Storia dei processi educativi
Introduzione
Il passaggio dalla storia della pedagogia alla storia dell’educazione è avvenuto negli ultimi trenta anni, inizi anni cinquanta. Ora percorrerò le tracce delle due storie per questo le dividerò in più parti che vanno a formare la storia globale. La pedagogia va formando i futuri cittadini che cambieranno il mondo grazie a Quintiliano che fece un manuale.
Il manuale si articola in più stadi che in questa sede le dividiamo in tre: la nascita interiore, lo spirito e l'educazione. La nascita interiore si forma tramite l’educazione, tramite l’esperienza dello spirito attraverso la meditazione. Si forma in essere l’educazione.
La violenza non è necessaria perché i bambini hanno l’autoregolamentazione che permette loro di capire dove sbagliano e comprendere cosa si vuole che facciano. Per questo, nel meridione ed in Italia vi è un forte ellenismo e romanità. Le tre rivoluzioni industriali hanno rivoluzionato la storiografia ed il mondo.
Il meridione con la dominazione Borbonica
Il meridione versava in uno stato di miseria dovuta alle carestie, guerre, impedimenti, e alla staticità delle società. Non si sapeva come sfamare i bambini, perivano uno dopo l’altro sotto il controllo dei Borbone che si mantenevano con le miserie e morti altrui. I brefotrofi cercarono di salvare la vita dei neonati che morivano perché non c'era il cibo per nessuno. Da 500 nati, più della metà ne moriva; solo chi ce la faceva poteva sopravvivere. Le madri costrette dovettero fare atrocità. L'unica speranza fu la chiesa che salvò più bambini che il tiranno. La gente preferì portare i bambini nei conventi e bambini divennero clerici ecc.
Il periodo napoleonico nel meridione
Napoleone divise l’istruzione secondo le possibilità delle famiglie; se una famiglia non poteva, ci dovevano pensare gli ecclesiastici, ne seguiva l’insegnamento dei precetti ecc. Chi poteva veniva istruito da un precettore che ne determinava il futuro. La chiesa si occupò della pubblica istruzione. Inoltre, con il dominio di Garibaldi si preferì di rendere la situazione immutata.
L’epoca post unitaria
Il nuovo re scoprì che il resto del territorio presentava analfabetismo, con la quale nascono due decreti: uno di Manzoni e l’altro di Carducci. Manzoni decise che gli insegnanti toscani dovevano insegnare il fiorentino colto. I problemi erano solo all'inizio. Vi era il lavoro minorile che sottraeva le risorse all’istruzione, mentre Carducci pensò che l’istruzione dovesse entrare nella cultura sia settentrionale che meridionale.
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