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2022 Diritto dell’Unione europea - Professor Dell’Acqua - Ecampus 2022 - Risposte aperte

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Descrivere gli elementi di criticità della nozione di sovranazionalità dell'Unione europea

Non è mancato chi ha inteso ricondurre l’Unione Europea allo schema organizzativo dell’Organizzazione sovranazionale. L’Organizzazione sarebbe dotata di una sovranità limitata alle materie esclusive di propria competenza, sovranità che le è attribuita dagli Stati membri che la compongono, mediante cessione o trasferimento.

Innanzitutto, ciò che dai sostenitori della teoria viene interpretato come cessione di sovranità, consiste semplicemente in una delega di competenza da parte degli Stati membri nei confronti dell’Organizzazione, delega alla quale segue l’esercizio delle competenze attribuitele.

Infatti, la struttura socio-giuridica dell’Unione non è né autonoma, né tantomeno originaria. Infine, occorre ricordare che il termine «sovranazionale» rimanda ad un concetto politico, la sovranità, che però pretende di essere spiegato in termini tecnico-giuridici. Vediamo come la sovranità sia in realtà un concetto estraneo e autonomo rispetto al diritto, il quale può limitarsi a regolarlo ma senza spingersi a modificarlo; il rapporto tra l’Unione e gli Stati è da inquadrare, pertanto, in maniera diversa, considerando piuttosto che gli atti dell’UE non sono vincolanti a causa della sovranità di cui la stessa è dotata, ma perché così è stato dagli Stati voluto e normativizzato nei Trattati istitutivi.

Qual è il contenuto della Carta di Nizza?

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, o Carta di Nizza, è un documento europeo contenente il catalogo generale dei diritti fondamentali dell'Unione.

La Carta è stata solennemente proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 da rappresentanti del Consiglio, della Commissione e del Parlamento europeo e, a seguito di una serie di vicissitudini, è entrata in vigore il 1° dicembre 2009 con il Trattato di Lisbona, di pari valore.

In caso di conflitto, per priorità si intende la possibilità di non applicazione della normativa nazionale, possibile in violazione delle disposizioni della Carta stessa. Tuttavia, la Carta non può in alcun caso consentire un'azione al di fuori dei poteri previsti dai Trattati.

Analizzando il catalogo dei diritti tutelati dalla Carta di Nizza, occorre chiarire che non si tratta in realtà di un elenco innovativo, in quanto i diritti fondamentali, già considerati tali dall'Unione e dal diritto nazionale degli Stati membri, sono tutelati dalla nostra Costituzione repubblicana, che risale al 1948 e contiene già un elenco di diritti ritenuti fondamentali e inviolabili.

Il catalogo dei diritti contenuto nella Carta di Nizza comprende, tra l'altro, il diritto alla dignità umana, il diritto alla vita, il diritto all'integrità, il divieto di tortura e trattamenti o pene inumani o degradanti, il divieto di schiavitù e lavoro forzato, il diritto alla libertà e alla sicurezza, il diritto al rispetto della vita privata e familiare, il diritto alla protezione dei dati personali, il diritto al lavoro, il diritto alla proprietà, il diritto di asilo.

Chi sono i destinatari del diritto di libera circolazione per il Titolo IV del TFUE?

I destinatari del diritto di libera circolazione individuati dal Titolo IV del TFUE sono i lavoratori: cioè le persone fisiche intese come esercenti un’attività di lavoro subordinato o autonomo, nonché fattori produttivi del mercato interno.

Nello specifico distinguiamo:

  • Coloro che esercitano un’attività subordinata salariata o stipendiata, c.d. lavoratori (artt. 45-48);
  • Chi esercita un’attività autonoma in regime di “libertà o diritto di stabilimento” nel territorio di un altro Stato membro (artt. 49-55);
  • I prestatori dei servizi all’interno dell’Unione europea (artt. 56-62).

Quali sono le caratteristiche del metodo della cooperazione intergovernativa, nell'ambito del processo di integrazione europea?

Il processo di integrazione europea descrive il meccanismo attraverso il quale gli Stati europei hanno creato l'ordine istituzionale europeo, che poi ha portato all'attuale Organizzazione.

Tra le modalità utilizzate per realizzare tale integrazione, la modalità di cooperazione intergovernativa, a partire dal secondo dopoguerra, si caratterizza per l'utilizzo dei cosiddetti metodi tradizionali, ovvero è un metodo tipico del diritto internazionale. Attraverso la cooperazione intergovernativa, gli Stati hanno costituito Organizzazioni Internazionali nelle quali gli organi principali si occupano di coloro che li rappresentano e di coloro che si attengono alle direttive imposte. Queste organizzazioni si caratterizzano anche per il fatto che i loro organi prendono decisioni all'unanimità e che ogni Stato può influenzare le decisioni di altri attraverso l'esercizio del proprio veto.

Infine, va ricordato che le decisioni prese dalle Organizzazioni raramente sono vincolanti per gli Stati, in quanto le decisioni stesse sono essenzialmente raccomandazioni.

Descrivere le caratteristiche dell'integrazione secondo il metodo comunitario

Un altro modo per perseguire l'integrazione europea è il cosiddetto approccio comunitario.

La cosa più caratteristica di questo approccio è che gli organi dell'ente sono costituiti da individui, cioè che esprimono le proprie opinioni in modo autonomo e indipendente dallo Stato di appartenenza. E lo vediamo come l'esatto opposto di quanto accade in un approccio cooperativo, dove le Agenzie sono l'espressione e la voce degli Stati che rappresentano.

Un altro fattore che caratterizza il metodo comunitario, e lo distingue dall'approccio cooperativo, è il drastico restringimento del metodo del consenso verso la maggioranza: la maggior parte delle decisioni, infatti, sono prese per consenso, approvate a maggioranza.

Gli atti adottati dalle Organizzazioni hanno natura tutt'altro che raccomandata, sono, infatti, quelli che creano effetti vincolanti per gli Stati in cui sono rivolti, e gli obblighi si aggiungono a quelli derivanti dal Trattato di Istituzione.

07. Descrivere le principali innovazioni introdotte dall'Atto Unico Europeo

L'Atto unico europeo è un trattato di carattere generale, basato sui trattati istitutivi firmati dagli Stati nel 1986 ed entrato in vigore nel 1987.

Il contenuto di questo atto si concentra principalmente sul duplice elemento dell'integrazione politica ed economica e lascia poco spazio per contenuti sociali diretti.

In particolare, l'Atto Unico ha preso le redini dell'integrazione politica, con particolare attenzione alla politica generale ed estera, e ha portato alla creazione del Consiglio Europeo, un organismo composto da Capi di Stato e di Governo, finalizzato alla cooperazione intergovernativa.

D'altra parte, da un punto di vista economico, la legge ha portato a un lento superamento del mercato unico per raggiungere l'obiettivo dell'unità economica e monetaria.

Lezione 004

09. La cittadinanza dell'Unione europea: i requisiti dello status di cittadino europeo e i diritti del cittadino europeo. Elementi di criticità della nozione di cittadinanza europea

Tra le tante innovazioni, il Trattato di Maastricht ha portato all'istituzione della cittadinanza europea. La cittadinanza europea riguarda e coinvolge la persona che ha la cittadinanza di uno degli Stati membri, quindi la competenza in materia di cittadinanza spetta agli Stati perché non c'è più alcun margine per l'Unione.

Lo status di cittadino europeo comprende un catalogo di diritti appartenenti a chi ne è titolare, a cominciare dallo stesso diritto di circolare e soggiornare senza restrizioni in tutti gli Stati membri dell'Ente. Inoltre, i cittadini europei possono esercitare il diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative e del Parlamento europeo, nonché mediare e presentare petizioni al Parlamento stesso.

Tuttavia, il concetto di cittadinanza europea non è rimasto immune dalle critiche accademiche. Hanno notato che il concetto di cittadinanza è strettamente e intrinsecamente legato a quello di sovranità e che lo status di cittadinanza non può prescindere dal legame giuridico tra cittadino e stato sovrano.

Quali sono i principali elementi di innovazione introdotti dal Trattato di Amsterdam?

Tra i Trattati, alcuni sono detti "emendamenti", si tratta di atti che si limitano a modificare o emendare un atto preesistente, in questo caso i Trattati istitutivi.

Il Trattato di Amsterdam è infatti un atto modificativo, firmato nel 1997 ed entrato in vigore nel 1999, che modifica il Trattato sull'Unione Europea, i Trattati che istituiscono le Comunità Europee, nonché alcuni atti connessi. Tra le importanti novità apportate ai Trattati dal Trattato di Amsterdam, si segnala anzitutto la "comunitarizzazione" di alcune materie che sono passate per il primo pilastro, e la conseguente ridenominazione del terzo pilastro in "Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale". Questioni; ancora, l'inclusione nei trattati degli accordi di Schengen; l'introduzione del meccanismo di "cooperazione rafforzata", per cui alcuni Stati membri sono autorizzati ad escludere altri dalla conclusione di accordi, in quanto impossibilitati a parteciparvi; e, infine, il Trattato ha sancito i valori fondamentali dell'UE, che includono sicuramente la democrazia e le libertà fondamentali dell'individuo.

02. Il Trattato di Lisbona: l'iter per la sua entrata in vigore e le principali innovazioni

Dopo il fallimento del progetto di adozione di una Costituzione europea, a causa della mancata ratifica da parte di alcuni Stati di una Costituzione simile, la Conferenza intergovernativa ha ricevuto un nuovo mandato dal Consiglio d'Europa, che ha portato all'adozione del Trattato appena firmato a Lisbona nel 2007. Questa legge estremamente importante ha ampiamente rinnovato il quadro comunitario esistente fino alla sua entrata in vigore. In primo luogo, prevede l'abolizione dei cosiddetti tre pilastri dell'Unione Europea e prevede la ripartizione delle capacità tra le Organizzazioni e gli Stati membri; prevede inoltre il rafforzamento dei principi democratici e la protezione dei diritti fondamentali delle persone. Anche il Trattato contribuisce a questo obiettivo attribuendo alla Carta di Nizza la stessa validità giuridica dei Trattati.

Lezione 006

02. Il Trattato "costituzionale" europeo: l'iter per la sua adozione ed il suo contenuto

Il Trattato “costituzionale” europeo è un accordo firmato a Roma nel 2004 ma mai entrato in vigore in quanto non ratificato da tutti gli Stati membri con il preciso compito di dotare l'UE di una propria Costituzione.

Per ricostruire le tappe che hanno portato all'adozione di tale legge, è necessario partire dagli eventi accaduti durante il Consiglio europeo di Laeken nel 2001; costituzione. Questa azione doveva assicurare la riorganizzazione delle istituzioni europee e creare un sistema decisionale più flessibile e adatto al funzionamento di un'Europa più flessibile.

Il testo ratificato dal Patto sul futuro dell'Europa è stato successivamente modificato dalla Conferenza intergovernativa ed è stato infine ratificato e firmato a Roma nel 2004. Nonostante ciò, il testo non è mai entrato in vigore e il Trattato non è mai entrato in vigore. Parte di alcuni stati. Ciò ha comportato una perdita di fiducia in una possibile Costituzione europea per l'Organizzazione e i suoi Stati membri.

02. Il recesso di uno Stato membro dall'Unione

Il Trattato di Lisbona ha modificato il TUE attribuendo ad ogni Stato membro la possibilità di recedere dall’Unione, conformemente alle norme sancite dalle proprie Costituzioni nazionali.

Per quanto riguarda l’iter di uscita di uno Stato dall’Unione, esso ha inizio con la partecipazione al Consiglio europeo dell’intenzione di recedere, seguita dalla stipula di un accordo che andrà a disciplinare le modalità in cui la fuoriuscita avverrà, nonché le conseguenze che comporterà. Dal momento dell’adozione di tale accordo, lo Stato che intende recedere non è più tenuto all’applicazione dei Trattati, che rimangono vincolanti per gli altri stati.

Lezione 009

L'allargamento dell'Unione: descrivere l'attuale situazione con riguardo agli Stati candidati e potenziali candidati all'Unione europea

In merito all'allargamento dell'Unione, e quindi all'adesione degli stessi nuovi Stati membri, la Commissione trasmette ogni anno alle altre istituzioni una Comunicazione ufficiale sull'allargamento, corredata dalle cosiddette "relazioni sullo stato di avanzamento", documenti potenzialmente tale. L'attuale quadro dei paesi candidati comprende l'Albania, la Turchia, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, la Serbia e il Montenegro; a questi paesi si aggiungono gli Stati che definiamo potenziali candidati, ovvero il Kosovo e la Bosnia ed Erzegovina.

In precedenza anche l'Islanda faceva parte di quest'ultimo elenco, ma ha ritirato la sua domanda di adesione all'Unione in attesa dei negoziati, anche se già in corso.

Lezione 010

L'Unione europea e la soggettività delle Organizzazioni internazionali

Il problema della soggettività delle organizzazioni internazionali va discusso a livello della teoria generale del diritto, e mira a verificare se l'ente possiede o meno le qualità costitutive; senza notare, tuttavia, la possibilità che l'organizzazione sia titolare di diritti ed overi legali.

Sebbene la maggior parte degli studiosi collochi l'Unione europea nella categoria generale delle organizzazioni internazionali, c'è anche chi ha sostenuto che dovrebbe piuttosto essere ridotta alla categoria delle organizzazioni "quasi federali" o "sovranazionali".

Certamente, con riferimento all'UE, non si potrà parlare di organizzazione quasi federale poiché, in questo modello di organizzazione, lo Stato federale è uno e rilevante come soggetto di diritto internazionale, senza lasciare spazio alla rilevanza giuridica degli Stati federati che lo compongono.

Lezione 012

Attraverso quali meccanismi l'ordinamento italiano si adatta al diritto dell'Unione europea?

Affinché un ordinamento giuridico nazionale si adatti a un altro, deve incorporare le norme di tale ordinamento giuridico. Pertanto, è necessario stabilire un coordinamento tra le diverse norme e, soprattutto, introdurre validi meccanismi volti a recepire atti stranieri nell'ordinamento dello Stato.

In particolare, l'adeguamento del diritto italiano al diritto comunitario avviene mediante il cosiddetto meccanismo di esecuzione ovvero mediante l'adozione di una legge interna che richiama il Trattato nella sua interezza e ne assicura così la piena attuazione. Per garantire il rispetto del principio del primato del diritto comunitario, la Corte Costituzionale ha affermato che i Trattati complementari e modificativi dei Trattati istitutivi hanno valore di diritto costituzionale nel giudizio di esecuzione e non possono essere distratti dalla fonte primaria, dalla legge o dagli atti costituente la legge. Il potere della legge 11.

Ancora, secondo la Corte Costituzionale, il limite cui si trova di fronte il diritto dell'Unione europea è il rispetto dei principi più alti dell'ordinamento italiano, senza i quali verrebbe meno la stessa struttura democratica che caratterizza la nostra nazione.

Attraverso quali strumenti il diritto dell'Unione europea viene attuato nell'ordinamento statale e regionale italiano?

L'adesione dell'Italia all'Unione ha comportato e continua a comportare una serie di obblighi che incidono e comprendono anche un quadro normativo, in quanto lo Stato è obbligato a recepire gli atti notificati, comprese le sanzioni, nel "diritto nazionale".

L'attuazione del diritto europeo da parte dello Stato italiano ha attraversato un lungo percorso prima di giungere all'attuale sistema organizzativo, che è anche il risultato di un'espressione dell'attuale volontà politica.

Nasce con la legge La Pergola del 1989, che introduce per la prima volta un meccanismo di “diritto comunitario” contenente un catalogo degli obblighi che l'Italia doveva adempiere e che dovevano essere emanati ogni anno.

Infine, è stato adottato il doppio strumento normativo “Legge sulle delegazioni europee” e “Legge europee”, introdotto dalla Legge 234/2012 e finalizzato all'adempimento degli obblighi derivanti dalla partecipazione dell'Italia all'organizzazione.

Si tratta di disegni di legge presentati al Parlamento dal Presidente del Consiglio ogni febbraio, che comprendono una delega al governo per l'attuazione degli atti dell'UE e una delega per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'adesione dell'Italia all'UE. Va infine ricordato che le Regioni, pur prive di personalità giuridica di diritto internazionale, che sono di esclusiva competenza dello Stato, sono coinvolte nelle relazioni internazionali e nei rapporti con l'Unione Europea. L'espressa previsione dell'art. 117.3 Cost. dispone infatti di un tale potere di esercitare in concorrenza con lo Stato.

Lezione 014

Il principio di attribuzione: definizione e riferimenti normativi

Il principio di attribuzione è uno dei principi fondamentali che regolano l'attività dell'Unione Europea, disciplinato dall'articolo 5 de

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JonnyCampus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Dell'Acqua Davide.
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