Concetti Chiave
- Dante e Virgilio si trovano davanti alla porta dell'Inferno, dove un'iscrizione avverte dell'immutabilità della condanna divina, senza possibilità di ritorno per le anime.
- Le anime degli ignavi, che non si sono schierate in vita, sono respinte dall'Inferno e punite correndo dietro a un'insegna, punti da vespe e mosconi.
- Appare Caronte, il nocchiero dell'Acheronte, che minaccia le anime desiderose di passare oltre, mentre Virgilio rassicura Dante riguardo al suo viaggio voluto da Dio.
- Il suolo dell'Inferno viene scosso da un terremoto e un lampo rossastro, causando lo svenimento di Dante, turbato dalle parole di Caronte.
- Virgilio guida Dante attraverso i tormenti dell'Inferno, spiegando la condizione delle anime e la loro punizione per la viltà e l'indecisione.
Indice
L'entrata nell'Inferno
I due poeti arrivano davanti alla porta dell'Inferno. Dante legge su di essa una terribile iscrizione, che occupa i primi versi del canto. Questi, infatti, sanciscono l’immutabilità della condanna divina, non permettendo ad alcuna anima di tornare indietro una volta varcata la sua soglia, spiegando che non vi è speranza di uscirvi. Le parole della porta turbano Dante, ma Virgilio lo rinfranca incoraggiandolo a lasciare ogni dubbio. Prendendolo per mano, lo conduce nel regno dei morti.
Le anime degli ignavi
Appena entrato nell'Inferno, Dante è travolto da un terribile mescolarsi di sospiri, pianti e lamenti confusi. Dunque, domanda a Virgilio chi siano quelle genti che si lamentano. Il Maestro gli spiega che ad emettere quei suoni sono le anime degli ignavi (detti anche pusillanimi) Queste sono respinte dallo stesso Inferno per la loro vita senza scopo. Appunto, in vita hanno peccato di viltà, non schierandosi mai né dalla parte del bene né da quella del male. Ad esse sono mischiati gli angeli neutrali, che attesero l'esito della lotta tra Dio e Lucifero. Sono stati cacciati dai cieli e anche l'Inferno li respinge. Virgilio invita il poeta a passare oltre. Tra i più celebri rappresentanti dei pusillanimi si trova Celestino V. Esso non vene direttamente nominato da Dante, ma descritto come "colui che per viltade fece il gran rifiuto". Infatti, l'asceta divenne Papa, ma abdicò solo cinque mesi dopo la sua nomina. Viene collocato in questo Regno perché, per viltà, non aveva mantenuto l'impegno che Dio gli aveva affidato. La loro punizione è quella di correre dietro ad un'insegna, punti da vespe e mosconi, mentre il sangue che esce dai loro volti viene raccolto da orripilanti vermi.
L'incontro con Caronte
Dante osserva migliaia di anime sulla riva di un fiume. Queste appaiono, per quanto permette l'oscurità, desiderose di passare all'altra riva. Dante ne chiede ragione a Virgilio, che rimanda però la spiegazione al momento in cui saranno sulle rive dell'Acheronte. Improvvisamente appare sul fiume una barca condotta da un vecchio nocchiero, che rivolge alle anime minacce terribili. Poi, voltosi a Dante, gli ordina di ritornare indietro perché di li non potrà passare. È il demonio Caronte, che Virgilio invita a non crucciarsi perché il viaggio di Dante è voluto da Dio. Nel frattempo, le anime, gridando e bestemmiando, affrettandosi a salire sulla barca, mentre Caronte le percuote con il remo ma prima che quelle siano giunte all'altra riva. Su questa se ne raduna immediatamente una nuova schiera.
Il terremoto e lo svenimento
Con dolcezza Virgilio spiega a Dante che che non deve prendersela per le parole di Caronte. Nessuna anima in Grazia di Dio può essere traghettata all’altra riva del fiume Acheronte. Perciò le parole di Caronte diventano ben chiare. Tutto d'un tratto, il suolo è scosso da uno spaventoso terremoto, accompagnato da un lampo rossastro. Dante, dunque, perde i sensi e sviene a terra.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'iscrizione sulla porta dell'Inferno?
- Chi sono le anime degli ignavi e quale è la loro punizione?
- Chi è Caronte e quale ruolo svolge nel viaggio di Dante?
- Cosa accade a Dante dopo l'incontro con Caronte?
L'iscrizione sulla porta dell'Inferno sancisce l'immutabilità della condanna divina, affermando che nessuna anima può tornare indietro una volta varcata la soglia, e che non vi è speranza di uscita (testo).
Le anime degli ignavi, o pusillanimi, sono quelle che in vita non si sono schierate né con il bene né con il male. La loro punizione consiste nel correre dietro a un'insegna, punti da vespe e mosconi, mentre il loro sangue viene raccolto da vermi (testo).
Caronte è il nocchiero che traghetta le anime attraverso il fiume Acheronte. Minaccia le anime e ordina a Dante di tornare indietro, ma Virgilio lo rassicura, affermando che il viaggio di Dante è voluto da Dio (testo).
Dopo l'incontro con Caronte, un terribile terremoto scuote il suolo e Dante perde i sensi, sviene a terra, segnalando un momento di grande angoscia e transizione nel suo viaggio (testo).