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Museo archeologico nazionale dell'Umbria

Progetto culturale

Il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria (MANU) è il più importante museo archeologico della regione, collettore di reperti preistorici e protostorici, ma soprattutto umbri, etruschi e romani rinvenuti nei principali scavi realizzati in Umbria e in alcune zone della Toscana. Aperto nel 1948, è divenuto museo statale nel 1957.

Il museo si trova a Perugia e, dal 2015, appartiene al Polo Museale dell’Umbria. L’obiettivo che si prefigge il museo è quello di offrire al visitatore una visione organica dell’Umbria, dall’età del Ferro al momento dell’impatto con il mondo romano, focalizzandosi specialmente sugli Umbri e gli Etruschi e sulla cultura funeraria di quest’ultimi.

Il pubblico cui si rivolge non è molto ampio: la traduzione in doppia lingua dell’apparato didattico non è garantita per tutte le collezioni; non si organizzano laboratori didattici, artistici e di animazione. Il museo stipula convenzioni e accordi con enti territoriali, associazioni di volontariato, associazioni culturali, fondazioni, case editrici, università e istituti di formazione e con altri musei.

Gli ultimi dati sulle presenze al MANU parlano di un museo in salute, passato dai 21.000 ingressi del 2017 ai 24.000 del 2018. Gli oggetti sono esposti in ordine storico-cronologico, con il percorso di visita che inizia dalla collezione preistorica e protostorica per passare poi a quella umbra, a quella etrusca e infine ai reperti di età romana. Il museo ospita inoltre la collezione di amuleti antichi e moderni di Giuseppe Bellucci, naturalista e antropologo perugino, la collezione di gemme e scarabei egizi di Mariano Guardabassi, archeologo, e una wunderkammer composta da oggetti di interesse naturalistico di entrambi gli studiosi.

Rapporti tra contesto urbano, contenitore edilizio e contenuto della raccolta archeologica

Gli oggetti esposti nelle varie sezioni provengono dagli scavi realizzati nei siti umbri e nella provincia di Siena. Ceramiche dell’età del Bronzo e protovillanoviane provengono dallo scavo del monte Cetona (SI). I reperti della cultura materiale umbra sono stati recuperati durante gli scavi a Todi, a Bettona e in altre città sulla sponda sinistra del Tevere. Le urne e le lapidi etrusche sono state rinvenute principalmente nel comune di Perugia. Mentre i reperti romani provengono dai più noti siti archeologici: Carsulae, il teatro di Gubbio, il ponte di Augusto a Narni, ma anche Assisi e Bevagna. Ad ogni reperto è affiancato un pannello che indica il sito di rinvenimento.

All’interno del Polo Museale dell’Umbria, sono conservati corredi tombali etruschi ed esempi della cultura materiale umbra anche nel Museo Archeologico Nazionale di Orvieto e nel Museo Archeologico Nazionale di Spoleto.

Il museo è situato nel centro storico di Perugia, in Piazza Giordano Bruno ed è ospitato nei locali dell’ex convento della basilica di San Domenico. Dal chiostro è visibile l’imponente campanile trecentesco. La chiesa è uno degli edifici religiosi più imponenti della regione ed ospita una vetrata gotica di grandi dimensioni inusuale per il nostro paese. Il museo presenta barriere architettoniche: vi sono degli scalini per scendere nella visita della tomba dei Cai Cutu, due rampe di scale per l’accesso al primo piano e una successiva scalinata per raggiungere il salone degli Umbri e degli Etruschi; tuttavia è garantita la pari accessibilità dei visitatori in quanto la struttura dispone di ascensori, montascale e un bagno per disabili.

L'accoglienza: ingresso e uscita del museo

L’ingresso al chiostro è libero. Superato l’ingresso alla sala sotterranea della Tomba dei Cai Cutu e l’ascensore, sulla destra troviamo la biglietteria, composta da erogatore dei biglietti, registratore di cassa, PC, telefono, cassetto per la raccolta di documenti. Nella medesima stanza abbiamo il guardaroba, gratuito. Assente un vero e proprio bookshop, con una dozzina di testi accatastati su un piccolo tavolo all’ingresso della biglietteria.

Al primo piano, nel loggiato, si trova un info point, con PC, cassetti per la raccolta dei documenti e monitor per il controllo remoto delle sale. Il personale è molto gentile, ma è scarsamente preparato dal punto di vista comunicativo e culturale. I dipendenti si occupano principalmente del controllo dei biglietti.

Percorso espositivo

Il percorso espositivo è abbastanza articolato, ma discretamente orientato per facilitare la visita. Una pianta del museo è presente all’ingresso del chiostro, raffigurata su un totem, e anche all’inizio della sezione preistorica e protostorica; inoltre la pianta con la suddivisione del percorso è raffigurata nei depliant. Sono presenti delle frecce che possono disorientare il visitatore dal percorso storico-cronologico. All’inizio di ogni sezione è presente una targhetta evidenziata da un diverso colore per ogni epoca.

Nel chiostro del convento, in un ambiente sotterraneo accanto all'ingresso, è stata ricostruita la Tomba dei Cai Cutu (III-I sec. a.C.), con la collocazione dei corredi funerari. Attorno alle pareti del chiostro sono collocate urne provenienti dalle necropoli ellenistiche di Perugia e materiali romani, oltre alle epigrafi che ricordano la rinascita di Perugia (Perusia restituta) dopo la distruzione seguita alla guerra che la oppose ad Ottaviano nel 41 a.C. Nella sala limitrofa alla scalinata che conduce al piano superiore è allestita una mostra permanente sui miti presenti nelle sculture romane proposte all'attenzione dei visitatori. Accanto alla porta d'ingresso alla sala è stato collocato un Telamone di marmo probabilmente di età imperiale.

Nel loggiato superiore sono allineate le urne di travertino provenienti dalle necropoli perugine, caratteristica produzione.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

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