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Set domande anatomia umana scienze delle attività motorie e sportive

Docente: Macaluso Filippo

Set Domande: ANATOMIA UMANA SCIENZE DELLE ATTIVITA' MOTORIE E SPORTIVE

Docente: Macaluso Filippo

Lezione 002

1. L'anatomia microscopica studia strutture che:

  • Appartengono ai microrganismi?
  • Sono visibili al microscopio data come errore dal prof
  • Sono presenti esclusivamente negli organi di senso
  • Non sono visibili a occhio nudo

2. L'anatomia macroscopica include:

  • Solo anatomia regionale
  • Solo anatomia di superficie
  • Anatomia di superficie, anatomia regionale e anatomia sistemica
  • Citologia e istologia

3. Quali strutture rappresentano l'oggetto di studio degli istologi?

  • Organi
  • Apparati
  • Cellule
  • Tessuti

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Set Domande: ANATOMIA UMANA SCIENZE DELLE ATTIVITA' MOTORIE E SPORTIVE

Docente: Macaluso Filippo

Lezione 003

1. Quale tra le seguenti non è una caratteristica degli epiteli

  • Sono costituiti da poche cellule, ma possiedono una grande quantità di materiale extracellulare.
  • Hanno sempre una superficie libera esposta all'ambiente esterno o a qualche camera o condotto interno
  • Non sono vascolarizzati
  • Possono essere costituiti da un singolo strato o da più strati di cellule

2. La superficie della cellula epiteliale disposta verso l'ambiente esterno, verso una cavità o il lume di un organo è denominata:

  • Apicale

Durante la crescita e lo sviluppo dell'organismo, le cellule interagiscono tra loro e si specializzano così da formare tutti i tipi di tessuto, inoltre, sintetizzano determinate proteine che basale sono indispensabili per il normale funzionamento del tessuto cui appartengono. Dopo che lo zigote diventa embrione le cellule si raggruppano in tre tessuti embrionali dai quali deriveranno lucida tutti i tessuti dell'organismo adulto: l'ectoderma, che da origine all'epidermide e al tessuto nervoso, il mesoderma, dal quale si formano i tessuti dei muscoli e delle ossa e la maggior densa parte del sistema circolatorio, dell'apparato riproduttore e di quello escretore, e l'endoderma, che forma il rivestimento del tubo digerente e degli organi derivati da questo.

Possiamo dividere quindi i tessuti in 4 diversi tipi: tessuto epiteliale, tessuto connettivo, tessuto muscolare, tessuto nervoso.

3. L'epitelio di transizione è presente solo nel tratto:

  • Tessuto epiteliale

Il è formato da cellule strettamente ravvicinate urinario (cellulosità) che formano uno o più strati (organizzazione in strati: monostratificato o pluristratificato), con poca matrice extracellulare e senza vasi sanguigni (avascolarità).

  • Digerente

Possiede una superficie libera, rivolta verso l'esterno o verso un fluido dell'organismo, detta apicale, e una superficie che aderisce ad uno strato sottostante, detta basale non esiste (polarità). Vi è inoltre una lamina basale che ancora l'epitelio allo strato sottostante (ancoraggio) e che contiene cellule staminali (rigenerazione).

  • Respiratorio

Possiamo suddividere il tessuto epiteliale ancora in tessuto epiteliale di rivestimento e tessuto epiteliale ghiandolare, infatti esso è specializzato nelle funzioni di rivestimento, e quindi protezione, di permeabilità, facendo quindi passare determinate sostanze, di sensibilità.

4. L'epitelio squamoso stratificato cheratinizzato costituisce la superficie epiteliale:

  • Cute

Permettendo di percepire stimoli dall'ambiente esterno, e secernenti, che sia secrezione di prodotti ghiandolari o escrezione di scorie.

  • Ghiandola

Il tessuto epiteliale di rivestimento può essere distinto in pavimentoso semplice o pluristratificato, cubico semplice o pluristratificato, cilindrico semplice o pseudostratificato, epitelio di transizione.

  • Vescica

L'epitelio pavimentoso semplice è formato da un singolo strato di cellule piatte e riveste internamente vasi sanguigni e linfatici e gli alveoli polmonari, con funzione di diffusione.

  • Polmoni

5. Descrivere la classificazione dei tessuti

L'epitelio pavimentoso stratificato è formato da più strati di cellule cubiche in profondità e sempre più appiattite in superficie, il che permette di svolgere la sua funzione di protezione. Esso può essere cheratinizzato o non cheratinizzato. In quello cheratinizzato il citoplasma delle cellule apicali (che sono morte) è sostituito dalla cheratina, questo si trova nella cute. In quello non cheratinizzato le cellule apicali hanno nucleo e citoplasma, e si trova nella cavità orale, faringe, esofago, canale anale, cervice uterina e vagina.

6. Descrivere le caratteristiche e le funzioni dei tessuto epiteliale

L'epitelio cubico semplice è formato da un singolo strato di cellule cubiche con funzione di secrezione e assorbimento, si trova quindi nei tubuli renali (nei quali le cellule apicali posseggono dei microvilli), nelle ghiandole e nei bronchioli terminali del polmone (nei quali le cellule apicali posseggono delle ciglia).

L'epitelio cubico stratificato è formato da più strati di cellule cubiche, specializzate nell'assorbimento e nella secrezione, si trovano infatti nelle ghiandole sudoripare e salivari.

L'epitelio cilindrico semplice è formato da un singolo strato di cellule alte e sottili e riveste i bronchioli polmonari con funzione di spostamento, grazie alle ciglia, presenti anche nelle tube uterine dove permettono il passaggio degli ovociti, nelle ghiandole, stomaco e intestino con funzione di secrezione, e nell'intestino con funzione di assorbimento.

L'epitelio cilindrico pseudostratificato è formato da un singolo strato di cellule alte e sottili ma che non tutte raggiungono la superficie, sono spesso ciliate e svolgono la funzione di secrezione di muco, si trovano infatti nelle vie aeree.

L'epitelio di transizione è definito così proprio perchè in base allo stiramento le cellule appaiono cubiche o piatte e sono in grado di proteggere dall'urina, infatti si trova nel tratto urinario.

Il tessuto epiteliale ghiandolare è composto da cellule specializzate nella funzione secernente, esocrine (unicellulari o pluricellulari) se il secreto è riversato direttamente o tramite un dotto sulla superficie bersaglio (quindi sieroso, mucoso o misto), endocrine (pluricellulari) se la superficie bersaglio non è a contatto con il tessuto ghiandolare e dunque il secreto viene rilasciato nel torrente ematico per poterla raggiungere (ormoni).

L'elaborazione del secreto nelle cellule ghiandolari esocrine può avvenire secondo tre diverse modalità:

  • Secrezione olocrina: consiste nell'espulsione di intere cellule secretorie per apoptosi (ghiandole sebacee).
  • Secrezione apocrina: consiste nel mantenimento della cellula ghiandolare, ma con perdita di parte del citoplasma (ghiandole mammarie).
  • Secrezione merocrina: si svolge con il completo mantenimento della cellula ghiandolare e con espulsione del solo prodotto di secrezione tramite esocitosi (proteine).

La forma delle parti secernenti delle ghiandole esocrine è estremamente varia, il lume della ghiandola può essere tubulare (a forma di tubo), oppure acinoso o alveolare (tondeggiante). Inoltre, il sistema duttale può essere semplice, se possiede un solo dotto, ramificato, se più parti secernenti convergono in un unico dotto, o composto, se più parti secernenti convergono in un sistema di dotti escretori.

Connettivo

Il tessuto è specializzato nelle funzioni nutritive, di sostegno e di difesa.

Tessuto muscolare

Il è specializzato nella funzione contrattile.

Tessuto nervoso

Il è specializzato nel generare, condurre e trasmettere l'impulso nervoso.

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Docente: Macaluso Filippo

Lezione 004

1. Le secrezioni delle ghiandole endocrine prendono il nome di:

  • Sieroso
  • Mucoso
  • Ormoni
  • Misto

2. Nella secrezione apocrina le cellule dell'epitelio ghiandolare:

  • Perdono una porzione apicale del citoplasma
  • Nessuna delle risposte è corretta
  • Vengono completamente distrutte e la secrezione avviene per apoptosi
  • Rimangono perfettamente integre dopo aver espulso il prodotto secretorio, per esocitosi

3. Nella secrezione olocrina le cellule dell'epitelio ghiandolare:

  • Nessuna delle risposte è corretta
  • Vengono completamente distrutte e la secrezione avviene per apoptosi
  • Rimangono perfettamente integre dopo aver espulso il prodotto secretorio, per esocitosi
  • Perdono una porzione apicale del citoplasma

4. Quale delle seguenti è uno dei modelli di ramificazione dei dotti ghiandolari:

  • Alveolare
  • Tubulare
  • Acinosa
  • Ramificata

5. Quale delle seguenti non è uno dei modelli di ramificazione dei dotti ghiandolari:

  • Tubulare

Il tessuto ghiandolare è un tessuto epiteliale composto da cellule specializzate nella composta funzione secernente, esocrine (unicellulari o pluricellulari) se il secreto è riversato direttamente o tramite un dotto sulla superficie bersaglio (quindi sieroso, mucoso o ramificata misto), endocrine (pluricellulari) se la superficie bersaglio non è a contatto con il tessuto ghiandolare e dunque il secreto viene rilasciato nel torrente ematico per poterla semplice raggiungere (ormoni).

L'elaborazione del secreto nelle cellule ghiandolari esocrine può avvenire secondo tre diverse modalità:

  • Secrezione olocrina: consiste nell'espulsione di intere cellule secretorie per apoptosi

6. Che cosa è un epitelio ghiandolare?

(ghiandole sebacee).

  • Secrezione apocrina: consiste nel mantenimento della cellula ghiandolare, ma con perdita di parte del citoplasma (ghiandole mammarie).

7. Descrivere le forme della porzione secernente della ghiandola

  • Secrezione merocrina: si svolge con il completo mantenimento della cellula ghiandolare e con espulsione del solo prodotto di secrezione tramite esocitosi (proteine).

La forma delle parti secernenti delle ghiandole esocrine è estremamente varia, il lume della ghiandola può essere tubulare (a forma di tubo), oppure acinoso o alveolare (tondeggiante). Inoltre, il sistema duttale può essere semplice, se possiede un solo dotto, ramificato, se più parti secernenti convergono in un unico dotto, o composto, se più parti secernenti convergono in un sistema di dotti escretori.

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Docente: Macaluso Filippo

Lezione 005

1. Il tessuto adiposo può essere:

  • Bianco e bruno
  • Diversi colori
  • Bianco, nero e grigio

Il tessuto connettivo è ampiamente distribuito nell'organismo, ma non entra in contatto con l'ambiente esterno. Il tessuto connettivo è composto da cellule specializzate (diverse per ogni tipo di tessuto connettivo, fibroblasti, condrociti/osteoblasti, miofibroblasti, adipociti, cellule immunitarie) e matrice extracellulare prodotto da queste. Questa matrice extracellulare conferisce ai vari tipi di tessuti le loro caratteristiche, è formata da fibre proteiche collagene e bianco e nero elastiche, liquido e sostanza fondamentale.

2. Quali di questi non è un tessuto connettivo:

  • Adiposo

La sostanza fondamentale è una delle fondamentali componenti della matrice extracellulare, essa è un materiale amorfa trasparente con le proprietà di un gel semifluido, è formata da acqua e da glicosamminoglicani, come acido ialuronico e proteoglicani che rimanendo nella loro forma distesa conferiscono alla sostanza fondamentale un notevole osseo volume rispetto alla loro massa, inoltre, grazie alla presenza di gruppi laterali carichi negativamente, tali molecole risultano essere idrofiliche, attirando a sé le elevate quantità d’acqua di cui necessità la sostanza fondamentale; tale cartilagineo struttura garantisce la permeabilità della sostanza amorfa, garantendo lo scambio di metaboliti con il sistema circolatorio.

  • Muscolare

Tra le funzioni del tessuto connettivo possiamo dire che connette diversi tessuti, costituisce una rete di sostegno per il corpo, trasporta i fluidi, protegge organi delicati, permette il movimento, immagazzina le riserve energetiche e difende il corpo dai microrganismi. Per questo possiamo classificare i tessuti connettivi in tessuti connettivi di sostegno, connettivi liquidi e propriamente detti.

3. Quale tessuto forma lo stroma di un organo:

  • Areolare

Tessuto connettivo di sostegno cartilagine

Possiamo suddividere il ancora in cartilagine e osso. La è prodotta dai condroblasti, che secernono la sostanza fondamentale rimanendone intrappolati a due a due all'interno di piccole adiposo cavità, lacune, diventando condrociti. E' rivestita da pericondrio fibroso, che contiene i vasi sanguigni, poco presenti nella cartilagine, formato da uno strato interno di cellule e uno strato esterno di tessuto connettivo denso irregolare.

  • Elastico

Ialina presenta grandi quantità di fibre collagene strettamente adese tra loro, è resistente ma la più debole, si trova principalmente nelle superfici articolari sinoviali. La reticolare elastica cartilagine è ricca di fibre elastiche che la rendono resistente e flessibile, si trova nelle orecchie esterne, fibrosa nell'epiglottide e nelle tube uditive. La cartilagine ha poca sostanza fondamentale e molte fibre collagene, il

4. Descrivere la sostanza fondamentale

Osseo dischi intervertebrali e nella sinfisi pubica. Il tessuto è irrobustito da depositi di sali minerali contenenti calcio, che impregnano le abbondanti fibre di collagene e la sostanza fondamentale conferendogli solidità e resistenza alla pressione e alla trazione. Le sue cellule sono le cellule osteoprogenitrici, che si trovano nell'endostio che riveste le cavità midollari insieme agli osteoblasti, osteociti e osteoclasti.

E' localizzato nello scheletro con la funzione di sostenere e proteggere i tessuti e gli organi. Il periostio ricopre la superficie esterna dell’osso ed isola e protegge l’osso dai tessuti circostanti e partecipa alla crescita e alla riparazione dell’osso, è formato da uno strato esterno di tessuto connettivo fibroso denso e uno strato interno di cellule specializzate.

Il tessuto osseo dopo lo sviluppo embrionale e durante la rigenerazione ossea dopo frattura non lamellare, lamellare, è caratterizzato cioè da fibre collagene diverse che si intrecciano irregolarmente, dopodiché viene rimpiazzato da quello caratterizzato compatto invece da fibre collagene disposte in ordine. Il tessuto osseo lamellare può essere di tipo compatto o spugnoso. L'osso è denso e solido e forma le spugnoso pareti delle ossa lunghe. L'osso forma una rete di trabecole con spazi vuoti, come una spugna, e riveste la cavità midollare delle ossa contenente il midollo osseo.

Tessuto connettivo liquido sangue

Possiamo suddividere il ancora in sangue e linfa. Il svolge funzioni di trasporto, stabilizzazione del pH e dei livelli di elettroliti dei fluidi interstiziali, difesa e stabilizzazione della temperatura corporea. La sua sostanza fondamentale è il plasma, liquido di un colore giallo brillante, mentre le cellule specializzate sono gli elementi figurati, suddivisi in eritrociti, piastrine e leucociti.

Il plasma è un insieme di acqua, proteine, sostanze nutritive, elettroliti, prodotti di scarto azotati, ormoni e gas, e costituisce il 54% del volume ematocrito. Le proteine del plasma sono le albumine, le globluline e il fibrinogeno e svolgono funzioni di trasporto, anticorpi e coagulazione.

Gli eritrociti, globuli rossi, costituiscono circa il 45%, hanno la forma di dischi biconcavi, simile a quella di ciambelle non forate. La loro funzione è portare ossigeno alle cellule e prelevare parte dell'anidride carbonica prodotta. L'ossigeno proveniente dall'apparato respiratorio diffonde nella circolazione sanguigna e si lega all'emoglobina, formando ossiemoglobina.

L'emoglobina è costituita da 4 subunità globulari, le globine (2 alfa e 2 beta), che formano una struttura quaternaria. Ognuna delle globine è simile alla mioglobina e possiede una tasca dove si trova un gruppo prostetico eme contenente un atomo di ferro ferroso che legherà le molecole di ossigeno. Avendo 4 subunità l'emoglobina legherà 4 molecole di ossigeno. Per questo il sangue ha quel sapore ferroso, ed è rosso perchè l'emoglobina è una cromoproteina di colore rosso.

I leucociti, i globuli bianchi, e le piastrine costituiscono l’1%. I leucociti hanno il ruolo fondamentale di difendere l'organismo e si distinguono in base alla presenza o meno di granuli nel loro citoplasma, vi sono quindi 5 tipi di globuli bianchi: neutrofili, eosinofili e basofili (leucociti granulari), monociti e linfociti (leucociti agranulari).

Le piastrine sono frammenti di megacariociti, che liberando sostanze che intervengono nel processo di coagulazione, concorrono a impedire la perdita di sangue, formando un tappo sul sito danneggiato e grazie linfa all'actina e alla miosina avvicina i margini del vaso leso.

La è un liquido chiaro che scorre nei vasi del sistema linfatico, composto da liquido interstiziale e cellule difensive: cellule natural killer, linfociti T e B, macrofagi, cellule dendritiche e cellule reticolari. Le NK sono particolari linfociti citotossici che distruggono cellule infettate da virus e cellule cancerogene, colpendole con proteine che ne forano la membrana.

I linfociti T, sono timo-dipendenti, si dividono in linfociti T citotossici (distruggono direttamente le cellule estranee), linfociti T helper (aiutano le altre cellule immunitarie nella loro azione di riconoscimento e attacco degli antigeni), linfociti T regolatori (deprimono la risposta di cellule immunitarie verso un antigene), linfociti T della memoria (cellule a v

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Macaluso Filippo.

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