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Domande appelli bioingegneria cellulare e dei tessuti

Differenza tra siero naturale e chimicamente definito

Per quanto riguarda il siero di origine animale, si preferisce usare il siero fetale dal momento che contiene pochi anticorpi. Questo introduce fattori di crescita e ormoni, veicola lipidi, ferro e molecole organiche, favorisce l'interazione cellula-substrato, contiene inibitori della tripsina. Il siero di origine animale ha degli svantaggi, primo tra tutti la possibile tossicità degli anticorpi; ulteriori limitazioni sono date dalla variabilità da lotto a lotto e dai fattori di crescita che favoriscono i fibroblasti.

Per avere condizioni controllate, riproducibili e specifiche per il tipo cellulare di interesse si fa uso di terreni con sieri chimicamente definiti: questi possono favorire sub-popolazioni specifiche, ma la crescita è generalmente più lenta e alcuni additivi sono costosi o labili.

Come ottenere insulina ricombinante e con quale bioreattore

Si isola il gene dell’insulina dalla cellula umana e lo si taglia in punti univoci mediante enzimi di restrizione: il frammento presenterà estremità coesive che permettono di incorporarlo nel patrimonio genetico dell’Escherichia coli attraverso la DNA ligasi. Questo plasmide ricombinante viene inglobato dall’Escherichia coli, gli organismi unicellulari vengono posti in un bioreattore BACH che consente una coltivazione su larga scala. I batteri proliferano e producono grandi quantità della catena A o della catena B (l’Escherichia coli non riesce a produrre la proinsulina perché non è in grado di fare la scissione tra le catene, perciò nel batterio si inserisce o la catena A o la catena B). Dopo un tempo t il prodotto viene raccolto e tramite ponti disolfuro le catene vengono unite per ottenere la struttura desiderata.

Come deve essere un biomateriale sia nelle applicazioni in vitro che in vivo

Un biomateriale è un materiale che deve avere una performance biologica, è un substrato naturale o sintetico che consente alle cellule di aderire mediante una serie di segnali in grado di regolarne il fenotipo/la funzione. In vitro un biomateriale deve permettere l’adesione cellulare, la sopravvivenza delle cellule e la loro identità. In vivo, oltre alle tre condizioni già citate, dovranno essere valutati ulteriori parametri sanciti dall’ISO: non carcinogenicità, emocompatibilità, non tossicità, non allergenicità e non deve creare una risposta infiammatoria. Per poter essere impiegato nella TE, inoltre, il biomateriale deve possedere determinate proprietà fisiche e meccaniche che gli permettano di svolgere la sua funzione specifica.

Differenza tra meccanismo di

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Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/34 Bioingegneria industriale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher unaltraelena di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bioingegneria cellulare e dei tessuti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Gagliano Onelia.
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