Set di domande d'esame - Filosofia politica
Università degli Studi Niccolò Cusano
1. “Liberale” e “liberal” sono due termini che si differenziano perché: nessuna delle risposte (NO la dottrina “liberal” difende ed afferma le virtù del libero scambio e critica i limiti che ad esso si vogliono imporre, NO la dottrina “liberal” è la versione estrema del liberalismo, NO il liberalismo è la versione estrema della dottrina “liberal”) → secondo indica una visione democratica e sociale.
2. «L’Italia è per temperamento e per vocazione federalista; le sue tradizioni, il suo genio, le sue tendenze, sono antiunitarie, e farla coincidere per forza con tale modello [unitario] significa snaturarla, farla regredire». Si tratta di una citazione di: nessuno dei tre (NO Mazzini, NO Macchiavelli, NO Cavour, SI Proudhon).
3. «Le cose moralmente belle e le cose moralmente giuste, di cui si occupa la politica, presentano molta diversità e variabilità». Sono parole di: nessuna delle risposte (NO Platone, NO Aristofane, NO Socrate, NO Sofocle, SI Aristotele).
4. «Non ci sarebbe tregua dai mali nelle Città, e forse neppure nel genere umano se prima i filosofi non raggiungessero il potere negli Stati, oppure se quelli che oggi si arrogano il titolo di re e di sovrani non si mettessero a filosofare»: nessuna delle risposte (SI si tratta di un passo della Repubblica di Platone, NO si tratta di un passo della Politica di Aristotele, NO si tratta di un passo dell’Etica nicomachea di Platone, NO si tratta di un passo della Repubblica di Socrate).
5. «O il ventesimo secolo aprirà l’era delle federazioni, oppure l’umanità ricomincerà un purgatorio di mille anni». Questa citazione è riconducibile a: nessuna delle risposte (NO Karl Marx, NO Benjamin Constant, NO Giuseppe Mazzini, NO Georg Wilhelm Friedrich Hegel).
6. «Sarà sempre impossibile porre termine alle crisi politiche e rivolgimenti di governo […] finché i sovrani non diventeranno filosofi». Questa citazione è tratta da un’opera di: Hobbes.
7. A partire dalla fine degli anni Quaranta dell’Ottocento P.-J. Proudhon si allontana dall’anarchismo: in favore di posizioni più moderate e democratiche.
8. A partire dalla metà del XV secolo il potere centrale del monarca si sostituisce alle due tradizionali autorità medievali (impero e Chiesa) e si impone successivamente ai corpi intermedi (ceti, nobiltà, parlamenti): Vero.
9. Agli occhi di B. Constant il pensiero di Rousseau: nessuna delle risposte (NO rappresenta la prima manifestazione della “libertà dei Moderni”, NO rappresenta la prima manifestazione della “libertà degli Antichi”, NO rappresenta l’ultima grande difesa della libertà individuale prima della Rivoluzione francese).
10. All’origine dello scontro che tra il 1296 e il 1303 oppose il re di Francia Filippo il Bello e papa Bonifacio VIII vi fu: il tentativo del re di rafforzare il potere centrale della monarchia ai danni della nobiltà e del clero.
11. Aristotele può essere considerato: nessuna delle risposte (SI un anti-individualista - metafisico, NO un contrattualista, NO un proto-contrattualista, NO un individualista NO liberale, NO socialista, NO comunista).
12. Aristotele ritiene che il governo migliore sia: il governo di molti /// nessuna delle risposte.
13. Aristotele ritiene che nello studio della realtà politica: non si possa raggiungere un sapere assolutamente rigoroso.
14. Aristotele: critica la teoria platonica secondo cui vi è un’unica Idea del bene in sé, di cui tutti i beni particolari partecipano.
15. Associazione politica: riceva dallo Stato l’equivalente di quanto egli sacrifica (E NON “PRETENDE”) allo Stato.
16. Atene e Sparta sono esempi rispettivamente: della polis democratica e di quella aristocratica.
17. Carlo Magno; diventato imperatore del Sacro Romano Impero: si impegnò a difendere la chiesa e la comunità dei cristiani.
18. Carlo Magno, diventato imperatore del Sacro Romano Impero: si impegnò a difendere la Chiesa e la comunità dei cristiani.
19. Con Carlo Magno la figura dell’imperatore: si iscrisse in una concezione più sacerdotale che politica.
20. Con l’avvento delle teorie della sovranità il re: è supra legem.
21. Con l’Editto di Milano del 313 l’imperatore Costantino: legalizzò ed autorizzò l’esistenza della religione cristiana.
22. Con l’espressione “lotta delle Due Spade” si intende: la polemica tra l’autorità spirituale e quella temporale che ha avuto inizio nel XI secolo.
23. Con l’espressione «rendete a Cesare quello che è di Cesare e date a Dio quello che è di Dio» viene decretato: nessuna delle risposte (SI la distinzione tra potere spirituale e potere temporale; NO la superiorità del potere spirituale su quello temporale, NO il legame tra il cristianesimo e l’Impero, NO la superiorità del potere temporale su quello spirituale).
24. Con la bolla Unam Sanctam (1302) papa Bonifacio VIII: si pronunciò a favore della plenitudo potestatis del Papa e della sua superiorità sul potere temporale.
25. Con la comparsa delle teorie dello Stato moderno: non vi è più continuità ma antitesi tra natura e politica.
26. Con la comparsa dello Stato moderno: La religione cessa di essere parte integrante della politica.
27. Con la comparsa dello Stato moderno: nessuna delle risposte (NO il potere spirituale prende il sopravvento sul potere politico, NO Il processo di secolarizzazione conosce un arresto, NO si verifica un ritorno alla antica commistione tra politica e religione).
28. Con la nascita della polis greca: il potere non appartiene più a un tiranno o a pochi aristocratici, ma si laicizza e diventa di tutti.
29. Con la nascita delle teorie dello Stato moderno: si ha una profonda frattura rispetto alla tradizione aristotelico-tomistica.
30. Con la nascita dello Stato moderno: i ceti perdono la loro originaria posizione costituzionale e la loro presenza viene limitata alla sfera sociale ed economica.
31. Con la nascita dello Stato moderno: si pone fine a quell’organizzazione dei rapporti sociali in cui non era ammessa alcuna presenza politica dell’individuo.
32. Con la nascita dello Stato moderno: viene meno la funzione di mediazione politica tra gli individui e lo Stato che i corpi intermedi avevano in precedenza.
33. Contrariamente a Mazzini, Proudhon: entrambe le risposte (SI considera storicamente superata la fase del costituzionalismo liberale, SI considera storicamente superata la fase della affermazione delle nazionalità).
34. Cosa intende Aristotele quando sostiene che l’uomo è un animale politico? che l’uomo realizza pienamente la sua esistenza nella vita in società.
35. Cristianesimo e stoicismo condividono il seguenti temi: L’esistenza di una legge di natura.
36. Cristianesimo e stoicismo hanno in comune i seguenti temi: La naturale uguaglianza tra gli uomini.
37. Cristianesimo e stoicismo hanno in comune i seguenti temi: la naturale innocenza dell’uomo.
38. Cristianesimo e stoicismo hanno in comune i seguenti temi: nessuna delle risposte (NO la coincidenza tra la Cosmopolis le società politiche particolari, NO l’abbandono del cosmopolitismo, NO a fine del dualismo tra la città terrena e la Città celeste).
39. Dal punto di vista istituzionale i fattori più innovativi che caratterizzano la nascita dello Stato moderno sono: la burocrazia, il fisco, gli eserciti permanenti, la moderna diplomazia.
40. Democrazia diretta e democrazia rappresentativa si distinguono per il fatto che: nessuna delle risposte (NO la democrazia diretta non implica il suffragio universale, NO la democrazia diretta implica il suffragio universale, NO la democrazia diretta implica un rapporto diretto tra rappresentanti e rappresentati).
41. Fin dai primi passi del processo di integrazione europea l’accento è stato posto: sull’integrazione economica e commerciale.
42. Gli articoli di Proudhon dal titolo Mazzini et l’unité italienne e Garibaldi et l’unité italienne: sono polemici nei confronti dei due protagonisti dell’unità italiana.
43. Gli articoli di Proudhon dal titolo Mazzini et l’unité italienne e Garibaldi et l’unité italienne sono del: 1862.
44. Hobbes concorda con Aristotele riguardo: nessuna delle risposte (NO la tesi di una originaria e naturale ineguaglianza tra gli uomini, NO la tesi della naturale socievolezza degli uomini, NO entrambe le risposte).
45. Hobbes pensa il contratto che dà vita allo Stato come un: pactum unionis et subjectionis.
46. Hobbes può essere considerato: nessuna delle risposte (NO un prosecutore di Aristotele, NO un prosecutore di san Tommaso, NO un prosecutore dell’aristotelismo medievale).
47. I diritti dell’Uomo secondo Marx costituiscono: delle finzioni giuridiche dietro le quali si nasconde la dominazione di una classe sull’altra.
48. I due termini “liberale” e “liberal”: il secondo indica una visione democratica e sociale.
49. I filosofi cosiddetti “fisici” sono così chiamati: per il loro interesse per la natura fisica.
50. I rapporti della democrazia con il liberalismo classico sono caratterizzati dal fatto che: il liberalismo riconosce il principio democratico della sovranità popolare, ma il diritto di voto non deve essere esteso a tutti i cittadini.
51. I rapporti tra liberalismo classico e democrazia sono caratterizzati dal fatto che: il liberalismo riconosce il principio democratico della sovranità popolare, ma il diritto di voto non deve essere esteso a tutti cittadini.
52. Il bersaglio critico di Proudhon nella sua polemica con Mazzini è: l’unità italiana così come si stava realizzando ma non l’indipendenza italiana.
53. Il comunitarismo: ha una visione critica del liberalismo.
54. Il concetto autentico di nazionalità secondo Proudhon: rimanda ai legami naturali tra comunità, territori, cultura.
55. Il concetto classico di imperium ripreso nel Medioevo implica: nessuna delle risposte (NO un potere per cui il re era proclamato imperatore nel suo regno e sottomesso al potere dell’imperatore, NO un potere caratterizzato dalla frammentazione dell’autorità feudale, NO un potere che coincide con il potere dell’imperatore).
56. Il concetto classico di imperium ripreso nel Medioevo implica: un potere pieno, assoluto, delegato ad un capo unico che impersona lo Stato e la sua sovranità.
57. Il contatto con il mondo delle Idee che secondo Platone è riservato solo al filosofo: autorizza il filosofo ad occuparsi dei costumi umani e della politica.
58. Il contatto con il mondo delle Idee che secondo Platone è riservato solo al filosofo: implica l’abbandono del mondo sensibile.
59. Il contatto con il mondo delle Idee che secondo Platone è riservato solo al filosofo: nessuna delle risposte.
60. Il contatto con il mondo delle idee che secondo Platone è riservato solo al filosofo: implica il raggiungimento del mondo sensibile.
61. Il contesto metodologico nel quale si iscrive la svolta federalista di Proudhon si caratterizza per: il rifiuto della dialettica hegeliana.
62. Il contesto teorico nel quale si iscrive la svolta federalista di Proudhon si caratterizza per: l’abbandono della filosofia della storia.
63. Il contratto che dà vita allo Stato è secondo Hobbes: nessuna delle risposte (NO un patto tra gli individui senza sottomissione ad un sovrano (pactum societatis), NO un patto tra popolo e sovrano di sottomissione (pactum subiectionis), NO un patto revocabile solo unilateralmente).
64. Il contratto che dà vita allo Stato è secondo Hobbes: un patto tra gli individui ma a favore di un sovrano cui si sottomettono.
65. Il contratto di federazione proposto da Proudhon implica che il cittadino che decide di entrare a far parte della associazione politica: riceva dallo Stato l’equivalente di quanto egli sacrifica (E NON “PRETENDE”) allo Stato.
66. Il contratto di federazione proposto da Proudhon implica che il cittadino che decide di entrare a far parte della associazione politica: nessuna delle risposte (NO Non aliena diritti ecc (1);, NO Non aliena diritti ecc (2), No Rimane all’interno di una logica autoritaria).
67. Il contratto di federazione proposto da Proudhon: implica reciprocità e proporzionalità per tutti i contraenti.
68. Il contratto di federazione proposto da Proudhon: indica reciprocità e proporzionalità per tutti i contraenti.
69. Il contrattualismo moderno: implica la costruzione artificiale della società politica contrariamente all’aristotelismo.
70. Il contrattualismo: Caratterizza gran parte della filosofia politica moderna.
71. Il contrattualismo: Parte da presupposto della conflittualità naturale dell’uomo.
72. Il crepuscolo della polis coincide: con la diffusione dell’epicureismo e dello scetticismo.
73. Il dibattito fondamentale nell’ambito della filosofia politica greca del V secolo a.C. riguarda la contrapposizione tra: nessuna delle risposte (SI natura e convenzione/legge/nomos; NO ethos e physis, NO consuetudine e convenzione, NO nomos e convenzione, NO logos e physis ma).
74. Il diritto di voto, secondo B. Constant: deve essere legato alla proprietà.
75. Il dovere di sottomissione all’autorità civile secondo Paolo: si fonda sulla derivazione di ogni autorità temporale dall’autorità di Dio.
76. Il dovere di ubbidienza all’autorità costituita: è un tema portato alla ribalta dal cristianesimo.
77. Il fallimento del movimento conciliare del XV secolo: ebbe come risultato la riconferma del potere sovrano del papa.
78. Il federalismo di Proudhon è integrale perché: coinvolge tutti gli ambiti della organizzazione politica, sociale, economica, industriale.
79. Il filosofo secondo Platone ha il diritto e il dovere di guidare lo Stato perché: riesce a cogliere razionalmente i valori assoluti.
80. Il giudizio di Proudhon del processo unitario italiano si fonda tra le altre cose: sull’esperienza politica ed istituzionale nel passato della penisola.
81. Il liberalismo ha alla sua base: un’idea artificialista dello Stato.
82. Il liberalismo: dà maggiore importanza alle libertà individuali rispetto alla partecipazione degli individui ai processi di decisione collettiva e di autogoverno.
83. Il liberalismo: nessuna delle risposte (NO coincide con le correnti più radicali della Rivoluzione francese, NO è conservatore, NO è antirivoluzionario, NO dà maggiore importanza alla partecipazione degli individui ai processi di decisione collettiva e di autogoverno rispetto alle libertà individuali, NO rifiuta l’idea che sia l’individuo a cercare il suo bene e la sua felicità come crede, NO il rifiuto dell’idea di Patria come base della convivenza civile).
84. Il liberalismo: sfocia nella Rivoluzione francese ma ne critica gli esiti estremistici.
85. Il liberismo: difende ed afferma le virtù del libero scambio e critica i limiti che ad esso si vogliono imporre.
86. Il marxismo si propone di portare al socialismo utopistico alcune “correzioni”: abbandono delle aspirazioni etiche non fondate su una visione scientifica dei processi socio-economici.
87. Il marxismo si propone di portare al socialismo utopistico alcune “correzioni”: individuare nel proletariato il protagonista del rovesciamento dei rapporti di classe.
88. Il modello di democrazia delineato da Kelsen implica: il primato del parlamento rispetto all’esecutivo.
89. Il modello di uomo che Denis de Rougemont pone alla base della sua teoria politica è: la persona.
90. Il modello federale, agli occhi di P.-J. Proudhon permette: nessuna delle tre risposte (NO la trasformazione della società in senso liberale, NO la trasformazione della società in senso autoritario, NO la soppressione delle nazionalità autentiche).
91. Il movimento nazionale italiano era ispirato secondo Proudhon: nessuna delle risposte (NO dai movimenti popolari, NO dall’alleanza tra borghesia e proletariato, NO dalle forze anticapitaliste, SI dalla grande borghesia italiana).
92. Il passaggio dal dualismo costituzionale tipico dello Stato per ceti all’accentramento del potere tipico dello Stato moderno: si basò sugli interessi della nascente borghesia (ceti mercantili e produttivi).
93. Il pensiero dominante della filosofia politica greca è: l’ideale di una vita armoniosa in comune e di una partecipazione politica alla città come il bene supremo.
94. Il pensiero filosofico nell’antica Grecia ha per oggetto inizialmente: il problema circa l’essenza e la ragion d’essere della polis in quanto collettività umana.
95. Il pensiero filosofico nell’antica Grecia ha per oggetto inizialmente: la ricerca intorno alla natura fisica e in seguito alla natura dell’uomo e delle comunità umane.
96. Il principio «rex imperator in regno suo» può essere applicato: nessuna delle risposte (NO all’organizzazione della Chiesa, NO alla respublica cristiana, NO alla polis greca, SI Allo Stato Moderno).
97. Il principio «superiorem non recognoscens» può essere applicato: allo Stato moderno.
98. Il principio liberale del rifiuto dell’idea sostantiva di bene comune significa: che ogni individuo ha il diritto di cercare il suo bene o la sua felicità nel modo in cui meglio crede.
99. Il principio secondo cui vi deve essere un organo ben preciso dello Stato in cui risiede un potere supremo, originario, che non deriva in nulla da altri si afferma a partire da: Bodin.
100. Il programma politico del Manifesto degli Eguali esprime: entrambe le risposte precedenti (SI la necessità di una nuova risolutiva rivoluzione dopo il 1789, SI la necessità di giungere alla abolizione della proprietà privata e alla messa in comune dei beni).
101. Il punto di riferimento della teoria federalista di Denis de Rougemont è: il federalismo svizzero.
102. Il ricorso al metodo razionalistico da parte di Hobbes: implica l’applicazione del metodo scientifico.
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