Set domande diritto dell'Unione europea
Giurisprudenza (D.M. 270/04)
Docente: Alessandro Vaccarella
Lezione 002
05. Che tipo di organizzazione è l'Unione europea? Quali sono i caratteri dell'ordinamento dell'Unione europea?
L'UE non è né uno Stato, nonostante sia un ente dotato di personalità giuridica autonoma, né una semplice organizzazione internazionale. Essa è definita come un'organizzazione sovranazionale, verso la quale gli Stati membri hanno trasferito settori della propria sovranità. Gli atti adottati dalle istituzioni dell'UE sono in grado di produrre effetti giuridici anche nei confronti dei loro cittadini e non solo verso gli Stati membri. Dunque, l'UE è titolare di una sua sovranità e quest'ultima è parziale e derivata, in quanto è limitata alle materie previste dai Trattati e dovuta da una decisione degli Stati membri. Inoltre, è istituito un organo giurisdizionale con il compito di vigilare sul rispetto dei trattati europei.
I caratteri dell'ordinamento dell'UE sono:
- La presenza di una cittadinanza europea integrativa rispetto a quella nazionale;
- Esiste un sistema partitico europeo;
- Il suo bilancio è finanziato in modo integrale mediante risorse proprie, autonomia finanziaria;
- Alcuni organi hanno l'obbligo di agire nel solo interesse dell'UE, Corte dei conti, Corte di giustizia, Commissione, Banca centrale europea;
- Le decisioni vengono prese normalmente a maggioranza, calcolata sulla base del numero degli Stati e sulla base del numero di cittadini che essi rappresentano;
- I Trattati creano un diritto derivato. L'unico interprete legittimo delle norme europee è la Corte di Giustizia che è l'organo giurisdizionale dell'UE;
- L'UE è aperta all'adesione di altri Stati europei, ma solo se rispettano i suoi valori;
- Essa si fonda su Trattati, ossia atti di diritto internazionale che oggi contengono quasi gli stessi principi, obiettivi, valori etc contenuti dalle moderne carte costituzionali;
- Gli organi legislativi dell'UE rappresentano da una parte i cittadini ed i popoli dell'Unione, Parlamento europeo, e dall'altra i Governi degli Stati, Consiglio.
L'UE è un organismo sui generis alle sue istituzioni gli Stati membri delegano parte della propria sovranità nazionale.
Lezione 003
6. Quali sono gli obiettivi dell'Unione europea? Fare qualche esempio.
I Trattati non permettono all'UE di avere la libertà per definire i propri obiettivi, ma sono loro stessi che li elencano e li delimitano, secondo il principio di attribuzione. Soprattutto l'art. 3 TUE dispone tutti gli obiettivi dell'Unione europea:
- Instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica stabile e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva e promuove il progresso tecnologico e scientifico. Inoltre, essa rispetta la ricchezza della sua diversità linguistica e culturale e vigila sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo. Promuove la coesione sociale, territoriale, economica e la solidarietà tra gli Stati membri. Combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove le protezioni sociali e la giustizia, la solidarietà tra le generazioni, la parità tra uomini e donne e la tutela dei diritti del minore;
- Promuovere la pace, il benessere dei suoi popoli ed i suoi valori;
- Essa istituisce un'unione economica e monetaria, dove la moneta è l'euro;
- Essa offre uno spazio di libertà, giustizia e sicurezza ai suoi cittadini, senza frontiere interne, dove è assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure specifiche per i controlli alle frontiere esterne, l'immigrazione, l'asilo, prevenire la criminalità e la lotta a quest'ultima;
- Essa persegue i suoi obiettivi con i mezzi appropriati, in base alle competenze attribuite nei trattati.
I suoi obiettivi sono eterogenei ed ampi diversamente da quelli solo economici che caratterizzavano le originarie Comunità europee. Questi obiettivi devono essere eseguiti con coerenza all'art 7 TFUE che prevede infatti che l'Unione assicuri la coerenza tra le sue varie azioni e politiche, considerando l'insieme dei suoi obiettivi e conformandosi al principio di attribuzione delle competenze. Non vi è gerarchia tra i diversi obiettivi e se dovessero presentarsi in contrasto tra di loro, sarà il legislatore dell'Unione e la Corte di giustizia a trovare un equilibrio. Inoltre, gli Stati membri facilitano all'Unione l'adempimento dei suoi compiti e si astengono da qualsiasi misura che rischi di mettere in pericolo la realizzazione degli obiettivi dell'Unione.
7. Quali sono i valori dell'Unione europea? Fare qualche esempio.
Con l'Atto unico europeo, vennero inseriti nei trattati diversi riferimenti riguardo i principi ed i valori dell'Unione anche mediante la giurisprudenza della Corte di giustizia. Oggi i valori dell'UE sono enunciati esplicitamente nei Considerando del Preambolo del TUE, oltre ai primi articoli del medesimo.
Nel Preambolo del TUE si fa riferimento ai diritti sociali fondamentali che sono definiti nella Carta sociale europea e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, ai principi della democrazia, libertà e del rispetto dei diritti dell'uomo dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali e alla solidarietà tra i popoli europei rispettandone la cultura, tradizione e storia.
L'art. 4, par. 2, TUE dispone che l'Unione rispetta l'uguaglianza degli Stati membri dinanzi ai trattati e la loro identità nazionale insita nella loro struttura costituzionale, politica e fondamentale, comprendendo anche il sistema delle autonomie regionali e locali. Inoltre, rispetta le funzioni essenziali dello Stato, come le funzioni di salvaguardia dell'integrità territoriale, di mantenimento dell'ordinamento pubblico e di tutela della sicurezza nazionale. La sicurezza nazionale resta di esclusiva competenza di ogni Stato membro.
L'art 6 TUE dispone che l'Unione riconosce i diritti, i principi e le libertà sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE del 2000, poi adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo che ha il medesimo valore giuridico dei trattati. L'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Questa adesione non modifica le competenze dell'Unione definite nei trattati. Inoltre, i diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali fanno parte del diritto dell'Unione poiché principi generali.
L'art. 21, par. 1. TUE enuncia che l'azione dell'Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, l'allargamento e lo sviluppo e che essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo universalità, stato di diritto, democrazia ed indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, principi di uguaglianza e di solidarietà etc. L'Unione prova a sviluppare relazioni e istituire partenariati con i paesi terzi e con le organizzazioni internazionali, mondiali o regionali che condividono i principi di cui al primo comma. Essa promuove soluzioni multilaterali ai problemi comuni e soprattutto nell'ambito delle Nazioni Unite.
I valori dell'Unione europea non sono mere enunciazioni politiche ed ideali ma il loro mancato rispetto può comportare delle conseguenze giuridiche per le istituzioni europee e per gli Stati membri.
Lezione 004
5. Descrivere il ruolo dei Parlamenti nazionali nel controllo sul rispetto del principio di sussidiarietà.
Il principio di sussidiarietà è applicato dalle istituzioni dell'Unione in modo conforme al Protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di proporzionalità e di sussidiarietà. Questo protocollo affida il compito di vigilare sul rispetto del principio di sussidiarietà ai Parlamenti nazionali, in base ad una specifica procedura prevista dal protocollo medesimo. Ogni Parlamento nazionale può formulare un parere motivato di non conformità del progetto al principio di sussidiarietà, entro otto settimane dalla trasmissione di un progetto di atto legislativo. Si tratta di un ruolo importante ed inedito per i Parlamenti nazionali.
Ogni camera parlamentare, in caso di Parlamenti bicamerali, ha un voto ed i Parlamenti monocamerali ne hanno due. Inoltre, in base al numero dei pareri negativi espressi e della procedura di adozione dell'atto, sono previste due differenti modalità di controllo della sussidiarietà. Da una parte mediante il meccanismo del cartellino giallo dove si sono espressi almeno un terzo dei voti disponibili dei parlamenti o camere parlamentari per la violazione del principio di sussidiarietà, e dall'altra il meccanismo del cartellino arancione, quando l'adozione dell'atto si esegue con la procedura legislativa ordinaria.
In tale caso, se contro il progetto di atto legislativo sono stati espressi dei pareri negativi dalla maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamentari nazionali, la Commissione, nel caso in cui decida di mantenere il progetto di atto, dovrà emanare un parere motivato. In questo caso si apre una fase preliminare dedicata alla verifica del rispetto del principio di sussidiarietà e se il Consiglio, a maggioranza del 55% dei membri, od il Parlamento europeo, a maggioranza dei voti espressi, votano nel senso che la proposta non è compatibile con il principio di sussidiarietà, la proposta decade. Nel caso del cartellino giallo, il progetto deve essere riesaminato dal suo autore con la possibilità di mantenerlo, ritirarlo o modificarlo, ma con l'obbligo di specifica motivazione.
6. Qual è la ratio del principio di proporzionalità?
Secondo il principio di proporzionalità la forma ed il contenuto dell'azione dell'Unione si limitano a quanto occorre per il conseguimento degli obiettivi dei trattati. Tale principio si applica sia nei settori di competenza concorrente, sia nei settori di competenza esclusiva. Inoltre, ha la funzione di tutelare gli Stati membri da interventi dell'UE di ampia portata. La Comunità europea deve avvalersi solo dei mezzi necessari per realizzare gli obiettivi prefissati, ricorrendo a misure proporzionate ai risultati da raggiungere.
Il principio di proporzionalità limita in riferimento sia il contenuto del medesimo e sia la scelta del tipo di atto da adottare. Inoltre, l'art. 296 TFUE dispone che nel caso in cui i trattati non prevedano il tipo di atto da adottare, le istituzioni lo decidono volta in volta e secondo le procedure applicabili ed il principio di proporzionalità. Tale principio, affiancato a quello di sussidiarietà, presuppone l'esistenza di una competenza attribuita all'UE ed attiene all'esercizio di questa competenza.
07. In che cosa consiste il principio di sussidiarietà? E per quali categorie di competenze dell'UE si applica?
Il principio di sussidiarietà e quello di proporzionalità presuppongono l'esistenza di una competenza attribuita all'UE ed essi attengono all'esercizio di questa competenza. Infatti, è disposto dall'art. 5.1 TUE che l'esercizio delle competenze dell'UE si fonda su questi due principi enunciati.
Il principio di sussidiarietà comporta che, nei settori che non sono di sua competenza esclusiva, l'Unione interviene solo nel caso in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, né a livello regionale né locale e né centrale, ma, possono essere conseguiti a livello dell'Unione, a motivo della portata o degli effetti in base all'azione medesima.
Inoltre, i settori di competenza esclusiva dell'UE sono pochi e per questo il principio di sussidiarietà ha importanza centrale e trova spesso applicazione. Si applica a tutte le competenze concorrenti ed a quelle di terzo tipo. Esso è applicato dalle istituzioni dell'Unione in modo conforme al Protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di proporzionalità e di sussidiarietà. Questo protocollo affida il compito di vigilare sul rispetto del principio di sussidiarietà ai Parlamenti nazionali, in base ad una specifica procedura prevista dal protocollo medesimo. Ogni Parlamento nazionale può formulare un parere motivato di non conformità del progetto al principio di sussidiarietà, entro otto settimane dalla trasmissione di un progetto di atto legislativo.
08. Quali fattori contribuiscono ad attenuare la rigidità del principio di attribuzione?
La delimitazione delle competenze dell'Unione si fonda sul principio di attribuzione. Quest'ultimo non è del tutto rigido, ma è in modo parziale moderato da due fattori. Il primo riguarda il fatto che, secondo una consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia, l'UE può essere considerata competente per esercitare un potere quando questo risulti indispensabile per l'esercizio di un potere espressamente previsto o per la realizzazione dei fini dell'ente.
Esso è la teoria dei poteri impliciti, per cui le attribuzioni di una certa competenza implicano anche il potere di adottare tutte le misure che occorrono per il suo esercizio. Invece, il secondo fattore, consiste nella prevedere da parte dei Trattati una parziale deroga al principio di attribuzione, costituendo la clausola di flessibilità contenuta nell'art. 352, par. 1, TFUE.
La ratio di quest'ultimo articolo prevede che data l'impossibilità di definire in anticipo e con esattezza i poteri che potrebbero servire all'Unione per raggiungere i suoi scopi, si è deciso di consentire la possibilità di un'assunzione autonoma di nuovi poteri, ma solo entro i limiti molto ristretti e nel rispetto di precise condizioni ed una procedura rigorosa, ossia una deliberazione del Consiglio all'unanimità, su proposta della Commissione, previa autorizzazione del Parlamento europeo.
Secondo lo stesso articolo, esso non può servire di base per il conseguimento di obiettivi riferiti alla sicurezza comune ed alla politica estera, quindi, la clausola non è applicabile al settore della PESC. Inoltre, la nuova azione non può comportare un accordarsi delle disposizioni regolamentari e legislative degli Stati membri nei casi dove vengono escluse dai trattati.
9. Quali novità sono state introdotte dal Trattato di Lisbona in tema di competenze dell'Unione europea?
Parlamenti nazionali nel funzionamento dell’Unione. Il Trattato di Lisbona ha introdotto novità riguardo il coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nel funzionamento dell’Unione europea. Intanto sono state rafforzate le funzioni del Parlamento europeo, con conferimento di maggiori competenze, ma è anche stato definito un ruolo più incisivo dei Parlamenti nazionali nel processo di formazione delle decisioni dell’Unione europea.
Infatti, l'art. 5, par. 3, TUE prevede che le istituzioni dell’Unione applicano il principio di sussidiarietà in modo conforme al protocollo sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità ed i parlamenti nazionali vigilano sul rispetto del principio di sussidiarietà in base alla procedura prevista in tale protocollo.
L'art. 10, parr. 1-2, TUE, invece, enuncia che il funzionamento dell’Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa, e gli Stati membri sono rappresentati nel Consiglio europeo dai rispettivi capi di Stato o di governo e nel Consiglio dai rispettivi governi, a loro volta democraticamente responsabili davanti ai loro parlamenti nazionali o dinanzi ai loro cittadini. Secondo l'art. 12 TUE, i parlamenti nazionali contribuiscono in modo attivo al buon funzionamento dell’Unione.
Secondo quanto disposto dall'art. 48, par. 7, TUE, nelle procedure di revisione semplificate dei Trattati, se il trattato sul funzionamento dell’Unione europea o il titolo V del presente trattato prevedono che il Consiglio deliberi all’unanimità in un caso specifico od in un settore, il Consiglio europeo può adottare una decisione che consenta al Consiglio di deliberare a maggioranza qualificata in tale caso o settore. Tale comma non si applica alle decisioni che rientrano nel settore della difesa o che hanno implicazioni militari.
Se il trattato sul funzionamento dell’Unione europea prevede che il Consiglio adotti atti legislativi mediante una procedura legislativa speciale, il Consiglio europeo può adottare una decisione che consenta l’adozione di questi atti in base alla procedura legislativa ordinaria. Ogni iniziativa presa dal Consiglio europeo secondo al primo o al secondo comma è trasmessa ai parlamenti nazionali.
In caso di opposizione di un parlamento nazionale notificata entro sei mesi dalla data di questa trasmissione, la decisione di cui al primo o al secondo comma non è adottata. In assenza di opposizione, il Consiglio europeo può adottare detta decisione. Inoltre, l'art. 49, par. 1, TUE enuncia che ogni Stato europeo che rispetti i valori di cui all’articolo 2 e si impegni a promuoverli può domandare di diventare membro dell’Unione.
Sono informati di questa domanda sia il Parlamento europeo sia i parlamenti nazionali. Lo Stato richiedente trasmette la sua domanda al Consiglio, che si pronuncia all’unanimità, previa consultazione della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo, che si pronuncia a maggioranza dei membri che lo compongono.
10. Quali novità sono state introdotte dal Trattato di Lisbona con riguardo al coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nel funzionamento dell'Unione europea?
Sono state introdotte importanti novità dal Trattato di Lisbona per quanto concerne il coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nel funzionamento europeo. È stato definito un ruolo preciso ed incisivo dei Parlamenti nazionali nel processo di formazione delle decisioni dell'UE. A tal proposito, l'art. 12 TUE enuncia che i parlamenti nazionali contribuiscono in modo attivo al b
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