Domande di controllo
COMTE
1) Quali sono le fasi dell'evoluzione della società umana secondo Comte?
Per Comte, pensatore positivista del XIX secolo e fondatore della sociologia, ritiene
che la società si sviluppi in tre fasi, paragonabili a quelle della vita di un individuo : la
fase primitiva (l’infanzia), dove l’uomo crede che a regolare il mondo siano degli
agenti soprannaturali, la fase metafisica (la giovinezza), dove si ritiene siano forze
naturali a farlo, e la fase virile (l’età adulta) , dove l’uomo ha gli strumenti per
indagare il funzionamento di queste forze naturali.
2) Perché si parla in Comte di culto dell’umanità?
Nonostante Comte sia un positivista e per tutto il suo pensiero abbia professato
l’insuperabilità della scienza, riconosce che la religione svolgeva anche una funzione
di coesione sociale e di orientamento morale che la sola scienza non è in grado di
colmare. Nell’ultima fase della sua vita, Comte sviluppa la "sociologia religiosa”, un
culto laico dell’umanità: ritiene che i sociologi debbano fungere da sacerdoti per
elevare intellettualmente il “grande essere”, l’umanità, e liberarlo dalle catene
dell’ignoranza. Per svolgere questo lavoro al meglio, devono indagare la natura
umana composta dalla mente, la parte razionale, l’affettività, la parte più importante
in quanto serba la curiosità, la quale spinge l’uomo proprio all’azione, che è ciò che
gli consente di scoprire e così elevarsi. Per tale teoria, si ispira alla professione di
fede civile di Rousseau.
3) In Comte il progresso scientifico può sostituire lo spazio lasciato dalla
religione?
Sì, essendo Comte un positivista con una cieca fiducia nella scienza. Tuttavia,
Comte riconosce che la religione svolgeva anche una funzione di coesione sociale e
di orientamento morale che la sola scienza non è in grado di colmare. I sacerdoti
teorizzati nella “sociologia religiosa” hanno lo scopo di far capire all’umanità che non
necessita di dogmi, ma può scoprire le forze naturali che regolano il mondo grazie
alla razionalità e al proprio intelletto. Per Comte la natura umana è composta proprio
dalla mente, la parte razionale, l'affettività, la parte più importante in quanto serba la
curiosità che spinge l’uomo proprio all’azione e alla scoperta. Egli, essendo un
pensatore positivista, ha una cieca fiducia nella scienza.
4) Cosa intende il sociologo americano Robert Bellah per "religione civile”?
Con “religione civile” si intende un attaccamento alla patria, in particolare intrinseco
al popolo americano, assimilabile ad un culto laico senza dogmi. E caratterizzato da
rituali, come quelli che avvengono durante le cerimonie pubbliche, credenze, ad
esempio il fatto che il popolo americano sia prescelto da Dio, e simboli, come la
bandiera americana considerata sacra.
5) Come è possibile studiare analiticamente le sette religiose?
Le sette religiose hanno diversi aspetti in cui si differenziano : l’approccio verso
l’esterno ( di chiusura o di cambiamento verso il mondo), la gerarchia interna, i motivi
dell’entrata ( status, bisogno di sicurezza, … ), la partecipazione richiesta (con
militanza, senza o non piena) , le modalità di ingresso, la mappatura geografica.
DURKHEIM
1) In che senso Durkheim intende la società come “ente morale collettivo”
Per Durkheim, la società non è una semplice somma di individui, ma una realtà sui
generis dotata di caratteri propri che trascendono i singoli elementi che la
compongono. Egli, infatti, è un funzionalista e adotta l’analogia biologica di Herbert
Spencer. Avendo vita propria, la società è caratterizzata da un ente morale collettivo,
una coscienza “collettiva” di cui tutti siamo partecipi. L’uomo, infatti, è definito
“duplex” in quanto possiede la coscienza individuale e quella collettiva. L’ente morale
collettivo è caratterizzato dalle rappresentazioni collettive, l’insieme di valori e
credenze condivisi da quella società. Queste rappresentazioni sono dei fatti sociali,
dunque hanno un impatto sugli individui dall’esterno in modo generale e coercitivo.
Le categorie del pensiero, il tempo e lo spazio, sono rappresentazioni collettive di
origine religiosa ( credenze ), e proprio per questo la religione viene considerata la
matrice di tutti i fatti sociali.
2) Come interagiscono integrazione e regolamentazione nella sociologia di
Durkheim?
Questi due parametri sono essenziali per valutare la stabilità della società secondo
Durkheim, in quanto se non sono in equilibrio possono avere effetti come devianze,
anomie e disfunzioni a livello macro. Il suo studio sul suicidio ha inoltre dimostrato gli
effetti sul singolo individuo : il suicidio anomico è dovuto a una carenza di
regolamentazione, quello altruistico ad un eccesso di integrazione, quello egoistico a
una carenza di integrazione e quello fatalistico ad un eccesso di regolamentazione.
3) È possibile considerare la società in termini religiosi?
Per Durkheim la società è intrinsecamente religiosa poiché il sacro è la
trasfigurazione simbolica della forza collettiva del gruppo stesso. Attraverso
l'effervescenza collettiva, gli individui sperimentano una realtà trascendente che
permette alla comunità di adorare, nel totem o nel divino, la propria unità. Questa
dinamica istituzionalizza il legame sociale, crea norme non negoziabili e favorisce
l'integrazione e l'ordine. Nella modernità, tale sacralità si evolve nel culto
dell'individuo, elevando la dignità umana a nucleo sacro della coscienza collettiva.
In sintesi, la società è un ente morale che può crearsi solo producendo ideali religiosi
capaci di ordinare la realtà.
Inoltre, le categorie fondamentali del pensiero, come il tempo e lo spazio, sono
rappresentazioni collettive di origine religiosa contenute nella “coscienza collettiva”;
proprio per questo, la religione è considerata la matrice di tutti i fatti sociali. Essa si
configura come un sistema di credenze e pratiche relative a cose sacre, cioè a
elementi separati e protetti da divieti che la società stessa ha elevato a tale rango
per regolare la vita collettiva.
4) Come sono definite le “credenze religiose” per Durkheim?
Le credenze sono le rappresentazioni collettive di origine religiosa che esprimono la
natura delle cose sacre e i rapporti che esse hanno tra loro e con il profano con lo
scopo di unire tutti coloro che fanno parte di una comunità morale, come la Chiesa.
Attraverso esse, la società istituzionalizza il sacro, trasformando concetti sociali in
verità spirituali condivise che garantiscono l'ordine e l'integrazione del sistema
sociale. Tra queste, vi rientrano le categorie del pensiero, il tempo e lo spazio, e ciò
rende la religione la matrice di tutti i fatti sociali.
5) Cosa si intende per rappresentazioni collettive in Durkheim?
Le rappresentazioni collettive sono l’insieme di valori e principi condivisi da una
società e sono racchiuse nella “coscienza collettiva”, una forza morale ordinatrice di
cui tutti siamo partecipi. Queste rappresentazioni sono dei fatti sociali, dunque hanno
un impatto sugli individui dall’esterno in modo generale e coercitivo. Le categorie del
pensiero, il tempo e lo spazio, sono rappresentazioni collettive di origine religiosa (
credenze ), e proprio per questo, la religione viene considerata la matrice di tutti i
fatti sociali.
6) Può la sociologia di Durkheim spiegare la religione in termini “funzionalistici”?
La religione è la "matrice di tutti i fatti sociali", capace di unire gli individui in una
comunità morale attraverso credenze relative a cose sacre. Distinguendo il sacro dal
profano, la società istituzionalizza norme non negoziabili che regolano la vita
collettiva e garantiscono l'integrazione del sistema. Durante i riti, l'effervescenza
collettiva rigenera i legami sociali, portando gli aderenti ad adorare, tramite il totem,
la forza stessa della società.
SIMMEL
1) Quale è la categoria-chiave per l’interpretazione dei fenomeni sociali in
Simmel? INTERAZIONE
L’’interazione, poiché la società è proprio il risultato di interazioni che si consolidano
in forme stabili attraverso il processo di associazione. Attraverso l’interazione, l’uomo
genera scambio. Quest’ultimo è proprio ciò che lo rende un animale oggettivo, in
quanto lo induce a cristallizzare i propri impulsi in oggetti culturali. Questa
oggettivazione produce una cultura che acquisisce autonomia, generando spesso
una tensione dialettica con lo spirito soggettivo. Questa intuizione sarà ripresa dalla
"Teoria dello scambio" di George Homans.
2) Da cosa è caratterizzata la "tragedia della cultura" in Simmel?
Il conflitto sorge primariamente tra lo spirito soggettivo (libero e vitale) e lo spirito
oggettivo, costituito dalle cristallizzazioni degli impulsi dello spirito soggettivo, le quali
vivono in maniera indipendente. La cosiddetta “tragedia della cultura” sorge poichè,
nella modernità, lo spirito oggettivo cresce così rapidamente che l’ uomo non riesce
a padroneggiarlo, finendo per essere bombardato di stimoli e non riuscire a
riconoscere più le sfumature delle vicissitudini. L’uomo moderno metropolitano in tale
condizione viene definito blasè.
3) Quale differenza intercorre tra religione e religiosità?
Per Simmel la religiosità è la pura spiritualità dell’individuo, la sua ricerca di senso,
focalizzata su ciò che sente il soggetto ed indipendente dai dogmi. La religione,
invece, è la forma istituzionalizzata di questo bisogno umano, necessaria per la
stabilità della società. Il rapporto tra le due dimensioni genera tensione: la religiosità
è il principio vitale e rinnovatore, mentre la religione tende a irrigidirsi in istituzione
oppressiva che soffoca il sentire individuale. Vengono correlate dalla pietà, che
permette il passaggio dalla religione alla religiosità attraverso la fede pratica.
Simmel non nega il valore della religione, ma sottolinea come essa non esaurisca la
religiosità, che può manifestarsi anche al di fuori delle forme istituzionali tradizionali,
ad esempio nel rapporto filiale, nell'entusiasmo patriottico o nella solidarietà di
classe.
4) In che senso si parla di Acutizzazione, Sublimazione Assolutizzazione?
Questi tre concetti esprimono delle caratteristiche delle relazioni umane che l’uomo
adotta nel rapporto con Dio elevate al massimo grado: l’acutizzazione esprime
l’estremizzazione di un legame sociale (l'individuo annulla se stesso per un'entità
superiore come Dio o la patria), la sublimazione, ad esempio, esprime il passaggio
dal particolare all’universale (eleva la figura del “padre” a Dio come “padre eterno”) e
l’assolutizzazione indica lo scioglimento del legame dai vincoli della vita reale (La
fiducia non è più fiducia in qualcuno per qualcosa, ma diventa Fede, uno stato
dell'essere che sussiste indipendentemente dal mondo sensibile).
WEBER
1. Definire il "disincantamento del mondo" e il nesso con la razionalizzazione.
Per Weber, la modernità conduce inevitabilmente ad un processo di
“disincantamento del mondo” dovuto ad una progressiva estensione della
razionalizzazione, con la conseguente perdita di rilevanza della religione nella sfera
pubblica. Ciò porta ad una frammentazione dei valori, che entrano in conflitto tra loro
senza una verità universale che li ricomponga, e ad una fredda burocratizzazione
che conduce la società ad una “secchezza d’animo” e alla noia. Questo clima genera
le condizioni ideali affinchè prendano piede leader carismatici, come profeti etici per
in ambito religioso o leader politici.
2. Spiegare il rapporto tra Calvinismo e spirito del capitalismo (Berüf e ascesi).
Secondo l’analisi che Weber espone ne “L’etica protestante e lo spirito del
capitalismo”, il capitalismo trae le sue origini nel protestantesimo calvinista sorto nel
XVI secolo e dominato proprio dalla classe borghese. La vocazione a lavorare
sempre più sodo, infatti, deriva dal fatto che i segnali di Dio per la salvezza o la
condanna per la vita eterna sarebbero stati interpretabili proprio attraverso il lavoro,
mentre l’invito a risparmiare per reinvestire e non godersi i piaceri proviene dal
precetto calvinista per cui è peccato dedicarsi al lusso. Per Weber ogni religione
conserva i tratti caratteristici della classe dominante che l’ha diffusa, come i guerrieri
per l’Islam o i colti letterati per il buddismo.
Illustrare i 4 tipi di agire sociale.
Per Weber, la sociologia è “comprendente” poichè deve carpire il significato da cui è
mossa ogni azione (ragion per cui viene considerato un precursore
dell’interazionismo simbolico). Nonostante la sociologia sia una scienza dello spirito
e in quanto tale non può avere strutture fisse, egli individua quattro trappole di
significato che orientano l’azione: per valori (doveri etici, morali o religiosi), per
affetto ( stati emotivi che possono condurre ad azioni non pienamente razionali) , per
tradizione ( abitudini consolidate che portano ad azioni poco riflessive) o per scopo (
con una valutazione razionale dei pro e i contro per raggiungere un obiettivo).
Caratteristiche del leader carismatico e il rischio politico nella società di massa.
A causa del processo di “disincantamento del mondo”, la religione perde di
importanza nella sfera pubblica e si va incontro ad una fredda burocratizzazione
della società. Questo è il clima ideale affinchè prenda piede un leader politico
carismatico che agli occhi del popolo sembra assumere doti quasi divine per le sue
capacità oratorie e di coinvolgimento . I rischi di questa figura si avvertono per la
democrazia : egli induce a prendere scelte irrazionali, guidate dalle emozioni, e usa
doti demagogiche, sfociando nel cesarismo.
MARX
1) Perché l'approccio di Marx alla religione è definito "riduzionista"?
Viene così definito poichè, secondo la teoria di determinismo economico di Marx, i
prodotti della sovrastruttura ( leggi, prodotti culturali, tra cui la religione) servono per
legittimare la struttura, i rapporti economici tra le classi della società. In questa
visione la religione sublima e camuffa i rapporti reali di dominio tra gli uomini:
funziona come un narcotico — il celebre "oppio dei popoli" — che allevia la
sofferenza prodotta dallo sfruttamento capitalistico offrendo una illusoria
consolazione nell'aldilà, addormentando così la coscienza di classe e scoraggiando
la ribellione. È inoltre espressione di alienazione: l'uomo proietta in una divinità
esterna le proprie aspirazioni migliori che non riesce a realizzare concr
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