Lezione 2
Quali sono le proprietà della lingua?
La lingua possiede alcune proprietà specifiche:
- La biplanarità: consiste nel fatto che in ogni segno coesistono due facce: il significante (la forma grafica o fonico-acustica) e il significato (contenuto) in termini di denotazione (significato letterale) e connotazione (significato socio-culturale).
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L'arbitrarietà del segno linguistico: ovvero l'inesistenza di alcun legame naturale tra significante e significato. Partendo dal triangolo semiotico che lega un significante ad un significato con cui è associato un elemento della realtà esterna (referente), è possibile vedere quattro tipi o livelli di arbitrarietà diversi:
- Rapporto tra segno e referente: l'assenza di un legame naturale e concreto, e perciò di derivazione, tra un elemento della realtà esterna e il segno a cui esso viene associato.
- Rapporto tra significante e significato: l'arbitrario rapporto tra il significante (la parola divano) e il significato (un oggetto di arredamento che serve per sedersi).
- Rapporto tra forma e sostanza del significato: il rapporto arbitrario tra forma-struttura di una lingua (la sua organizzazione interna) e la sostanza-materia (l'insieme di fatti concettualizzabili, significabili). Ad esempio, le parole italiane bosco, legna e legnosi si traducono in francese con un'unica parola (bois), e in tedesco con due (wald e holz). L'italiano riconosce tre entità, laddove il francese ne riconosce solamente una e il tedesco due.
- Rapporto tra forma e sostanza del significante: il rapporto arbitrario tra forma e sostanza del significante, che riguarda le molteplici entità della materia fonica che variano nelle diverse lingue. Un esempio di identica materia fonica organizzata in maniera diversa nelle varie lingue è la quantità vocalica.
- Al principio dell'arbitrarietà dei segni linguistici esistono delle eccezioni come le onomatopee che riprendono certe parole indicanti versi di animali o rumori che imitano nel loro significante il suono o il rumore che designano e presentano un aspetto più o meno iconico.
- La doppia articolazione: indica che un significante si articola secondo due livelli diversi. Il primo livello è costituito dai morfemi ovvero unità dotate di significato lessicale o grammaticale (ad esempio nella parola uccello abbiamo {uccell} e {o} dove {uccell} è dotato di valore semantico e {o} è dotato di valore grammaticale). Il secondo livello è caratterizzato dai foni o dai fonemi, ovvero elementi privi di significato ma costitutivi di una stringa fonico-acustica. Nello scritto, il secondo livello si configura attraverso i grafi o grafemi. Ad esempio, nella parola uccello abbiamo circa cinque fonemi e cinque grafemi.
- La trasponibilità del mezzo: la lingua può essere sia parlata che scritta, può essere trasmessa sia attraverso il canale fonico-acustico, sia attraverso il canale visivo-grafico. Nonostante ci sia questa duplice possibilità, il parlato risulta filogeneticamente (relativo all'intera specie umana) e ontogeneticamente (relativo al singolo individuo) prioritario rispetto allo scritto. Nella storia della civiltà umana si sviluppa, infatti, prima l'oralità della scrittura.
- La linearità: il messaggio linguistico si realizza e si sviluppa in successione nel tempo e/o nello spazio. Non possiamo capire completamente il messaggio se non dopo che siano stati attualizzati uno dopo l'altro tutti gli elementi che lo costituiscono.
- La discretezza: si riferisce all'assoluta differenza tra gli elementi, le singole unità della lingua sono separate e ben distinte tra loro.
- La plurifunzionalità: con la lingua si può esprimere qualsiasi concetto, cioè è possibile formulare e, dunque, tradurre in lingua un messaggio formulato in qualsiasi altro codice. Inoltre, la lingua è in grado di assolvere, attraverso un numero finito di elementi, alla creazione di un numero teoricamente illimitato di frasi e concetti.
Secondo il modello di Jakobson, il linguaggio verbale è caratterizzato da sei funzioni centrali che differiscono in base alla tipologia del messaggio che si intende trasmettere. Si tratta di:
- Funzione emotiva (o espressiva) per esprimere emozioni o sensazioni del parlante (Che bella sorpresa!).
- Funzione metalinguistica per specificare aspetti del codice (Gianni è il soggetto della frase Gianni gioca a calcio).
- Funzione referenziale per dare informazioni circa la realtà esterna (Il treno per Milano parte alle ore 15.00 dal binario 2).
- Funzione conativa per stimolare la partecipazione del ricevente ottenendo da lui una certa partecipazione (Chiudi la porta!).
- Funzione fàtica per sottolineare il canale di comunicazione e/o il contatto fisico o psicologico fra i parlanti (Pronto, chi parla?).
- Funzione poetica per enfatizzare le potenzialità insite nel messaggio e i caratteri interni del significante e del significato (Nel mezzo del cammin di nostra vita...).
- La trasmissibilità culturale: ogni lingua è trasmessa per tradizione all'interno della società come un fattore culturale. Le regole sintattiche, semantiche, morfologiche, fonetiche e lessicali fondanti il patrimonio lessicale di ogni lingua passano, da generazione in generazione, per insegnamento e apprendimento spontaneo, non attraverso informazioni genetiche e/o ereditarie.
- Il distanziamento: è la possibilità di parlare di cose, eventi e persone lontane dal momento e dal luogo in cui si svolge l'interazione comunicativa. Il distanziamento consiste, dunque, nella possibilità di parlare dell'esperienza in assenza di essa. Con questo, la nozione di distanziamento finisce per coincidere con quella di libertà da stimoli, ovvero la capacità dei parlanti di emettere messaggi in base all'elaborazione concettuale della realtà esterna. La lingua, quindi, è indipendente dalla situazione immediata.
- L'equivocità: rappresenta una potenzialità del sistema linguistico perché pone corrispondenze plurivoche fra gli elementi del codice. Ad un unico significante possono corrispondere più significati (omonimia, polisemia, sinonimia). Ad esempio, la parola carica può significare: (1) funzione svolta da una persona; (2) quantitativo di energia (il telefono ha poca carica); (3) assalto (il generale partì alla carica); (4) piena (una macchina carica di pacchi). Oppure, il significato parte anteriore della testa può avere diversi significanti (tipico caso di sinonimia): (1) faccia; (2) viso; (3) volto. Questa proprietà della lingua evidenzia la sua flessibilità ed adattabilità ad esprimere esperienze sempre nuove e differenti.
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La complessità sintattica: è una proprietà linguistica inerente alla natura del sistema linguistico piuttosto che a quella materiale dei segni. Essa riguarda l'alta complessità strutturale delle catene linguistiche che spesso presentano rapporti di forte concatenazione tra gli elementi disposti linearmente. Gli elementi o parti del segno, infatti, non sono disposti casualmente; essi costituiscono una fitta trama che si evidenzia nella sintassi. Fra gli aspetti che hanno rilevanza nella complessità sintattica vi sono:
- L'ordine lineare degli elementi di una frase, il quale permette di evitare le possibili ambiguità di significato (Il leone mangia la tigre - La tigre mangia il leone).
- Le dipendenze tra gli elementi di una frase che evidenziano i rapporti gerarchici che essi hanno. Questi ultimi costituiscono una seconda trama della sintassi, sovrapposta alla successione lineare e del tutto indipendente da essa. I costituenti della frase, infine, mantengono i loro rapporti anche a distanza, proprietà estranea ad altri sistemi di comunicazione (La ricerca di Silvia sull'inquinamento: non dipende dall'elemento che lo precede immediatamente, di Silvia, ma dal soggetto la ricerca).
- Le incassature di alcuni elementi all'interno di altri per indicare particolari legami e i rispettivi livelli in cui si trovano le diverse parti della catena linguistica (es. La bambina che gioca nel parco è mia nipote: la parte che gioca nel parco è incassata, o incastrata, dentro il resto della frase la bambina è mia nipote).
Lezione 3
Illustrare i livelli di articolazione della lingua
I livelli di articolazione della lingua sono due. Il primo livello è costituito dai morfemi ovvero unità dotate di significato lessicale o grammaticale (ad esempio nella parola uccello abbiamo {uccell} e {o} dove {uccell} è dotato di valore semantico e {o} è dotato di valore grammaticale); il secondo livello è caratterizzato dai foni o dai fonemi, ovvero elementi privi di significato ma costitutivi di una stringa fonico-acustica. Nello scritto, il secondo livello si configura attraverso i grafi o grafemi. Ad esempio nella parola uccello abbiamo circa cinque fonemi e cinque grafemi.
Lezione 4
- La linearità fa riferimento: all'ordine del messaggio linguistico.
Lezione 5
- La funzione emotiva è incentrata sull'emittente
- La funzione conativa è incentrata sul destinatario
- La funzione metalinguistica è incentrata sulla lingua stessa
- La funzione poetica è incentrata sul messaggio
- La funzione referenziale è incentrata sulla realtà esterna
- La funzione fàtica è incentrata sul canale
Lezione 6
Illustrare le caratteristiche del meccanismo di fonazione
I suoni di una lingua sono prodotti mediante l'espirazione, attraverso un flusso d'aria egressivo. L'aria passa dai polmoni, attraverso i bronchi e la trachea, e raggiunge la laringe dove incontra le pliche laringee (corde vocali). Queste ultime nel corso della respirazione silente restano separate e rilassate, ma nella fonazione possono contrarsi e tendersi avvicinandosi, riducendo o bloccando il passaggio dell'aria. I loro movimenti si definiscono vibrazioni delle pliche. Il flusso d'aria passa successivamente nella cavità faringea sormontata dall'ugola che può chiudere il passaggio che mette in comunicazione la faringe con la cavità nasale. Il flusso d'aria arriva quindi nella cavità orale dove sono presenti gli organi articolatori fissi e mobili: le labbra, i denti, le sacche alveolari, il palato e la lingua.
Lezione 7
- Quale di questi non è un parametro per l'analisi dei contoidi? Arrotondamento
Lezione 9
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta una nasale dentale: NANO
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta una nasale bilabiale: MUFFOLA
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta un’affricata dentale sorda: LORENZA
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta una nasale palatale: AGNOSTICISMO
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta una nasale velare: PANCHINA
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta una nasale labiodentale: INVECE
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta una laterale palatale: FIGLIASTRO
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta una vibrante dentale: ROSMARINO
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta un’affricata palatale sorda: UCCELLO
- Individua tra le parole seguenti quella che presenta un’affricata palatale sonora: LUIGI
Lezione 10
- In quale parola è presente un’approssimante anteriore? MIELE
- Quale vocoide corrisponde alla descrizione: alto? I
- In quale parola è presente un’approssimante posteriore? RUOTA
- Quale vocoide corrisponde alla descrizione: basso? A
- In quale lingua è presente una vocale anteriore alta e arrotondata? FRANCESE
- In quale parola compare una vocale nasalizzata? OMOFOBICO
- In quale parola compare la vocale centrale bassa? VENGA
- In quale parola è presente un’approssimante? PIENO
- In quale parola è presente un’approssimante? IERI
- In quale parola compare la vocale anteriore alta? VINO
Lezione 11
Qual è la differenza fra un fono e un fonema? Corredare di opportuni esempi.
I foni sono dei suoni articolati individuati dalla fonetica che studia la produzione e la percezione dei suoni linguistici e le loro caratteristiche. I fonemi sono i suoni distintivi di una lingua, la cui funzione e organizzazione all'interno di una determinata struttura linguistica è studiata dalla fonologia. Prendiamo ad esempio la parola MARE /’mare/ e tramite prova di commutazione, sostituiamo il primo fono con un altro, ad esempio /d/, otterremo così la parola DARE /’dare/. Il cambiamento del fono origina il cambiamento di significato fra tali parole e in questo caso i due foni /m/ e /d/ sono dei fonemi. Ciascuna coppia di parole che si distingue solo per la presenza di un determinato fonema prende il nome di coppia minima. Altri esempi analoghi sono dati dalle parole: CARA – CAVA, PINO – FINO, PARE – RARE, CANE – PANE, ecc.
Lezione 12
Come si suddividono i fonemi
I fonemi si possono dividere in tre categorie fondamentali: le vocali, le consonanti e le semiconsonanti.
Lezione 13
Di che cosa si occupano gli studi in morfologia?
Gli studi in morfologia si occupano dei processi di formazione delle parole e della loro flessione.