Set Domande
TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO
SCIENZE DELLE ATTIVITA' MOTORIE E SPORTIVE
Docente: Benis Roberto
Set Domande: TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO
SCIENZE DELLE ATTIVITA' MOTORIE E SPORTIVE
Docente: Benis Roberto
Lezione 001
1. La sindrome generale di adattamento: riflessioni
e considerazioni
La sindrome generale di adattamento è stata descritta per la prima volta da Seyle, e questo processo non è altro che la risposta che l'organismo attua in risposta
agli effetti prolungati di uno stressor. Secondo Selye l’evoluzione di questa sindrome avviene in 3 fasi:
Fase di ALLARME: L’organismo risponde agli stressor (agente stressante) mettendo in atto meccanismi di difesa.
Fase di RESISTENZA: L’organismo tenta di contrastare gli effetti dello stresso producendo risposte specifiche.
Fase di ESAURIMENTO: l’ultima fase, potenzialmente la più dannosa, si verifica se gli stressor continuano ad agire nonostante l’organismo sia entrato in una fase
di esaurimento. Si parlerà di reazione specifica quando si avrà una sindrome generale di adattamento comune a tutti gli stimoli, si pensi ad esempio all'aumento
della temperatura corporea a seguito dell'esercizio fisico e una reazione specifica quando è peculiare di un particolare esercizio fisico.
Per stress esterno intendiamo quello che possiamo effettivamente misurare, per stress interno invece è l'effetto che lo stresso stress esterno ha sull'organismo
Quali sono gli adattamenti importanti e funzionali alla metodologia dell'allenamento? ne esistono di due tipi : Uno di tipo genetico che dipende dagli effetti
dell'evoluzione dell'uomo e quindi ha un carattere ereditario, e uno extra genetico o fenotipico che la conseguenza dell' adattamento stesso. Derivando da stimoli
precisi sono proprio gli adattamenti extra genetici che si ricercano con l'allenamento; da un punto di vista metabolico fanno riferimento le modificazioni che seguono
immediatamente la somministrazione di uno stimolo, ad esempio gli aggiustamenti cardiorespiratori. E che sono rilevabili confrontando i parametri funzionali
metabolici prima e dopo un periodo di allenamento specifico.
2. Cosa è il concetto di omeostasi?
L’Omeostasi è un termine coniato nel 1932 da Walter Cannon per indicare la tendenza al mantenimento di condizioni stabili, o costanti, delle funzioni organiche (
Consideriamo la Temperatura Corporea. Essa è pressoché costante a 37 gradi.
Ma quando uno o più fattori intervengono a rompere questo equilibrio il nostro organismo mette in atto una serie di accorgimenti, volontari o inconsci, al fine di riportare
questa costante ai livelli normali.
L’omeostasi deve essere intesa come un insieme coordinato di regolazioni (nervose ed endocrine) atte a ripristinare un equilibrio perso a causa di stimolazioni esterne. E’ la
tendenza del corpo a mantenere il suo equilibrio interno a fronte di cambiamenti esterni. Ogni stimolo dovrebbe essere considerato come un’aggressione all’organismo, che
reagisce difendendosi e sviluppando una reazione d’allarme, da cui deriva l’attivazione di diversi sistemi (es: muscolare, neuroendocrino e cardiovascolare) che tramite una serie
di risposte ed attivazioni a cascata portano a degli adattamenti. © 2016 - 2020 Università Telematica eCampus - Data Stampa 12/02/2020 10:23:29 - 4/137
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Lezione 002
1. La G.A.S. avviene in quante fasi?
5 fasi
6 fasi
4 fasi
3 fasi
2. Cosa si intende per eterocronismo degli adattamenti?
E' la manifestazione indifferenziata di ripristino dello stato di normalità dei diversi apparati dell'organismo coinvolti nello sforzo fisico
E' il ripristino dello stato di normalità dell'apparato muscolare
E' la manifestazione differenziata di ripristino dello stato di normalità dei diversi apparati dell'organismo coinvolti nello sforzo fisico
E' la manifestazione differenziata di ripristino dello stato di normalità del sistema nervoso centrale
3. La sindrome generale di adattamento è una teoria proposta per la prima volta da:
Selye nel 1946
Selye nel 1956
Harre nel 1960
Viru nel 1956
4. L'acronimo G.A.S significa:
Sindrome generale di accomodamento
Stimolo generico di adattabilità
Sindrome generale di adattamento
Stimolo generale di adattamento
5. Secondo Selye l'evoluzione di questa sindrome avviene in 3 fasi:
Fase di resistenza, fase di esaurimento
Fase di allarme, , fase di esaurimento fase di resistenza
Fase di allarme, fase di resistenza, fase di esaurimento
Fase di allarme, fase di resistenza, fase di accumulo © 2016 - 2020 Università Telematica eCampus - Data Stampa 12/02/2020 10:23:29 - 5/137
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8. La Fase di esaurimento
Si verifica se gli stressor continuano ad agire nonostante l'organismo sia entrato in una fase di esaurimento; è la prima fase della G.A.S.
L'ultima fase, potenzialmente la più dannosa, si verifica se gli stressor continuano ad agire nonostante l'organismo sia entrato in una fase di esaurimento.
L'ultima fase, nonostante gli stressor continuino ad agire non è la più dannosa per l'organismo.
La penultima fase, potenzialmente la più dannosa, si verifica se gli stressor continuano ad agire nonostante l'organismo sia entrato in una fase di esaurimento.
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15. Fase di allarme, fase di resistenza, fase di esaurimento sono:
Stimolo generico di adattabilità
Sindrome generale di accomodamento
Sindrome generale di adattamento
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22. le capacità condizionali sono classificate in
resistenza-velocità-mobilità
forza-resistenza-velocità e rapidità
forza-resistenza e articolarità
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29. La definizione di adattamento
Per adattamento si intende una modificazione che avviene a livello anatomico, fisiologico, biomeccanico, biochimico, funzionale.
L’adattamento è una modificazione più cronica, lenta e resistente.
L’adattamento ha delle caratteristiche:
la componente genetica: La capacità di adattarsi ad uno stimolo è estremamente soggettiva ed assume una connotazione ereditaria. A parità di stimolazione colui che
possiederà un PATRIMONIO GENETICO “migliore” (per un dato stimolo), si adatterà in modo più efficace ed efficiente.
I TEMPI DI ADATTAMENTO: L’eterocronismo degli adattamenti.
E’ la manifestazione differenziata di ripristino dello stato di normalità dei diversi apparati dell’organismo coinvolti nello sforzo fisico. Il nostro corpo è “etero – cronico”
perché non tutti i sistemi sollecitati possiedono tempi di ripristino uguali. b. Il Recupero: E’ parte integrante dell’allenamento non solo per lo smaltimento della fatica, ma
anche per permettere ai processi di adattamento di verificarsi in modo efficace ed efficiente, così da elevare il grado delle capacità prestazionali. la capacità di adattamento
dell'essere umano è comunemente espressa in uno stato particolare di equilibrio organico globale che comprende fenomeni nervosi-endocrini- cardiovascolari sistemici molto
complessi.
Per Adattamento si intende una modificazione che avviene a livello (Viru, Viru, 2000):
ANATOMICO si pensi allo sviluppo o meno delle masse muscolari degli atleti,
FISIOLOGICO che avvengono a carico dei sistemi, organi e apparati,
BIOCHIMICO che avvengono a livello enzimatico,
BIOMECCANICO avvengono a carico della meccanica di un qualsiasi gesto tecnico,
FUNZIONALE si pensi al miglioramento iniziale dei valori di forza di un atleta che inizia un programma di allenamento di forza
Occorre chiarire che la capacità di ADATTAMENTO dell'essere umano è strettamente collegata, a quello stato particolare di equilibrio organico globale chiamato
OMEOSTASI che l’organismo umano tende costantemente a mantenere e a ricercare e che comprende fenomeni nervosi-endocrini-cardiovascolari sistemici molto complessi.
A seguito di STIMOLI ESTERNI se l’equilibrio viene perso, l’organismo attiva una serie di ADATTAMENTI per ritrovarlo e mantenerlo.
Tuttavia questa relazione stimolo-risposta avviene solo ed esclusivamente in presenza di uno stimolo biologico di entità tale che mette in difficoltà il mantenimento
dell'omeostasi organica.
Occorre quindi prestare attenzione alla differenza fra Adattamento e Aggiustamento, in quanto l’AGGIUSTAMENTO è una risposta ACUTA, RAPIDA e TEMPORANEA,
che regredisce al termine dell’allenamento, mentre l’ADATTAMENTO è una vera e propria modificazione più CRONICA, LENTA e RESISTENTE. È a questa che mira un
allenamento.
30. Cosa si intende per allenamento programmato e
realizzato?
L’ALLENAMENTO PROGRAMMATO RIGUARDA IL CARICO ESTERNO (TEMPO, DISTANZA,PESO ECC),MENTRE
L’ALLENAMENTO REALIZZATO RIGUARDA IL CARICO INTERNO(EFFETTI DELL’ALLENAMENTO
SULL’ORGANISMO). © 2016 - 2020 Università Telematica eCampus - Data Stampa 12/02/2020 10:23:29 - 9/137
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Lezione 003
1. l'accumulo degli effetti duraturi è l'insieme di variazioni:
anaboliche e metaboliche
anaboliche , metaboliche , dismetaboliche
anaboliche e ormonali
ormonali, metaboliche , anaboliche
2. nell'effetto immediato del carico registriamo
E' il ripristino dello stato di normalità dell'apparato muscolare
l'aumento della F.C.
l'aumento e la successiva diminuzione della F.C.
La diminuzione della F.C.
3. l'accumulo degli effetti duraturi è l'insieme di variazioni:
anaboliche , metaboliche , ormonali
anaboliche , metaboliche , genetiche
anaboliche e ormonali
anaboliche e metaboliche
4. nell'effetto immediato del carico registriamo
diminuzione solamente della frequenza respiratoria a fine allenamento
frequenza respiratoria cambiata subito
l'aumento solamente della frequenza respiratoria a inizio allenamento
l'aumento e la successiva diminuzione frequenza respiratoria ad inizio e fine allenamento
5. La FORMAZIONE DELLE CAPACITA' SPECIFICHE DI PRESTAZIONE
è la sintesi di adattamenti fisicologici-psicologici-strutturali
è la sintesi di adattamenti fisicologici-psicologici-tattici e tecnici
è la sintesi di adattamenti psicologici-tecnici e tattici-antropometrici
tutte le risposte sono errate
6. La sintesi di adattamenti fisicologici-psicologici-tattici e tecnici è la:
La FORMAZIONE DELLE CAPACITA' ASPECIFICHE DI PREVENZIONE
La FORMAZIONE DELLE CAPACITA' SPECIFICHE DI PRESTAZIONE
La FORMAZIONE DELLE CAPACITA' SPECIFICHE DI PREVENZIONE
La FORMAZIONE DELLE CAPACITA' ASPECIFICHE DI PRESTAZIONE © 2016 - 2020 Università Telematica eCampus - Data Stampa 12/02/2020 10:23:29 - 10/137
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Lezione 004
1. i principi di governano l'allenamento (Weineck 2009)
L’allenamento è un processo complesso che si pone l’obiettivo di indurre degli adattamenti nell’organismo, tramite la somministrazione sistematica, continua e organizzata di stimoli
esterni. Esistono diversi principi che governano l’allenamento:
1) Il principio del carico diretto a provocare effetti d’adattamento
2) Il principio della ciclicità per garantire l’adattamento
3) Il principio della specializzazione diretta a rendere specifico l’allenamento
4) Il principio della proporzionalità
PRINCIPIO N°1: Il principio del carico diretto a provocare effetti d’adattamento CHE RACCHIUDE A SUA VOLTA:
Il principio dello stimolo allenante COSA PROPONGO CON IL MIO ALLENAMENTO? Secondo questo principio un adattamento ALLENANTE è possibile solo se l’entità dello
stimolo è direttamente proporzionale allo stato di allenamento dell’atleta.
Più elevato sarà il livello di allenamento di un atleta, maggiori dovranno essere gli stimoli necessari al mantenimento del suo stato funzionale, altrimenti si rischia di de – allenare
l’individuo. Il principio dell’individualizzazione del carico Questo principio evidenzia come gli stimoli allenanti debbano essere adeguati alle capacità psicofisiche di carico, alle
capacità di elaborarle e ai bisogni speciali dell’atleta. Il principio dell’incremento del carico Questo principio sottolinea come le richieste all’atleta dovrebbero essere incrementate
sistematicamente. Se gli stimoli restassero costanti per periodi di tempo prolungati si perderebbe la loro efficacia rispetto all’incremento della prestazione sportiva Il principio della
successione corretta del carico E’ importante valutare l’ordine di somministrazione dello stimolo allenante, tenendo in considerazione sia la specificità dello stimolo stesso, nonché le
richieste temporali per il ripristino ottimale dell’omeostasi dell’organismo Il principio della variabilità del carico Non basta solo incrementare il carico per migliorare la prestazione
sportiva, ma deve essere variata anche la natura degli stimoli allenanti CON STIMOLI NON ABITUALI al fine di ottenere la sempre ricercata alterazione dell’omeostasi e, quindi, gli
adattamenti. Il principio dell’alternanza del carico Riprendiamo il concetto di etero - cronismo degli adattamenti: “forme diverse di carico sovraccaricano l’organismo in modi tra
loro diversi e quindi la durata e l’ampiezza della rigenerazione si differenziano a seconda del genere di carico”. Il principio della relazione ottimale tra carico e recupero sostiene che la
corretta alternanza, o la corretta successione di carichi permette di GUADAGNARE VOLUME e INTENSITA’ NELL’ALLENAMENTO.
PRINCIPIO N.° 2 Il principio della ciclicità per garantire l’adattamento
Questo principio racchiude gli aspetti da considerare per programmare la somministrazione degli stimoli allenanti:
Il principio del carico continuo
Si intende la successione regolare dell’allenamento, che porterà ad un progressivo aumento delle capacità di prestazione sportiva di un atleta, fino a raggiungere il suo limite
individuale che è geneticamente stabilito. Se questa continuità si interrompesse si produrrebbe una diminuzione della capacità di prestazione specifica.
Il principio del carico periodizzato
Ottenere la forma ottimale nel momento giusto (nella gara più importante della stagione!!!) Dosare in carichi, ma non trascuro la continuità dell’allenamento (“pr. del carico
continuo!”) Evitare di sovra – allenare l’atleta Raggiungere picchi di rendimento che non sarebbero possibili con un carico elevato protratto per lungo tempo.
Il principio del recupero periodizzato
Ha una valenza importante soprattutto per gli atleti di alto livello. Una reiterata somministrazione degli stimoli allenanti per lungo tempo può determinare un periodo in cui non si
produce alcun risultato. In questo momento molti atleti inseriscono un PERIODO DI RIGENERAZIONE in cui vengono ristabilite le riserve psicofisiche dell’atleta.
PRINCIPIO N° 3: Il principio della specializzazione diretta a rendere specifico l’allenamento
Il principio dell’adeguatezza rispetto all’età Questo principio sancisce che per riuscire a sfruttare al momento giusto il potenziale di prestazione esistente, i carichi di allenamento
devono essere programmati tenendo conto dell’età biologica (in base alla sua carta d’identità) e non cronologica (attribuibile ad un atleta in relazione allo sviluppo, al livello di
maturazione delle strutture e delle funzioni del suo organismo.)
Il principio del carico finalizzato Il principio afferma che ogni sport ha un profilo caratteristico di esigenze coordinative e organico – muscolari (ovvero un suo modello di
prestazione). Se si vuole preparare una futura prestazione, in tutte le tappe della sua costruzione, ogni obiettivo, ogni metodo, ogni mezzo e contenuto deve essere orientato su quanto
viene richiesto dalla struttura specifica della prestazione in uno sport o in una data disciplina.
PRINCIPIO N° 4: ) Il principio della proporzionalità
Questo principio è di grande importanza per l’allenamento sportivo, sia nel suo processo a lungo termine, sia nella sua programmazione annuale:
Il principio della relazione ottimale tra formazione generale e speciale Si basa sul rapporto dinamico che intercorre tra preparazione generale e preparazione speciale. Con lo
svilupparsi di uno stato di allenamento che procede verso la SPECIALIZZAZIONE i rapporti tra le due componenti variano.
Il principio della relazione ottimale nello sviluppo delle componenti della prestazione Può essere formulato attraverso le seguenti tesi:
Tutte le componenti della prestazione (condizionali, coordinative, tattiche, volitive..) si condizionano tra loro. Un cambiamento di tipo organico muscolare influenza
quantitativamente e qualitativamente i processi di movimento, influendo direttamente sulla tecnica sportiva specifica.
Per questa ragione un allenamento del
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