Concetti Chiave
- Hitler ottenne notorietà nel 1923 con un colpo di stato fallito, sviluppando una strategia che univa azione violenta e consenso elettorale per conquistare il potere.
- Il successo del nazismo fu alimentato da un'ideologia che esaltava il nazionalismo, l'antisemitismo e un socialismo antimarxista, attirando il supporto di diverse classi sociali.
- Nel 1933, Hitler divenne cancelliere e instaurò una dittatura totalitaria, eliminando le libertà democratiche e centralizzando il potere attorno alla figura del Führer.
- Il regime nazista esercitò un controllo totale sulla società attraverso repressione e propaganda, influenzando ogni aspetto della vita quotidiana tedesca.
- La politica economica del nazismo, pur favorendo il capitalismo monopolistico, mirava a una crescita economica e alla preparazione per il conflitto militare, implementando ampi programmi di opere pubbliche.
L'ascesa politica di Hitler
Hitler, dopo avere aderito al Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (Nsdap), uno dei tanti gruppuscoli della galassia nazionalista e razzista che proliferava in Germania, si segnalò per la prima volta con un fallito colpo di stato a Monaco, nel 1923 Fu a seguito di quel fallimento che maturò la convinzione che per conquistare il potere fosse necessario unire l'azione violenta al consenso elettorale. Questa strategia determinò la sua folgorante ascesa politica, fino ai clamorosi successi elettorali dei primi anni trenta, che lo porteranno nel 1933 alla cancelleria.
Ideologia e consenso nazista
Un fattore preminente del successo di Hitler fu certamente l'ideologia nazionalsocialista, che mescolava il risentimento nazionalista per la guerra perduta, la polemica contro la democrazia di Weimar, responsabile del "tradimento" di Versailles, un socialismo antimarxista fondato sull'esaltazione della comunità del popolo e, soprattutto, sull'antisemitismo. Con queste pa- role d'ordine (contenute nell'opera Mein Kampf del 1925) il nazismo attecchi specialmente nel ceto medio immiserito, men- tre una grande parte della classe dirigente (proprietari terrieri, imprenditori e finanzieri, militari e burocrati) iniziò a vedere in esso una formazione politica utile per realizzare un progetto di restaurazione autoritaria. La crisi economica del 1929 interruppe la ripresa della Germania e frantumò il fragile equilibrio dei governi di coalizione, esponendo il paese alla radicalizzazione del conflitto. Fu in questo contesto di pesante crisi economica e instabilità politica che i gruppi dirigenti tedeschi pensarono di fare del nazismo il perno su cui costruire un nuovo blocco politico conservatore.
Il regime totalitario di Hitler
Dopo i successi elettorali del 1930 e del 1932 Hitler fu nominato cancelliere nel 1933 e fugò rapidamente ogni equivoco, assumendo pieni poteri, annullando le libertà democratiche e instaurando una dittatura totalitaria. Lo stato totalitario nazista cancellò ogni autonomia degli organismi istituzionali, identificandosi completamente nella volontà suprema del capo, il Führer, il cui potere carismatico fu uno degli ingredienti fondamentali dell'adesione al nazismo.
Controllo sociale e propaganda
Il totalitarismo nazista, tuttavia, ebbe il carattere di una poliarchia, essendo costituito da diversi centri di potere, spesso in conflitto reciproco, rispetto ai quali Hitler aveva comunque l'ultima parola. Il regime ebbe l'assoluto controllo della società e de- gli individui, sia attraverso gli apparati repressivi (il primo lager fu aperto a Dachau nel 1933) sia attraverso un'abile opera di organizzazione del consenso e di manipolazione delle coscienze. Tutte le sfere della vita sociale (il tempo libero, la gioventù, la scuola, la cultura) vennero sottoposte al controllo del regime e interessate da una massiccia opera di propaganda, le cui armi principali erano il culto del lavoro e l'esaltazione rituale del capo e della comunità del popolo tedesco. "Lavorare per il Führer", realizzandone e talora anticipandone la volontà, divenne uno dei comportamenti più diffusi tra i cittadini tedeschi.
Politica economica e violenza nazista
La politica economica del nazismo era di tipo dirigista, ma non anticapitalista. Essa favori anzi lo sviluppo del capitalismo monopolistico dei grandi gruppi dell'industria pesante e chimi ca. Lo stato intervenne in modo massiccio nell'economia, anche con un vasto programma di opere pubbliche (come le autostrade), perseguendo due principali obiettivi: la crescita economica e il raggiungimento della piena occupazione; la preparazione del paese all'inevitabile conflitto militare Il nazismo attuò tre forme principali di violenza: politica (contro gli oppositori del regime), sociale (contro le categorie sociali non allineate ai principi della vita e omosessuali), razziale, per "purificare" la razza tedesca. Con la cosiddetta "operazione T4" vennero eliminate decine di migliaia di disabili fisici o mentali. Le principali vittime di quest'ultima forma di violenza, tuttavia, furono gli ebrei. In un tragico crescendo, l'antisemitismo su base biologica del nazismo assunse aspetti sempre più radicali, dal pogrom della "notte dei ci stalli" (9-10 novembre 1938) fino alla promulgazione delle leggi razziali di Norimberga (1935), che negavano agli ebrei i fonda- mentali diritti di cittadinanza, e alla persecuzione fisica. La persecuzione degli ebrei, massima espressione dell'ideologia antiegualitaria di cui era pervaso il regime nazista, avrà il suo culmine durante la Seconda guerra mondiale con il genocidio degli ebrei nazista, come zingari europei.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la strategia politica di Hitler per conquistare il potere?
- Quali ideologie hanno contribuito al successo del nazismo?
- Come si è instaurato il regime totalitario di Hitler?
- In che modo il regime nazista controllava la società?
- Quali forme di violenza sono state attuate dal nazismo?
Hitler ha unito l'azione violenta al consenso elettorale, una strategia che ha portato ai suoi successi elettorali nei primi anni trenta e alla nomina a cancelliere nel 1933.
L'ideologia nazionalsocialista ha mescolato risentimento nazionalista, polemica contro la democrazia di Weimar, socialismo antimarxista e antisemitismo, attirando in particolare il ceto medio impoverito e la classe dirigente in cerca di restaurazione autoritaria.
Dopo essere stato nominato cancelliere nel 1933, Hitler ha rapidamente assunto pieni poteri, annullando le libertà democratiche e instaurando una dittatura totalitaria che si identificava con la volontà del Führer.
Il regime esercitava un controllo assoluto sulla società attraverso apparati repressivi e una massiccia propaganda, influenzando ogni aspetto della vita sociale e promuovendo il culto del lavoro e del Führer.
Il nazismo ha attuato violenza politica, sociale e razziale, culminando nella persecuzione degli ebrei e nel genocidio, con eventi chiave come la "notte dei cristalli" e le leggi razziali di Norimberga.