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Diritto commerciale

Paniere completo quiz + aperte Diritto commerciale Prof. R. Gambarota Ecampus Facoltà di Giurisprudenza Maggio 2022

La docenza è stata trasferita da Giusti Carlo Alberto Gambarota Ruggero.

Lez. 70 domanda 63. I contratti bancari

Nel Codice Civile sono regolati i principali contratti bancari:

  • Il contratto di conto corrente è regolato dall'art. 1823 c.c.. Indica l'obbligo di entrambe le parti a segnare in un conto corrente i crediti reciproci, considerandoli inesigibili e indisponibili fino alla sua chiusura. Per la conclusione del contratto di conto non c'è bisogno di una forma particolare.
  • I depositi bancari regolati dall'art. 1834 c.c. prevede che la somma depositata dal cliente in banca, diventi proprietà di quest'ultima che la può utilizzare come meglio crede.
  • Il deposito di titoli in amministrazione: con questo contratto la banca si assume il dovere di custodire i titoli in cambio acquisisce parte dei dividendi o interessi.
  • L'apertura del credito: è il contratto con il quale la banca si impegna a tenere a disposizione del cliente accreditato una determinata somma di denaro, per un periodo di tempo o per un tempo indeterminato.
  • Lo sconto bancario: è il contratto con il quale una banca, previo rimozione degli interessi, anticipa al cliente delle somme di un credito verso terzi, non ancora scaduto, mediante trasferimento del credito stesso.
  • L'anticipazione bancaria: di merci o titoli su pegno, la banca non può avere la possibilità di uso degli oggetti ricevuti in pegno, se viene rilasciato un documento nel quale gli oggetti sono riconoscibili.
  • Il deposito di titoli in amministrazione: in questo tipo di contratto la banca si assume il dovere di custodire i titoli, in cambio ne acquisisce una parte dei dividendi o gli interessi.
  • Cassette di sicurezza: la banca assume l'impegno di custodire e ne risponde in prima persona, in caso di effrazione, tranne per eventi imprevedibili.

Lez. 70 domanda 64. Il contratto di assicurazione

L’assicurazione è il contratto di assicurazione con il quale l’assicuratore si obbliga, verso pagamento di un premio, a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro (assicurazione contro i danni); oppure a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (assicurazione sulla vita).

Lez. 70 domanda 65. Usufrutto e affitto dell'azienda

L'usufrutto consiste nel diritto di riconoscere ad un soggetto di godere ed usare una cosa di altro soggetto traendo da essa tutte le utilità che può dare, con l'obbligo di non mutarne la destinazione economica.

L'usufruttuario deve esercitare l'azienda sotto la ditta che la contraddistingue, deve condurre l'azienda senza modificarne la destinazione e in modo da conservare l'efficienza dell'organizzazione, degli impianti e le normali dotazioni di scorte.

L'affitto di azienda è un contratto di locazione che ha per oggetto una cosa produttiva mobile o immobile e pone a carico dell'affittuario l'obbligo di curare la gestione della cosa in conformità della sua destinazione economica, facendone propri i frutti. Sia all'usufrutto che all'affitto d'azienda si applicano il divieto di concorrenza.

Lez. 70 domanda 66. Il sistema dei segni distintivi

I principali segni distintivi dell'imprenditore sono:

  • La ditta che contraddistingue la persona dell'imprenditore nell'esercizio dell'attività d'impresa;
  • L'insegna che individua i locali in cui l'attività d'impresa è esercitata;
  • Il marchio che individua e distingue beni o servizi prodotti.

Questi segni distintivi sono fondamentali nella formazione e mantenimento della clientela a favore dell'imprenditore, oltre che svolgere un ruolo di garanzia per quanti entrino in contatto con essi per non essere tratti in inganno sull'identità dell'imprenditore o sulla provenienza dei prodotti.

Lez. 10 domanda 11. L'imprenditore commerciale

L'imprenditore commerciale (art. 2195) è chi esercita un'attività industriale, un'attività intermediaria nella circolazione dei beni, un'attività di trasporto, un'attività bancaria o assicurativa, altre attività ausiliare alle precedenti. Si avvale nella organizzazione della impresa di collaboratori: ausiliari subordinati (institore, procuratore e commesso) e ausiliari autonomi (agenti di commercio, mediatori, spedizioniere). Si può definire imprenditore commerciale ogni imprenditore che sia imprenditore agricolo e piccolo imprenditore e soddisfa i requisiti previsti dall'art. 2082 c.c.

Lez. 10 domanda 12. Le società di persone e le società di capitali

Le società di persone e le società di capitali si basano su un contratto: il contratto di società. Le società di persone (artt. 2251 a 2324 c.c.) non hanno personalità giuridica, i soci sono illimitatamente responsabili delle obbligazioni sociali; l'essenza personale segna la differenza di natura con le società di capitali (ss, snc, sas). Le società di capitali sono enti forniti di personalità giuridica; la loro esistenza ha inizio con l'iscrizione nel Registro delle Impresse; i soci non rispondono delle obbligazioni sociali e neanche chi agisce in nome e per conto della società (spa, srl, sapa).

Lez. 10 domanda 13. Gli enti no-profit

Sono enti senza scopo di lucro; svolgono attività a pagamento ma i profitti non vengono divisi fra i soci, ma accantonati al fine di raggiungere gli scopi statutari. Da un punto di vista giuridico, possono essere strutturati in diverse forme quali: cooperative sociali, imprese pubbliche, associazioni riconosciute e associazioni non riconosciute, fondazioni.

Lez. 10 domanda 14. La disciplina della concorrenza

L'articolo 41 della Costituzione prevede il principio della libertà di iniziativa economica privata da cui consegue il riconoscimento della libertà di concorrenza. Infatti chiunque può iniziare un'attività economica anche se la stessa è già esercitata da altri imprenditori. Secondo i modelli economici una maggiore concorrenza stimola l'innovazione. La concorrenza deve però svolgersi con il rispetti di regole precise. L'articolo 2598 c.c. disciplina il divieto di concorrenza sleale.

Lez. 10 domanda 15. La disciplina dell'attività agricola

L'art. 2135 c.c. definisce imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.

Lez. 10 domanda 16. L'imprenditore agricolo

L'imprenditore agricolo è chi esercita una attività comprese tra la coltivazione del fondo (ne fanno parte anche la coltivazione in serra e la floricoltura), la selvicoltura, l'allevamento di animali e attività connesse.

Lez. 10 domanda 17. L'imprenditore

L'imprenditore è definito dall'art. 2082: "è imprenditore colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi".

Lez. 10 domanda 18. Le attività connesse

Le attività connesse dell'impresa agricola possono essere tipiche ed atipiche. Sono tipiche tutte le attività di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione del fondo, del bosco o dall'allevamento. Sono atipiche le attività non menzionate, ma che soddisfino i requisiti di collegamento essenziali di connessione con il soggetto o in connessione con l'oggetto.

Lez. 10 domanda 19. Le differenze tra impresa agricola ed impresa commerciale

L’impresa agricola è ogni impresa la cui attività è fondata sulla svolgimento di un ciclo biologico naturale. L’impresa commerciale è l’impresa che esercita:

  • Un’attività industriale diretta alla produzione di beni non agricoli o di servizi;
  • Un’attività intermediaria nella circolazione dei beni: attività commerciali/ di distribuzione/ bancarie;
  • Un’attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;
  • Un’attività bancaria o assicurativa;
  • Altre attività ausiliare alle precedenti.

Lez. 10 domanda 20. L'azienda

L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. Comprende beni materiali, beni immateriali, contratti. Non è necessario che i beni appartengano all'imprenditore a titolo di proprietà ma è sufficiente che ne abbia il godimento.

Lez. 10 domanda 21. I consorzi fra imprenditori

Il consorzio si definisce come associazione tra imprenditori, che ha lo scopo di disciplinare attività comuni. Il contratto deve rivestire la forma scritta e può riguardare qualsiasi modalità di collaborazione tra imprese.

Lez. 10 domanda 22. Il gruppo europeo di interesse economico

Il Gruppo Europeo di Interesse Economico, o GEIE, è un organismo di cooperazione transnazionale rivolto agli operatori economici europei, qualunque sia la loro forma giuridica e ambito di operatività, a condizione che appartengano almeno a due Stati membri diversi e siano portatori di un interesse che possa essere soddisfatto dall'attività del GEIE. Di solito è costituito per la partecipazione a grandi appalti pubblici.

Lez. 10 domanda 23. La liquidazione coatta amministrativa

La liquidazione coatta amministrativa è una procedura concorsuale applicata a particolari categorie di imprese che non sono assoggettabili al fallimento. Queste categorie di imprese sono quelle sottoposte al controllo dello Stato: banche, società cooperative, imprese di assicurazioni, ecc. La liquidazione non viene disposta dall'autorità giudiziaria, ma da un organo amministrativo. Inoltre non presuppone uno stato di insolvenza ed ha come finalità la cessazione dell'impresa. La caratteristica di questa procedura concorsuale è la maggiore libertà nella liquidazione dell'attivo.

Lez. 10 domanda 24. La disciplina della concorrenza

L'articolo 41 della Costituzione prevede il principio della libertà di iniziativa economica privata da cui consegue il riconoscimento della libertà di concorrenza. Infatti chiunque può iniziare un'attività economica anche se la stessa è già esercitata da altri imprenditori. Secondo i modelli economici una maggiore concorrenza stimola l'innovazione. La concorrenza deve però svolgersi con il rispetti di regole precise. L'articolo 2598 c.c. disciplina il divieto di concorrenza sleale.

Lez. 10 domanda 25. Opere d'ingegno. Invenzioni industriali

Le opere d'ingegno e le invenzioni industriali sono le creazioni intellettuali regolate dal nostro ordinamento. Le opere dell'ingegno formano oggetto del diritto d'autore, mentre le invenzioni industriali possono formare oggetto del brevetto per invenzioni industriali.

Lez. 10 domanda 26. L'acquisto della qualità di imprenditore

La qualità di imprenditore si acquista con l'effettivo inizio dell'attività di impresa. In realtà, l'effettivo inizio dell'attività di impresa è spesso preceduto da una fase preliminare di organizzazione. Per questo vi è il problema se si diventa imprenditore già nella fase preliminare di organizzazione. Gli atti organizzativi fanno acquistare la qualità di imprenditore quando per il loro numero e per la loro significatività, manifestano l'orientamento dell'attività verso un determinato fine produttivo.

Lez. 10 domanda 27. Lo statuto dell'imprenditore commerciale

Lo statuto dell'imprenditore commerciale è quell'insieme di norme che disciplinano la struttura e il funzionamento dell'impresa commerciale.

  • Obbligo di iscrizione nel registro delle imprese;
  • Fallimento ed altre procedure concorsuali;
  • Contabilità;
  • Rappresentanza commerciale;
  • Altre norme di minore importanza.

Lez. 10 domanda 28. I segni distintivi

I segni distintivi utilizzati dall'imprenditore sono: ditta, insegna e marchio. La loro funzione è quella di favorire la formazione ed il mantenimento della clientela.

Lez. 10 domanda 29. Le categorie di imprenditori

A seconda della natura dell'attività d'impresa svolta si ha: l'imprenditore agricolo (art. 2135 c.c.) e l'imprenditore commerciale. A seconda delle dimensioni dell'attività d'impresa svolta si ha: il piccolo imprenditore (art. 2083 c.c.) e l'imprenditore medio-grande. A seconda della natura giuridica del soggetto titolare dell'impresa si ha: imprenditore individuale e imprenditore collettivo (come le società, cooperative o imprese pubbliche).

Lez. 10 domanda 30. La rappresentanza nel diritto commerciale

La rappresentanza è l'istituto per cui ad un soggetto (rappresentante) è attribuito un apposito potere di sostituirsi ad un altro soggetto (rappresentato) nel compimento di attività giuridica per conto di quest'ultimo e con effetti diretti nella sua sfera giuridica. Quindi chi ha il potere di rappresentare la società è in grado di assumere obbligazioni per quest'ultima (art. 1387 e seguenti c.c.).

Lez. 10 domanda 31. Le categorie di imprenditori

A seconda della natura dell'attività d'impresa svolta si ha: l'imprenditore agricolo (art. 2135 c.c.) e l'imprenditore commerciale. A seconda delle dimensioni dell'attività d'impresa svolta si ha: il piccolo imprenditore (art. 2083 c.c.) e l'imprenditore medio-grande. A seconda della natura giuridica del soggetto titolare dell'impresa si ha: imprenditore individuale e imprenditore collettivo (come le società, cooperative o imprese pubbliche).

Lez. 10 domanda 32. Il Registro delle Imprese

Il registro delle imprese è un registro pubblico che, già previsto dal Codice Civile, ha avuto completa attuazione a partire dal 1996, con la legge relativa al riordino delle Camere di Commercio. È tenuto presso la Camera di Commercio nel capoluogo di provincia. È un registro pubblico. È strutturato in due sezioni: sezione ordinaria per le imprese commerciali e sezione speciale per i piccoli imprenditori, società semplici, imprenditori agricoli. Può essere definito come l'anagrafe delle imprese.

Lez. 10 domanda 33. Le sezioni del Registro delle Imprese

Il registro delle imprese è strutturato in due sezioni:

  • Sezione ordinaria per le imprese commerciali;
  • Sezione speciale per i piccoli imprenditori, società semplici, imprenditori agricoli, imprese artigiane, società tra professionisti.

Lez. 10 domanda 34. La definizione di imprenditore

È imprenditore colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi (articolo 2082 cc). Abbiamo diverse categorie di imprenditori:

  • A seconda della dimensione: piccolo imprenditore, imprenditore medio/grande;
  • A seconda dell'oggetto dell'impresa: imprenditore agricolo, imprenditore commerciale;
  • A seconda della natura del soggetto: impresa individuale, società, imprenditore pubblico.

Lez. 10 domanda 35. La definizione di azienda

L'azienda è il complesso dei beni organizzati ed utilizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. L'azienda può essere trasferita per atto tra vivi da un imprenditore ad un altro (vendita, concessione in usufrutto, affitto).

Lez. 10 domanda 36. La funzione del diritto commerciale

Il diritto commerciale è la branca del diritto privato che disciplina l'esercizio dell'impresa e le attività imprenditoriali, sia da parte del singolo, sia da parte di società e organizzazioni. Il diritto commerciale disciplina le imprese nei rapporti privatistici e nei rapporti con gli enti pubblici, può essere perciò definito come il diritto privato delle imprese.

Lez. 10 domanda 37. Le fonti del diritto commerciale

Si definisce diritto commerciale quella branca del diritto privato che disciplina gli aspetti giuridicamente rilevanti delle attività economiche. Le fonti sono: Codice Civile, i regolamenti emanati dalle varie autorità competenti, gli usi, la dottrina, la giurisprudenza.

Lez. 10 domanda 38. La definizione di impresa

Con il termine impresa si intende qualificare l'attività professionale organizzata per produrre o scambiare beni o servizi. Il Codice Civile non dà una definizione di impresa, ma dà una definizione di imprenditore. Tale definizione è contenuta all'art. 2082 c.c.: "è imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi", da questo si può dedurre il significato di impresa.

Lez. 10 domanda 39. La disciplina delle scritture contabili

L'art. 2214 cc prevede l'obbligo per l'imprenditore commerciale di tenere il libro giornale e il libro inventari. Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, delle fatture, ecc. Le disposizioni, sopra indicate non si applicano ai piccoli imprenditori.

Lez. 10 domanda 40. Le reti di imprese

Quando più imprenditori instaurano tra loro stabili rapporti di collaborazione per incrementare la reciproca capacità competitiva, sotto il profilo economico essi costituiscono una "rete di imprese". A tale figura corrisponde il contratto di rete, introdotto nel 2009, che può essere stipulato tra almeno due imprenditori che possono agire sotto diverse forme giuridiche e con diverse dimensioni.

Lez. 10 domanda 41. La Commissione Vietti (Riforma del diritto fallimentare)

Uno dei più importanti istituti, nel campo giuridi

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JonnyCampus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Giusti Carlo Alberto.
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