L'astronomo incosciente
Lavoro ed energia
Un astronomo temerario si trova sulla cima della cupola semisferica (raggio R = 8 m) del suo osservatorio. Ad un certo istante egli scivola verso il basso (attrito trascurabile). Calcolare a quale angolo θs (Figura 4.6) i suoi piedi si staccano dalla cupola. A che distanza x dalla parete dell'osservatorio i suoi assistenti dovranno disporre il telo di salvataggio affinché l'astronomo cadendo non si faccia male (altezza totale dell'edificio 2R + R = 24 m; g = 10 m/s2)?
Conservazione dell'energia
Quando l'astronomo è sulla cima della cupola, la sua energia è solo potenziale. Fissando ora il livello zero dell'energia potenziale nel punto H in corrispondenza dell'angolo di "stacco" θs, potremo affermare che l'energia iniziale dell'astronomo m g Δh viene trasformata totalmente in energia cinetica (1/2) m v2 quando i suoi piedi si staccano dalla cupola.
Osserviamo ora (vedi Figura 4.6) che Δh = BH = R − HC e HC = R cosθs, dunque Δh = R(1 − cosθs). Applicando il principio di conservazione dell'energia possiamo così scrivere:
m g R (1 − cosθs) = (1/2) m v2
Condizione di distacco
La domanda che ora dobbiamo porci è la seguente: "Qual è la condizione fisica che consente il distacco dalla cupola"? L'unica forza che agisce sull'astronomo è il suo peso mg che può essere scomposto, per un generico angolo theta, nelle componenti radiale (di modulo m g cos theta) e tangenziale (di modulo m g sen theta).
Poiché il moto è di tipo circolare, in corrispondenza dell'angolo theta_s la componente radiale del peso dovrà eguagliare la forza centrifuga (m v2)/R (o essere ad essa inferiore). Pertanto la condizione di distacco è la seguente:
m g cos theta_s = m v2/R
Ricavando il valore di v2 dalla (2) e sostituendolo nella (1), dopo aver eliminato membro a membro la massa m, otteniamo:
g R (1 - cos theta_s) = (1/2) g R cos theta_s
che con qualche passaggio e semplificazione fornisce:
cos theta_s = 2/3 theta_s = 48,2
Punto di caduta
Per stabilire ora il punto di caduta dell'astronomo, è sufficiente utilizzare quanto già conosciamo sul moto dei proiettili. Fissato allora il sistema di riferimento cartesiano xOy con origine alla base dell'edificio in corrispondenza della proiezione sul suolo del punto A di stacco (vedi figura 4.6), osserviamo subito che la velocità v dell'astronomo [tangenziale alla cupola e deducibile direttamente dalla (2)], ha due componenti relative agli assi di riferimento: vy = v cos(90 - theta_s) = v sen theta_s diretta verticalmente verso il basso e vx = v sen(90 - theta_s) = v cos theta_s diretta orizzontalmente da sinistra a destra.
Pertanto le equazioni parametriche della traiettoria sono le seguenti:
x = vx t
y = y0 - vy t - (1/2) g t2
essendo: y0 = 3R - Delta h = 3R - R (1 - cos theta_s) = (8/3)R = (64/3) m;
vx = cos theta_s (R g cos theta_s)1/2 = 4,9 m/s e vy = sen theta_s (R g cos theta_s)1/2 = 5,4 m/s.
L'equazione della traiettoria si ottiene eliminando il parametro t dalle (3):