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Esiste all’interno del nostro mondo una efficace cultura del movimento?

  • In famiglia.
  • Scuola, dove si dovrebbe fare educazione fisica poiché proposta dal programma ministeriale. In breve nel contesto scolastico è ancora poco considerata poiché non reputata così importante come le altre.

Movimento

Il movimento è una manifestazione visibile ed essenziale che connota tutti gli esseri in vita. È il modo in cui tutti gli esseri viventi si rapportano con l’ambiente, per esempio l’uomo attraverso posture, situazioni ecc ecc.

Anche durante il sonno noi ci muoviamo, il cuore continua a battere, le attività respiratorie continuano, gli occhi si muovono…

Man mano l’uomo acquisisce livelli e gradi di movimento maggiore, e in gergo si esprime con “motricità”.

Con motricità si intende il grado di capacità di abilità di movimento posseduto in relazione all’età del soggetto, ma anche in relazione all’aspetto biologico.

Educazione fisica: disciplina che utilizza il movimento per contribuire alla crescita di competenze motorie, sociali, intellettive e affettive.

Nella scuola dell’infanzia viene chiamata attività psicomotoria; nella scuola primaria prende il nome di attività motoria, mentre alle scuole medie o superiore viene definita educazione fisica.

Perché il movimento umano rappresenta una invarianza antropologica?

L’antropologia è definita come la storia dell’uomo, della sua evoluzione nel corso dei secoli.

La funzione motoria è una situazione antropologica.

Funzioni del movimento

  • Conservazione dell’organismo.
  • Sviluppo dell’organismo stesso con particolare riguardo al SNC: non esiste una contrazione muscolare rapportabile a qualsiasi movimento che l’uomo possa compiere, che non sia gestita dal sistema nervoso centrale; quindi si andrà sempre a stimolare il sistema nervoso centrale.
  • Sviluppo della motricità: è sempre stato il punto centrale della funzione motoria, ed il fine dell'educazione fisica.

La differenza tra la classica educazione fisica e quella moderna, lo sviluppo della motricità è andata ad assumere un’importanza sempre maggiore per sviluppare l’organismo e il SNC.

Ma cosa comporta lo sviluppo della motricità? Comporta il miglioramento degli aspetti condizionali e coordinativi che ci consentono di andare alla ricerca di abilità grosso-motorie, linguaggio, posturali.

  • Aumento del potenziale espressivo dell’individuo: consiste che quando ci relazioniamo con i nostri simili lo facciamo tramite la voce, con una comunicazione verbale; ma questa comunicazione verbale non è esaustiva, per rendere l’aspetto comunicativo efficace bisogna assecondare alle parole e al significato anche un atteggiamento del corpo particolarmente importante che integra l’espressività, postura, tono della voce, cenni del capo, sguardi, atteggiamenti mimici del volto, situazione di vicinanza e lontananza dalla persona.

Strutture del movimento

Sono le semplici unità di base che vanno a comporre le unità di movimento.

Le posture possono suddividersi in stazioni, atteggiamenti, attitudini.

Vi sono poi gli schemi posturali e gli schemi motori di base.

Le posture sono schemi tridimensionali, quindi quando noi andiamo ad assumere una postura occupiamo uno spazio, dipendono inoltre da una precisa intenzionalità ad inibire il movimento, e quando si prolunga la posizione scelta presuppone un apprendimento motorio, un momento di autocontrollo e un processo di apprendimento che non sempre avviene in maniera efficace.

La differenza tra postura e posizioni, è che a differenza che le posizioni ci accomunano, come banalmente lo stare seduti, ma ciascuno di noi lo è in maniera differente, ed è qui che si differenzia la postura da persona a persona.

Le stazioni rappresentano le posture/posizioni in base al suolo.

Gli atteggiamenti vanno a connotare alcuni modi di essere di alcune parti del corpo, indipendentemente dal suolo o ambiente, come possono essere gli atteggiamenti del busto, degli arti.

Le attitudini invece esprimono la posizione del corpo rispetto al suo baricentro, ci definiamo in appoggio quando il baricentro si trova al di sopra dell’attrezzo, in sospeso quando il baricentro si trova al di sotto dell’attrezzo.

Per mantenere le posture, o posizioni, siamo costretti a gestire la muscolatura antigravitaria, la quale comporta delle contrazioni muscolari.

A partire dal basso per mantenere la stazione eretta va contratto isometricamente il tibiale anteriore e il tricipite surale.

Lo sono anche il grande, il piccolo e medio gluteo, che permettono di mantenere in linea gli arti con il busto; la muscolatura addominale compresi gli obliqui e anche i dorsali.

Gli schemi posturali sono la modalità più efficace per esprimere azioni del nostro corpo in maniera segmentaria.

È come se prendessimo le singole parti del nostro corpo e incominciassimo ad analizzare come si possono muovere. Es. portare del cibo alla bocca, avviene una flessione del nostro arto superiore, un movimento di avvicinamento che assieme alla flessione del polso permette di avvicinarci alla bocca.

Le singole parti del corpo si muovono attraverso un sistema di piani ed assi.

  • Sul piano sagittale il corpo si muove verso avanti attraverso le attività di flessione o estensione verso dietro. Il busto sul piano sagittale si flette andando verso avanti.
  • Piano frontale divide il corpo in una parte anteriore e posteriore; qui avvengono i movimenti di inclinazione o flessione laterale, dx e sx. L’arto inferiore può muoversi sul piano frontale con l’adduzione, avvicinamento, o abduzione, allontanamento.
  • Piano orizzontale, piano parallelo al suolo.

Gli assi del corpo servono per andare a definire i movimenti segmentari; e questi sono movimenti di carattere rotatorio, e oltre che avere un asse di riferimento hanno anche un piano di riferimento.

La percezione di uno stimolo esterno può essere sottinteso come un semaforo per chi guida, l’automobilista percepisce che sta diventando rosso e deve fermare la vettura, quindi accade un processo di ricerca della risposta di cosa fare, per infine attuarla, in questo momento staccare il piede dall'acceleratore e frenare.

Uno stimolo interno, o propriocettivo, potrebbe essere quando mi inizio a muovere dopo tanto tempo passato seduto, quando si sente il bisogno di alzarsi e stare in posizione eretta per sgranchirsi, motivazione a camminare, cambiare postura, alzarsi.

I nostri movimenti una volta che vengono realizzati vengono sottoposti ad un meccanismo di controllo dell’esecuzione, il nostro apparato sensoriale lavora per capire se quanto abbiamo programmato e se quanto eravamo motivati a svolgere in quel momento, sta avvenendo e portato avanti o meno. Quindi è il momento nel quale ci rendiamo conto se la risposta che stiamo dando, sia una risposta efficiente o sia da reiterare.

In questo schema sono riportati i prerequisiti del movimento, i quali sono delle condizioni che non possono mancare e ci devono essere obbligatoriamente per realizzare le risposte.

I prerequisiti strutturali dipendono dalle strutture anatomiche, biochimiche e neurofisiologiche, mentre i prerequisiti funzionali dipendono dalla maturazione del SNC.

Tra i prerequisiti strutturali troviamo la maturazione degli apparati scheletrico muscolari, lo sviluppo strutturale dell’apparato nervoso e dell’apparato cardio-circolatorio e respiratorio.

I prerequisiti di funzione che dipendono dalla maturazione funzionale del sistema nervoso, affinché un movimento si realizzi deve avvenire con l’idea e la consapevolezza che deve avvenire, quindi avendo un’idea di sé e del proprio corpo, bisogna attivare la funzione di controllo degli equilibri, funzione di controllo della lateralità, bisogna attivare una funzione di coordinazione globale se il movimento interessa tutte le parti del corpo o percettivo motorio segmentario se il movimento interessa singole parti del corpo, bisogna attivare una funzione di orientamento spazio temporale, di controllo del tono posturale e del rilassamento psicocorporeo.

La funzione motoria si sviluppa come qualsiasi altra forma della personalità, quindi avendo un rapporto continuativo con l'ambiente, sia fisico che sociale, il quale ci consente di sviluppare gli schemi motori.

Esiste una interdipendenza molto stretta tra i livelli di maturità.

Non è possibile progredire motoriamente se non vi è un’evoluzione della sfera intellettiva.

La funzione motoria non è un fine da raggiungere ma un mezzo per la formazione globale della personalità umana, quest’ultima per l’uomo è fonte di crescita, e non solo dal punto di vista motorio, ma anche per ottenere una crescita cognitivo-intellettiva.

Schema importante al quale gira attorno la materia di metodologia

Sistemi biologici e la loro strutturazione

Teoria sviluppata da Jean Le Boulch, che assieme ad altri rappresentano gli aspetti fondamentali della psicomotricità.

Ci riferiamo a lui poiché ha avuto un percorso di studi che lo ha portato a studiare medicina dopo aver fatto scienze motorie, ma soprattutto a lui dobbiamo il concetto di unitarietà dell’individuo e dei sistemi.

Attraverso i suoi studi appare in modo evidente di come la parte motoria e cognitiva siano strettamente interconnesse.

Un altro punto fondamentale di Boulch, è che l'evoluzione dell’individuo possa dipendere da un intervento educativo, quindi da un intervento da parte della famiglia sistema scuola, che possano andare a favorire la crescita di questi.

I sistemi biologici sono:

  • Sistema vegetativo: è chiamato anche sistema di nutrizione, non intesa come apparato nutriente o digestivo, ma intesa come nutrizione dell'organismo stesso. Chiamato così perché consente il mantenimento per l’intero organismo e lo fa quindi sopravvivere. Questo comprende tutto ciò che ci serve per tenere in vita il nostro organismo.
  • Sistema di relazione: il nostro organismo non ha solo la necessità di potersi mantenere e sopravvivere, ma il nostro organismo dalla nascita in poi entra in relazione con l'ambiente, e ciò è possibile grazie a delle vie presenti nel sistema nervoso periferico; la prima è quella sensoriale che va dalla percezione alla polarità sensoriale. La particolarità di questo sistema è che possiede anche la polarità motoria.
  • Sistema nervoso: è un sistema attivo fin dal concepimento, e raggiunge livelli di maturazione molto importanti. Nel primo anno di vita questo coordina i due sistemi precedentemente elencati, e li sincronizza per mantenere l’unità biologica della persona. Il nostro corpo è una estensione del SNC, quindi l’espressione di un corpo che si muove nell’ambiente, non è altro che l’espressione diretta del nostro grado di intelligenza, da come ci si muove si può capire se le risposte che una persona dà all’ambiente sono risposte efficaci.
  • Sistema della sessualità: si sviluppa in età più tardiva e si manifesta in maniera forte in età puberale, quando gli altri 3 sistemi sono ormai organizzati, e la sua funzione è la procreazione della specie.

Questi 4 sistemi costituiscono l’essenza dell’essere umano.

Lezione 4

Qualità motorie

Misurano e determinano il funzionamento e l’efficienza di una funzione; possono essere condizionali, coordinative percettive o anche intellettive; e possono inoltre influenzare la quantità e la qualità delle nostre risposte all’ambiente.

  • Capacità di coordinazione.
  • Capacità di condizione.
  • Capacità strutturali ed elastiche.

In tutti i movimenti si trovano le seguenti componenti parziali:

  • Forza.
  • Resistenza.
  • Velocità.
  • Ritmo.
  • Combinazione.
  • Trasformazione.
  • Elasticità muscolare.

Abilità motoria

Abilità motoria: saper eseguire e saper fare, closed skill.

Sapere eseguire, saper fare in contesti di situazioni chiuse “closed skill”.

Contesto chiuso = è un contesto ambientale che ricrea le stesse condizioni di esecuzione, se io devo andare a saltare bene o male mi ritrovo in tutti i contesti una certa pedana e un certo spazio di rincorsa, mi ritrovo sempre un certo gesto da eseguire che non viene mai ostacolato o contrastato da un avversario, potranno cambiare le condizioni ambientali o la pedana ma resta chiuso.

Si classificano in:

  • Abilità utilitaristiche.
  • Abilità di trasformazione.
  • Abilità di prestazione.
  • Abilità di comunicazione.
  • Abilità professionali.

Saper correre, saltare, rotolare, eseguire gesti tipici dei contesti sportivi.

Competenza motoria

Competenza motoria: saper eseguire e saper fare, open skill.

Come può essere saper eseguire un salto che però può essere ambientato a qualsiasi contesto e situazione ambientale.

Come può essere il saper controllare la corsa in qualsiasi situazione spaziale e ambientale.

Intelligenza motoria

Intelligenza motoria: insieme integrato di competenze motorie che consentono al bambino di scegliere in modo efficace e risolvere situazioni/problema di ambito motorio.

Qualità condizionali

Qualità, capacità, condizionali.

Sono determinate dai meccanismi di produzione energetica:

  • Aerobico: produzione di energia alla presenza di ossigeno. Consente inoltre il trasporto di ossigeno fino al livello dei singoli tessuti.
  • Anaerobico lattacido: consente di avere energia pronta, ed anche in grande misura con la produzione di acido lattico.
  • Anaerobico alattàcido: consente di avere energia pronta, ed anche in grande misura in assenza di acido lattico. Si può verificare in maniera successiva al lattacido, consentendo di arrivare a sforzi prolungati di 1’ - 1:10’.

Determinano la quantità e l’intensità della risposta motoria dell’uomo, ed incidono in modo determinate sulla prestazione motoria.

Le qualità coordinative

  • Sono determinate dai processi che organizzano, controllano e regolano il movimento.
  • Dipendono dal grado di manutenzione del sistema nervoso centrale.
  • Determinano il tipo e la qualità della risposta motoria.

Per dirigere un movimento nuovo abbiamo la necessità di usare delle componenti coordinative.

  • La combinazione dei movimenti: utilizzare nel tempo e nel modo giusto i movimenti parziali per poter combinare insieme questi movimenti al fine di dar luogo al gesto globale, un esempio è la camminata.
  • Capacità di differenziazione, essere capaci di applicare il grado di forza muscolare, differente a seconda dell’uso che devo farne.
  • Capacità di equilibrio, bisogna attivare la muscolatura antigravitaria per poter mantenere l’equilibrio del corpo.
  • Capacità di orientamento; si intende l’orientamento spazio temporale.
  • Capacità di ritmizzazione, la gran parte dei gesti dell’uomo sono ripetitivi e ciclici.
  • Capacità di reazione; parte coordinativa della capacità condizionale velocità di traslocazione, per poter attivare un gesto veloce bisogna essere reattivi.
  • Capacità di trasformazione; non esiste un movimento che necessiti di un adattamento all'ambiente.

Periodo prenatale

  • Primi movimenti dell’embrione: ottava settimana dall’inizio della gestazione.
  • Avvengono secondo una cronologia cefalo-caudale.
  • A 5 mesi comparsa dei movimenti “riflessi non condizionati”, come possono essere i calci dall’interno del grembo materno.

0 - 18 mesi

Cambiamenti rapidi e rilevanti.

  • Si solleva contro gravità: passa a gestire da una situazione orizzontale ad una completamente verticale.
  • Deambulazione: capacità di spostarsi nell’ambiente.
  • Acquisisce capacità manipolative: impara a prendere, afferrare e manipolare.
  • Motricità generale goffa e poco coordinata.

Periodo 0 - 3 mesi

Il bambino prevalentemente dorme, ovviamente nel caso non sia sfamato abbastanza chiederà del cibo.

Ma quando è sveglio cosa accade? Vi è una fase di movimenti massivi incontrollati.

  • Massivi poiché interessano tutto il corpo.
  • Incontrollati in quanto non sono diretti ad uno scopo preciso.
  • Comparsa del riflesso posturale labirintico del capo.
  • Grasping; è un riflesso di prensione, quindi quando vado a stimolare il palmo della mano, anche con un mio polpastrello, il neonato chiuderà le mani attorno, come se volesse prenderlo.

Periodo 5-6 mesi

  • Sviluppo dell’estensione; quindi il bambino si solleva sugli arti superiori tesi, e sta seduto con appoggio, azione di raddrizzamento.
  • Sviluppo della simmetria, dove compare la sincinesia controlaterale perché il concetto di lateralità non è ancora preminente, ma prevale il concetto di simmetria, se io porgo al bambino qualcosa da prendere non è un solo arto ad andare verso questa cosa, ma entrambi.

Periodo 7-8 mesi

  • Incomincia la manifestazione della intenzionalità, quindi appaiono i primi movimenti coordinati, perché il bambino sceglie che movimenti vuole fare.
  • Rotazione del corpo attorno all’asse longitudinale.
  • Impara a strisciare.
  • Comparsa dei primi movimenti determinati da uno specifico scopo.
  • Il grasping si fa sempre più preciso.
  • Comparsa reazioni di equilibrio da posizione seduta, quando si appoggia il bambino in posizione verticale per terra, si ha l’impressione che vada a contrastare in qualche modo la gravità.

Periodo 9-10 mesi

  • Il bambino comincia ad avanzare in quadrupedia, alcuni bambini vanno anche a saltarla e passare subito alla stazione eretta. È molto importante perché rapprese
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher michyqua di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia del movimento umano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Casolo Francesco.
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