F de
1. A cosa è dovuto il monopolio naturale?
- All’andamento decrescente del costo unitario nel tratto rilevante della domanda per la forte incidenza dei costi fissi.
- Alla costanza del costo marginale.
- All’andamento crescente del costo unitario nel tratto rilevante della domanda per la forte incidenza dei costi.
- Al fatto che i costi marginali eccedono i costi medi a causa degli elevati costi fissi.
2. Cosa rappresenta l’equazione (1) nella seguente rappresentazione della dinamica dei prezzi?
∆ = − + ∆(1) ∆ = ∆ − ∆π + ∆ ( 1 + )(2) ∆ + ∆π − ∆ ( 1 + ) =− + ∆(3) ∆ = − φ ∙ ∆(4) u
- La curva di Phillips derivata.
- La curva di Phillips originaria.
- La legge di Okun.
- L’equazione della fissazione dei prezzi (costo pieno).
3. Cosa rappresenta l’equazione (2) nella seguente rappresentazione della dinamica dei prezzi?
∆ = − + ∆(1) ∆ = ∆ − ∆π + ∆ ( 1 + )(2) ∆ + ∆π − ∆ ( 1 + ) =− + ∆(3) ∆ = − φ ∙ ∆(4) u
- La curva di Phillips derivata.
- La curva di Phillips originaria.
- La legge di Okun.
- L’equazione della fissazione dei prezzi (costo pieno).
4. Cosa rappresenta l’equazione (3) nella seguente rappresentazione della dinamica dei prezzi?
∆ = − + ∆(1) ∆ = ∆ − ∆π + ∆ ( 1 + )(2) ∆ + ∆π − ∆ ( 1 + ) =− + ∆(3) ∆ = − φ ∙ ∆(4) u
- La curva di Phillips derivata.
- La curva di Phillips originaria.
- La legge di Okun.
- L’equazione della fissazione dei prezzi (costo pieno).
5. Cosa rappresenta l’equazione (4) nella seguente rappresentazione della dinamica dei prezzi?
∆ = − + ∆(1) ∆ = ∆ − ∆π + ∆ ( 1 + )(2) ∆ + ∆π − ∆ ( 1 + ) =− + ∆(3) ∆ = − φ ∙ ∆(4) u
- La curva di Phillips derivata.
- La curva di Phillips originaria.
- La legge di Okun.
- L’equazione della fissazione dei prezzi (costo pieno).
6. Cosa evidenzia il dilemma di Triffin?
- Le difficoltà di perseguire simultaneamente l’equilibrio della bilancia dei pagamenti e del pieno impiego.
- Le difficoltà che si frappongono a un paese che voglia rivolgersi al fondo monetario internazionale per un prestito, senza dover subire condizionamenti nella gestione della politica economica interna.
- Un difetto del sistema a cambio aureo: se il contenuto in oro della moneta di riserva è mantenuto costante, il sistema rischia di non fornire sufficiente liquidità internazionale.
- I problemi di sostenibilità del debito pubblico.
7. Quando si parla di beni pubblici impuri?
- Quando i beni possono avere diversi gradi di non rivalità e non escludibilità.
- Quando la natura di bene pubblico dipende dalle condizioni dei mercati e dai livelli tecnologici raggiunti.
- Quando per essi lo Stato vuole assicurare un certo livello di consumo, al di là e al di sopra della quantità che ne viene autonomamente domandata dai vari individui.
- Quando si parla di beni associati a situazioni nelle quali l’azione di un operatore causa vantaggi o danni ad altri, senza che perciò si paghi un prezzo.
8. Quale tra queste affermazioni può essere considerata keynesiana?
- Un aumento della quantità di moneta in circolazione comporta un immediato pari aumento nel livello dei prezzi.
- La spesa per investimenti delle imprese dipende dalle aspettative e dagli umori degli imprenditori (animal spirits).
- La disoccupazione è sempre volontaria.
- Il sistema capitalistico è in grado di realizzare equilibri ottimali e stabili (piena occupazione).
9. Quale tra queste affermazioni può essere considerata keynesiana?
- Il sistema capitalistico è in grado di realizzare equilibri ottimali e stabili (piena occupazione).
- Il sistema capitalistico non è in grado di assicurare stabilità e piena occupazione.
- Un aumento della quantità di moneta in circolazione comporta un immediato pari aumento nel livello dei prezzi.
- L'intervento pubblico è inefficace o dannoso (causa instabilità).
10. Quale tra queste affermazioni può essere considerata keynesiana?
- Variazioni dei salari nominali risolvono il problema della disoccupazione.
- Il sistema capitalistico è in grado di realizzare equilibri ottimali e stabili (piena occupazione).
- Un aumento della quantità di moneta in circolazione comporta un pari aumento nel livello dei prezzi.
- La velocità di circolazione della moneta è pro ciclica (cresce nelle espansioni e si riduce durante le recessioni).
11. I keynesiani hanno una:
- Visione liberista contro l’intervento pubblico. Evidenziano l’efficienza del mercato.
- Visione liberista contro l’intervento pubblico, evidenziano l’efficienza del mercato e/o i fallimenti pubblici.
- Visione a favore dell’intervento pubblico, evidenziano i fallimenti del mercato.
- Visione a favore dell’intervento pubblico, evidenziano i fallimenti del mercato e/o i fallimenti pubblici.
12. Quale tra le seguenti può essere definita come una politica dei redditi istituzionale?
- Contenimento delle dinamiche inflazionistiche “premiato” dal governo attraverso incentivi fiscali.
- Aggravi fiscali o premi fiscali in funzione delle politiche di prezzo adottate dalle imprese (tax-based income policies).
- Blocco dei salari.
- Obbligo esplicito di cooperazione o almeno arbitrato finale.
13. Quale tra le seguenti può essere definita come una politica dei redditi istituzionale?
- Scambio economico (vantaggi fiscali e economici per le parti che si accordano).
- Aggravi fiscali o premi fiscali in funzione delle politiche di prezzo adottate dalle imprese (tax-based income policies).
- Contenimento delle dinamiche inflazionistiche “premiato” dal governo attraverso incentivi fiscali.
- Blocco dei salari.
14. Quale tra le seguenti può essere definita come una politica dei redditi istituzionale?
- Scambio politico (partecipazione del governo con propri impegni all’accordo: patto sociale).
- Aggravi fiscali o premi fiscali in funzione delle politiche di prezzo adottate dalle imprese (tax-based income policies).
- Contenimento delle dinamiche inflazionistiche “premiato” dal governo attraverso incentivi fiscali.
- Blocco dei salari.
15. Quali sono gli effetti di un dazio sul prezzo interno?
- I consumatori interni troveranno più conveniente domandare il bene sul mercato estero B, nel mercato interno, si creerà quindi un eccesso di offerta che spingerà il prezzo verso il basso.
- I produttori interni troveranno più conveniente offrire il bene sul mercato estero, nel mercato interno, si creerà quindi un eccesso di domanda che spingerà il prezzo verso l'alto.
- I produttori esteri non troveranno più conveniente offrire il bene sul mercato interno, nel mercato interno, si creerà quindi un eccesso di domanda che spingerà il prezzo verso l’alto.
- I consumatori esteri non troveranno più conveniente domandare il bene sul mercato interno; nel mercato interno, si creerà quindi un eccesso di offerta che spingerà il prezzo verso il basso.
16. Su quale fondamento si basa l’idea, riconducibile a Schumpeter, secondo la quale l’innovazione sarebbe favorita in mercati caratterizzati da elevato grado di concentrazione?
- Diversamente dalla concorrenza, dove si considera solo il profitto addizionale, il monopolista considera l’intero profitto della nuova tecnologia, alti i profitti del monopolista sono un incentivo all’adozione di nuove tecnologie.
- Il monopolista considera solo profitto addizionale della nuova tecnologia, alti profitti del monopolista (senza innovare) sono un disincentivo disincentivo all’adozione di nuove tecnologie.
- Diversamente dalla concorrenza, dove si considera solo il profitto addizionale, il monopolista considera l’intero profitto della nuova tecnologia, quindi, solo in presenza di potere di mercato si potrà sfruttare il vantaggio di costo derivante dall’innovazione.
- Le innovazioni tecnologiche richiedono investimenti ingenti in ricerca, quindi, solo in presenza di potere di mercato si potrà sfruttare il vantaggio di costo derivante dall’innovazione.
17. Cosa afferma il criterio paretiano?
- Il benessere sociale in uno Stato del mondo A è maggiore di quello in uno stato B se almeno un individuo sta meglio in A che in B senza che nessun altro stia peggio.
- Uno stato del mondo è un ottimo paretiano se non ne esiste un altro in cui un individuo sta meglio e nessun altro stia peggio.
- Assumendo un insieme completo di mercati, un equilibrio concorrenziale, se esiste, è un ottimo paretiano.
- Assumendo un insieme completo di mercati, ogni posizione di ottimo paretiano può essere realizzata come equilibrio concorrenziale, previa un’appropriata redistribuzione delle risorse tra individui.
18. Cosa si intende per politica monetaria accomodante?
- Aumentare la base monetaria in modo da ridurre il tasso di interesse iniziale per sostenere l’aumento del reddito indotto dalla maggiore spesa pubblica.
- Aumentare la base monetaria in modo da assicurare l’invarianza del tasso di interesse, malgrado l’aumento di domanda di moneta indotto dalla maggiore spesa pubblica.
- Ridurre la base monetaria in modo da assicurare l’invarianza del tasso di interesse, a seguito dell’aumento di domanda di moneta indotto dalla maggiore spesa pubblica.
- Ridurre la base monetaria in modo da ridurre il tasso di interesse iniziale per sostenere l’aumento del reddito indotto dalla maggiore spesa pubblica.
19. Chi sono gli intermediari finanziari? Soggetti che mettono in collegamento le unità in:
- Deficit, che risparmiano con le unità in surplus che domandano credito.
- Surplus, che risparmiano (famiglie) con le unità in deficit (imprese), che domandano credito.
- Surplus, che domandano credito con le unità in deficit, che risparmiano.
- Deficit, che domandano credito con le unità in surplus, che risparmiano.
20. Cosa si intende per aspettative razionali? Gli operatori hanno aspettative razionali:
- Nel senso che le informazioni su cui basano le proprie scelte e formano le proprie aspettative sono complete.
- Nel senso che sfruttano tutte le informazioni disponibili, che non necessariamente sono complete.
- Quando indovinano correttamente le previsioni su variabili rilevanti per i loro problemi di massimizzazione o minimizzazione.
- Nel senso che non sbagliano mai le proprie previsioni.
21. Come le politiche macroeconomiche possono influire sulle partite correnti attraverso variazioni della domanda interna?
- Dato un avanzo, solo se vale Marshall Lerner, una politica espansiva aumenta Y e quindi le importazioni e riducendo l’avanzo.
- Dato un avanzo, una politica espansiva aumenta Y e quindi riduce le esportazioni riducendo l’avanzo.
- Dato un avanzo, una politica espansiva aumenta Y e quindi le importazioni riducendo l’avanzo.
- Dato un avanzo, solo se vale Marshall Lerner, una politica espansiva aumenta Y e quindi riduce le esportazioni riducendo l’avanzo.
22. La crescita delle spese sociali verificatisi storicamente nella generalità dei paesi sviluppati è spiegata anche:
- Dal fatto che la richiesta di beni e servizi sociali ha avuto una crescita proporzionale a quella del reddito pro capite.
- Dal fatto che la produzione di beni e servizi sociali è intrinsecamente meno idonea ad usufruire dei miglioramenti produttivi indotti dallo sviluppo tecnologico.
- Dal fatto che la richiesta di beni e servizi sociali ha avuto una crescita proporzionale a quella demografica.
- Dal fatto che la produzione di beni e servizi sociali si è accompagnata allo sviluppo tecnologico che ha pervaso tutti i settori produttivi.
23. Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza C?
(1) Y= C + I + G•(2) C= c Y − ∙(3) I= 0 • − ∙(4) M/p= k Y + i0
- Un parametro.
- Una variabile endogena.
- Uno disturbo stocastico (shock).
- Una variabile esogena.
24. Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza Y?
(1) Y= C + I + G•(2) C= c Y − ∙(3) I= 0 • − ∙(4) M/p= k Y + i0
- Un parametro.
- Una variabile endogena.
- Uno disturbo stocastico (shock).
- Una variabile esogena.
25. Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza i?
(1) Y= C + I + G•(2) C= c Y − ∙(3) I= 0 • − ∙(4) M/p= k Y + i0
- Un parametro.
- Una variabile endogena.
- Uno disturbo stocastico (shock).
- Una variabile esogena.
26. Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza v?
(1) Y= C + I + G•(2) C= c Y − ∙(3) I= 0 • − ∙(4) M/p= k Y + i0
- Un parametro.
- Una variabile endogena.
- Uno disturbo stocastico (shock).
- Una variabile esogena.
27. Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza p?
1) Y= C + I + G•2) C= c Y − ∙3) I= 0 • − ∙4) M/p= k Y + i0
- Un parametro.
- Una variabile endogena.
- Uno disturbo stocastico (shock).
- Una variabile esogena.
28. Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza G?
(1) Y= C + I + G•(2) C= c Y − ∙(3) I= 0 • − ∙(4) M/p= k Y + i0
- Un parametro.
- Una variabile endogena.
- Uno disturbo stocastico (shock).
- Una variabile esogena.
29. Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza M?
Y= C + I + G•C= c Y − ∙I= 0 • − ∙M/p= k Y + i0
- Un parametro.
- Una variabile endogena.
- Uno disturbo stocastico (shock).
- Una variabile esogena.
30. Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza c?
Y= C + I + G•C= c Y − ∙I= 0 • − ∙M/p= k Y + i0
- Un parametro.
- Una variabile endogena.
- Uno disturbo stocastico (shock).
- Una variabile esogena.
31. Se la propensione al risparmio è pari a 0,3 una riduzione delle tasse (in somma fissa) a 64 genera un incremento di reddito pari a:
Formula da applicare anche per i seguenti:
((1/S) *T)-T
((1/S) *T)-T= (1 / 0.3 )*64 - 64 = 149,33
S= propensione al risparmio
32. Se la propensione al risparmio è pari a 0,7 una riduzione delle tasse (in somma fissa) a 71 genera un incremento di reddito pari a:
((1/S) *T)-T= ( 1/0,7)*71-71 = 30.43
S= propensione al risparmio
33. Se la propensione al risparmio è pari a 0,7 una riduzione delle tasse (in somma fissa) a 78 genera un incremento di reddito pari a:
((1/S)*T)-T= (1/0.7)*78)-78= 33.43
S= propensione al consumo
34. Se la propensione al risparmio è pari a 0,6 una riduzione delle tasse (in somma fissa) a 82 genera un incremento di reddito pari a:
( 1/s )* T ) - T
(1/0.6 * 82) - 82 = 54.67
S= propensione al consumo
35. Se la propensione al risparmio è pari a 0.3, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 65 genera un incremento di reddito pari a:
Formula da applicare anche per i seguenti:
G/S
G/S= 65/0.3= 216,67
G= spesa pubblica
S = propensione al consumo
36. Se la propensione al risparmio è pari a 0.8, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 185 genera un incremento di reddito pari a:
G/S= 185/0.8= 231,25
G = spesa pubblica
S = propensione al consumo
37. Se la propensione al risparmio è pari a 0.2, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 119 genera un incremento di reddito pari a:
G/S= 119/0.2= 595
G= spesa pubblica
S = propensione al consumo
38. Se la propensione al risparmio è pari a 0.2, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 132 genera un incremento di reddito pari a:
G/S= 132/0.2= 660
G= spesa pubblica
S = propensione al consumo
39. Se la propensione al risparmio è pari a 0.5, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 89 genera un incremento di reddito pari a:
G/S= 89/0.2= 445
G=spesa pubblica
S = propensione al consumo
40. Se la propensione al risparmio è 0,6 un aumento della spesa pubblica in pareggio pari a 178 genera un incremento di reddito pari a:
Spesa pubblica in pareggio: delta G = delta T (teorema di Haavelmo)
Delta Y = delta G = delta T
Delta G = 178 quindi delta Y = 178
41. Se la propensione al risparmio è pari a 0.3 un aumento della spesa pubblica pari a 159, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 10%, genera un incremento di reddito pari a:
Formula da applicare anche alle seguenti:
G/1-c*(1-t)
G/1-c*(1-t) = 159/1-0,7*(1-0,10) = 429,73
c=(1-s)
42. Se la propensione al risparmio è pari a 0.7 un aumento della spesa pubblica pari a 251, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 20%, genera un incremento di reddito pari a:
G/1-c*(1-t) = 251/1-0,3*(1-0,20) = 330,26
43. Se la propensione al risparmio è pari a 0.6 un aumento della spesa pubblica pari a 138, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 20%, genera un incremento di reddito pari a:
G/(1-c*(1-t)) = 138/1-0,4*(1-0,20) = 202,94
44. Se la propensione al risparmio è pari a 0.4 un aumento della spesa pubblica pari a 258, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 10%, genera un incremento di reddito pari a:
G/1-c*(1-t) = 258/1-0,6*(1-0,10)= 560,87
45. Se la propensione al consumo è pari a 0,
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