Concetti Chiave
- Il Medioevo è caratterizzato da una forte religiosità che ha influenzato la cultura e la dottrina della Chiesa, passando da paure millenaristiche a una crescente attenzione al pauperismo.
- La Chiesa romana, preoccupata per il pauperismo, condannò questo movimento, sostenendo la necessità di possedere beni per affrontare le potenze temporali e garantire un rinnovamento morale.
- I movimenti religiosi, come quelli contro la corruzione papale nel nord Italia, contestavano i privilegi e la ricchezza del clero, proponendo l'uguaglianza sociale e respingendo i dogmi ecclesiastici.
- L'eresia valdese, fondata da Valdo, si distingue per la predicazione della povertà evangelica e la critica all'istituzione ecclesiastica, con un forte richiamo alla Bibbia in volgare.
- I catari credevano in un dualismo divino tra Bene e Male, sostenendo che la Chiesa di Roma, accumulando beni materiali, fosse influenzata dal male e invitando a una vita di spirito e purificazione.
Religiosità e dottrina nel Medioevo
La forte religiosità che caratterizzò il Medioevo si rifletté non solo sulla mentalità e sulla cultura del tempo, ma anche sulla struttura e dottrina della Chiesa. Se prima dell’anno Mille le paure legate alla fine del mondo avevano formato il Millenarismo, il basso Medioevo fu invece contraddistinto dal pauperismo.
Pauperismo e reazione della Chiesa
La Chiesa romana accolse con preoccupazione le istanze pauperistiche, tanto che Pasquale II arrivò alla condanna conciliare del pauperismo.
Secondo il papa, anche la Chiesa doveva possedere i beni per fronteggiare le potenze temporali; ma per legittimare tale posizione, bisogna contestare l’affermazione secondo cui la Chiesa, inspirava all’imitazione di Cristo, doveva rinunciare ad ogni interesse materiale e temporale. Il problema consisteva nel fatto che ormai da troppo tempo la chiesa, anziché dedicarsi ai beni spirituali, si era concentrata sui beni temporali; si auspicava un rinnovamento innanzitutto morale. La polemica contro la corruzione del clero assunse spesso toni molto radicali, dando luogo alla nascita di movimenti che la Chiesa bollò come eretici.
Movimenti religiosi e contestazioni
Nell’Italia settentrionale, in particolare a Milano e in Lombardia, verso la metà del XI secolo, si diffuse il movimento della patria. Esso si opponeva alla corruzione papale, richiamando la povertà evangelica contestando i privilegi e la ricchezza del clero. Altro movimento religioso fu l’eresia, essa contestava gli interessi temporali e materiali del clero; respingevano i dogmi, la mediazione dei sacerdoti e i sacramenti, proponevano inoltre l’uguaglianza sociale tra i lavoratori e i signori, mettendo quindi in discussione il fondamento stesso della società medievale.
L’eresia e lo scisma sono entrambe proteste religiose che lottano contro la Chiesa, ma l’eresia non si separa dalla Chiesa ufficiale, ma la contesta all’interno; mentre lo scisma, si separa dalla Chiesa ufficiale per fondare una nuova Chiesa.
Eresia valdese e principi
L’eresia valdese, dal loro fondatore Valdo, un mercante di Lione, i principi del loro credo erano:
i. Predicare e praticare la rigida povertà evangelica;
ii. criticare la Chiesa, in quanto istituzione gerarchica;
iii. imparare a memoria la Bibbia in volgare;
iv. concepire la vita come penitenza, come preparazione al Giudizio finale.
Catari e dualismo divino
I catari o albigesi, fondarono chiese vere e proprie, era dotata di una propria organizzazione (vescovi, sacerdoti, sacramenti) e di una propria dottrina, le loro predicazioni consistevano:
a. erano i due principi divini che guidavano l’universo: il Bene ed il Male, incarnati in Dio e Satana, espressione dello Spirito e della Materia;
b. lotta tra Bene ed il Male;
c. gli elettori dovevano rinunciare agli interessi mondani per purificarsi, vivendo solo di spirito;
d. la Chiesa di Roma, curando gli interessi temporali e accumulando beni materiali, era evidentemente preda del demonio.
Riforme e ordini monastici
Con papa Gregorio VII, le istanze riformiste erano state accolte dai sommi vertici della Chiesa e avevano portato alle lotte contro le investiture. Tuttavia, con il concordato di Worms (1122), il pauperismo fu definitivamente sconfitto. Fu in questo caso che nacque l’ordine cistercense, che si rifaceva alla regola benedettina, ovvero, i monaci conducevano una vita ascetica, praticando la povertà. Il più importante esponente fu Bernando di Clairvaux(1090-1153) che fondò numerosi monasteri. A lui si deve lo stemma dei crociati, una croce rossa sul fondo bianco.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali caratteristiche della religiosità nel Medioevo?
- Come reagì la Chiesa romana al pauperismo?
- Quali movimenti religiosi si svilupparono in risposta alla corruzione della Chiesa?
- Quali erano i principi dell'eresia valdese?
- Qual è stata l'importanza delle riforme e degli ordini monastici nel Medioevo?
La religiosità medievale si manifestava attraverso una forte mentalità e cultura, con un focus sulla dottrina della Chiesa, che si concentrava sui beni temporali piuttosto che su quelli spirituali, specialmente nel basso Medioevo, caratterizzato dal pauperismo.
La Chiesa, preoccupata per le istanze pauperistiche, condannò il pauperismo, sostenendo che doveva possedere beni per affrontare le potenze temporali, e auspicava un rinnovamento morale per contrastare la corruzione del clero.
Movimenti come quello della patria in Lombardia e l'eresia contestarono la corruzione papale, rifiutando i dogmi e proponendo l'uguaglianza sociale, mettendo in discussione i fondamenti della società medievale.
I valdesi, fondati da Valdo, predicavano la povertà evangelica, criticavano la gerarchia ecclesiastica, promuovevano l'apprendimento della Bibbia in volgare e concepivano la vita come penitenza in preparazione al Giudizio finale.
Le riforme, accolte da papa Gregorio VII, portarono a lotte contro le investiture e alla nascita dell'ordine cistercense, che praticava la vita ascetica e la povertà, con figure significative come Bernando di Clairvaux che fondò numerosi monasteri.