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lOMoARcPSD|47650919 Set Domande

Biologia applicata

Scienze e tecniche psicologiche (D.M. 270/04)

Docente: De Palma Giuseppe Emanuel

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Scienze e tecniche psicologiche (D.M. 270/04)

Docente: De Palma Giuseppe Emanuel

Lezione 002

01. Cosa è messo in comune tra due atomi legati covalentemente?

  • Soltanto un elettrone più esterno
  • Uno o più protoni del nucleo
  • Soltanto un neutrone
  • Uno o più elettroni più esterni

02. L'energia di legame si esprime in:

  • Kcal/mole
  • W/mole
  • Grammi
  • Pascal

03. Una molecola è detta polare se:

  • È formata da ioni
  • Ha un numero pari di atomi
  • Ha un numero dispari di atomi
  • Ha una nube elettronica asimmetrica

04. Una molecola è detta apolare se:

  • È idrofila
  • Gli atomi hanno elettronegatività dissimile
  • Ha la configurazione più stabile
  • Gli atomi hanno elettronegatività simile

05. Cosa si forma quando tra due atomi sono condivisi in modo uguale due elettroni:

  • Un legame idrogeno
  • Un legame di tipo van der Waals
  • Un legame dipolo-dipolo
  • Un legame covalente

06. Il legame di van der Waals è:

  • Ionico
  • Molto forte
  • Forte
  • Debole

07. In un triplo legame covalente cosa è messo in comune?

  • Tre atomi
  • Tre coppie di elettroni
  • Tre coppie di neutroni
  • Tre elettroni

08. Definire il legame covalente omeopolare ed eteropolare

I legami covalenti differenziati da una distribuzione della nube elettronica si dividono in legame covalente omeopolare ed eteropolare. Si definisce legame covalente omeopolare, molecole costituite da due atomi uguali come ad esempio H2, O2, Cl2 e presentano una distribuzione della nube elettronica completamente simmetrica.

Invece il legame covalente eteropolare è caratterizzato da molecole formate da atomi diversi quindi con una diversa elettronegatività, e la distribuzione della nube elettronica è asimmetrica. In questo caso gli atomi a cui mancano pochi elettroni per completare il livello energetico più esterno tenderanno ad attrarre gli atomi elettropositivi, ovvero quelli che hanno pochi elettroni nel livello energetico più esterno.

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Docente: De Palma Giuseppe Emanuel

Lezione 004

01. L'amido e la cellulosa sono:

  • Disaccaridi
  • Proteine
  • Polisaccaridi
  • Un monosaccaride e un polisaccaride

02. Quale, tra le seguenti molecole, è un carboidrato?

  • Galattosio
  • Caseina
  • Acido palmitoleico
  • Acido ascorbico

03. Quale dei seguenti materiali biologici non viene sintetizzato dalle cellule umane:

  • Glicogeno
  • Cheratina
  • Cellulosa
  • Collageno

04. Il legame glicosidico è presente:

  • Nelle poliammine
  • Nei carboidrati
  • Nei trigliceridi
  • Nelle proteine

05. Indicare il monosaccaride:

  • Fruttosio
  • Maltosio
  • Lattosio
  • Saccarosio

06. Che cos'è la cellulosa?

  • Un polimero di glucosio, principale costituente delle pareti delle cellule vegetali
  • Un polimero di glucosio, presente esclusivamente nelle pareti delle cellule batteriche
  • Un composto presente esclusivamente negli animali
  • Un polimero di glucosio presente nelle membrane cellulari

07. Metta a confronto struttura e proprietà del saccarosio con quelle di lattosio e maltosio. 2-β glicosidico. Si tratta di un semplice

Il saccarosio è un disaccaride, formato cioè dall'unione di due monosaccaridi: glucosio e fruttosio, tenuti insieme da un legame 1-α, zucchero domestico ed è diffuso molto nel mondo vegetale, specialmente piante e frutti.

Il maltosio è un disaccaride costituito da due molecole di glucosio legate tra loro con un legame 1-4, α-glicosidico, ed è il principale disaccaride di trasporto del glucosio nelle piante verdi. Le molecole di maltosio sono trasportate dal torrente linfatico della pianta fino alle radici e infine si legano tra loro formando macromolecole polisaccaridi che, dette amidi.

Il lattosio o zucchero del latte è un disaccaride composto da una molecola di glucosio, legata a un galattosio con un legame 1-4, β-glicosidico, ed è contenuto nel latte dei mammiferi. La funzione energetica del lattosio avviene grazie a un enzima chiamato lattasi. Questo enzima scinde il lattosio nei suoi monosaccaridi costitutivi (glucosio-galattosio). Inoltre la lattasi è presente solo nei lattanti e non viene più sintetizzata dopo lo svezzamento. Nelle ghiandole mammarie il lattosio rappresenta la maggiore modalità di trasferimento di energia chimica dalle madri al bambino.

08. Il saccarosio, è un glucide presente in diversi vegetali. Mi rappresenti la reazione di formazione del saccarosio, partendo dai suoi costituenti, analizzi poi la tipologia del legame e indichi in che modo può essere idrolizzato.

Il saccarosio è un disaccaride che proviene dall’unione di una molecola di glucosio con una di fruttosio attraverso un legame 2-β-glicosidico. 1-α, in particolare il legame avviene tra i due gruppi ossidrili alcolici alla con la conseguente fuoriuscita di una molecola d’acqua.

Il saccarosio può essere idrolizzato da specifici enzimi appartenenti alla famiglia dello glicosidasi. Questi enzimi operano un taglio nel legame glicosidico, poiché sono molto specifici possiamo individuare le α-glicosidasi che tagliano i legami glicosidici di tipo α e le β-glicosidasi che operano un taglio nei legami glicosidici di tipo β.

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Lezione 006

01. Gli acidi biliari derivano:

  • Dalla dopamina
  • Dal colesterolo
  • Dalla troponina
  • Dalla mielina

02. Il colesterolo è?

  • Tutte le precedenti
  • Un lipide
  • Un precursore della vitamina D
  • Un alcol policiclico

03. Il colesterolo viene prodotto nella maggior parte:

  • Dal fegato
  • Dai reni
  • Dal midollo spinale
  • Dai linfonodi

04. La colecisti ha la funzione di:

  • Purificare il sangue
  • Conservare bile ed enzimi digestivi
  • Produrre bile ed enzimi digestivi
  • Concentrare e conservare la bile

05. Gli sfingolipidi sono:

  • Lipidi legati a carboidrati
  • Costituenti delle membrane plasmatiche
  • Costituenti dei ribosomi
  • Lipidi legati ai cromosomi

06. La colesterolemia è:

  • L'eccessiva presenza di colesterolo nelle urine
  • La concentrazione di colesterolo nelle feci
  • La scarsa presenza di colesterolo nel sangue
  • La concentrazione di colesterolo nel sangue

07. Analizzi i fattori che influenzano la fluidità delle membrane.

Poiché il grado di fluidità della membrana dipende dal tipo di lipidico di cui è composta, le cellule di tutti gli organismi adattano di continuo la composizione lipidica delle loro membrane alle variazioni di temperatura dell’ambiente che regolano l’attività biologica della proteina, modificandone il contenuto sia di acidi grassi saturi o insaturi che di colesterolo.

I doppi strati molecolari lipidici hanno una grande importanza biologica, poiché ad essi, insieme con speciali proteine, rappresentano la struttura di base per la costruzione delle membrane cellulari in tutti gli organismi. Il fatto che ci sia uno strato idrofobo nello spessore della membrana non solo consente alla cellula di isolare il suo ambiente acquoso interno rispetto all’esterno, ma è anche un compartimento senza acqua e separato dal resto della cellula, a cui vengono indirizzate le molecole idrofobe.

08. Descriva la struttura, le caratteristiche e la funzione del colesterolo.

Il colesterolo è un lipide della classe degli steroidi e presenta una struttura a quattro anelli policarboniosi. Questa molecola ha due tipi di compiti diversi tra loro ed importanza biologica. Il colesterolo è un costituente insostituibile delle membrane cellulari ed è presente in quantità spesso pari a quella dei fosfogliceridi.

Inoltre è un precursore di una serie di molecole ormonali, che svolgono una varietà di funzioni come il ruolo di regolatori dell’equilibrio idrico, delle reazioni fisiche dello stress e delle funzioni riproduttive dell’organismo. È un alcol. Esso ha un gruppo ossidrile, che costituisce l’unica ragione idrofila dell’intera molecola. Visto che la restante parte della molecola è idrofoba, anche il colesterolo è antipatico.

È importante nel nostro organismo, in quanto il fegato che regola la produzione e la distribuzione del sangue, non solo riceve dall’intestino il colesterolo derivato dal processo della digestione, ma anche, sempre se è necessario, ne sintetizza di nuovo attraverso una via metabolica. Il fegato modifica chimicamente gran parte del colesterolo per produrre gli acidi biliari, che riversati con la bile dell’intestino, contribuiscono a facilitare l’assunzione dei grassi durante la digestione.

Infine rilascia il colesterolo nel sangue legandolo a delle proteine trasportatrici che con esso formano particelle chiamate “lipoproteine a bassa densità” (LDL). Se il colesterolo proviene da una dieta in eccesso, la concentrazione delle LDL detta colesterolemia può aumentare e di conseguenza si crea un’anomala deposizione di colesterolo sulle pareti interne dei vasi sanguigni. Questo processo può degenerativo, detto aterosclerosi, può portare a un restringimento fino ad un’occlusione dei vasi stessi.

Inoltre, in soggetti con difetti genetici, come la ipercolesterolemia familiare e la xantomatosi, la regolazione dei livelli di colesterolo nel sangue potrebbe non funzionare.

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Lezione 007

01. Le proteine:

  • Presentano tutte una struttura quaternaria
  • Possono presentare quattro ordini di struttura
  • Presentano solo struttura primaria e secondaria
  • Hanno una struttura primaria che ne determina l'attività biologica

02. Tutte le proteine:

  • Sono costituite da molti amminoacidi organizzati in uno o più polipeptidi
  • Possiedono gruppi prostetici contenenti Fe
  • Sono amminoacidi
  • Sono enzimi

03. Le proteine: mi descriva uno o più aspetti in relazione alla struttura e/o alla funzione

Le proteine sono polimeri di amminoacidi che legati tra di loro formano catene polipeptidiche, ogni proteina può presentare una o più catene che si ripiegano su sé stesse assumendo una forma tridimensionale. Le proteine sono raggruppate in base alle diverse funzioni: enzimi, proteine strutturali, proteine di membrana e fattori di trascrizione.

Sono formate da 20 amminoacidi. Possono avere fino a 4 livelli di struttura. La struttura primaria è la sequenza amminoacida semplice della proteina ed è importante perché le informazioni genetiche in essa contenute costituiscono il patrimonio genetico dell’organismo.

La struttura secondaria comprende la formazione di legami idrogeno tra due catena, che si avvolge a spirale su se stessa, formando una α-elica, tratti di che assume una forma di cilindro rigido dalla cui superficie escono ordinatamente i gruppi R degli amminoacidi che la formano. In alcuni casi i legami idrogeno si costruiscono tra tratti diversi della stessa catena o catene diverse, in questo caso la catena ha una forma piana, come una lamina, detta β-foglietto.

La struttura terziaria è la sua disposizione nello spazio tridimensionale e può essere stabilizzata da legami il più delle volte non covalenti, quindi di tipo debole come le interazioni di Van der Waals, e da altri legami che possono essere covalenti, quindi forti e stabili. L’ultima struttura, quella quaternaria, comprende le interazioni tra le subunità e il loro assemblaggio.

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Lezione 008

01. Una cellula dello stomaco produce pepsina e non insulina perché:

  • Sono attivi soli i geni per la produzione di pepsina
  • Ha geni diversi rispetto a una del pancreas
  • Non presenta il gene dell'insulina
  • L'insulina prodotta non viene trasferita nello stomaco

02. Se nel sangue di un individuo venissero iniettati contemporaneamente uguali dosaggi degli ormoni insulina e glucagone non si osserverebbe alcun cambiamento del livello del glucosio ematico, in quanto:

  • Entrambi gli ormoni sono prodotti dal fegato che ne esercita il controllo
  • I due ormoni agiscono alla stessa velocità e con funzioni opposte
  • Sia l'insulina sia il glucagone vengono prodotti dal pancreas che ne esercita il controllo
  • Entrambi gli ormoni producono un calo del livello di glucosio ematico

03. Indicare quale delle seguenti molecole NON è un prodotto della secrezione esocrina del pancreas:

  • Tripsina
  • Glucagone
  • Chimotripsina
  • Carbossipeptidasi

04. Che cosa sono le isole del Langerhans:

  • Sono isole di cellule localizzate nell'intestino tenue
  • Sono isole di cellule localizzate nel pancreas
  • Sono isole di cellule localizzate nel duodeno
  • Sono isole di cellule localizzate nel mediastino

05. Mi presenti le principali modifiche che avvengono dopo la sintesi proteica

Le proteine multimeriche o sub subunità di una unità si associano tra loro dopo la sintesi e dopo aver acquisito le appropriate strutture precedenti. L’unione tra le diverse proprietà è data dal contatto tra punti specifici della superficie delle varie subunità che consentono il formarsi di legami deboli tra di esse.

06. Emoglobina: un esempio di proteina a struttura quaternaria

L’emoglobina è una proteina multimerica, trasportatrice di ossigeno ed è contenuta nei globuli rossi del sangue. Essa è costituita da due diversi tipi di catene polipeptidi che, dette sub unità α e sub unità β e codificate da due geni distinti. Nell’adulto, le molecole di emoglobina sono costituite da 2 subunità α e 2 subunità β.

Al loro interno hanno una molecola di natura non proteica, detta gruppo eme e contenente un atomo di ferro, che rappresenta il sito di legame dell’O2. Nell’emoglobina si osserva un effetto cooperativo tra le diverse subunità della molecola in relazione alla loro affinità per l’O2. Per questo effetto, l’emoglobina può catturare l’O2 dell’aria a livello dei polmoni rilasciarlo dopo quando i globuli rossi si trovano in condizioni di bassa tensione parziale dell’O2, nel sangue.

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Lezione 009

01. Definire struttura e funzione degli acidi nucleici

Il termine “acidi nucleici” raggruppa due diversi tipi di macromolecole, ambedue polimeri lineari che hanno lo scopo di trasportare l’informazione genetica, necessaria per la sintesi di tutte le proteine del nostro organismo. Essi sono costituiti da due macromolecole di nucleotidi, ossia l’acido dessosirbonucleico e l’acido ribonucleico indicati con l’acronimo di DNA e RNA. La storia dei due acidi nucleici DNA e RNA rappresenta la genetica della biologia moderna.

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Lezione 010

01. Una molecola di RNA la cui sequenza nucleotidica è tradotta in una sequenza amminoacidica nei ribosomi durante la sintesi proteica si definisce:

  • RNA transfer
  • RNA ribosomiale
  • RNA messaggero
  • RNA polimerasi

02. Quale tra i seguenti elementi NON è coinvolto nella duplicazione del DNA?

  • DNA polimerasi
  • Primer a RNA
  • Ligasi
  • Anticodone

03. Quale reazione catalizza la DNA polimerasi?

  • Scissione di legami idrogeno tra basi complementari
  • Formazione di legami fosfodiesterici tra nucleotidi adiacenti
  • Formazione di legami tra desossiribosio e basi azotate
  • Formazione di legami idrogeno tra basi complementari

04. Nella replicazione del DNA:

  • I filamenti della doppia elica si separano e agiscono da stampo per la sintesi di nuovi filamenti
  • Il DNA viene sintetizzato a partire da ribonucleotidi
  • La doppia elica rimane intatta e se ne forma una completamente nuova
  • La polimerizzazione è catalizzata da una ligasi

05. La duplicazione del DNA:

  • Avviene con polarità 3'-5'
  • Utilizza ribonucleotidi
  • È un processo di tipo aconservativo
  • È un processo di tipo semiconservativo

06. La replicazione del DNA in vivo

La replicazione del DNA in vivo del DNA inizia in punti chiamati “origine di replicazione”, a partire da questi i due filamenti si staccano, dunque si rompono i legami idrogeno che mantenevano unita la doppia elica e si legano particolari proteine che hanno l’incarico di stabilizzare i filamenti e non farli riunire.

Infatti si formano le forche di replicazione e i deossiribonucleotidi possono entrare e la DNA polimerasi, enzima protagonista di questo processo, può catalizzare il legame tra due deossiribonucleotidi adiacenti, usando come stampo i due filamenti aperti.

I due filamenti hanno un andamento antiparallelo, in modo tale che uno verrà sintetizzato in modo continuo, l’altro definito “lento” verrà sintetizzato in modo discontinuo duplicando piccole sequenze di DNA, dette fr

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Scienze biologiche BIO/13 Biologia applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biologia applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof De Palma Giuseppe Emanuel.

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