Pedagogia dei nuovi media
08. Qual è uno strumento utile alla valutazione? Descrivilo.
La rubrica è uno strumento utile a indicare e descrivere i risultati attesi di un processo di apprendimento o di un processo lavorativo-produttivo. Essa mette in evidenza sia gli aspetti peculiari relativi alle prestazioni, sia quelli relativi ai processi coinvolti e ne indica il grado di livello raggiunto.
Quando si parla di risultati attesi, si fa riferimento alla competenza, ovvero ciò che lo studente dimostra di saper fare in modo consapevole. La rubrica inoltre, aiuta gli studenti a orientare correttamente il loro impegno ad apprendere e gli insegnanti a organizzare il loro lavoro in modo efficiente e coerente.
La rubrica gioca anche un ruolo di supporto all’azione didattica permettendo di individuare traguardi di apprendimento in modo condiviso, stimolando i docenti al confronto interdisciplinare, verificando le acquisizioni e rielaborando gli obiettivi e i percorsi di apprendimento attraverso la rilevazione delle criticità e l’apporto di correttivi.
09. Riassumi le 8 competenze-chiave (EU).
L'Unione Europea ha individuato 8 competenze chiave che permettono a ciascun cittadino di adattarsi ai cambiamenti della società. Queste sono:
- Comunicazione nella madrelingua, ovvero la capacità di esprimere e interpretare concetti, pensieri, fatti e opinioni sia oralmente che per iscritto;
- Comunicazione nelle lingue straniere, quindi non solo la capacità di esprimersi oralmente e per iscritto ma anche di mediazione e comprensione interculturale;
- Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia, ossia competenze matematiche, aritmetiche, capacità di applicare le conoscenze e la tecnologia ai bisogni umani percepiti;
- Competenza digitale attraverso l’uso della tecnologia dell’informazione e della comunicazione sia in ambito lavorativo che nel tempo libero;
- Imparare a imparare, capacità di gestire il proprio apprendimento;
- Competenze sociali e civiche, partecipando in maniera attiva e costruttiva alla vita sociale e lavorativa in modo democratico;
- Spirito di iniziativa e imprenditorialità;
- Consapevolezza ed espressione culturale, apprezzando arte, musica, letteratura e ogni forma di espressione emotiva.
10. Perché gli stati membri dell'UE devono sviluppare l'offerta di competenze chiave?
Gli Stati membri dell’UE devono sviluppare l’offerta di competenze chiave per assicurare che l’istruzione e la formazione iniziale offrano a tutti i giovani gli strumenti per sviluppare competenze tali da prepararli alla vita adulta e facendo da base a future occasioni di apprendimento.
Lo sviluppo dell’offerta di competenze chiave deve altresì assicurare agli adulti lo sviluppo e l’aggiornamento delle loro competenze chiave lungo tutto l’arco della vita.
11. Come si collega la Didattica costruttivistica alle competenze (Miur 2007)?
Le Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo del 2012 recepiscono le competenze chiave per l’apprendimento permanente del consiglio europeo, come riferimento per gli obiettivi della formazione di base, l’elaborazione del profilo formativo a conclusione del primo grado di Istruzione. Al centro viene posto il profilo dell’alunno.
Il MIUR fissa gli obiettivi generali e specifici dell’apprendimento, le discipline e le attività costituenti la quota nazionale dei curricoli ed il relativo monte orario obbligatorio annuale. Le scuole determinano nel POF il curricolo obbligatorio per i propri alunni in modo da integrare la quota nazionale e le attività liberamente scelte, garantendo il carattere unitario del sistema di istruzione ed il pluralismo culturale e territoriale.
Attraverso la progettazione per competenze si passa da una Didattica trasmissiva a una Didattica costruttivista incentrata sulla persona. All’interno si costruisce e non si riproduce la conoscenza, viene rappresentata la complessità della realtà, vi è un apprendimento collaborativo e le situazioni di apprendimento sono basate sui casi reali.
Lezione 10
07. L'introduzione dell'ICT nella didattica, quali caratteristiche comporta nella dimensione educativa?
L’introduzione delle ICT nella didattica ha portato ad un’inevitabile revisione dei modelli di insegnamento e apprendimento, atti a condurre a nuovi percorsi didattici di qualità. Basti pensare alle dimensioni educative date dalle caratteristiche di interattività, ipertestualità e multimedialità proprie di questi strumenti che oramai sono sempre più presenti.
Se l’introduzione delle ICT ha portato da un lato innovazione, dall’altro ha mantenuto salda l’attenzione su aspetti importanti quali l’individuo in formazione, personalizzazione del progetto formativo e individualizzazione dei processi di apprendimento.
È importante che nel campo delle professionalità educative e formative, la competenza digitale non si limiti alla capacità di “saper usare” i principali strumenti, ma se ne faccia anche un uso critico e consapevole.
08. Come si attua il processo di ammodernamento nelle Pubbliche Amministrazioni (PA?)
Le pubbliche amministrazioni, negli ultimi anni, sono state coinvolte in un processo di riammodernamento che include sia l’adozione e una diffusione maggiore delle ICT nei servizi di competenza, sia una maggiore apertura alle comunicazioni telematiche che prevede partecipazione più attiva dei cittadini alle politiche pubbliche.
Inevitabilmente, questo processo richiede un uso più consapevole e critico dei servizi e degli strumenti Web, sia da parte dei dipendenti delle PA, sia da parte dei cittadini cui le amministrazioni si rivolgono.
Questo processo è inserito all’interno di un progetto di e-government, che ha l’obiettivo di fornire servizi che meglio rispondano alle esigenze della nuova società dell’informazione e che permettano di riorganizzare tutti i processi burocratici, semplificandoli a vantaggio di tutti gli utenti.
Lezione 12
08. Illustra sinteticamente i tre scenari di base dell'apprendere.
I tre scenari di base dell’apprendere sono: esperienza, modellamento e ripetizione. L’esperienza costituisce una modalità di apprendimento attraverso la quale ragione e emozione lavorano insieme, attivandosi sia nel momento anticipatorio che in quello operatorio dell’EAS.
Quando lo studente affronta un determinato compito attinge dalle esperienze passate per affrontare quelle nuove. Il modellamento invece opera in tutti e tre i momenti strutturali dell’EAS. Nel momento anticipatorio grazie agli stimoli proposti e agli esempi portati dall’insegnante; nel momento operatorio, soprattutto in caso di attività cooperative grazie alle quali modalità di risposta o di elaborazione dei problemi possano essere messe a confronto tra gli studenti; nel debriefing, grazie alle indicazioni di sintesi dell’insegnante e alle considerazioni degli studenti.
La ripetizione rinvia tanto all’allenamento del gesto che al processo di fissazione del ricordo nella memoria a lungo termine, comporta sforzo e fatica e opera in tutti e tre i momenti strutturali dell’EAS. Questa metodologia consente infatti allo studente di ritornare più volte sullo stesso concetto.
09. Che cosa intende Pier Cesare Rivoltella con "Didattica Saggia"?
Rivoltella definisce Didattica Saggia quella che favorisce la riconcettualizzazione della tecnologia come risorsa culturale “normale” per la didattica, possiamo riferirci a ciò che avviene a scuola quando il cellulare, o il tablet, vengono usati in classe per svolgere attività di apprendimento.
Possiamo altresì riferirci anche alle occasioni in cui si riconosce il valore delle competenze che gli studenti sviluppano nell'informale rendendole funzionali agli apprendimenti di scuola.
10. Descrivi sinteticamente che cosa è un EAS.
L’EAS, ovvero l'Episodio di Apprendimento Situato, può essere considerata una tradizione di ricerca, poiché consiste in un insieme di regole che servono a costruire una teoria, in questo caso didattica o della scuola.
Possiamo sostenere che si tratti di un diverso modo di pensare l'insegnamento e l'apprendimento scolastico articolato in tre fasi o momenti che sono preparatorio, operatorio e ristrutturativo.
Il momento preparatorio è costituito da un framework concettuale, da una situazione stimolo e di una consegna che viene fornita alla classe; il momento operatorio è il fulcro dell’EAS ed è caratterizzato da un’attività di produzione che consiste in un lavoro collettivo della classe impegnata nella risoluzione del problema o di lavorare sulla situazione stimolo attraverso la produzione di un contenuto; il terzo momento, quello ristrutturativo consiste nel debriefing riferito a quanto realizzato o emerso nei due momenti precedenti, ovvero nel ritornare sui processi attivati e sui concetti fatti emergere per sottoporli a riflessione, fissare gli aspetti importanti, quelli da ricordare.
Lezione 14
07. Quali modalità adotta la Flipped Classroom?
La Flipped Lesson, tramite la metodologia EAS, adotta una modalità di insegnamento in cui si invertono i tempi e i modi di lavoro, definita “la lezione capovolta” che vede il capovolgimento del classico schema di lavoro in classe.
La “flipped classroom” propone i contenuti agli studenti in un modo completamente diverso attraverso la somministrazione di materiale preparato e selezionato ad hoc, anche dall’insegnante. Il materiale consta in video, risorse multimediali, libri o ebook che siano in grado di trattare adeguatamente ed esaustivamente il contenuto.
Lo studente quindi consulterà più volte e studierà la lezione attraverso i video o le risorse multimediali messe a disposizione. In un secondo momento, durante il lavoro in classe, l’insegnante si troverà un gruppo di studenti già preparato, e avrà la possibilità di approfondire gli argomenti attraverso attività applicative quali esercitazioni, compiti, risoluzione di problemi, studio di casi, attività di approfondimento, ecc.
Lezione 17
07. Quali sono le dotazioni tecnologiche più diffuse nelle scuole pubbliche statali?
In uno studio effettuato sugli istituti statali italiani si evince la presenza di 65.650 laboratori. Il 43,6% di questi è dotato di LIM e il 16,9% di proiettori interattivi che, con connessione e proiezione meno vincolante, sono considerati una valida alternativa alla LIM.
L’82,5% dei laboratori è collegato in rete e dispone in media di 9 computer. In aula sono presenti LIM per il 41,9% e proiettori interattivi per il 6,1%, il 70% delle aule sono connesse in rete.
Il sito web o portale è disponibile per il 99,3% degli istituti statali e il servizio di comunicazione scuola – famiglia online è attivo nel 58,3%. Il registro elettronico di classe risulta utilizzato nel 69,2% e il registro del docente presente nel 73,6% degli istituti.
08. Sintetizza l'indicatore dato dal rapporto tra alunni e tecnologie.
Anche in campo internazionale uno degli indicatori più utilizzati per misurare la diffusione delle TIC nelle scuole è il rapporto tra alunni e tecnologie. L’indicatore è calcolato rapportando gli alunni alla somma dei computer presenti nei laboratori e i dispositivi mobili o computer ad uso degli alunni presenti nelle aule.
Le rilevazioni eseguite sul territorio nazionale mostrano un miglioramento della situazione globale nonostante da un’analisi effettuata a livello locale si evidenzia una situazione disomogenea. Vi sono infatti scuole che dispongono in misura sufficiente di tali tecnologie e vi sono scuole con importanti carenze.
09. Quali ambiti riguardano le innovazioni introdotte nella scuola?
Le innovazioni tecnologiche introdotte nella scuola riguardano in particolare gli ambiti delle iscrizioni degli studenti, da effettuare con modalità online; la pagella in formato elettronico con la stessa validità legale del documento cartaceo; i registri elettronici come quello di classe utilizzato nel 69,2% degli istituti e il registro del docente presente nel 73,6%; l’invio delle comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico.
Le innovazioni riguardano altresì il sito web che è disponibile per quasi tutti gli istituti statali per il 58,3%.
Lezione 18
07. Descrivi il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).
Il MIUR ha istituito il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), che consta in un documento di indirizzo istituito al fine di lanciare una strategia di innovazione della scuola italiana e per determinare una ricollocazione del sistema educativo nell’era digitale.
Il Governo ha posto molta attenzione sull’innovazione del sistema scolastico e sulle opportunità dell’educazione digitale e il punto cardine di questo impegno è costituito da La Buona Scuola. Il Piano Nazionale Scuola Digitale ha valenza pluriennale e indirizza tutta l’Amministrazione, con azioni finanziate che saranno prese in carico dalle singole Direzioni del Ministero per l’attuazione.
08. Qual è la visione di educazione nell'era Digitale?
Il cuore del Piano Nazionale Scuola Digitale è la visione di educazione nell’era digitale che vede un percorso condiviso di innovazione culturale, organizzativa, sociale e istituzionale che vuole dare nuova energia, nuove opportunità e nuove capacità alla scuola italiana.
Lo strumento connettore e volano del cambiamento è certamente il digitale che attraverso l’innovazione ci proietta in una scuola aperta e inclusiva. Il Piano è stato organizzato in 4 passaggi fondamentali: strumenti, competenze e contenuti, formazione, accompagnamento. Altri tasselli fondamentali di questo Piano sono didattica, contenuti e competenze.
09. Nel Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) perché è necessario rivedere gli spazi e gli ambienti collaborativi?
L’introduzione di sistemi digitali implica necessariamente l’ammodernamento e la revisione di tutti gli ambienti collaborativi. Finora si è solo provveduto ad eseguire degli interventi conservativi delle strutture ereditate.
Con il Piano Nazionale Scuola Digitale, è necessario includere una riconfigurazione funzionale degli ambienti per l’apprendimento, in modo che questi siano sostenibili, abbiano una visione collaborativa e progettualità aperta di scuola. In cui didattica e progettualità possano avvenire ovunque, in cui spazi comuni e ambienti collaborativi giocano un ruolo centrale.
A questo si deve accostare un potenziamento e modernizzazione dei laboratori scolastici, in modo da renderli associati all’innovazione e alla creatività digitale, questo per quanto riguarda la scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado. Per le scuole superiori invece è importante aggiornare la dimensione professionalizzante e caratterizzante in chiave digitale.
Lezione 20
07. Spiega sinteticamente che cosa si intende per "vita digitale della scuola".
La vita digitale della scuola, passa da una migliore gestione dell’organizzazione scolastica, e dal rafforzamento di servizi digitali innovativi che la scuola offre al territorio, alle famiglie, agli studenti, al proprio personale, o anche dalla maggiore collaborazione con altre scuole.
La società in generale e il mondo del lavoro richiedono sempre maggiori competenze trasversali come il problem solving, il pensiero laterale e la capacità di apprendere. Le sfide che la Rete pone al nostro tempo sono caratterizzate dalla creatività digitale e dalla valorizzazione della produzione e distribuzione di conoscenza.
La scuola è al centro di questa sfida e ha l’arduo compito di mediare tra qualità dei materiali didattici e promozione della produzione collaborativa e della condivisione dei contenuti.
08. In che modo è coinvolto il personale della scuola nel Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)?
Nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale, viene coinvolto inevitabilmente anche il personale della scuola che deve possedere tutti gli strumenti necessari per vivere l’innovazione e non subirla.
Il processo parte certamente dalla formazione dei docenti che deve essere centrata sull’innovazione didattica, tenendo conto delle tecnologie digitali quali sostegno per la realizzazione dei nuovi percorsi educativi e la progettazione operativa di attività. Questa azione deve necessariamente coinvolgere i docenti di ogni ordine e grado.
Qui giocano un ruolo fondamentale i dirigenti scolastici che stimolano il resto del personale, docente e non docente, attraverso azioni inclusive offrendo gli elementi necessari, dando anche una dimensione internazionale, per dare al personale della scuola la possibilità di tenersi costantemente allineato alle migliori esperienze nel mondo.
Lezione 22
07. Illustra sinteticamente le tematiche prese in esame dall'indagine: "La digitalizzazione dei processi della scuola".
All’indagine su La digitalizzazione dei processi della scuola, hanno partecipato 630 scuole. Le tematiche analizzate sono state: prerequisiti alla digitalizzazione, sito web e livello di digitalizzazione dei processi organizzativi e gestionali.
In riferimento ai prerequisiti alla digitalizzazione e in merito alla connessione internet, è emerso che il 55% utilizza DSL, il 29% la fibra ottica o altra connessione fissa via cavo, il 21% connessione tramite operatore wireless.
La firma digitale viene utilizzata dal dirigente scolastico per 97%, per il 76% il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, per il 5% il Personale di segreteria, per il 2% il Corpo insegnante.
Per quanto riguarda il sito web è emerso che il 65% viene gestito da una risorsa interna alla scuola e che il 76% delle scuole ha confermato che è presente un’area riservata alla quale si accede tramite autenticazione, mentre il 93% dice che è presente un’area riservata con accesso consentito solo ai docenti.
08. Illustra, attraverso le percentuali, i risultati dell'Indagine.
In riferimento ai prerequisiti
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