1. Differenza tra virus e batteri
Virus e batteri differiscono per:
● Struttura
● Strategie di vita (autonomia e metabolismo)
● Riproduzione
● Trattamenti
I batteri sono microrganismi unicellulari di 0,2-30 micrometri in grado di dividersi.
Sono costituiti da una parete cellulare che li protegge e che determina la forma e la
colorazione dividendoli in Gram + e Gram -; al loro interno si trovano i ribosomi ed il
genoma, formato da una molecola di DNA circolare a doppio filamento, libero nel
citoplasma e localizzato in una regione centrale chiamata nucleoide insieme ad altre
piccole molecole di DNA a doppio filamento chiamate plasmidi. La capacità dei
batteri di dividersi e crescere attraverso scissione binaria è fornita dalla presenza,
nel genoma, di geni codificanti per la sintesi di enzimi legati al ciclo energetico
(trovati prevalentemente sulla membrana plasmatica), rRNA, tRNA e proteine
ribosomiali. Le infezioni batteriche vengono trattate con antibiotici, inutili contro i
virus.I virus sono parassiti intracellulari obbligati, sono visibili solo al microscopio
elettronico (tranne i Poxvirus), hanno infatti dimensioni comprese dai 20 ai 400
nanometri. Si tratta di organizzazioni biologiche di livello subcellulare in grado di
esprimere il loro potenziale biosintetico solo andando a sfruttare i sistemi metabolici
e bioenergetici di un ospite vivente che viene infettato dal virus e ne diventa
manifestazione del genoma. Il genoma virale è molto piccolo (DNA o RNA), circolare
o lineare e a doppio o singolo filamento, compresso in un guscio proteico:capside. Il
genoma e l’involucro proteico formano il nucleocapside. La riproduzione virale
avviene solo per mezzo della replicazione del materiale genetico all’interno della
cellula infetta di cui vengono sfruttati i macchinari di replicazione, questo perché i
virus non possiedono organelli come i ribosomi e non hanno le informazioni
genetiche necessarie per la generazione di energia metabolica e proteine
ribosomiali. Il capside, una struttura proteica formata da subunità preformate
chiamate episomi/capsomeri, media la trasmissione, protegge il genoma virale e
contiene tutte le informazioni per iniziare e completare il ciclo di infezione in una
cellula suscettibile e permissiva, che presenta quindi un recettore a cui le proteine
anti-recettore, presenti sulla superficie esterna del capside, si legano per permettere
il rilascio del genoma nel citoplasma della cellula. Il ciclo di infezione di un virus si
conclude con l’auto-assemblamento delle componenti virali neosintetizzate e la
fuoriuscita di un nuovo virione. Queste caratteristiche permettono ai virus di
.
stabilizzarsi nelle popolazioni per garantire la loro sopravvivenza
2. Descrizione delle strutture virali
La struttura di un virus comprende:
● genoma, molecola lineare o circolare, a singolo o doppio filamento di RNA o
DNA, unico o frammentato. Nel virione è presente un solo tipo di acido
nucleico SS=single strand, DS=double strand. L’acido nucleico è a polarità
positiva o negativa, se positiva è autonomamente replicabile, se negativa
deve prima essere convertito nel DNA / RNA a polarità positiva. Il
riconoscimento tra acido nucleico e capside avviene tramite proteine virali non
strutturali specializzate o proteine cellulari (coronavirus—>istoni). I virioni
codificano diversi enzimi:
● trascrittasi inversa, ;
integrarsi, permette di inserire il DNA virale in quello cellulare
●
● proteasi, taglia la catena del genoma
● capside, esternamente, involucro costituito dall’auto-assemblamento di
subunità proteiche preformate a protezione del genoma. La disposizione di
queste subunità origina due simmetrie del capside:
● elicoidale (es. coronavirus e orthomyxovirus),di forma cilindrica costituito da
un numero variabile di capsomeri avvolti ad elica intorno ad un asse centrale
in cui si trova il genoma
● icosaedrica (es. papillomavirus e adenovirus), costituita da un numero fisso di
due tipi di capsomeri (12 vertici e 20 facce) in cui gli esoni sono formati da 6
unità ripetute e costituiscono le facce mentre i pentoni (5) costituiscono i
vertici che prendono contatto con altri cinque. Le funzioni del capside sono di
protezione del genoma da agenti fisici e chimici, nei virus nudi permette la
penetrazione virale nella cellula bersaglio tramite la presenza di antigeni
specifici, che fungono da recettori, e di recettori che dopo il legame stimolano
il sistema immunitario della cellula infetta.
● envelope, ulteriore strato a protezione del capside, la sua presenza distingue i
virus nudi da quelli rivestiti. È un involucro lipoproteico derivante dalla
membrana cellulare (nucleare o citoplasmatica) dove sono inserite
glicoproteine virali che una volta proiettate all’esterno prendono il nome di
spike e che mediano l’ingresso e l’uscita del virus nella cellula. L’envelope
determina l’infettività dei virus e rispetto al capside è molto più sensibile agli
agenti chimici e fisici ma permette una migliore trasmissione dei virus in
ambienti acquatici; contiene proteine L1 e L2, canali ionici che permettono il
rilascio del genoma.
● tegumento, ulteriore strato tra envelope e capside (es Herpes Virus Simplex).
3. Descrizione del capside e le sue funzioni
Il capside è un involucro proteico che circonda il genoma virale, in contatto con
proteine regolatrici delle fasi iniziali del processo replicativo; capside e nucleo
insieme formano il nucleocapside. È un core proteico costituito per
autoassemblamento da subunità proteiche preformate chiamate capsomeri e la
disposizione di queste ne determina la geometria:
● elicoidale, (es Coronavirus e Orthomyxovirus) di forma cilindrica costituito da
un numero variabile di copie di capsomeri avvolti a elica rispetto ad un asse
centrale in cui si trova il genoma, tutti i virus umani presentano questa
conformazione e sono a RNA (tranne MTV);
● icosaedrica, (es Papillomavirus e Adenovirus) complessa (Poxivirus e
Battereofagi) di grandi dimensioni, formata da 60 subunità identiche a
costituire un icosaedro, struttura solida di 12 vertici e 20 facce triangolari. È
una organizzazione più efficiente che permette la creazione di un guscio
chiuso in cui ogni capsomero occupa ogni vertice (5 subunità a forma
pentagonale che prendono il nome di pentoni), le facce dell’icosaedro sono
invece formate da esoni (ogni vertice è circondato da 5 esoni).
● struttura combinata, tipica dei battereofagi, con una testa icosaedrica e una
coda elicoidale.
I capsidi sono tendenzialmente molto simili tra i vari virus, questo è dovuto alle
limitate dimensioni del materiale genetico che codifica per un numero limitato di
proteine, inoltre una struttura che presenta un numero limitato di subunità è più
semplice da assemblare e risulta metabolicamente più vantaggiosa. Sulla superficie
esterna del capside si trovano proteine virali che fungono da recettori, antigeni NP
specifici, che permettono l’interazione diretta con recettori specifici della cellula host,
questa interazione porta all'inizio del processo di infezione andando però a stimolare
la risposta immunitaria dell’ospite in quanto queste proteine sono recettori
competitivi che regolano l’azione delle cellule TCD4+ leucocitarie che coordinano la
risposta immunitaria adattativa. Le funzioni del capside sono di protezione da agenti
chimici e fisici come l’essiccamento, radiazioni UV, pH e detergenti. Queste proprietà
rendono i virus nudi molto più resistenti di quelli rivestiti, sono inoltre altamente
diffusibili ed infettivi, scatenando una violenta risposta immunitaria e fuoriuscendo
per lisi cellulare.
4) Descrizione dell’ envelope, come viene acquisito e funzioni
Envelope (pericapside o peplos): è un guscio lipidico che deriva dalle membrane
cellulari (nucleare o citoplasmatica) della cellula ospite che riveste il capside e
contiene le glicoproteine virali che mediano l’ingresso e l’uscita dei virus nella cellula
e l’induzione della risposta immune. Le proteine del virus rimpiazzano una parte
delle proteine presenti nella membrana cellulare da cui il peplos viene formato.
L’envelope rende il virus più sensibile perché il capside nudo è formato da una sola o
più proteine e resiste ad alte temperature, ambiente acido ed essiccamento.
L’envelope invece contiene anche glicoproteine e quindi è più sensibile per la
presenza delle componenti della membrana cellulare e deve restare in un ambiente
umido quindi si diffonde tramite gocce d’acqua, secrezioni, trapianti di organi e
trasfusioni di sangue e non sopravvive nel tratto gastro-intestinale. L’envelope però
permette l’adesione del virus rivestito alla cellula ospite e i virus rivestiti sono
rilasciati dalla cellula per gemmazione. Nell’envelope sono presenti anche le
proteine L1 e L2 che sono canali ionici che permettono la fuoriuscita del genoma dal
virus e il rilascio del genoma virale nella cellula ospite e altre con attività enzimatica
(NA), canali ionici (M2) e antigeni (es. HA e NA). Tra capside ed envelope,
(Herpesvirus) inoltre, possono presentare anche il tegumento che non è una
porzione vuota uno strato composto da proteine virali.
L’envelope è sensibile al calore, ai detergenti e all’essiccamento; permette
l’adesione del virus rivestito alla cellula ospite e vengono rilasciati per gemmazione
al contrario di quelli nudi che vengono rilasciati per lisi. Tra un virus nudo e uno con
envelope è più sensibile il secondo perché sono più fragili perché più sensibili.
Ci sono poi dei capsidi a simmetria combinata come ad esempio il Batteriofago T4
(virus che infetta solo i batteri) che ha la testa icosaedrica e la coda elicoidale.
5) Differenza tra virus nudi e rivestiti
Possono esserci due tipi di virus:
-I virus nudi (nucleo capside) hanno un acido nucleico e il rivestimento proteico,
capside formato da unità ripetute dette capsomeri;
-Il virus rivestito (pericapside) oltre al capside presenta un altro involucro
lipoproteico che deriva dalla cellula ospite infettata. Il capside è un rivestimento
proteico con funzione protettiva. Permette l’ingresso del genoma nel citoplasma della
cellula ospite.
Il capside è un rivestimento proteico, ha funzione di proteggere l’acido nucleico al
suo interno, la funzione di esporre gli antirecettori che vengono riconosciuti dai
recettori cellulari e permette l’ingresso del genoma all’interno del citoplasma o del
nucleo della cellula ospite. Ha delle strutture regolari: elicoidale o Icosaedrica ed è
tenuto insieme da forze non covalenti. Quelli nudi vengono rilasciati pressoché per
lisi cellulare al contrario dei virus rivestiti.
La Simmetria elicoidale è tipica del capside del virus del mosaico del tabacco, virus
a RNA a filamento positivo che viene immesso in questa struttura elicoidale formata
da delle subunità proteiche che si dispongono lungo tutto l’acido nucleico quindi
formano questa elica per racchiudere il genoma; si
tratta di un virus particolare perché tutti i virus a simmetria elicoidale sono virus a
RNA rivestiti dall’envelope, tranne quello del tabacco. Quella icosaedrica (tipica del
Papilloma, Adenovirus e Reovirus) è un’ organizzazione molto efficiente e utilizza il
minor numero di unità che possono comporre il capside ed è formato da 20 facce
triangolari da 12 vertici; ogni icosaedro lo possiamo dividere in 3 assi di simmetria.
Possono dividere il capisce in due porzioni equivalenti tra di loro, in 3 porzioni o in 5.
La simmetria del capside icosaedrico permette la formazione del più piccolo
involucro composto da 60 unità identiche tra di loro. Non è flessibile come un virus
con simmetria elicoidale. In un capside icosaedrico si formano dei capsomeri che
formano strutture regolari, abbiamo i vertici dei pentoni (5 capsomeri) che prendono
contatto con 5 esoni (6 capsomeri). Il capside protegge l’acido nucleico da raggi UV
da forze fisiche, da danni chimici o fisici e serve ad impacchettare il genoma virale
ma anche per reagire con la cellula ospite quindi a esporre quei recettori che
vengono riconosciuti da quel recettore presente sulla membrana cellulare. Ultima
funzione: stimolare la risposta immunitaria dell’ospite. Nei virus nudi sono disposti
antigeni che contribuiscono allo sviluppo degli anticorpi dal sistema immunitario. Al
di fuori del capside, nei virus rivestiti, può essere presente un secondo
rivestimento—> è acquisito fuoriuscendo dalla cellula ospite e nei virus rivestiti
questo strato sarà responsabile della risposta del sistema immunitario (EME).
6) Strategie di ingresso dei virus nella cellula ospite con esempio
per ogni modalità
I virus utilizzano diverse strategie per entrare nelle cellule ospiti. Ogni tipo di virus
sfrutta meccanismi specifici, in base alla sua struttura e al tipo di cellula che infetta.
Le principali modalità di ingresso sono:
1. Endocitosi mediata da recettori
In questo caso, il virus si lega a specifici recettori sulla superficie della cellula ospite
e viene inglobato attraverso una vescicola che si forma nella membrana cellulare.
Esempio: Il virus dell’influenza entra nella cellula ospite tramite endocitosi. Il virus si
lega
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