Teoria e progettazione dei ponti - Risposte chiuse + Risposte aperte
Lezione 001
01. Testo Domanda Testo Risposta Corretta Testo Risposta Errata Testo Risposta Errata Testo Risposta Errata
02. L'architettura strutturale
- Serve per rendere più gradevoli i progetti strutturali, anche attraverso l'introduzione di elementi con funzione puramente estetica
- Nessuna delle precedenti
- Mira ad ottimizzare il progetto architettonico con quello strutturale, in modo tale che ad ogni elemento corrisponda una funzione
- Mira ad ottimizzare il costo complessivo delle strutture
03. Gli schemi statici tradizionali nei ponti
- Nessuna delle precedenti
- Sono tipicamente tre, ovvero ponti a travata, ponti ad arco, ponti sospesi
- Sono tipicamente quattro, ovvero ponti a travata, ponti ad arco, ponti sospesi e ponti strallati
- Sono tipicamente due, ovvero ponti a travata e ponti ad arco
04. I materiali tradizionali nei ponti
- Sono tipicamente legno, muratura, acciaio e calcestruzzo
- Sono tipicamente legno e muratura
- Nessuna delle precedenti
- Sono tipicamente acciaio e calcestruzzo
Lezione 002
01. La passerella di Campo Volantin di S. Calatrava
- E' molto efficiente, grazie al particolare schema statico ed all'impiego di materiali leggeri
- La passerella poggia a sbalzo su un complesso sistema di accesso in calcestruzzo, non efficiente in quanto di sagoma triangolare
- Ha un arco inclinato, che obbliga ad avere importanti ritegni torsionali alle estremità
- Nessuna delle precedenti
02. Il ponte de la Mulher di S. Calatrava a Buenos Aires
- Reinterpreta in maniera inefficiente lo schema di un ponte strallato, eliminando i controstralli ed obbligando ad avere una pila di grosse dimensioni alla base e delle fondazioni estremamente consistenti
- Nessuna delle precedenti
- Sembra un ponte strallato, ma in effetti lavora a trave
- Reinterpreta in maniera efficiente lo schema di un ponte strallato, eliminando i controstralli
03. Nella progettazione di un ponte
- Nessuna delle precedenti
- Lo studio accurato del contesto e del percorso delle forze consente di realizzare strutture innovative con costi contenuti
- Essendo i fondi di realizzazione di un ponte quasi sempre di natura pubblica, è fondamentale minimizzare il costo di realizzazione dello stesso
- E' importante realizzare opere di natura innovativa, in particolare in aree di rilevante importanza, e ciò necessariamente comporta dei costi rilevanti
Lezione 003
01. In base alle tipologie di carico a cui sono sottoposti i ponti possono essere definiti come
- Nessuna delle precedenti
- Ponti stradali, ponti pedonali, ponti ferroviari e ponti per il trasporto di materiali (sebbene questi ultimi non siano chiaramente specificati in normativa)
- Ponti stradali, ponti pedonali e ponti per il trasporto di materiali (sebbene questi ultimi non siano chiaramente specificati in normativa)
- Ponti stradali, ponti ferroviari e ponti per il trasporto di materiali (sebbene questi ultimi non siano chiaramente specificati in normativa)
Lezione 007
01. Pionieri dell'uso del cemento armato nei ponti in Italia
- Sfruttarono con un certo ritardo i progressi degli studi avvenuti in Francia ed in Germania, si ricordi ad esempio il ponte del Colombaro a Torino del 1902 dell'ing. Giovanni Antonio Porcheddu che impiegò per primo il sistema Hennebique
- Fu solo dopo la Prima guerra mondiale che si sviluppò la conoscenza in tale campo nel nostro paese
- Nessuna delle precedenti
- Furono tra i pionieri a livello internazionale nello studio del calcestruzzo, si ricordi ad esempio il ponte del Colombaro a Torino del 1902 dell'ing. Giovanni Antonio Porcheddu
Lezione 008
01. Il periodo tra le due guerre mondiali in Italia, relativamente alla realizzazione di ponti in c.a.
- Fu un periodo molto statico, con poche nuove opere realizzate
- Si definì compiutamente la tecnologia del cemento armato precompresso e ciò portò ad un consistente sviluppo di nuovi ponti e viadotti
- Nessuna delle precedenti
- Fu un momento di forte sviluppo, dovuto alla necessità di ricostruzione, che portò alla definitiva affermazione di figure quali Danusso, Krall, Miozzi, Santarella
Lezione 009
01. Nel dopoguerra in Italia, relativamente alla realizzazione di ponti in c.a.
- Fu un periodo molto statico, con poche nuove opere realizzate
- Nessuna delle precedenti
- Si definì compiutamente la tecnologia del cemento armato precompresso e ciò portò ad un consistente sviluppo di nuovi ponti e viadotti, anche prefabbricati
- Fu un momento di forte sviluppo, dovuto alla necessità di ricostruzione, ma senza significativi progressi tecnologici.
Lezione 011
01. La teoria degli stati limite
- Consiste nel considerare le azioni agenti sulla struttura cumulate tra loro in modo da determinare le condizioni di carico tali da risultare più sfavorevoli ai fini delle singole verifiche, tenendo conto della probabilità ridotta di intervento simultaneo di tutte le azioni con i rispettivi valori più sfavorevoli
- Servono a determinare le situazioni limite per la quale la struttura progettata collassa
- Nessuna delle precedenti
- Consiste nel considerare le azioni agenti sulla struttura cumulate tra loro in modo da determinare le condizioni di carico tali da risultare più sfavorevoli ai fini delle singole verifiche, considerando simultaneamente tutte le azioni con i rispettivi valori più sfavorevoli
Lezione 012
01. Le strutture iperstatiche
- Rispetto alle strutture isostatiche sono meno sensibili ai cedimenti dei vincoli
- Sono generalmente calcolate con i computer, e l'unico metodo per calcolarle a mano è il metodo cosiddetto degli spostamenti
- Nessuna delle precedenti
- Sono generalmente più tozze delle strutture isostatiche
Lezione 013
01. La normativa sulla progettazione e dimensionamento dei ponti
- Nessuna delle precedenti
- E' trattata nell'Eurocodice 8
- In Italia va usato necessariamente il DM 14.01.2008, che dedica un intero capitolo al tema dei ponti
- E' trattata negli Eurocodici EC1, EC2, EC3, EC4, EC5, EC8 con delle specifiche sezioni, oltre che nel DM 14.01.2008 e il progettista può riferirsi a tali normative
Lezione 014
01. Secondo l'attuale normativa vigente in Italia (DM 14.01.2008), i ponti si suddividono in quante e quali categorie
- Due categorie, una per transiti di carichi mobili ed una per i ponti pedonali
- Quattro categorie, due per transiti di carichi mobili e due per i ponti pedonali
- Tre categorie, due per transiti di carichi mobili ed una per i ponti pedonali
- Nessuna delle precedenti
02. Secondo l'attuale normativa vigente in Italia (DM 14.01.2008), un ponte con carreggiata di larghezza W oltre i 6 m, quante corsie di carico prevede
- Due, con larghezza pari a 3 m
- Tre, con larghezza pari a w/3
- Nessuna delle precedenti
- Due, con larghezza pari a w/2
Lezione 015
01. Secondo l'attuale normativa vigente in Italia (DM 14.01.2008), la corsia maggiormente caricata di un ponte stradale prevede i seguenti valori
- Carico d'asse Qk = 200 kN, carico distribuito qk = 2.5 kN/m2
- Carico d'asse Qk = 300 kN, carico distribuito qk = 9 kN/m2
- Carico d'asse Qk = 100 kN, carico distribuito qk = 2.5 kN/m2
- Nessuna delle precedenti
02. Secondo l'attuale normativa vigente in Italia (DM 14.01.2008), un ponte di terza categoria (pedonale) prevede un carico
- Uniformemente distribuito sulla superficie calpestabile di 6 kN/m2
- Nessuna delle precedenti
- Uniformemente distribuito sulla superficie calpestabile di 5 kN/m2
- Concentrato di 300 kN/m2
03. Secondo l'attuale normativa vigente in Italia (DM 14.01.2008), l'incremento dinamico di carico sulle strutture da ponte è pari a
- Dipende dalla zona sismica
- Nessuna delle precedenti
- Un coefficiente moltiplicativo pari a 1,2
- I carichi caratteristici previsti da normativa già comprendono i valori di incremento dinamico
Lezione 016
01. Secondo l'attuale normativa vigente in Italia (DM 14.01.2008), il carico dovuto a frenamento su ponti di prima categoria è
- Un carico perpendicolare al senso della carreggiata da 900 kN, dipendente dal solo tipo di mezzi in transito sul ponte
- Nessuna delle precedenti
- Un carico parallelo al senso della carreggiata da 900 kN, dipendente dal solo tipo di mezzi in transito sul ponte
- Un carico parallelo al senso della carreggiata compreso tra 180 kN e 900 kN, dipendente anche dalla larghezza w1 della corsia
02. Secondo l'attuale normativa vigente in Italia (DM 14.01.2008), il carico da vento sui ponti si considera generalmente come
- Un carico q5, di intensità pari a 2.50 kN/m2, diretto ortogonalmente all'asse del ponte, su una superficie pari all'altezza strutturale del ponte
- Nessuna delle precedenti
- Un carico q5, di intensità variabile sulla base della zona di intervento, diretto ortogonalmente all'asse del ponte, su una superficie pari all'altezza strutturale + 3 m
- Un carico q5, di intensità pari a 2.50 kN/m2, diretto ortogonalmente all'asse del ponte, su una superficie pari all'altezza strutturale + 3 m
03. Quale di queste condizioni pu
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