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La cupola scabra

Lavoro ed energia

La cupola scabra

Lavoro ed energia

Un corpo di massa m si trova in A sulla cima di una cupola semisferica di raggio R = 1 m (vedi Figura. 4.9). Il coefficiente di attrito dinamico tra il corpo e la superficie della cupola sia μ = 0,15. Determinare l’angolo θ0 minimo definito nella figura dai raggi OA ed OA0 oltre il quale il corpo inizia a scivolare sulla superficie della semisfera. Determinare poi la velocità tangenziale iniziale v0 che deve avere il corpo per giungere da A alla posizione A0 con velocità “quasi nulla”. Se infine il corpo scivola oltre la posizione A0, quale sarà l’angolo θs corrispondente al distacco del corpo dalla superficie della cupola? Quale il modulo della velocità vs del corpo al momento del distacco?

Nota: In questo problema si fa l’ipotesi che la forza tangenziale di attrito sia in ogni punto del percorso: f = − μ m g cosθ.

La forza di attrito in corrispondenza dell'angolo θ0 è f = - μ m g cosθ0 mentre la componente tangenziale del peso è F = m g senθ0. Affinché il corpo possa iniziare a scivolare, deve verificarsi la condizione minima:

m g senθ0 - μ m g cosθ0 = 0

Semplificando si ottiene facilmente:

senθ0 / cosθ0 = tg θ0 = μ (1)

Da cui si ricava l'angolo minimo θ0 = arctg μ = 8°.5. In realtà il valore di θ dovrebbe essere leggermente superiore a quello calcolato, per effetto dell'attrito statico (μs > μ).

Se ora immaginiamo che il corpo parta dal punto A con velocità tangenziale v0, dobbiamo anzitutto calcolare il lavoro La compiuto dalla forza di attrito. Poiché lo spostamento dipende da θ come pure la forza di attrito f, dobbiamo usare il calcolo integrale. Detto Rdθ lo spostamento infinitesimo sull'arco di circonferenza AA0 e ricordando che la forza f è tangenziale e quindi in ogni punto parallela allo spostamento, otteniamo:

La = - μ m g R ∫0θ0 cos θ dθ (2)

Il calcolo dell'integrale (2) è molto semplice e fornisce subito:

La = - μ m g R senθ0

Possiamo ora applicare il principio di conservazione dell'energia, imponendo la condizione che nel punto A0 la velocità sia nulla. Più esplicitamente, in A l'energia è m g R + (½) m v02 + La; in A0 è solo potenziale m g R cosθ0; pertanto:

m g R + (½) m v02 - μ m g R senθ0 = m g R cosθ0 (3)

La (3), opportunamente semplificata, e ricordando la (1) che fornisce μ in funzione dell'angolo θ0 ormai noto, diventa:

g R + 1/2 v2 = g R cosθ0 + g R sen2θ0 / cosθ0

Ovvero:

g R + 1/2 v02 = g R (cos2θ0 + sen2θ0) / cosθ0 (4)

L’equazione (4), ricordando dalla trigonometria che cos2θ0 + sen2θ0 = 1, con qualche ulteriore passaggio diventa:

v02 = 2gR(1−cosθ0) / cosθ0

Sostituendo i valori numerici ed estraendo la radice quadrata si ottiene infine:

v0 ≅ 0,47 m/s

Se ora il corpo scivola oltre il punto A0, ci proponiamo di determinare l’angolo θs per il quale avviene il distacco del corpo dalla superficie sferica. Il principio di conservazione dell’energia per la generica posizione P è espresso dalla solita equazione:

mgRcosθ0 + La' = mgRcosθ + (½)mv2 (5)

Ove:

La’ = −mμgR∫θ0θ cosθdθ = −mμgR (senθ − senθ0)

L’equazione (5), utilizzando la (6) ed ancora la (1), con qualche passaggio algebrico si riduce a:

v2 = 2gR / cosθ0 [1−(cosθcosθ0 + senθsenθ0)] (7)

Servendoci ora delle formule trigonometriche di addizione e sottrazione, osserviamo che cosθcosθ0 + senθsenθ0 = cos(θ − θ0). Pertanto la (7) assume la forma definitiva più semplice:

v2 = 2gR / cosθ0 [1−cos(θ−θ0)] (8)

Si tratta adesso di scrivere la condizione per il distacco del corpo dalla superficie sferica. Essa è la stessa già utilizzata nel problema 4.6; occorre cioè che la componente radiale della forza peso deve almeno uguagliare la forza centrifuga (o essere inferiore ad essa). Dunque:

mg cos θ = mv2 / R (9)

Cambiando θ in θs e sostituendo il valore di v2 espresso dalla (8) nell’equazione (9), si trova:

gR cos θs = 2gR / cos θ0 [1 - cos (θs - θ0)]

Semplificando, svolgendo con pazienza i calcoli e ricordando le formule parametriche:

cos θs = (1 - t2) / (1 + t2); sen θs = 2t / (1 + t2) con t = tan θs / 2

Si giunge all’equazione:

(3 cos θ0 + 2) t2 - (4 sen θ0) t - (3 cos θ0 - 2) = 0 (10)

Che risolta per t, dopo aver scartato la soluzione negativa che non ha significato fisico, fornisce:

t = [2 sen θ0 + √(4 sen2 θ0 + 9 cos2 θ0 - 4)] / (3 cos θ0 + 2)

Da cui:

t = [2 sen θ0 + 9 cos2 θ0 - 4 (1 - sen2 θ0)] / (3 cos θ0 + 2)

Ricordando che (1 - sen2 θ0) = cos2 θ0 ed essendo t = tan (θs / 2), si ottiene il risultato:

tan θs / 2 = [2 sen θ0 + √(5 cos θ0)] / (3 cos θ0 + 2) (11)

Dalla (11) è finalmente possibile dedurre l’angolo θs:

θs = 2 arctan [ (2 sen θ0 + √(5 cos θ0)) / (3 cos θ0 + 2) ]

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Scienze fisiche FIS/01 Fisica sperimentale

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