Definisci l'ambito di studio e di applicazione della Psicologia della Salute, facendo particolare
riferimento alle tappe storiche che hanno portato al suo sviluppo nel nostro Paese e all'estero.
La Psicologia della salute si è sviluppata a seguito dei fenomeni di carattere medico, sociale, culturale ed
economico che hanno contribuito alla centralità del modello biopsicosociale e dell’individuo nella gestione
della propria salute.
Nel XX secolo ha luogo una transizione epidemiologica: nei paesi industrializzati sono state drasticamente
ridotte le malattie infettive che erano la principale causa di morte; ne consegue un aumento considerevole
dell’aspettativa di vita, e con esso un incremento delle patologie non infettive, croniche e degenerative.
In Italia la psicologia della salute è giunta alla fine degli anni 80: nel 1997 è stata costituita la Società Italiana
di Psicologia della Salute con lo scopo di promuovere e sviluppare nel Paese la ricerca empirica e teorica e
le applicazioni sul campo.
Descrivi il famoso "The Alameda Study", come è stato condotto e a quali risultati ha portato.
“The Alameda Study” è uno studio epidemiologico iniziato nel 1965 nella Contea di Alameda in California:
sono stati esaminati ben 6928 campioni di individui di età compresa tra i 20 ed i 94 anni, con lo scopo di
rilevare le relazioni tra stili di vita, stato di salute e mortalità.
Ai partecipanti è stato chiesto di indicare le proprie abitudini salutari tra i seguenti sette comportamenti: 1)
non aver mai fumato, 2) bere moderatamente, 3) dormire 8 ore per notte, 4) fare attività fisica, 5)
mantenere il peso forma, 6) evitare di mangiare fuori pasto, 7) fare colazione regolarmente.
Tutto ciò ha contribuito a evidenziare il ruolo dell’individuo nell’influenzare il proprio stato di salute: esso
non solo è in grado di prendere parte al processo di cura, ma anche di:
- prevenzione primaria : cioè adottare comportamenti preventivi per tutelare la sua salute;
- prevenzione secondaria : cioè adottare misure che consentono di identificare una malattia in fase
iniziale, contrastando la sua evoluzione;
- prevenzione terziaria : cioè contribuire a eliminare o ridurre la disabilità residua di una malattia
partecipando a programmi per potenziare risorse e abilità personali.
La condotta dell’individuo in interazione con l’ambiente è funzione di atteggiamenti, credenze, emozioni,
valori, motivazioni e obiettivi (non basta sapere che fumare fa venire il cancro per smettere).
Cos'è la divisione 38 e qual è la sua missione?
La psicologia della salute è nata negli USA alla fine degli anni 70 come settore indipendente all’interno
dell’APA (American Psychological Association): la divisione 38, con lo scopo di contribuire alla
comprensione di salute e malattia, attraverso la ricerca clinica e di base, l’istruzione e i servizi.
Si occupa della promozione e del mantenimento della salute; della prevenzione, diagnosi, trattamento e
riabilitazione delle malattie mentali e fisiche; dello studio dei fattori psicologici, sociali, emozionali e
comportamentali coinvolti nelle malattie mentali e fisiche; del miglioramento del sistema sanitario e delle
politiche sanitarie; del dialogo e collaborazione tra psicologi e altre figure che si occupano di salute;
dell’integrazione dell’info biomedica su salute e malattia con la conoscenza psicologica corrente. Si occupa
sia dell’impatto del comportamento sulla salute, che dell’influenza di salute e malattia sulle dimensioni
psicologiche.
La divisione 38 è anche impegnata a livello politico perché gli psicologi diventino parte integrante di un
servizio sanitario di qualità.
In Italia: la psicologia della salute è giunta alla fine degli anni 80; nel 1997 è stata costituita la Società
Italiana di Psicologia della Salute con lo scopo di promuovere e sviluppare nel Paese la ricerca empirica e
teorica e le applicazioni sul campo.
Descrivi qual è stato il contributo della Psicologia Scoaile e della Teoria socio-cognitiva allo
sviluppo della Psicologia della Salute.
LEZ. 3/4
1)Definisci e confronta come intendono la salute il modello biomedico e il modello
biopsicosociale.
2)Cosa afferma il modello biomedico e quali sono le principali critiche mosse al modello?
3)Quali sono le caratteristiche del modello biopsicosociale? E come definisce la salute
l'Organizzazione Mondiale della Sanità?
È difficile poter definire il concetto di salute: questo è frutto delle conoscenze e delle credenze possedute
da una data società in un dato contesto storica.
Questo, infatti, cambia se consideriamo il modello biomedico (che ha dominato il passato) oppure
biopsicosociale (oggi sempre più presente) di malattia e salute.
Il primo (biomedico), oltre a considerarla oggettiva (intesa come condizione fisica misurabile
oggettivamente):
- considera salute e malattia come polarità opposte di un continuum ;
- considera la salute come assenza di malattia ;
- considera l’individuo come portatore di patologie che ne minano lo stato di salute ; è richiesto
l’intervento dell’esperto (del medico) per fare la diagnosi e prescrivere il trattamento; è un modello
centrato sulle cause della malattia e sulla figura del medico, mentre il paziente è solo portatore
passivo di un problema.
Tra i limiti di questo modello, citiamo la sua visione riduzionistica della malattia e la superiorità del sapere
scientifico rispetto ad altre forme di sapere; inoltre, è insufficiente nel descrivere e spiegare la complessità
del concetto di salute.
Il secondo dà la stessa importanza a tre dimensioni: la dimensione biologica, la dimensione psicologica e la
dimensione sociale perché queste, influenzandosi a vicenda, contribuiscono alla salute della persona.
Al contrario di quello biomedico, il modello biopsicosociale considera, la salute, soggettiva, in cui l’individuo
è in grado di fornire una misura soggettiva del proprio stato, affidabile quanto i parametri e gli indicatori
oggettivi. Inoltre:
- considera il paziente come una persona , tiene conto del contesto sociale in cui essa vive e
l’apparato sanitario che la società cui appartiene ha sviluppato per fronteggiare le conseguenze
della malattia;
- l’individuo riveste un ruolo centrale (considera la prospettiva soggettiva): tra le cause della
patologia ci possono essere anche comportamenti liberamente e attivamente scelti dall’individuo
(fumare), o fattori di origine sociale.
- mira a coinvolgere la persona non solo nel processo di cura, ma anche nella fase di prevenzione.
Tuttavia, può essere considerato un modello molto vago che non specifica i legami tra le tre componenti
precedentemente citate.
Se volessimo elencare i vantaggi delle misurazioni soggettive rispetto a quelle oggettive potremmo dire che:
- sono misure più accurate;
- sono dinamiche, e considerano l’andamento della salute nel tempo;
- influenzano il comportamento, che a sua volta influisce sullo stato di salute;
- riflettono la presenza/assenza di risorse che possono controbilanciare il declino della salute
La definizione di salute secondo il Modello biopsicosociale è coerente con la definizione di salute dell’OMS:
la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non mera assenza di malattia o
infermità.
Infatti, salute non è l’opposto di malattia: nella malattia si possono individuare aspetti positivi (ad esempio
in un campione di persone con disabilità hanno riportavano una serie limitazioni nelle attività quotidiane,
problemi e discriminazioni, ma hanno anche riportato di godere di buona o eccellente qualità di vita).
Pazienti con patologie croniche hanno riportato cambiamenti positivi di personalità, aumento delle risorse
personali e maggiore spiritualità, e queste conseguenze positive influenzano la salute a lungo termine.
LEZ. 5
Descrivi come è stata definita la qualità della vita dalll'OMS e le sei dimensioni del WHOQOL
(World Health Organization Quality of Life).
L’OMS definisce la qualità della vita come la “percezione da parte degli individui della posizione che
occupano nella propria vita, all’interno della cultura e del sistema di valori in cui vivono, e in relazione ai
propri obiettivi, aspettative, parametri di riferimento e interessi” (gruppo WHOQOL, 1995).
Il gruppo di lavoro WHOQOL (World Health Organization Quality of Life) è stato fondato agli inizi degli anni
‘90 per sviluppare e diffondere uno strumento di misurazione transculturale della QOL.
La QOL non è monolitica, ma multicomponenziale: bisogna quindi individuare i diversi settori di vita a cui
fanno riferimento le persone per esprimere i propri giudizi, e capire con quale peso ogni settore
contribuisce al giudizio globale.
I sei domini individuati dal WHOQOL:
- salute fisica (dolore e disagio, energia e stanchezza, sonno e riposo);
- area psicologica;
- indipendenza;
- relazioni sociali;
- ambiente;
- spiritualità, religione e credenze personali;
Descrivi le differenze tra il WHOQOL-100 e il WHOQOL-Bref, facendo particolare riferimento alla
descrizione delle dimensioni di cui si compongono.
WHOQOL-100: è la scala utilizzata per misurare la qualità della salute (QOL) nei diversi domini; sono
previste 4 domande per ciascuna sezione con scala likert a 5 punti; oltre ai 6 domini c’è una sezione
generale che indaga la WOL globale (S32).
Dall’applicazione del WHOQOL-100 è emerso che il livello della WOL percepita permette di predire esiti
clinici futuri (soprattutto la sopravvivenza) senza dover fare riferimento a indicatori oggettivi dello stato di
salute.
La misura della QOL globale può predire gli esiti avversi, anche indipendentemente da variabili
sociodemografiche, condizioni mediche di base e salute percepita.
Il giudizio di QOL generale non è la sommatoria dei giudizi relativi ai diversi domini, ma è una percezione
globale in cui i domini e il loro peso si combinano in modo complesso; il peso dei diversi domini nella
formulazione del giudizio globale di WOL è connesso all’importanza assegnata dalle persone a ogni
dominio.
WHOQOL-Bref: è un questionario self report, composto, nella sua versione ridotta, da 26 item.
L’analisi fattoriale ha individuato 4 fattori/domini (non 6): salute fisica (e indipendenza), area psicologica (e
spiritualità), relazioni sociali e ambiente.
L’obiettivo dello strumento è quello di valutare la percezione soggettiva dello stato di salute individuale in
rapporto a quattro aree:
- fisica;
- psicologica;
- relazioni sociali;
- condizione ambientale.
Descrivi che cosa si occupa la psicologia positiva, facendo particolare riferimento alla prospettiva
edonica e eudaimonica del benessere soggettivo.
Negli ultimi anni si è rinnovato l’interesse nei confronti del benessere grazie alla PSICOLOGIA POSITIVA:
questa effettua un’indagine dei punti di forza, delle abilità e delle risorse dell’individuo; il trattamento
terapeutico non deve solo riparare ciò che non funziona, ma anche costruire su ciò che va bene, sulle
risorse personali.
La psicologia positiva fa riferimento a due tradizioni della filosofia antica: la prospettiva edonica e quella
eudaimonica.
Per quanto riguarda la prima, la definizione di benessere come piacere edonico o felicità risale ad Aristippo,
filosofo greco del IV secolo a.C. che insegnava come lo scopo della vita fosse ottenere il massimo grado di
piacere.
La versione di edonismo che ha prevalso in psicologia è quella di felicità soggettiva, non riducibile al mero
piacere fisico, ma che può derivare anche dal raggiungimento di obiettivi o risultati relativi ai vari domini di
vita.
Il termine eudaimonia, inteso come processo di sviluppo delle autentiche potenzialità dell’individuo, invece,
si deve invece ad Aristotele: con questa definizione il filosofo greco intendeva contrapporsi alla felicità
edonica, considera un ideale volgare, in grado di rendere gli uomini servi seguaci dei desideri.
In questa prospettiva la vera felicità risiede piuttosto nella coltivazione ed espressione delle virtù individuali
in armonia con il mondo circostante.
In sintesi, le loro principali differenze possono essere così ragruppate:
- l’eudaimonia è un processo di costruzione continua, l’edonismo invece è uno stato di
appagamento ottenuto attraverso il soddisfacimento dei desideri;
- l’eudaimonia è legata all’interesse, all’apertura verso le novità, all’impegno; l’edonismo è correlato
alla piacevolezza e all’affettività positiva, la sua felicità ha luogo anche senza sforzo;
- l’eudaimonia si sviluppa quando le attività quotidiane sono congruenti con i valori profondi della
persona. Non comprende solo la soddisfazione individuale, come l’edonismo, ma anche il
benessere collettivo: la felicità individuale si realizza nello spazio sociale.
Comunque, per entrambi la felicità non è legata al possesso di beni materiali o di ricchezza.
Nell’ottica eudaimonica il benessere assume un significato più ampio, che abbraccia l’esperienza e il
funzionamento ottimali dell’essere umano.
LEZ.6
Descrivi cosa afferma la Teoria della selezione psicologia, facendo particolare riferimento ai
concetti di challenge, skill e flow.
La teoria della selezione psicologica ha come oggetto lo studio dell’esperienza soggettiva ed il suo ruolo nel
processo di crescita personale: tale esperienza è costituita da cognizioni, emozioni e motivazioni;
rappresenta l’elaborazione consapevole di informazioni provenienti dal mondo esterno ed interno.
La qualità dell’esperienza è funzione di due variabili:
- challenge: sfide e opportunità d’azione percepite dal soggetto nell’ambiente (nelle attività e
situazioni quotidiane);
- skill: le capacità che una persona percepisce di avere nel fronteggiare le sfide.
La qualità dell’esperienza cambia in base alla valutazione soggettiva delle capacità possedute rispetto alle
sfide offerte dall’ambiente: se si percepiscono challenge elevati e skill adeguati per affrontarli si ha uno
stato di esperienza ottimale o flow: questo stato viene ricercato e selezionato dagli individui, che tendeno
ad organizzare la propria vita intorno alle attività associate all’esperienza ottimale (attività ottimali), che
diventano il nucleo di polarizzazione della sua attenzione nel tempo.
Gli assunti teorici della selezione psicologica sono stato verificati e confermati attraverso una vasta
campionatura transculturale ed applicati all’analisi di svariati ambiti di vita come lavoro, istruzione, tempo
libero e relazioni, e a diverse face di età, dall’infanzia all’età adulta.
Nell’ambio della salute sono emersi risultati interessati nello studio di patologie fisiche croniche, crescita
post-traumatica, disturbi alimentari, salute mentale, tossicodipendenza e soddisfazione lavorativa tra gli
operatori sanitari.
LEZ.7
Descrivi come la Teoria dell'autodeterminazione spiega il comportamento delle persone riguardo al
benessere soggettivo, facendo particolare riferimento alla motivazione estrinseca ed intrinseca.
Sappiamo essa sia stata proposta da Ed Deci e Richard Ryan nel 1985: tale teoria sostiene che, per
comprendere il comportamento delle persone e poter identificare le azioni che conducono al benessere,
occorre anzitutto esplorare i bisogni da cui prendono le mosse.
I due autori sostengono che gli esseri umani sono spinti non solo da esigenze fisiologiche ma anche da
bisogni psicologici definiti elementi nutritivi innati, essenziali per la crescita psicologica, l’integrità ed il
benessere; questi bisogni sono tre: competenza, autonomia e relazionalità.
Lo studio centrale della teoria dell’autodeterminazione è lo studio della motivazione e della tendenza
dell’individuo a perseguire gli obiettivi autodeterminati.
Distinguiamo due tipi di motivazione:
- estrinseca: quando la ragione per svolgere un’attività è esterna all’attività stessa (desiderio di una
ricompensa esterna); è assimilabile al condizionamento operante;
- intrinseca: la propensione innata e naturale a perseguire i propri interessi ed a esercitare le proprie
capacità (ricerca della novità, essenziale per lo sviluppo cognitivo e sociale).
Secondo la teoria della valutazione cognitiva la motivazione estrinseca e intrinseca non sono compatibili:
nonostante gli uomini siano dotati di tendenze motivazionali intrinseche, queste possono venire minate
dall’ambiente e da richieste e sollecitazioni esterne.
Descrivi cosa afferma la Teoria del benessere Psicologico, e in particolare le dimensioni di cui si
compone il funzionamento psicologico positivo.
Teoria elaborata da Ryff nel 1989 che esprime il concetto secondo il quale salute e malattie mentali sono
strettamente correlate, ma non sono estremi opposti nello stesso continuum: assenza di malattia mentale
non equivale, infatti, a presenza di salute mentale.
Secondo Ryff, il funzionamento psicologico positivo è costituito da 6 dimensioni:
- autoaccettazione;
- relazionisocialipositive;
- crescitapersonale;
- propositidivita;
- padronanzadell’ambiente;
- autonomia.
A proposito di salute mentale, cosa distingue un individuo caratterizzato da un funzionamento di
tipo Fluorishing da un individuo Languishing?
Anzitutto, per salute mentale intendiamo “una sindrome di benessere personale composta da sintomi di
affettività positiva e funzionamento ottimale”.
Il percorso di diagnosi di salute mentale è parallelo a quello usato nei disturbi mentali: coloro che riportano
punteggi elevati in almeno 6 delle 11 scale del funzionamento positivo sono fluorishing (individui
prospera
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