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Domande esame di diritto romano Prof: Ivano Pontoriero

Domande parte storica

1. Chi introdusse la distinzione tra diritto privato e diritto pubblico e in che secolo?

La distinzione tra diritto privato e diritto pubblico fu introdotta nel terzo secolo dopo Cristo dal giurista Ulpiano con il diritto privato che riguarda l’utilità dei singoli e disciplina i rapporti tra persone di pari livello mentre il diritto pubblico riguarda lo Stato e la sua organizzazione e i Romani non avevano ancora il concetto moderno di Stato sovrano ma usavano l’espressione Res Publica che indicava la comunità politicamente organizzata anche durante il periodo imperiale e questa distinzione compare solo in poche fonti perché i Romani avevano una visione unitaria dell’ordinamento giuridico e lo sviluppo del diritto privato romano copre circa tredici secoli dalla fondazione di Roma nel settecentocinquantatré avanti Cristo fino alla morte di Giustiniano nel cinquecentosessantacinque dopo Cristo.

2. Quali sono le quattro grandi fasi della storia del diritto romano?

La storia dell’Impero Romano si divide in quattro grandi fasi con la fase monarchica dal settecentocinquantatré al cinquecentodieci avanti Cristo che inizia con la fondazione di Roma e l’unione dei villaggi lungo il Tevere organizzata in una monarchia e termina con la cacciata di Tarquinio il Superbo e dal punto di vista giuridico si parla di età arcaica fino al trecentosessantasette avanti Cristo con uno Stato a economia agricola e il diritto basato sui mores maiorum interpretati dai sacerdoti e l’unica importante fonte scritta è la Legge delle XII Tavole mentre nascono le magistrature giurisdizionali come il pretore urbano e il pretore peregrino.

Poi la fase repubblicana dal cinquecentodieci al ventisette avanti Cristo caratterizzata dal consolidamento e poi dalla crisi delle istituzioni con Roma che conquista il Mediterraneo e alle consuetudini si affiancano leges publicae editti dei magistrati e interpretatio prudentium quindi la fase del principato dal ventisette avanti Cristo al duecentoottantaquattro dopo Cristo con Ottaviano che diventa Augustus e nasce l’età classica del diritto romano in cui la scienza giuridica raggiunge il massimo splendore e il periodo si conclude con l’abdicazione di Diocleziano che introduce la tetrarchia e infine la fase del dominato dal duecentoottantaquattro al cinquecentosessantacinque dopo Cristo con il potere imperiale assoluto dove l’imperatore diventa dominus ac deus e l’unica fonte del diritto sono le costituzioni imperiali e in questo contesto si colloca l’età giustinianea con il Corpus iuris civilis.

3. Perché il diritto romano si applica ancora oggi e quali esempi concreti lo dimostrano?

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Il diritto romano è stato il diritto dominante per tutto il Medioevo fino alle prime grandi codificazioni moderne come il Codice civile francese del millenottocentoquattro e il Codice civile tedesco del millenovecento e oggi non è più vigente ma ha lasciato un’impronta profonda perché molte regole dei nostri codici derivano direttamente da quella tradizione e alcuni esempi mostrano bene questa continuità come il Codice civile francese nella sua prima versione che non disciplinava le clausole di esonero dalla responsabilità perché si applicava ancora il diritto romano e solo nel duemilasedici è stata introdotta una disciplina specifica e anche noi oggi applichiamo istituti che non compaiono nei nostri codici come l’exceptio doli che sopravvive grazie all’eredità romana e il Codice civile italiano non contiene la definizione di obbligazione perché si dà per acquisita essendo già spiegata nelle Istituzioni di Giustiniano e allo stesso modo non definisce il concetto di dolo negoziale che è un portato diretto della tradizione romana.

4. Quale giurista ci ha tramandato il catalogo delle fonti del diritto romano, quali fonti elenca e quale manca?

Il catalogo delle fonti del diritto romano ci è stato tramandato da Gaio, giurista del secondo secolo dopo Cristo autore delle Institutiones un manuale introduttivo che divenne modello per le Istituzioni di Giustiniano e il testo elenca leggi plebisciti senatoconsulti costituzioni imperiali editti dei magistrati e responsi dei giuristi ma in questa lista manca un elemento essenziale cioè i mores maiorum le consuetudini che in età arcaica avevano la stessa forza della legge.

5. Cosa sono i mores maiorum, quali elementi li compongono e chi li custodiva?

I mores erano composti da un elemento materiale cioè l’usus la ripetizione costante di un comportamento e da un elemento soggettivo cioè l’opinio iuris la convinzione di doverlo seguire e non erano scritti ma custoditi e interpretati dal collegio dei pontefici che deteneva il monopolio della conoscenza giuridica e nei mores trovava disciplina anche la forma più antica di processo cioè quello per legis actiones basato su formule solenni e rituali.

6. Descrivi i tre processi privati romani in ordine cronologico e le leggi che li modificarono.

Il diritto romano conosce nel corso della sua evoluzione tre forme di processo privato con la più antica che è il processo per legis actiones basato su consuetudini arcaiche e su un rigido formalismo dove bastava sbagliare una parola per perdere la causa e il processo era diviso in due fasi una prima davanti al magistrato in iure e una seconda davanti a un giudice privato apud iudicem poi il secondo modello è il processo formulare introdotto dal pretore peregrino dove non si usavano più parole fisse ma formule costruite caso per caso e il pretore collaborava con le

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parti per fissare la formula processuale e infine nell’età imperiale si sviluppa la cognitio extra ordinem che si svolgeva interamente davanti a un funzionario imperiale e non era più diviso in due fasi e le decisioni erano appellabili e dal punto di vista cronologico la Lex Aebutia del centotrenta avanti Cristo estese il processo formulare a scapito del legis actiones la Lex Iulia iudiciorum privatorum del diciassette avanti Cristo abolì del tutto il processo arcaico e la costituzione imperiale del trecentoquarantadue dopo Cristo cancellò il processo formulare lasciando solo la cognitio.

7. Che differenza c’è tra leges e pl

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiuriNotesRavenna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Pontoriero Ivano.

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