo il poeta l'unico modo si sopravvivere alla natura matrigna è la fratellanza fra gli uomini.
Domande da interrogazione
- Quali sono le tre fasi dell'evoluzione del pensiero leopardiano?
- Come si manifesta il pessimismo storico nel pensiero di Leopardi?
- Qual è la "teoria del piacere" elaborata da Leopardi?
- Cosa caratterizza i grandi idilli di Leopardi?
- Qual è il significato della ginestra nel pensiero leopardiano?
Le tre fasi del pensiero di Leopardi sono il pessimismo storico, il pessimismo cosmico e il pessimismo ironico, tutte accomunate dall'idea che gli esseri viventi siano condannati a un'infelicità senza rimedio.
Il pessimismo storico, che va dal 1817 al 1820, si manifesta attraverso la critica di Leopardi alla decadenza dei moderni rispetto ai tempi antichi, sostenendo che la ragione ha tolto la fantasia e la capacità di illudersi, portando a una maggiore infelicità.
La "teoria del piacere" di Leopardi, elaborata nel 1820, afferma che l'amore per sé stessi genera sofferenza, poiché il desiderio di amore infinito non può mai essere completamente soddisfatto, portando così alla tristezza.
I grandi idilli, composti tra il 1828 e il 1830, sono caratterizzati da immagini liete e ricordi felici, ma sono accompagnati da un pessimismo cosmico, in cui la natura è vista come matrigna e indifferente alla sofferenza umana.
Nella lirica "La ginestra", Leopardi riflette sulla possibile fratellanza tra gli esseri umani come forma di ribellione contro la natura matrigna, esprimendo il concetto di pessimismo eroico, dove la solidarietà è vista come l'unico modo per affrontare le avversità.