Possibili domande e risposte psicologia della disabilità e riabilitazione
Le domande sono 200; sono divise per moduli e sono generate sulla base delle dispense e del materiale di studio messo a disposizione.
Parte 1: Evoluzione del termine e classificazioni (ICIDH, ICF)
1. Qual è la distinzione introdotta dall'OMS nel 1981 con l'ICIDH? Distingueva tra menomazione, disabilità e handicap.
2. Cosa si intende per "menomazione" secondo l'ICIDH? Qualsiasi perdita o anomalia a carico di strutture o funzioni psicologiche, fisiologiche o anatomiche.
3. Come veniva definita la "disabilità" nel 1981? Come una restrizione o carenza della capacità di svolgere un'attività nel modo o nei limiti ritenuti normali.
4. Cos'è l'"handicap" secondo la vecchia definizione? Una condizione di svantaggio vissuta da un individuo in conseguenza di una menomazione o disabilità che limita o impedisce il suo ruolo sociale.
5. Perché il termine "handicap" è stato oggi superato? Perché era troppo generico, portava con sé uno stigma sociale e non rifletteva la complessità della persona.
6. Qual era il limite principale dello schema ICIDH del 1980? Presupponeva una relazione lineare e unidirezionale: la menomazione causava la disabilità, che a sua volta causava l'handicap.
7. Cosa significa l'acronimo ICF? International Classification of Functioning, Disability and Health (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute).
8. In che anno è stato pubblicato l'ICF dall'OMS? Nel 2001.
9. Qual è l'obiettivo principale dell'ICF? Fornire un linguaggio standard e univoco per descrivere la salute e gli stati ad essa correlati.
10. A chi si applica l'ICF? A tutte le persone, poiché valuta il funzionamento umano indipendentemente dalla presenza di una patologia.
11. Come definisce l'ICF le "funzioni corporee"? Sono le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei, incluse le funzioni psicologiche.
12. Cosa sono le "strutture corporee"? Sono le parti anatomiche del corpo come gli organi, gli arti e le loro componenti.
13. Cos'è l'"attività" nell'ICF? L'esecuzione di un compito o di un'azione da parte di un individuo.
14. Cosa sono le "limitazioni dell'attività"? Le difficoltà che un individuo può incontrare nello svolgimento di attività.
15. Cosa indica la "partecipazione"? Il coinvolgimento di un individuo in una situazione di vita.
16. Cosa sono le "restrizioni della partecipazione"? I problemi che un individuo può sperimentare nel coinvolgimento nelle situazioni di vita.
17. Cosa includono i "fattori ambientali"? Tutti gli aspetti del mondo esterno che formano il contesto di vita di un individuo (prodotti, tecnologia, ambiente naturale, relazioni).
18. Qual è la differenza fondamentale tra modello medico e modello biopsicosociale? Il modello medico vede la disabilità come un problema della persona; quello biopsicosociale la vede come l'interazione tra persona e ambiente.
19. Perché è importante la relazione reciproca tra le dimensioni nell'ICF? Perché il funzionamento di una persona è la risultante di influenze reciproche tra condizioni fisiche, fattori personali e ambientali.
20. Cos'è l'ICF-CY? È la versione della classificazione dedicata specificamente a bambini e adolescenti.
21. In che anno è stato pubblicato l'ICF-CY? Nel 2007.
22. Perché è stato necessario l'ICF-CY? Per rispondere alla necessità di descrivere il funzionamento di soggetti in fase di rapido sviluppo e crescita, come i bambini.
23. Quale termine ha sostituito "handicap" nei documenti internazionali? Disabilità.
24. Perché si dice "persona con disabilità" invece di "disabile"? Per sottolineare che la disabilità è solo una caratteristica della persona e non la sua intera identità.
25. Cosa suggerisce l'espressione "diversamente abile"? L'idea che esistano modi diversi per raggiungere gli stessi obiettivi o svolgere le stesse funzioni.
26. Quando l'uso di "diversamente abile" può risultare critico? Quando rischia di negare le reali difficoltà oggettive che alcune disabilità comportano.
27. Cosa sono le "barriere psicologiche"? Sono i vissuti interni, le paure e i pregiudizi che impediscono alla persona o alla famiglia di affrontare la disabilità.
28. Cosa sono le "barriere sociali"? Sono gli ostacoli culturali e organizzativi che la società pone all'integrazione.
29. Quali sono i tre passaggi culturali chiave degli ultimi anni? L'abbandono di termini negativi, l'adozione del modello del funzionamento e l'enfasi sui diritti umani.
30. L'ICF classifica le persone? No, l'ICF classifica la salute e le condizioni ad essa correlate attraverso l'uso di codici.
Parte 2: Diagnosi, certificazione e normativa (Legge 104)
31. Qual è lo scopo del processo diagnostico? Identificare la patologia, ma soprattutto capire come questa influisce sulla vita della persona.
32. Cosa si intende per "diagnosi funzionale"? Una descrizione analitica della compromissione dello stato psicofisico e delle potenzialità dell'alunno.
33. Chi redige la diagnosi funzionale? Un'équipe multidisciplinare composta da medici specialisti, psicologi e assistenti sociali.
34. Che differenza c'è tra certificazione e diagnosi funzionale? La certificazione ha valore legale per i diritti; la diagnosi funzionale ha valore operativo per l'intervento.
35. Qual è la legge quadro sulla disabilità in Italia? La Legge n. 104 del 5 febbraio 1992.
36. Cosa garantisce la Legge 104 nella scuola? Il diritto all'educazione e all'istruzione della persona con disabilità nelle classi comuni.
37. Cosa prevede la Legge 104 per il lavoro? Agevolazioni per l'assunzione e permessi per i lavoratori con disabilità o per chi li assiste.
38. Cos'è il "Profilo di Funzionamento"? È il documento che dal 2017 sostituisce la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale.
39. Cosa valuta l'aspetto psicologico nella diagnosi? La personalità, l'intelligenza, l'emotività e il modo in cui il soggetto vive la propria condizione.
40. Cosa si valuta nell'area delle abilità motorie? La motricità globale, l'equilibrio, la coordinazione e la motricità fine.
41. Perché si valutano i fattori sociali? Per capire quali risorse (famiglia, amici, servizi) la persona può attivare.
42. Cosa deve evidenziare una diagnosi efficace? Non solo i deficit, ma anche e soprattutto le risorse e le potenzialità della persona.
43. Cosa si intende per "analisi dello sviluppo"? Lo studio del percorso evolutivo del bambino per individuare deviazioni o ritardi.
44. Qual è l'obiettivo dell'analisi dello sviluppo? Intervenire precocemente per prevenire un aggravamento delle difficoltà.
45. Cosa integra i test standardizzati nella diagnosi? L'osservazione clinica e i colloqui con i genitori e gli insegnanti.
46. Un ritardo in una tappa dello sviluppo è sempre patologico? No, bisogna