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Domande aperte Motivazione e benessere personale

All’interno del modello del cambiamento, vi è la fase di determinazione. In cosa consiste: Nella

fase di determinazione si pianifica ciò che è necessario per far sì che avvenga il cambiamento,

tramite liste, organizzando e decidendo il da farsi e individuando le strategie migliori.

Come sviluppare autoefficacia: la percezione di auto-efficacia si acquisisce attraverso: esperienza

diretta, persuasione verbale, esperienza vicaria. Nell’esperienza diretta il soggetto sperimenta di

essere in grado di agire sull’ambiente. Fa esperienza di autoefficacia direttamente, si scopre

capace di agire e modificare il contesto di riferimento. Per quanto riguarda la persuasione verbale

la persona viene convinta da altri di essere in grado di agire in maniera efficace sull’ambiente,

tuttavia tale convinzione decade se, una volta messa in atto il comportamento, il soggetto si rende

conto di non essere effettivamente in grado di agire efficacemente. In fine, nella persuasione

vicaria, la persona si convince di essere in grado di agire efficacemente sull’ambiente attraverso

l’osservazione del comportamento altrui; più il modello è percepito come simile dalla persona in

questione, più l’esperienza vicaria sarà in grado di sviluppare auto efficacia.

Con quale finalità si utilizza il modello del cambiamento all’interno della cornice della

motivazione: quando parliamo di motivazione, parliamo sempre di cambiamento. Che si tratti di

motivare noi stessi o gli latri., stiamo chiedendo di passare da un stato “A” ad uno stato “B”,

chiediamo dunque che vi sia cambiamento.

Cos’è la motivazione? La motivazione è un insieme strutturato di esperienze soggettive che spiega

l’inizio, il verso, l’intensità e la persistenza di un determinato comportamento. La motivazione in

quanto fatto soggettivo può tradursi in comportamenti, atteggiamenti, intenzioni, credenze e

obiettivi.

Cosa significa motivare efficacemente? Quali fattori devono essere presi in considerazione? La

consapevolezza di noi stessi è la base per poter motivare gli altri. Conoscere chi abbiamo davanti è

l’unico reale modo per essere efficaci. Se non tengo presente la cornice di riferimento, il contesto

culturale, ma anche il luogo in cui mi trovo, come posso pensare di riuscire a motivare

efficacemente? Inoltre non bisogna trascurare il tempo in quanto la difficoltà consiste nel tempo

richiesto. L’apprendere tecniche richiede tempo, siamo nell’ordine delle idee del “tutto e subito”,

ma queste tecniche”, senza una buona base, sono fragili. Il percorso di consapevolezza richiede più

tempo. È un percorso lungo e faticoso, ma l’unico possibile per crescere personalmente ed essere

realmente capaci di motivare le persone.

Descrivere almeno due dimensioni della flow experience e giustificare a scelta: delle 9

dimensioni che caratterizzano il flow, ho preferito soffermarmi soprattutto sulla dimensione delle

mete chiare poichè obiettivi chiari e specifici sono alla base dell’esperienza del flow e permettono

un’immersione totale nel compito, l’altra dimensione per me fondamentale è la concentrazione

sul compito in cui l’atleta si sofferma soprattutto sul “qui ed ora” aumentando l’attenzione.

Descrivere una tecnica di motivazione a scelta: la tecnica di gol setting prevede la capacità di

definire i propri obiettivi in maniera chiara e funzionale al proprio percorso sportivo. Sapersi dare

degli obiettivi è uno dei metodi più efficaci per ottenere risultati, crescere e cambiare.

E’ possibile definire a priori una tecnica di motivazione più efficace di un’altra? Perché? Ogni

persona ha il proprio modo di motivarsi. Flessibilità, dinamicità e creatività sono gli ingredienti

segreti per saper motivare efficacemente.

Emozioni positive e benessere: Salovey ha dimostrato come le emozioni abbiano una forte

incidenza sul benessere delle persone. In particolare, le emozioni positive concorrono al

potenziamento del sistema immunitario e aiutano a mettere in atto comportamenti sani ed adatti.

I differenti stili di leadership: esistono quattro diversi stili di leadership. Stile dittatoriale ed

autocratico , questi leader prendono le decisioni in maniera indipendente ma capita, a volte, che

possono anche prestare ascolto al gruppo. Stile delegativo, questi hanno la tendenza a delegare i

propri compiti ad altri membri del gruppo, osservando quanto avviene e riducendo al minimo i

propri interventi. Stile confidenziale, in questo caso i leader si limitano a poche indicazioni,

lasciando spazio all’intervento dei singoli membri del gruppo. Stile democratico, in questo ultimo

caso, il leader e i membri del gruppo hanno la stessa importanza nel processo di presa di

decisione.

I principali problemi motivazionali e le relative ipotesi per risolverli: tra i tipici problemi

motivazionali è possibile trovare: l’atleta che non ha intenzione di motivarsi: - bisognerebbe

valutare le paure e tutti i meccanismi di difesa che gli impediscono di realizzare l’obiettivo. –

l’atleta che evita la competizione: bisogna lavorare sulle emozioni negative e sulla scarsa

autoefficacia. – l’atleta che affronta la gara solo se avrà una ricompensa: bisogna indagare sugli

obiettivi e sui valori di riferimento. – la persona che si allena con impegno solo in prossimità della

gara: bisogna lavorare sull’autodeterminazione e sulle emozioni positive. – la motivazione che non

è costante: bisogna valutare l’autoregolazione e far riflettere l’atleta sulla propria motivazione. –

l’atleta che non riesce a smettere di allenarsi: bisogna lavorare sul significato della propria

passione e sul rapporto che si ha con essa.

I principali sistemi della comunicazione non verbale: ad oggi è ampiamente riconosciuto che i

sistemi non verbali interagiscono tra di loro per il raggiungimento di uno scopo comunicativo

comune. I sistemi non verbali hanno due ruoli principali nella comunicazione intesa in senso

globale: di creazione del contenuto comunicativo in coordinazione con il sistema verbale; di

manifestazione del vissuto interno degli individui.

I quattro passaggi della comunicazione efficace: possiamo identificare quattro passaggi necessari

su cui porre l’attenzione per costruire una comunicazione efficace: - quello che voglio dire, ho

chiaro quale obiettivo raggiungere? Ho accuratamente scelto le modalità? Ed il contenuto

verbale? ; - come lo dico, espressioni verbali, espressioni non verbali, efficacia; - ciò che arriva non

basta costruire efficacemente il messaggio, dobbiamo anche tenere conto dei destinatari della

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Motivazione e benessere personale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Vagli Matteo.
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