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Lezione 001

Risposte alle domande a risposta multipla

 01. Qual è la distinzione fondamentale tra filosofia e scienza nella riflessione di Sergio

Cotta? Risposta corretta: 4 (La scienza ricerca risultati sperimentali certi e quantificabili,

o mentre la filosofia si pone domande di senso spesso prive di risposte

incontrovertibili).

Spiegazione: Secondo la ricostruzione di Sergio Cotta, l'oggetto della scienza

o consiste nella ricerca sperimentale di risultati oggettivi, certi e quantificabili

analizzati dalla realtà empirica, mentre la filosofia si interroga su domande di senso

prive di risposte definitive o incontrovertibili.

 02. Quale distinzione kantiana consacra la divisione tra filosofia del diritto e scienza

giuridica?

Risposta corretta: 1 (La distinzione tra la domanda sull'universale forma del diritto

o (quid ius?) e quella sulle leggi in vigore (quid iuris?)).

Spiegazione: Immanuel Kant, nella Metafisica dei costumi (1797), consacra la

o separazione identificando nella domanda quid ius? (l'universale forma del diritto e il

suo concetto secondo ragione pura) l'oggetto della filosofia del diritto, e nella

domanda quid iuris? (ciò che le leggi vigenti prescrivono in un dato tempo e luogo)

l'oggetto della scienza giuridica.

 03. Qual è la "prima tensione" individuata da Cotta nel rapporto tra filosofia e

scienza?

Risposta corretta: 4 (La frammentazione del filosofare in una molteplicità di

o indirizzi opposti per metodo e fini, a fronte dell'obiettivo comune della scienza).

Spiegazione: Nella prospettiva critica che la scienza rivolge alla cultura umanistica,

o la prima tensione risiede nel fatto che la filosofia contemporanea appare priva di

unità, frammentata in una molteplicità di indirizzi discordanti per metodi, problemi e

fini; la scienza, al contrario, condivide un obiettivo unitario (la conoscenza della

natura), un linguaggio comune e la medesima metodologia sperimentale.

 04. Cosa intende Cotta per "inconclusività" della filosofia?

Risposta corretta: 4 (Il fatto che le questioni poste determinano risposte sempre

o nuove, evidenziando una ricerca permanente invece di un compimento definitivo).

Spiegazione: Per la scienza, la filosofia soffre di "inconclusività pratica" poiché le

o domande che essa pone generano continuamente risposte nuove senza mai pervenire

a un compimento definitivo o a una certezza empirica verificabile.

Risposte alle domande aperte

 05. Descrivi la transizione dalla filosofia come “sapere” alla filosofia come “sapienza

realistica”.

Risposta: La transizione proposta da Sergio Cotta segna il passaggio da un'idea di

o filosofia intesa come puro "sapere" (ovvero come sistema nozionistico, astratto o

dottrinale) al recupero dell'antica concezione della filosofia come sapienza. La

dimensione sapienziale si orienta a comprendere il senso profondo dell'esistenza, a

interpretare la storia e a riflettere sulla condizione umana, offrendo criteri di

discernimento per vedere, giudicare e agire. Cotta definisce tale sapienza come

realistica perché rifiuta di costituire un "nobile ma astratto rifugio nel sogno".

Anziché ignorare i dati della scienza, la sapienza li assume come oggetto di attenta

riflessione e li integra con due fondamentali coordinate dell'esistenza:

1. La dimensione del profondo: l'esperienza interiore e la coscienza del

singolo.

2. La dimensione della durata: l'esperienza storica complessiva dell'umanità.

 06. Analizza il rapporto tra l'inconclusività della filosofia e la dinamica di ricerca

permanente sull'umano.

Risposta: Se valutata con i metri della scienza empirica, l'inconclusività viene

o additata come una mancanza o un limite pratico della filosofia. Tuttavia, in

prospettiva giusfilosofica, essa rappresenta la cifra autentica e il motore

fondamentale del pensiero. La consapevolezza della propria incompiutezza e fragilità

(la docta ignorantia di matrice socratica) impedisce all'uomo di appagarsi di certezze

dogmatiche e lo spinge ad aprirsi a una "dinamica di ricerca permanente". Poiché

la realtà e l'esperienza umana mutano continuamente, ogni risposta provvisoria

suscita nuove domande di senso. Questa tensione costante mantiene vivo

l'interrogativo sull'umano, ponendo al centro non solo cosa sia il diritto o perché

esista, ma soprattutto "per chi è il diritto". In questo modo, l'inconclusività

preserva la giurisprudenza dal ridursi a un mero formalismo tecnico, algoritmico o

calcolante, custodendone il valore relazionale ed esistenziale.

Lezione 002

01. Come definisce Hans Kelsen il rapporto tra norma e realtà?

 Risposta corretta: 1 (La norma appartiene al mondo del “dover essere” (Sollen) e si

distingue dai fatti naturali dell' “essere” (Sein)).

 Spiegazione: Nel pensiero di Hans Kelsen, il diritto costituisce un sistema normativo

collocato sul piano del dover essere (Sollen), che qualifica e attribuisce significato agli atti

umani ma rimane ontologicamente distinto e autonomo dai fatti naturali dell'essere (Sein).

02. Da quali tradizioni culturali emerge storicamente la Teoria generale del diritto?

 Risposta corretta: 1 (Dalla allgemeine Staatslehre tedesca e dalla jurisprudence

anglosassone).

 Spiegazione: La Teoria generale del diritto si è strutturata storicamente attraverso la

convergenza e l'intreccio della allgemeine Staatslehre (la dottrina tedesca del diritto

pubblico, legata ad autori come Jellinek) con la tradizione anglosassone della jurisprudence

(in particolare l'approccio analitico di John Austin).

03. Cosa intende Uberto Scarpelli con l'affermazione “il teorico analizza la sintassi del

diritto”?

 Risposta corretta: 2 (Che la teoria generale analizza i concetti e i termini del linguaggio

giuridico per darne una sistemazione rigorosa).

 Spiegazione: Per Uberto Scarpelli e l'indirizzo analitico italiano, la teoria generale non ha

un compito creativo di nuovi valori, bensì si configura come un'analisi metateorica del

linguaggio del legislatore e dei giuristi, diretta a fornire una sistemazione rigorosa dei

concetti normativi.

04. Qual è la distinzione tra teoria generale e sociologia del diritto secondo Catania?

 Risposta corretta: 4 (La prima studia lo statuto deontico (validità), la seconda il problema

fenomenologico (efficacia)).

 Spiegazione: Come chiarito da Alfonso Catania, la teoria generale esplora lo statuto

deontico delle norme (analizzando le strutture di dovere, obbligo e validità intrinseca),

mentre la sociologia del diritto affronta il problema fenomenologico, indagando

empiricamente l'efficacia e il comportamento reale dei consociati e delle corti.

05. Quali sono le tre funzioni tradizionali della sanzione individuate nella teoria generale?

 Risposta corretta: 2 (Punitiva, preventiva e riparatoria).

 Spiegazione: La teoria generale ricostruisce l'evoluzione della sanzione distinguendo la

funzione punitiva (o retributiva/afflittiva), la funzione preventiva (dissuasiva o

promozionale) e la funzione risarcitoria o riparatoria (da cui si sviluppano anche le recenti

prospettive della restorative justice).

06. In cosa consiste la “prevenzione negativa” o deterrenza?

 Risposta corretta: 4 (Nella dissuasione psicologica dei consociati attraverso la minaccia

della pena e la paura della sofferenza).

 Spiegazione: La prevenzione negativa agisce ex ante sul piano motivazionale: la minaccia

della sanzione e la paura della pena generano una dissuasione psicologica che incentiva

l'individuo a non commettere illeciti.

07. Quali sono i tre effetti della “prevenzione positiva” secondo Claus Roxin?

 Risposta corretta: 4 (Apprendimento (Lerneffekt), fiducia (Vertrauenseffekt) e

pacificazione (Befriedungseffekt)).

 Spiegazione: Nel modello teorico del giurista tedesco Claus Roxin, la prevenzione positiva

si articola in tre effetti pedagogico-sociali integrati: l'apprendimento (Lerneffekt, esercizio di

fedeltà al diritto), la fiducia (Vertrauenseffekt, verifica dell'efficacia tutelante dello Stato) e

la pacificazione (Befriedungseffekt, rasserenamento della coscienza giuridica collettiva).

Lezione 002

Risposte alle domande a risposta multipla

 08. Secondo Herbert Hart, a cosa serve la sanzione in un sistema di cooperazione

volontaria?

Risposta corretta: 1 (A garantire che chi obbedisce volontariamente non sia

o sacrificato a chi non lo fa).

Spiegazione: Nel testo Il concetto di diritto, Herbert Hart evidenzia che la sanzione

o punitiva non serve a ridurre il diritto a mero comando coattivo, bensì a preservare

l'equità e la fiducia all'interno di un sistema di cooperazione sociale volontaria,

garantendo che chi rispetta le regole non venga svantaggiato od oppresso da chi le

viola.

 09. Cosa sostiene Alf Ross riguardo al funzionamento della sanzione nella psiche

umana?

Risposta corretta: 3 (Che il timore della sanzione e il convincimento della validità

o del diritto operano congiuntamente).

Spiegazione: Alf Ross, esponente del realismo giuridico scandinavo, integra

o l'elemento psicologico del timore della punizione con il riconoscimento interiore

della validità, affermando che nel fenomeno giuridico il timore delle sanzioni e la

convinzione della validità del diritto agiscono in modo congiunto nella psiche dei

consociati.

 10. Qual è l'atteggiamento fondamentale del teorico generale secondo Catania?

Risposta corretta: 4 (Avalutativo e scientifico, mirante a una descrizione neutrale

o del fenomeno giuridico).

Spiegazione: Alfonso Catania sottolinea come la Teoria generale del diritto

o condivisa dalle tradizioni giuspositivistiche sia caratterizzata da un atteggiamento

strettamente "avalutativo e scientifico", volto a fornire una descrizione neutrale,

cognitiva e formale del diritto positivo vigente.

 11. Quali sono le tre operazioni fondamentali della scienza giuridica per Bobbio?

Risposta corretta: 4 (Purificazione, completamento e sistemazione del linguaggio

o del legislatore).

Spiegazione: Norberto Bobbio concepisce la scienza giuridica come un'analisi

o analitico-linguistica metateorica il cui compito essenziale risiede nella purificazione,

nel completamento e nella sistemazione del linguaggio normativo del legislatore.

Risposte alle domande aperte

 12. Analizza la distinzione tra nomostatica e nomodinamica nel pensiero di Hans

Kelsen.

Risposta: Nella Dottrina pura del diritto, Hans Kelsen scompone lo studio

o dell'ordinamento giuridico positivo in due direzioni complementari:

1. Nomostatica (teoria della norma): considera il diritto in uno "stato di

riposo". Si concentra sull'analisi della struttura logico-formale delle singole

norme giuridiche, considerate come giudizi ipotetici nella forma "Se è A,

deve essere B" (dove A è l'illecito e B è la sanzione). Oggetto della

nomostatica sono i concetti di dovere, illecito, imputazione e sanzione

coattiva.

2. Nomodinamica (teoria dell'ordinamento): analizza il diritto nel suo

processo dinamico di produzione, applicazione ed esecuzione. L'ordinamento

è concepito come una struttura gerarchica a gradi (Stufenbau), in cui ogni

norma deriva la propria validità formale da una norma di grado superiore.

Questo processo di delegazione ed esecuzione si sviluppa a cascata fino a

chiudersi al vertice con la Grundnorm (la "norma fondamentale"

presupposta).

 13. Descrivi le tre “operazioni” della scienza giuridica secondo Norberto Bobbio.

Risposta: Per Norberto Bobbio, la scienza giuridica non ha il compito di creare

o nuovi valori, ma agisce come una metascienza analitica che lavora sul linguaggio del

legislatore per garantirne la coerenza e il rigore logico. Tale attività si articola in tre

operazioni fondamentali:

1. Purificazione: consiste nell'eliminare i termini vaghi, ambigui, emotivi o

metafisici dal linguaggio legislativo, rendendolo concettualmente rigoroso e

de-ideologizzato.

2. Completamento: si realizza nel colmare le lacune del sistema normativo

attraverso l'integrazione analogica e la logica deduttiva, rendendo

l'ordinamento un sistema "chiuso" ed esaustivo.

3. Sistemazione: consiste nell'ordinare e coordinare le norme depurate e

completate all'interno di un sistema logico-deduttivo coerente e privo di

antinomie o contraddizioni.

 14. Analizza la concezione di “modello promozionale” del diritto proposta da Norberto

Bobbio.

Risposta: Norberto Bobbio sviluppa la teoria del modello promozionale per

o spiegare la trasformazione del diritto nello Stato contemporaneo (dal classico Stato

liberale-astensionista allo Stato sociale/interventista). Tradizionalmente, il diritto ha

operato tramite una tecnica sanzionatoria coattiva e repressiva, fondata su "sanzioni

negative" (pene e castighi inflitti ex post a chi viola un divieto). Bobbio intuisce che

l'ordinamento moderno non si limita a reprimere le condotte devianti, ma mira ad

attuare una prevenzione e un orientamento attivo della società. A tal fine, introduce il

concetto di sanzioni positive (incentivi, premi, sussidi, agevolazioni fiscali), che

incoraggiano e premiano ex ante i comportamenti socialmente desiderabili. Il diritto

assume così una funzione promozionale, diventando uno strumento propositivo

capace di stimolare lo sviluppo economico, sociale e culturale dei consociati.

Lezione 003

Risposte alle domande a risposta multipla

 01. Secondo Max Weber, perché il ladro che fugge orienta la propria azione secondo il

diritto?

Risposta corretta: 2 (Perché teme la sanzione e quindi riconosce l'ordinamento

o come “diritto”).

Spiegazione: Nella sociologia dell'agire sociale di Max Weber, il ladro che nasconde

o il proprio delitto o fugge di fronte alla forza pubblica dimostra di orientare

comunque il proprio comportamento empirico in relazione all'ordinamento giuridico;

egli ne riconosce la validità di fatto in quanto calcola e teme la minaccia della

sanzione statale.

 02. Qual è il problema principale degli algoritmi nella “giustizia predittiva”?

Risposta corretta: 2 (La mancanza di trasparenza (Black Box) e la possibile

o riproduzione di bias latenti).

Spiegazione: L'impiego di modelli predittivi di machine learning solleva critiche

o fondamentali legate alla natura opaca dell'algoritmo (effetto black box), in contrasto

con l'obbligo costituzionale di motivazione dei provvedimenti, e al rischio di

cristallizzare o amplificare bias discriminatori ed errori ideologici già presenti nei

dati storici.

 03. Qual è l'oggetto di indagine del binomio “Genere e diritto”?

Risposta corretta: 2 (Come le norme e le istituzioni riproducano o scardinino le

o disuguaglianze e sorveglino le minoranze).

Spiegazione: Gli studi critici su genere e diritto (ispirati dalla Feminist Legal Theory

o e dai Critical Legal Studies) analizzano come le categorie e le istituzioni giuridiche,

celandosi dietro una presunta neutralità formale, abbiano storicamente riprodotto od

oppresso le disuguaglianze di genere, razza e classe, e come possano essere

decostruite per tutelare i diritti delle minoranze.

 04. Cosa studiano i Migration studies riguardo alla cittadinanza?

Risposta corretta: 1 (La stratificazione della cittadinanza e la creazione di

o categorie asimmetriche di persone).

Spiegazione: Nell'ambito della sociologia del diritto applicata ai flussi migratori,

o l'istituto della cittadinanza viene indagato come un dispositivo di stratificazione e

selezione giuridica, capace di creare statuti e categorie asimmetriche di persone

(cittadini comunitari, residenti, richiedenti asilo, irregolari) con diversi gradi di

accesso ai diritti fondamentali.

 05. Cosa distingue la law in the books dalla law in action?

Risposta corretta: 3 (La prima è il testo scritto della legge; la seconda è il diritto

o vivo che opera concretamente nella realtà).

Spiegazione: La distinzione, introdotta dai giusrealisti americani, contrappone il

o "diritto nei libri" (law in the books / paper rules), rappresentato dai codici e dalle

fonti scritte astratte, al "diritto in azione" (law in action / real rules), ossia l'insieme

delle prassi concrete, delle decisioni giudiziarie e dei comportamenti sociali che

rendono il diritto effettivamente operante.

 06. Come definisce Vincenzo Ferrari la sociologia del diritto?

Risposta corretta: 2 (Come la scienza che studia il diritto come modalità d'azione

o sociale).

Spiegazione: Nella tradizione socio-giuridica italiana, Vincenzo Ferrari definisce la

o sociologia del diritto come quella disciplina scientifica ed empirica che analizza il

fenomeno normativo in quanto specifica "modalità d'azione sociale", investigando le

motivazioni, le interazioni e le aspettative dei consociati che utilizzano le norme

nelle proprie relazioni.

 07. Cosa intende Immanuel Kant con l'espressione “insocievole socievolezza”?

Risposta corretta: 2 (La tendenza umana che spinge gli individui a combattersi e,

o contemporaneamente, a cooperare).

Spiegazione: Nella sua riflessione di filosofia della storia (Idea per una storia

o universale dal punto di vista cosmopolitico), Kant definisce "insocievole

socievolezza" (ungesellige Geselligkeit) l'inclinazione dell'essere umano a unirsi in

società (socievolezza) combinata con una costante resistenza ed egocentrismo

(insocievolezza) che genera antagonismo e spinge gli individui a superare la pigrizia

per edificare un ordine giuridico civile.

Risposte alle domande aperte

 08. Illustra quali sono le frontiere più recenti della ricerca socio-giuridica.

Risposta: Le frontiere contemporanee della ricerca socio-giuridica e giusfilosofica

o hanno progressivamente superato i confini del positi

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paolini.sonia72 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Callegari Christian.

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