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PATOLOGIA GENERALE

LEZIONE 4

04. Qual è la differenza tra le manifestazioni patologiche (fenomeno morboso, processo

morboso, malattia)?

Le manifestazioni patologiche sono delle deviazioni dello stato di salute, di diversa intensità e

gravità.

Il fenomeno morboso, la più semplice deviazione dallo stato di normalità di carattere morfologico,

biochimico o funzionale di un tessuto o di un organo, non necessariamente provoca la comparsa di

l’abrasione dell’epidermide, l’arrossamento o il pallore della cute.

sintomatologia, sono esempi

morboso, è l’associazione di più fenomeni morbosi. Un esempio è l’infiammazione.

Il processo

morboso, è una ben definita manifestazione patologica, spesso ininfluente sull’intero

Lo stato

organismo e può portare a fenomeni di adattamento ma può rendere l’organismo più sensibile alla

comparsa di ulteriori manifestazioni patologiche.

La malattia, rappresenta il più alto livello di manifestazioni patologiche, e si manifesta con

alterazione anatomica e/o funzionale di uno o più organi, indica la perturbazione dello stato

omeostatico. La malattia può evolvere verso tre eventi: la guarigione (neutralizzazione o

eliminazione dell’agente patogeno), la cronicizzazione (diverso rapporto tra agente patogeno e

insufficiente da parte dell’organismo nei confronti dell’agente

organismo) e la morte (reazione

patogeno).

05. Quali fenomeni può provocare la malattia?

la malattia può evolvere verso tre eventi:

neutralizzazione o eliminazione dell’agente patogeno

-guarigione:

-cronicizzazione: diverso rapporto tra agente patogeno e organismo

reazione insufficiente da parte dell’organismo nei confronti dell’agente patogeno

-morte:

06. Che cosa si intende con il termine eziologia?

Il termine eziologia, dal greco aita = causa e logos = parola, sta ad indicare la conoscenza delle

cause che portano ad un evento patologico. L’eziologia è infatti la disciplina che studia le cause

che provocano un turbamento persistente dell’omeostasi dell’organismo. Una causa di malattia si

caratterizza per essere: unica, specifica, sufficiente ed indispensabile.

Le cause possono essere suddivise in esogene (derivanti dall’ambiente) o endogene (originanti

dall’organismo) e possono essere di diversa natura: chimica, fisica e biologica.

07. Qual è la differenza tra "stare bene" e "sentirsi bene"?

08. Cosa si intende con il concetto di adattamento?

Il concetto di omeostasi porta necessariamente a quello dell’adattamento che è il processo con il

quale l’organismo mantiene un proprio equilibrio in relazione alle caratteristiche e ai cambiamenti

ambientali. Una perturbazione più significativa delle condizioni omeostatiche porta alla

ristabilizzazione delle condizioni omeostatiche con maggiore lentezza e l’organismo mette in atto

una serie di reazioni per contrastare l’azione dell’agente perturbante. Uno stimolo di grande entità

porta a risposte abnormi con conseguente comparsa della malattia che costituisce una deviazione

del sistema dalla normalità; la guarigione si ottiene quando viene neutralizzato l’agente patogeno

con ripristino della condizione omeostatica di partenza.

09. Che differenza c'è tra "sintomo" e "segno"?

Un sintomo viene considerato come una sensazione soggettiva di un qualche disturbo o malattia

che altera la normale sensazione di sé e del proprio corpo. Si tratta quindi di una manifestazione

avvertita soggettivamente e per questo non misurabile. I segni invece rappresentano gli elementi

obiettivi rilevati dal medico all’esame del paziente stesso. Si parla quindi di sintomo come un

qualche cosa di soggettivo, percepito dal paziente attraverso l’uso dei sensi, e di segno come

un’anormalità oggettivamente interpretata dal medico quale indice di malattia.

10. Che cosa si intende con il concetto di omeostasi?

L’omeostasi rappresenta la capacità di autoregolazione di tutti gli organismi viventi, necessaria per

mantenere costante l’equilibrio tra l’ambiente interno e l’ambiente esterno anche in condizioni di

variabilità di quest’ultimo. Il corretto funzionamento delle cellule e di conseguenza di tutti i tessuti,

organi e apparati dell’organismo dipende dal mantenimento di determinate condizioni quali

temperatura, concentrazione idrogenionica, volume idrico, pressione parziale dell’ ossigeno e la

concentrazione dello ione calcio ed altre ancora.

L’omeostasi è, dunque, l’insieme dei meccanismi che l’organismo utilizza per mantenere costante

la sua composizione in risposta a cambiamenti dovuti a stimoli interni ed esterni che tendono a far

variare l’equilibrio.

11. Quali sono i principali fattori di rischio?

Oltre alla causa che porta ad una determinata malattia, esiste anche il fattore di rischio che è una

condizione associabile ad una malattia che può favorirne lo sviluppo o accelerare il decorso; a

differenza delle cause, i fattori di rischio non sono unici, specifici e indispensabili. Il rischio può

essere definito come “la possibilità che si verifichi una perdita, un danno o un’ingiuria grave”

I concetti della definizione includono: la probabilità di un evento e la severità di un evento. Ad

esempio: bassa probabilità di un danno severo richiede una priorità di attenzione media

alta probabilità di un danno severo richiede la massima attenzione

12. Che cosa si intende con il termine patogenesi?

Il termine patogenesi deriva dal greco pathos = sofferenza/malattia e genesis = origine, (origine

della malattia) rappresenta lo studio dei meccanismi con i quali gli agenti eziologici causano,

direttamente o indirettamente, un’alterazione dello stato fisiologico dell’organismo interessato che

porta allo stabilirsi e lo svilupparsi di una malattia.

La conoscenza dei meccanismi patogenetici dovuti ad un determinato agente eziologico è

fondamentale, in quanto, nel caso in cui non si riesca ad intervenire direttamente sull’agente

eziologico, si può interferire sul meccanismo patogenetico.

13. Qual è il ruolo principale della patologia generale?

Lo studio della Patologia è suddiviso in due branche: generale e speciale

La patologia generale è la disciplina che studia le cause (eziologia) e l’origine (patogenesi) di una

malattia nonché i meccanismi con cui l’organismo reagisce a qualsiasi insulto che può portare ad

alterazione o distruzione della sua integrità anatomica e funzionale e, nel caso in cui non vi sia una

corretta risposta da parte dell’organismo, la patologia generale si occupa dei meccanismi e delle

eventuali cause che portano alla persistenza dell’evento patologico o la scomparsa delle cellule

la morte dell’organismo.

danneggiate, o

14. Cosa si intende descrivere con il termine "malattia"?

Rappresenta il più alto livello di manifestazioni patologiche. Si manifesta con alterazione

anatomica e/o funzionale di uno o più organi, indica la perturbazione dello stato omeostatico, la

guarigione: neutralizzazione o eliminazione dell’agente

malattia può evolvere verso tre eventi: la

patogeno, la cronicizzazione: diverso rapporto tra agente patogeno e organismo e la morte:

reazione insufficiente da parte dell’organismo nei confronti dell’agente patogeno

15. Cosa si intende per fattore di rischio estrinseci?

I fattori di rischio estrinseci vengono detti anche esogeni e non sono proprie dell’individuo ma

dovuti a fattori esterni o indotti e sono modificabili. Sono ad esempio:

Ambiente: inquinamento fisico dell’acqua, chimico dell’aria e biologico del suolo

Alimentazione: l’abuso di cibo causa obesità, diabete mentre l’abuso di alcol porta alla cirrosi

epatica

Clima: le basse temperature favoriscono malattie reumatiche

Altri fattori di rischio estrinseci sono la fatica, le abitudini errate, il lavoro, etc.

16. Qual è la classificazione dei fattori di rischio intrinseci?

I fattori di rischio intrinseci, chiamati anche endogeni, sono legati all’individuo e non sono

modificabili. Sono ad esempio:

Età: diverse malattie si presentano in particolari periodi della vita, un esempio sono le malattie

come il morbillo e la scarlattina che sono tipiche nella seconda infanzia.

Razza: la gotta e l’iperuricemia sono tipiche negli ebrei, i bianchi sono resistenti alla tubercolosi

mentre gli arabi al tifo.

Sesso: le donne hanno più probabilità di contrarre un’infezione urinaria rispetto agli uomini

Altri fattori intrinseci sono la specie, la costituzione individuale e le malattie pregresse.

17. Come si suddivide lo studio della patologia speciale?

Lo studio della Patologia è suddiviso in due branche: generale e speciale

La patologia speciale è lo studio delle singole malattie che riguardano organi o sistemi specifici

dell’organismo. La patologia speciale, a sua volta, si suddivide in due macroaree: Patologia

Speciale Medica e Patologia Speciale Chirurgica.

18. Qual è la differenza tra "causa" e "fattore di rischio"?

una causa è un atto o un evento o uno stato di natura che inizia o permette una sequenza di eventi

In base agli effetti indotti sull’organismo, le cause possono essere:

che evolvono in un effetto.

-determinanti, quando da sole sono direttamente responsabili della comparsa delle manifestazioni

patologiche cioè riescono a produrre una netta relazione con gli effetti

quando facilitano l’azione di altre cause anche se sono incapaci di provocare l’effetto

-coadiuvanti,

da sole.

Un fattore di rischio invece è una condizione associabile ad una malattia che può favorirne lo

sviluppo o accelerare il decorso; a differenza delle cause, i fattori di rischio non sono unici, specifici

e indispensabili.

19. Le cause di una manifestazione patologica come possono essere suddivise?

Le manifestazioni patologiche sono delle deviazioni dello stato di salute, di diversa intensità e

gravità e sono:

-Fenomeno morboso, la più semplice deviazione dallo stato di normalità di carattere morfologico,

biochimico o funzionale di un tessuto o di un organo, non necessariamente provoca la comparsa di

sintomatologia. Esempi sono l’abrasione dell’epidermide, l’arrossamento o il pallore della cute.

morboso, è l’associazione di più fenomeni morbosi. Un esempio è l’infiammazione.

-Processo

morboso, è una ben definita manifestazione patologica, spesso ininfluente sull’intero

-Stato

organismo e può portare a fenomeni di adattamento ma può rendere l’organismo più sensibile alla

comparsa di ulteriori manifestazioni patologiche.

-Malattia, rappresenta il alto livello di manifestazioni patologiche. Si manifesta con alterazione

anatomica e/o funzionale di uno o più organi, indica la perturbazione dello stato omeostatico, la

o eliminazione dell’agente

malattia può evolvere verso tre eventi: guarigione: neutralizzazione

patogeno, cronicizzazione: diverso rapporto tra agente patogeno e organismo e la morte: reazione

insufficiente da parte dell’organismo nei confronti dell’agente patogeno

20. Quali sono i criteri di classificazioni delle malattie?

Le malattie vengono solitamente classificate in base a diversi criteri:

➢ Criteri eziologici: in base alle cause della malattia che possono essere intrinseche

all’organismo genetiche) o estrinseche all’organismo (malattie

(malattie infettive)

➢ Classificazione topografica: ovvero in base agli organi interessati

➢ Classificazione funzionale: in base alle alterazioni funzionali che determina

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Ipsaro Passione Sara.
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