1. Obiettivi clinici e prestazionali della Medicina dello Sport
La medicina dello sport è una branca della medicina che studia gli effetti dell’attività fisica
sull’organismo sano e patologico. Dal punto di vista clinico ha l’obiettivo di tutelare la salute
dell’atleta attraverso la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie correlate
alla pratica sportiva, nonché mediante la valutazione dell’idoneità alla pratica sportiva. Dal
punto di vista prestazionale, mira a ottimizzare la performance attraverso lo studio delle
risposte fisiologiche all’esercizio, la programmazione dell’allenamento e la prevenzione degli
infortuni.
2. Obiettivi preventivi e sociali della Medicina dello Sport
La medicina dello sport svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione primaria e
secondaria delle malattie croniche attraverso la promozione dell’attività fisica come
strumento terapeutico e preventivo. Dal punto di vista sociale, favorisce la diffusione di stili
di vita attivi, contribuendo alla riduzione della sedentarietà e delle patologie ad essa
correlate. Inoltre promuove l’inclusione sociale, il benessere psicofisico e il miglioramento
della qualità della vita della popolazione.
3. Differenza tra attività agonistica e non agonistica
L’attività sportiva agonistica è caratterizzata dalla partecipazione a competizioni ufficiali
organizzate da federazioni o enti riconosciuti e richiede il rilascio di un certificato di idoneità
agonistica dopo una valutazione medico-sportiva approfondita. L’attività sportiva non
agonistica, invece, viene praticata a scopo ricreativo o di benessere e richiede una
certificazione medica meno complessa, finalizzata principalmente alla valutazione dello
stato generale di salute.
4. Classificazione degli sport secondo Mitchell
La classificazione degli sport secondo Mitchell si basa sull’impegno cardiovascolare richiesto
dall’attività fisica e considera due componenti principali: la componente dinamica e quella
statica. La componente dinamica è associata all’attività aerobica e all’aumento del consumo
di ossigeno, mentre la componente statica è legata allo sviluppo di forza muscolare e
all’incremento della pressione arteriosa. Gli sport vengono quindi classificati in base a livelli
bassi, moderati o elevati di entrambe le componenti, generando una matrice utile per la
valutazione del rischio cardiovascolare negli atleti.
5. Test strumentali obbligatori e integrativi della visita medico-sportiva agonistica
La visita medico-sportiva agonistica prevede una valutazione clinica completa
comprendente anamnesi, esame obiettivo, elettrocardiogramma a riposo ed
elettrocardiogramma sotto sforzo, spirometria ed esame delle urine. In presenza di
specifiche indicazioni cliniche o per particolari discipline sportive possono essere richiesti
esami integrativi, quali ecocardiogramma, test cardiopolmonare da sforzo, esami
ematochimici o consulenze specialistiche.
6. Prevenzione secondaria
La prevenzione secondaria consiste nell’identificazione precoce di una patologia già
presente ma ancora in fase iniziale o asintomatica, con l’obiettivo di intervenire
tempestivamente per limitarne la progressione e ridurre le complicanze. In ambito sportivo
si realizza principalmente attraverso programmi di screening e controlli medico-sportivi
periodici.
7. Prevenzione primaria
La prevenzione primaria comprende tutte le strategie finalizzate a ridurre l’incidenza delle
malattie intervenendo sui fattori di rischio prima che la patologia si sviluppi. Nel contesto
della medicina dello sport include la promozione dell’attività fisica regolare, l’educazione a
corretti stili di vita, una dieta equilibrata e programmi di allenamento adeguati alle
caratteristiche individuali.
8. Controindicazioni assolute all’attività fisica
Le controindicazioni assolute all’attività fisica comprendono condizioni cliniche in cui
l’esercizio può rappresentare un rischio significativo per la salute del soggetto. Tra queste vi
sono infarto miocardico recente, aritmie cardiache gravi non controllate, stenosi aortica
severa, insufficienza cardiaca scompensata, miocardite o pericardite acuta, embolia
polmonare acuta e infezioni sistemiche con febbre.
9. Sindrome da Overtraining (OTS)
La sindrome da overtraining è una condizione caratterizzata da un disequilibrio tra carico di
allenamento e recupero, che porta a un calo persistente della performance sportiva. È
associata a sintomi quali affaticamento cronico, alterazioni del sonno, riduzione della
capacità di recupero, disturbi dell’umore e modificazioni dei parametri endocrini e
immunologici.
10. Perché l’attività fisica può essere considerata un farmaco
L’attività fisica può essere considerata un vero e proprio “farmaco” in quanto produce effetti
terapeutici e preventivi documentati su numerose patologie croniche, tra cui malattie
cardiovascolari, diabete, obesità e disturbi metabolici. Come un farmaco, deve essere
prescritta secondo parametri specifici di frequenza, intensità, durata e tipologia di esercizio,
adattati alle caratteristiche e alle condizioni cliniche del soggetto.
11. Descrivi quali sistemi corporei e in che modo interagiscono durante l’attività fisica
Durante l’attività fisica diversi sistemi dell’organismo interagiscono in modo coordinato per
garantire la produzione di energia e il mantenimento dell’omeostasi. Il sistema muscolare è
responsabile della contrazione e della produzione del movimento. Il sistema cardiovascolare
aumenta la gittata cardiaca e redistribuisce il flusso sanguigno verso i muscoli attivi per
fornire ossigeno e nutrienti. Il sistema respiratorio incrementa la ventilazione per favorire
gli scambi gassosi e l’eliminazione dell’anidride carbonica. Il sistema nervoso coordina e
regola l’attività motoria, mentre il sistema endocrino modula le risposte metaboliche
attraverso la secrezione di ormoni che regolano la disponibilità energetica.
12. Quali e quanti sono gli obiettivi della fisiologia dell’esercizio
La fisiologia dell’esercizio ha tre principali obiettivi. Il primo consiste nello studiare le
risposte acute dell’organismo all’attività fisica. Il secondo riguarda l’analisi degli adattamenti
cronici indotti dall’allenamento sui diversi sistemi dell’organismo. Il terzo obiettivo è
l’applicazione di tali conoscenze per migliorare la performance sportiva e promuovere la
salute, attraverso la programmazione di allenamenti efficaci e sicuri.
13. Meccanismi di regolazione delle risposte cardiovascolari
Le risposte cardiovascolari all’esercizio sono regolate da diversi meccanismi integrati. Il
sistema nervoso autonomo svolge un ruolo fondamentale attraverso l’aumento dell’attività
simpatica e la riduzione di quella parasimpatica, determinando incremento della frequenza
cardiaca e della contrattilità miocardica. Il meccanismo di Frank-Starling contribuisce
all’aumento della gittata sistolica grazie all’incremento del ritorno venoso. Inoltre, fattori
locali come l’accumulo di metaboliti nei muscoli attivi inducono vasodilatazione periferica,
mentre la regolazione ormonale, mediata principalmente da catecolamine, contribuisce ad
amplificare la risposta cardiovascolare.
14. Risposte acute del sistema cardiovascolare all’attività fisica
Durante l’esercizio fisico si verificano importanti modificazioni cardiovascolari finalizzate a
soddisfare l’aumentata richiesta metabolica dei muscoli. Si osserva un incremento della
frequenza cardiaca e della gittata sistolica, che determina un aumento della gittata cardiaca.
Il flusso sanguigno viene redistribuito verso i muscoli attivi attraverso vasodilatazione locale,
mentre diminuisce nei distretti meno coinvolti. La pressione arteriosa sistolica aumenta
progressivamente con l’intensità dello sforzo, mentre la pressione diastolica tende a
rimanere stabile o a diminuire leggermente.
15. Elenca e descrivi i volumi polmonari
I volumi polmonari rappresentano le diverse quantità di aria che possono essere mobilizzate
durante il ciclo respiratorio. Il volume corrente corrisponde alla quantità di aria inspirata ed
espirata durante una respirazione normale. Il volume di riserva inspiratoria rappresenta la
quantità di aria che può essere inspirata oltre una normale inspirazione. Il volume di riserva
espiratoria è la quantità di aria che può essere espirata dopo una espirazione normale. Il
volume residuo è la quantità di aria che rimane nei polmoni dopo un’espirazione massimale
e non può essere eliminata.
16. Cambiamenti ventilatori durante l’esercizio di diversa intensità
Durante l’attività fisica la ventilazione polmonare aumenta per soddisfare il maggiore
fabbisogno di ossigeno e per eliminare l’anidride carbonica prodotta dal metabolismo
muscolare. Nelle fasi iniziali dell’esercizio l’aumento della ventilazione è principalmente
dovuto all’incremento del volume corrente. Con l’aumentare dell’intensità dello sforzo
aumenta anche la frequenza respiratoria. A intensità elevate si osserva un ulteriore
incremento della ventilazione legato all’accumulo di lattato e alla conseguente acidosi
metabolica.
17. Definisci il VO₂max e i fattori che lo influenzano
Esso rappresenta la massima quantità di ossigeno che l’organismo è in grado di captare,
trasportare e utilizzare durante un esercizio fisico di intensità massimale. È considerato uno
dei principali indicatori della capacità aerobica e della performance negli sport di endurance.
È influenzato da diversi fattori, tra cui la funzionalità cardiovascolare e respiratoria, la massa
muscolare attiva, il livello di allenamento, l’età, il sesso e la predisposizione genetica.
18. Spiega il crossover energetico
Il crossover energetico descrive il progressivo cambiamento nella fonte energetica utilizzata
dall’organismo durante l’esercizio fisico. A basse intensità il metabolismo energetico utilizza
prevalentemente i lipidi come substrato energetico. Con l’aumentare dell’intensità dello
sforzo cresce progressivamente l’utilizzo dei carboidrati, che diventano la principale fonte di
energia durante esercizi ad alta intensità a causa della loro maggiore velocità di produzione
di ATP.
19. Asse ipotalamo-ipofisi-surrene e sua funzione
L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene rappresenta uno dei principali sistemi di risposta allo stress
dell’organismo. In risposta a stimoli stressanti, l’ipotalamo rilascia il CRH (ormone di rilascio
della corticotropina), che stimola l’ipofisi anteriore a secernere ACTH. Quest’ultimo agisce
sulla corteccia surrenale inducendo la produzione di cortisolo. Il cortisolo svolge un ruolo
fondamentale nel metabolismo energetico, favorendo la mobilizzazione dei substrati
energetici e contribuendo all’adattamento dell’organismo allo stress fisico dell’esercizio.
20. Descrivi le principali classi di ormoni
Gli ormoni possono essere classificati in tre principali categorie in base alla loro struttura
chimica. Gli ormoni peptidici o proteici, costituiti da catene di aminoacidi, come l’insulina e
il glucagone. Gli ormoni steroidei, derivati dal colesterolo e caratterizzati da natura
liposolubile, come il testosterone e il cortisolo. Gli ormoni amminici, derivati da aminoacidi
come tirosina o triptofano, tra cui adrenalina, noradrenalina e ormoni tiroidei. Queste
molecole svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dei processi metabolici e
fisiologici dell’organismo.
21. Descrivi i principali adattamenti neuroplastici dovuti all’allenamento
L’allenamento fisico induce importanti adattamenti a livello del sistema nervoso centrale e
periferico. Tra i principali adattamenti neuroplastici si osservano un miglioramento della
coordinazione motoria, una maggiore efficienza nella trasmissione degli impulsi nervosi e un
aumento della sincronizzazione delle unità motorie. Inoltre si verifica una migliore capacità
di reclutamento delle fibre muscolari e un perfezionamento dei pattern motori, che
contribuiscono al miglioramento della performance e alla riduzione del rischio di infortuni.
22. Elenca e descrivi le fibre muscolari
Le fibre muscolari scheletriche possono essere classificate principalmente in tre tipologie.
Le fibre di tipo I, dette anche lente o ossidative, sono caratterizzate da elevata resistenza
alla fatica, metabolismo aerobico predominante e alta densità mitocondriale; sono tipiche
degli sport di endurance. Le fibre di tipo IIa presentano caratteristiche intermedie, con
capacità sia aerobiche sia anaerobiche e buona resistenza alla fatica. Le fibre di tipo IIx (o
IIb) sono fibre rapide glicolitiche, caratterizzate da elevata capacità di produzione di forza e
potenza ma minore resistenza alla fatica.
23. Descrivi cosa si intende per Heat Illness Continuum
L’Heat Illness Continuum descrive lo spettro delle condizioni patologiche correlate
all’esposizione al calore durante l’attività fisica. Questo continuum comprende forme
progressive di stress termico che vanno dai crampi da calore all’esaurimento da calore fino
al colpo di calore. Quest’ultimo rappresenta la condizione più grave ed è caratterizzato da
un marcato aumento della temperatura corporea associato a disfunzioni neurologiche e
rischio di danno multiorgano.
24. Identifica e spiega i principali adattamenti dell’acclimatazione al caldo
L’acclimatazione al caldo consiste in una serie di adattamenti fisiologici che migliorano la
capacità dell’organismo di tollerare l’esercizio in ambienti caldi. Tra i principali adattamenti
si osservano un aumento della sudorazione e della capacità di dissipare il calore, una
riduzione della frequenza cardiaca durante lo sforzo, una maggiore stabilità della
temperatura corporea e una migliore conservazione degli elettroliti grazie alla riduzione
della concentrazione di sodio nel sudore.
25. Elenca e descrivi i test di potenza
I test di potenza sono utilizzati per valutare la capacità di generare forza in tempi brevi. Tra
i più utilizzati vi sono il test di Wingate, eseguito su cicloergometro per valutare la potenza
anaerobica, il salto verticale (come il countermovement jump), utilizzato per misurare la
potenza degli arti inferiori, e il test di Margaria-Kalamen, che valuta la potenza muscolare
durante la salita di una breve rampa di scale.
26. Cosa si intende per soglia anaerobica e come si misura
La soglia anaerobica rappresenta l’intensità di esercizio alla quale la produzione di lattato
nei muscoli supera la capacità dell’organismo di smaltirlo, determinando un rapido aumento
della concentrazione di lattato nel sangue. Essa rappresenta un importante indicatore della
capacità di resistenza dell’atleta. Può essere determinata attraverso test incrementali con
misurazione del lattato ematico oppure mediante test cardiopolmonare con analisi dei gas
respiratori.
27. Cosa dicono le linee guida ESC e in cosa differiscono da quelle ACSM
Le linee guida della European Society of Cardiology (ESC) si concentrano principalmente sulla
valutazione cardiovascolare degli atleti e sulla prevenzione della morte cardiaca improvvisa
durante l’attività sportiva. Le linee guida dell’American College of Sports Medicine (ACSM)
sono invece orientate alla prescrizione dell’esercizio fisico per la promozione della salute e
la prevenzione delle malattie croniche nella popolazione generale.
28. Elenca e descrivi i fattori cardiovascolari modificabili
I principali fattori di rischio cardiovascolare modificabili includono il fumo di sigaretta, la
sedentarietà, l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia, l’obesità, il diabete mellito e
un’alimentazione non equilibrata. La modifica di questi fattori attraverso interventi sullo
stile di vita, tra cui attività fisica regolare e dieta sana, rappresenta una strategia
fondamentale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.
29. Elenca e descrivi le principali precauzioni durante l’allenamento nei soggetti ipertesi
Nei soggetti affetti da ipertensione arteriosa è consigliato privilegiare attività aerobiche di
intensità moderata come camminata, ciclismo o nuoto. È importante evitare sforzi
massimali e esercizi isometrici intensi che possono determinare aumenti marcati della
pressione arteriosa. Inoltre è necessario monitorare regolarmente la pressione, effettuare
un adeguato riscaldamento e defaticamento e seguire le indicazioni del medico.
30. Descrivi i meccanismi fisiopatologici dell’ipertensione
L’ipertensione arteriosa è una condizione multifattoriale caratterizzata da un aumento
persistente della pressione sanguigna. I principali meccanismi fisiopatologici includono
l’aumento delle resistenze vascolari periferiche, l’iperattività del sistema nervoso simpatico,
le alterazioni del sistema renina-angiotensina-aldosterone e la disfunzione endoteliale.
Questi fattori determinano un sovraccarico del sistema cardiovascolare e aumentano il
rischio di eventi cardiovascolari come infarto e ictus.
31. Cosa si intende per ipoglicemia e quali sono le sue conseguenze
L’ipoglicemia è una condizione caratterizzata da una concentrazione di glucosio nel sangue
inferiore ai valori fisiologici, generalmente inferiore a circa 70 mg/dl. Può verificarsi in
seguito a esercizio fisico prolungato, digiuno o in soggetti affetti da diabete in trattamento
farmacologico. Le principali conseguenze includono sintomi neurovegetativi come tremori,
sudorazione, tachicardia e fame intensa, oltre a sintomi neuroglicopenici quali confusione,
debolezza, difficoltà di concentrazione e, nei casi più gravi, perdita di coscien
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