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Domande e risposte di alcune domande di scienza delle finanze

Domanda 1: Che cosa si intende per effetto reddito ed effetto sostituzione

Come sappiamo, l'effetto sostituzione consiste nella sostituzione del consumo di un bene a favore di un altro bene in quanto ciò è dovuto all'aumento del prezzo del primo bene rispetto al prezzo del secondo bene. Invece si parla di effetto reddito quando siamo di fronte a quell'effetto prodotto sul consumo di un bene che si riferisce esclusivamente alla variazione del reddito del consumatore.

Possiamo supporre che se una persona riceve 1000 euro al mese per un totale di ore lavorate mensili di 100, ad egli rimangono a disposizione 16 ore da "consumare" come meglio crede. In questo caso bisogna fare un riferimento alla teoria dell'offerta di lavoro. Possiamo supporre che un soggetto chiamato Tizio abbia a disposizione un numero di ore, le quali devono essere "ripartite" tra le ore di lavoro e le ore di tempo libero. Se supponiamo che Tizio abbia un salario di 10 euro quando lavora, se lui non lavora perde quei 10 euro. Nel caso in cui il governo applichi un'aliquota dell'imposta sul reddito che supponiamo essere del 20%, allora il salario netto di Tizio non sarà più di 10 euro ma di 8 euro (10*20%).

Tale imposta sostanzialmente va a diminuire il prezzo effettivo del tempo libero di Tizio. In ogni caso prima che venisse introdotta l'imposta da parte del governo, un'ora di tempo libero costava a Tizio 10 euro, invece con l'imposizione fiscale viene ridotto il suo salario e quindi un'ora di tempo libero attualmente gli costerà 8 euro. In questo caso il tempo libero è diventato più conveniente, in quanto Tizio ne consumerà di più, lavorando di meno. In questo siamo di fronte all'effetto sostituzione.

Se invece consideriamo il tempo libero come un bene normale (cioè quel bene in cui il consumo aumenta all'aumentare del reddito o diminuisce al diminuire del reddito), tramite il prelievo fiscale del governo egli riceverà sempre 8 euro, mentre prima del prelievo sempre 10 euro. In questo caso si verifica una perdita di reddito che porta di conseguenza ad una riduzione di tempo libero. Avendo in questo caso meno tempo libero, Tizio lavorerà di più perché tale imposta l'ha reso "più povero" e quindi siamo di fronte a quello che viene chiamato effetto reddito.

Tale imposta produce 2 tipi di effetti: da un lato ci sarà la sostituzione del lavoro con il tempo libero, dall'altro la riduzione del reddito. Quindi se una persona afferma che se ci sono delle imposte alte non vale la pena lavorare, prevarrà l'effetto sostituzione, mentre se la stessa persona afferma che se ci sono delle imposte alte sarà opportuno lavorare di più per mantenere un certo tenore di vita, e quindi prevarrà l'effetto reddito.

Poiché l’effetto sostituzione e l’effetto reddito agiscono in direzioni opposte sull’offerta di lavoro, non si può stabilire a priori quale dei due effetti sarà prevalente e quale sia l’effetto finale dell’imposta sul reddito. Gli stessi conservatori sostengono che riducendo le imposte si creano posti di lavoro, mentre i progressisti sono più scettici sugli effetti delle imposte sul mercato del lavoro.

Se andassimo ad analizzare la tabella riportata sul libro, in Italia l’aliquota legale marginale dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è aumentata, mentre le ore di lavoro sono diminuite. Con riferimento all'anno 1979 le ore di lavoro erano 1715 mentre la relativa aliquota marginale (che grava sulla retribuzione lorda annua) era del 22. Nel corso degli anni tale aliquota è andata aumentando fino ad arrivare nel 2004 al 39% con un numero di ore ridotto a 1585.

Se facciamo riferimento all'analisi empirica, essa è una teoria che si basa su come gli individui reagiscono di fronte ai mutamenti del contesto economico. Affinché una determinata azione X produca un effetto Y sulla società ci devono essere 3 condizioni: la prima riguarda il fatto che la causa (X) deve precedere l’effetto (Y), la seconda è che sia la causa che l'effetto devono essere in correlazione. Infatti due eventi sono correlati se si muovono insieme. In questo caso la correlazione può essere positiva quando X e Y si muovono nella stessa direzione oppure negativa quando X e Y si muovono in direzioni opposte. La terza condizione è che devono essere scartate tutte le altre spiegazioni. In questo caso viene escluso ogni fattore che vada ad influenzare Y (tale fattore viene chiamato Z).

Se facessimo un esempio, possiamo considerare due gruppi, uno chiamato sperimentale e l'altro di controllo. I primi ottengono dei salari più elevati rispetto a quelli di controllo, i quali non hanno partecipato ad un corso di formazione. Quindi i lavoratori del gruppo sperimentale sono più motivati rispetto a quelli del gruppo di controllo: questa motivazione potrebbe indurre i lavoratori ad iscriversi al corso di formazione, ma anche a lavorare di più una volta ottenuto un lavoro. Quindi il fattore Z (cioè la motivazione) può causare sia l’iscrizione al corso sia i salari più elevati, e questo indica che non sia stato il corso di formazione a causare dei salari più elevati. In ogni caso il fatto che esista una correlazione non dimostra che ci sia una causalità. Il confronto tra i due gruppi di lavoratori tiene conto della cosiddetta stima distorta, la quale combina l'impatto effettivo con l'effetto che viene prodotto da fattori esterni ed in questo caso l'analisi empirica deve eliminare queste distorsioni.

Domanda 2: Differenze tra efficienza paretiana e miglioramento paretiano

Il Pareto efficiente è un'allocazione di risorse in modo tale che nessun individuo possa migliorare la propria condizione senza andare a peggiorare quella dell'altro. In questo bisogna fare un collegamento alla scatola di Edgeworth. Essa è uno strumento che va ad illustrare in che modo vengono distribuiti i beni (abbigliamento e cibo) tra due soggetti (Adamo ed Eva). Sull'asse delle ascisse avremo la quantità totale di cibo, mentre sull'asse delle ordinate avremo la quantità totale di abbigliamento.

In corrispondenza del punto v Adamo consuma una certa quantità denominata ou di abbigliamento, e una certa quantità ox di cibo, mentre Eva consumerà una quantità oprimo y di cibo e o primo w di abbigliamento. Qualsiasi punto all’interno della scatola di Edgeworth rappresenterà una certa allocazione di risorse tra Adamo ed Eva. All'interno della scatola di Edgeworth possiamo "rappresentare" delle curve di indifferenza che rappresentano per Adamo ed Eva le proprie preferenze per il cibo e l'abbigliamento. Tali curve di indifferenza che hanno un numero di pedice più alto, rappresentano una utilità maggiore.

Per Adamo la curva di indifferenza migliore è rappresentata nel punto A3 anziché A2 o A1 perché più lontana dal punto di origine e quindi cresce man mano che si allontana dall'origine. Per Eva invece, la curva di indifferenza aumenta la sua utilità se si sposta verso il basso e sinistra. Un caso particolare riguarda la distribuzione di cibo e abbigliamento in modo casuale. Graficamente avremo 3 curve di indifferenza e un'altra che interseca nel punto P.

Se ci spostassimo sempre graficamente da un punto g ad un punto h fino ad arrivare ad un punto di allocazione chiamato Pareto efficiente, l'utilità di Eva rimarrebbe invariata, mentre quella di Adamo aumenterebbe. Questo perché la curva di indifferenza AH si trova più in alto rispetto alla curva di indifferenza AG e quindi Adamo accrescerà il proprio benessere. In ogni caso Adamo potrà accrescere il proprio benessere senza peggiorare la condizione di Eva, fino a quando le proprie curve di indifferenza si spostano verso l'alto. L’unico modo per porre Adamo su una curva di indifferenza più elevata comporterebbe mettere Eva su una curva inferiore.

Sempre graficamente il punto P che rappresenta l'intersecazione tra due curve di indifferenza, viene denominata Pareto efficiente, la quale rappresenta un'allocazione di risorse in cui non è più possibile migliorare la condizione di un individuo senza peggiorare quella dell'altro, e quindi un’allocazione non è Pareto efficiente se comporta degli “sprechi”. Graficamente potremo migliorare la condizione di Eva senza peggiorare quella di Adamo se ci spostiamo dal punto G ad un altro punto chiamato P1, la stessa utilità di Adamo rimarrebbe invariata, mentre quella di Eva aumenta. Tale punto P1 rappresenta un'allocazione Pareto efficiente in cui non è possibile che la condizione di uno dei due migliori senza peggiorare quella dell'altro.

In ogni caso potremmo fare un collegamento con la definizione di miglioramento paretiano. Esso riguarda un'allocazione delle risorse in modo tale che il miglioramento della condizione di un individuo non vada a peggiorare quella dell'altro. Se ci spostiamo dal punto G ad H e dal punto H al punto P avremo un continuo miglioramento paretiano in termini di efficienza. Eva graficamente deve spostarsi su curve di indifferenza che vanno verso il basso. Seguendo questo procedimento ci troveremmo in punto chiamato sempre P1, in cui il benessere di Eva è aumentato mentre quello di Adamo rimane invariato. In ogni caso p1 rappresenta un’allocazione Pareto efficiente.

Sarà possibile migliorare la condizione sia di Adamo che di Eva se partissimo dal punto G, che si trova più in alto lungo la curva di indifferenza chiamata EG, fino ad un altro punto chiamato P2. Quindi potremmo dire che il punto P2 rappresenta anch'esso un'allocazione Pareto efficiente. Se partissimo da un altro punto chiamato K, è possibile sempre riallocare i beni in modo tale da migliorare la condizione di un individuo senza peggiorare quella dell'altro. All'interno della scatola di Edgeworth è possibile individuare una serie di punti chiamati pareto efficienti ed il luogo in cui si situano questi punti viene chiamato curva dei contratti. Ciascuno di questi punti nel quale la curva di indifferenza di Adamo risulta essere tangente alla curva di indifferenza di Eva sarà un punto Pareto Efficiente, e quindi il luogo di questi punti prende il nome di curva dei contratti. Per essere quindi pareto efficiente, un’allocazione deve essere rappresentata da curve di indifferenza che si toccano appena. In ogni caso le due curve di indifferenza sono tra di loro tangenti, cioè hanno la stessa pendenza.

Domanda 3: Che cosa è il teorema dell'elettore mediano

Come sappiamo, lo Stato non ha un suo interesse proprio, ma risulta essere un organo neutrale. Se siamo di fronte ad uno Stato che abbia una democrazia diretta, bisogna far riferimento al teorema dell'elettore mediano. Il teorema dell'elettore mediano si riferisce essenzialmente alle preferenze unimodali o bimodali.

In tal caso l'individuo potrà avere delle preferenze unimodali se, man mano che ci si allontana da un esito che egli preferisce, il suo beneficio cala costantemente. Si dice invece che un individuo ha preferenze bimodali se, man mano che si allontana da un esito che preferisce, il suo beneficio prima cala, ma poi aumenta di nuovo. Tale teorema suppone che se siamo di fronte a delle preferenze che sono tutte unimodali, il risultato di una votazione a maggioranza riflette la preferenza che viene espressa dall'elettore mediano.

L'elettore mediano è quella persona in cui le sue preferenze sono collocate in una posizione intermedia rispetto alle preferenze di tutto il gruppo e quindi la metà degli elettori preferirà una quantità maggiore di un bene rispetto all'elettore mediano, mentre l'altra metà vorrà una quantità minore. Quindi se ci sono due partiti e i votanti adottano delle preferenze unimodali, i votanti distribuiscono i loro voti in modo tale da massimizzare la loro utilità, mentre i candidati massimizzeranno il numero di voti ricevuti.

Nel 1957 lo stesso Downs, esperto di teoria economica della democrazia, ha dimostrato che il politico che intenderà massimizzare i propri voti adotterà il programma preferito dall’elettore mediano e cioè dal votante che si trova al centro delle preferenze. Graficamente possiamo supporre che i votanti abbiano delle preferenze conservatrici o progressiste. Quindi se ci sono due candidati politici, ad esempio Tizio e Caio, Tizio ha una posizione che graficamente corrisponde al punto mediano M, mentre il candidato Caio sceglie una posizione a destra del punto mediano che la chiamiamo S. Caio andrà ad ottenere tutti quei voti a destra di S, mentre Tizio otterrà tutti quei voti a sinistra del punto mediano e alcuni a destra.

In ogni caso quel candidato politico che andrà a scegliere la posizione mediana, batterà l'altro candidato che sceglie una posizione più lontana dal punto S. Questo perché Tizio andrà a prendere tutti quei voti che si trovano a sinistra della mediana M. Possiamo notare che entrambi i candidati politici devono posizionarsi nel punto più vicino a dove si trova il votante mediano. Se sostituiamo l'elezione diretta visto che siamo in uno Stato democratico, con un sistema rappresentativo ciò non avrebbe comunque "alterato" i risultati.

Gli stessi politici vanno a rispondere in modo passivo alle preferenze degli elettori, ma le stesse preferenze potranno subire un'influenza da parte dei politici stessi. Quindi se siamo di fronte ad un sistema politico bipolare, esso risulta essere più stabile perché entrambi i poli tenderanno a posizionarsi verso il centro. In ogni caso se tutti i cittadini che hanno diritto al voto e le posizioni dei politici sono troppo vicine tra loro, tutte quelle persone che hanno delle opinioni più estreme, rinunceranno a votare. Questo modello in ogni caso va ad ignorare anche i costi per votare e quindi il fatto che i costi possano essere alti e il singolo voto "non valga più di tanto", lo stesso cittadino potrà adottare un comportamento opportunista.

In questo caso si parlerebbe dei cosiddetti free rider (rappresentano quei comportamenti che risultano essere opportunisti e che consistono nel godere di un bene di cui altri ne hanno pagato il prezzo). Riguardo ai free rider c'è chi sostiene che comporti che i beni pubblici non escludibili devono essere forniti in modo inefficiente e quindi per risolvere tale inefficienza è importante che intervenga lo Stato. In questo caso lo Stato potrà adottare nei confronti di tutti gli individui, il pagamento dei beni pubblici e quindi se sarebbe in grado di conoscere anche le preferenze sui beni pubblici di tutti gli individui, potrebbe fornirne una quantità efficiente (cosa alquanto difficile).

Domanda 4: Art 81 della costituzione e trattato di Maastricht

Prima di definire che cosa sia l'art 81 della Costituzione, bisogna definire che cos'è il bilancio. Il bilancio dello Stato è il principale documento di finanza pubblica, che costituisce anche un documento politico, giuridico e contabile. L’approvazione del bilancio spetta al Parlamento, mentre la presentazione al Governo. Il pareggio di bilancio è stato imposto a livello costituzionale dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea.

A seguito della firma da parte dell’Italia del Fiscal Compact, è stata adottata la legge costituzionale n.1 del 2012, che ha modificato l’articolo 81, coinvolgendo gli enti periferici nel mantenimento degli equilibri di bilancio, modificando anche gli articoli 117 e 119. L'articolo così riformato abroga il divieto di stabilire nuove spese o tributi tramite la legge di bilancio, oltre ad inserire l’obbligo del pareggio di bilancio per lo Stato.

Il nuovo articolo 81 è composto da 6 commi, dove al primo comma viene previsto che lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico, ed inoltre un eventuale ricorso all'indebitamento sarà consentito solo per considerare gli effetti del ciclo economico ma in tal caso occorre l'autorizzazione delle Camere, poiché occorre la maggioranza assoluta dei suoi componenti.

In ogni caso può capitare che il bilancio sia in disavanzo quando si verifica un periodo di recessione ma non nelle fasi favorevoli del ciclo, poiché in tali fasi dovrà essere in pareggio o in surplus. Infatti qualora ci siano degli importi nuovi o degli oneri maggiori, occorrerà una legge che provveda ai mezzi per far fronte. Il terzo comma dell'art 81 stabilisce che sia il Governo che il Parlamento non possono adottare delle spese che siano maggiori rispetto al bilancio di previsione. Se lo stesso Governo riterrà essenziale andare ad adottare delle spese maggiori, dovrà innanzitutto assumersi la responsabilità politica ed inoltre dovrà indicare il modo di come reperire i fondi, o attraverso maggiori tributi, oppure tramite una riduzione delle spese che sono previste nel bilancio.

Le stesse Camere approvano ogni anno il bilancio e il rendiconto consuntivo che vengono presentati dal Governo, tramite legge ed in ogni caso i relativi documenti che si riferiscono alle entrate e alle spese dello Stato vengono sempre presentati dal Governo al Parlamento per l'approvazione. Per quanto riguarda l'esercizio provvisorio del bilancio, esso non potrà essere concesso se non per legge e per periodi non superiori a 4 mesi.

Il quinto comma dell'art 81, prevede che lo stesso disegno di legge del bilancio non dovrà giungere alla votazione finale entro il 31 Dicembre. Affinché si possa evitare una "paralisi" dello Stato, lo stesso Parlamento può autorizzare, tramite legge, l'esercizio provvisorio del bilancio non ancora approvato, ma esso ha un limite temporale di 4 mesi. Per ciò che riguarda la legge di bilancio e tutte quelle norme che assicurano un equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci, sono stabiliti...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rinaldo90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof La Bella Simone.
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