Concetti Chiave
- Il pensiero di Cartesio rappresenta una transizione fondamentale dal Rinascimento all'età moderna, proponendo una filosofia pratica e razionale come guida per l'uomo.
- Cartesio distingue tra due sostanze: quella pensante, libera e consapevole, e quella estesa, meccanicamente determinata, cercando un collegamento attraverso la ghiandola pineale.
- Il metodo cartesiano è un procedimento sistematico di indagine che distingue il vero dal falso e mira a orientare l'uomo in ambito teorico e pratico.
- Le quattro regole del metodo di Cartesio sono: accettare solo ciò che è chiaro, dividere i problemi, partire dalle cose semplici e fare enumerazioni complete per evitare omissioni.
- Il dubbio metodico è centrale nel pensiero cartesiano, culminando nel "cogito ergo sum", che fornisce una certezza indubitabile del soggetto pensante e permette di costruire altre verità.
Il pensiero di Cartesio
A segnare la svolta decisiva dal Rinascimento all'età moderna è il pensiero di Cartesio, filosofo francese che concepisce la filosofia come risposta alle esigenze di tipo pratico, e non solo una speculazione teorica, fungendo da guida per l'uomo per orientarlo nel mondo. Per far sì che ciò avvenga, l'indagine deve seguire una "via" definita da regole precise, che fanno parte di un metodo, che Cartesio concepisce nei canoni della ragione matematica. Il razionalismo cartesiano divide la realtà in due zone distinte ed eterogenee: (1) la sostanza pensante, che è consapevole, circoscritta, ma libera e (2) la sostanza estesa, che è inconsapevole, non delimitata, ma meccanicamente determinata. Per trovare il rapporto tra queste due sostanze, Cartesio ricorre all'ipotesi della ghiandola pineale concepita come la sola parte del cervello che unifica le sensazioni degli organi di senso. Nella fisica, Cartesio indaga il mondo della natura, del movimento e della meccanica. La fisica cartesiana, essendo meccanicistica (e cioè è propensa a considerare il mondo come se fosse una grande macchina, indagabile secondo le leggi della meccanica e spiegabile in termini di materia in movimento, abbandonando i criteri qualitativi per concentrarsi soltanto su quelli quantitativi), procede in modo deduttivo perché, partendo da un principio di base, costruisce l'intero sistema della natura.
Il metodo cartesiano
Quando Cartesio scrive del suo metodo, parla in prima persona, poiché, come Montaigne, egli non vuole insegnare ciò che ha imparato, ma piuttosto scrivere di sé. Per "metodo", Cartesio intende un procedimento ordinato di indagine che si concretizza in una serie di regole, grazie alle quali è possibile evitare l'errore e raggiungere validi risultati.
Il metodo, essendo sia speculativo sia pratico, deve condurre l'uomo a distinguere il vero dal falso, arrivando all'utile. Cartesio possiede un pensiero non solo moderno per molti aspetti della sua filosofia (quali quello della morale provvisoria come fosse una seconda casa da abitare nel momento in cui la principale sia in costruzione, o quello delle emozioni, che sono generate dal movimento delle forze meccaniche agenti all'interno del corpo, o, ancora, quello della saggezza, come dominio delle emozioni), ma anche ottimista, poiché pensa che il sapere potrebbe liberare gli uomini "da un'infinità di malattie, tanto del corpo quanto dello spirito". Il metodo dev'essere unico e semplice, per orientare (e non per confondere) l'uomo in ogni campo teoretico e pratico e che abbia come fine il vantaggio dell'uomo nel mondo. Il metodo è matematico e dunque universalmente valido e applicabile a tutte le scienze. Cartesio, per arrivare alla giustificazione del metodo, deve formulare le regole del metodo e fondare il valore assoluto e metafisico del metodo per dimostrarne la sua fecondità nei vari rami del sapere.
Le regole del metodo
Nel Discorso sul metodo sono redatte le quattro regole del metodo, e si legge: (1) Non accettare mai nulla per vero, se non ciò che sia chiaro e distinto; (2) dividere ogni problema preso in esame in tante parti; (3) cominciare dalle cose più semplici per poi arrivare a quelle più complesse; (4) fare enumerazioni scrupolose e rassegne complete in modo da essere sicuri di non omettere nulla.
Queste sono le regole dell'evidenza (che è il principale contrassegno della verità), dell'analisi (per semplificare la soluzione di un determinato problema), della sintesi (per passare dalle conoscenze più semplici alle più complesse), e dell'enumerazione e revisione (controllando l'analisi con enumerazioni e la sintesi mediante una revisione, per non dimenticare nulla).
Che cos'è il dubbio metodico?
Iniziatore del metodo cartesiano è il dubbio metodico, per arrivare a delle conoscenze indubitabili. Momento culminante del dubbio metodico è il dubbio iperbolico, quando il dubbio si estende a ogni cosa e diventa assolutamente universale.
Il "cogito ergo sum" (il "penso, dunque sono) è la prova del soggetto pensante, ovvero la certezza assoluta e indubitabile che il soggetto ha di se stesso in quanto res cogitans, ed è la verità originaria che permette di sconfiggere il dubbio metodico e di procedere alla ricostruzione delle altre verità.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale innovazione del pensiero di Cartesio rispetto al Rinascimento?
- Qual è l'importanza del metodo cartesiano secondo Cartesio?
- Quali sono le quattro regole del metodo cartesiano?
- Che ruolo gioca il dubbio metodico nel pensiero cartesiano?
- Come si collega il "cogito ergo sum" al metodo cartesiano?
Cartesio segna una svolta dal Rinascimento all'età moderna concependo la filosofia come una guida pratica per l'uomo, piuttosto che una mera speculazione teorica, attraverso un metodo basato sulla ragione matematica.
Il metodo cartesiano è un procedimento ordinato di indagine che permette di distinguere il vero dal falso e di raggiungere risultati utili, essendo sia speculativo che pratico, e deve essere unico e semplice per orientare l'uomo in ogni campo.
Le quattro regole del metodo sono: (1) non accettare nulla come vero se non chiaro e distinto; (2) dividere i problemi in parti; (3) partire dalle cose semplici per arrivare a quelle complesse; (4) fare enumerazioni e rassegne complete per non omettere nulla.
Il dubbio metodico è fondamentale per Cartesio, poiché permette di arrivare a conoscenze indubitabili, culminando nel dubbio iperbolico che estende il dubbio a ogni cosa, fino a giungere alla certezza del "cogito ergo sum".
Il "cogito ergo sum" rappresenta la certezza indubitabile del soggetto pensante, che consente di superare il dubbio metodico e di avviare la ricostruzione delle altre verità, fungendo da fondamento per il metodo cartesiano.