DOMANDE E RISPOSTE: ALIMENTAZIONE IN ETA PEDIATRICA
1) Nutrizione del bambino sportivo
La nutrizione del bambino sportivo deve garantire crescita, sviluppo e
performance, tenendo conto che il bambino non è un “piccolo adulto”, ma ha
esigenze metaboliche specifiche.
Dal punto di vista energetico, il bambino attivo ha un fabbisogno maggiore
rispetto all’adulto, anche fino al 30% in più per kg di peso corporeo. Questo è
dovuto a:
maggiore metabolismo basale,
maggior frequenza di movimento,
differenze biomeccaniche,
necessità energetiche per la crescita e la sintesi dei tessuti.
L’attività fisica contribuisce positivamente a:
sviluppo motorio e psicofisico,
corretta mineralizzazione ossea,
prevenzione di obesità, sarcopenia e sindrome metabolica.
Macronutrienti
Carboidrati (3–10 g/kg/die): fondamentali perché il bambino ha scorte di
glicogeno ridotte rispetto all’adulto. È importante reintegrarli dopo l’attività
fisica.
Proteine (1,2–2 g/kg/die): necessarie per crescita e riparazione muscolare. Il
fabbisogno per kg è più elevato, ma spesso è già soddisfatto con la dieta.
Lipidi (20–35% energia): il bambino utilizza relativamente più grassi durante
l’esercizio rispetto all’adulto, ma non è necessario aumentarne l’assunzione.
Micronutrienti
Particolare attenzione a:
Calcio → per la crescita ossea,
Ferro → rischio di carenza soprattutto nelle adolescenti,
Vitamina D, zinco, magnesio, vitamine B-C-E, selenio,
Omega-3 (DHA) → importanti per funzione muscolare e modulazione
dell’infiammazione.
Idratazione e termoregolazione
Il bambino è più vulnerabile alla disidratazione, perché:
suda meno efficientemente,
ha maggiore aumento della temperatura corporea.
È importante bere regolarmente, perché la sete indica già disidratazione. In caso
di sudorazione intensa si possono usare bevande idrosaline.
Tempistiche dei pasti
Fondamentali per la performance:
Pasto troppo vicino all’attività → digestione in corso, prestazione ridotta.
Pasto troppo lontano → rischio di ipoglicemia.
Indicazioni:
pasti principali 2–3 ore prima,
eventuali spuntini più vicini all’attività,
reintegro post-esercizio con carboidrati + proteine + liquidi.
Alimentazione nello sport
Pre-sport: carboidrati, proteine moderate, pochi grassi e fibre, buona
idratazione.
Durante: carboidrati semplici (gel, barrette) per mantenere energia.
Post-sport: reidratazione + ripristino glicogeno + proteine per il recupero.
Integrazione
Se la dieta è equilibrata non sono necessarie integrazioni.
Da evitare:
energy drink (stimolanti),
creatina negli adolescenti.
Rischi di un’alimentazione inadeguata
ritardo di crescita e sviluppo puberale,
alterazioni endocrine,
aumento rischio di infortuni e malattie,
problemi ossei.
2) Differenza tra sport drink ed energy drink
Gli sport drink sono bevande formulate per:
mantenere l’equilibrio idro-salino,
favorire la reidratazione,
sostenere la performance soprattutto negli sport di endurance.
Contengono principalmente acqua, sali minerali e una moderata quantità di
carboidrati, e non contengono sostanze stimolanti come la caffeina.
Gli energy drink, invece:
hanno un contenuto più elevato di carboidrati,
contengono sostanze stimolanti come caffeina, taurina, guaranà, ginseng, tè
verde, ecc.,
hanno un effetto eccitante sul sistema nervoso.
Per questo motivo, gli energy drink non sono raccomandati nei bambini e negli
adolescenti, mentre gli sport drink possono essere utilizzati solo in caso di
sudorazione intensa o attività prolungata, per reintegrare liquidi ed elettroliti.
3) Screening, malnutrizione e classificazione
La malnutrizione comprende sia condizioni per difetto che per eccesso; nel caso
pediatrico si fa riferimento soprattutto alla malnutrizione per difetto, dovuta a un
apporto insufficiente o a un utilizzo alterato dei nutrienti, con conseguenze
negative su crescita, sistema immunitario e risposta alle malattie.
Screening nutrizionale
Lo screening nutrizionale è obbligatorio nei bambini (soprattutto in ambito
ospedaliero) e va effettuato entro 24–48 ore dall’ingresso, oltre che durante il
ricovero, per identificare precocemente i soggetti a rischio.
Tutti gli strumenti di screening rispondono a quattro domande:
1. Qual è la condizione nutrizionale attuale?
2. È stabile o c’è stata perdita di peso recente?
3. Potrebbe peggiorare (es. ricovero, intervento)?
4. La malattia accelera il deterioramento nutrizionale?
Gli strumenti utilizzati in pediatria sono specifici (quelli dell’adulto non sono validi), tra
cui: MUAC (circonferenza del braccio),
Strong Kids,
STAMP, PYMS, PNST, iNEWS.
Esempio: lo Strong Kids valuta presenza di patologia, stato nutrizionale, sintomi
gastrointestinali e perdita di peso, assegnando un punteggio di rischio.
Valutazione della malnutrizione
Si basa su:
parametri antropometrici (peso, altezza, BMI, circonferenze),
z-score (più preciso dei percentili),
composizione corporea,
intake dietetico,
esame clinico,
biomarkers (albumina, prealbumina, ecc.).
Classificazione della malnutrizione
La malnutrizione per difetto si classifica in:
Wasting (malnutrizione acuta)
→ basso peso per altezza (o BMI per età)
moderata: z-score tra -2 e -3
o severa: z-score < -3
o → perdita di peso recente e rapida
Stunting (malnutrizione cronica)
→ bassa altezza per età
moderata: z-score tra -2 e -3
o severa: z-score < -3
o → compromissione della crescita nel lungo periodo
Sottopeso (underweight)
→ basso peso per età, condizione intermedia tra wasting e stunting
Malnutrizione proteico-energetica (PEM)
comprende:
Marasma: carenza di energia e proteine
o Kwashiorkor: carenza proteica con apporto energetico adeguato (forma
o edematosa)
4) Curve di crescita, wasting e stunting
Le curve di crescita sono strumenti fondamentali per valutare lo stato nutrizionale e
l’accrescimento del bambino nel tempo. Permettono di confrontare le misurazioni
antropometriche del bambino con una popolazione di riferimento.
Da 0 a 2 anni si utilizzano le curve World Health Organization (WHO).
Dai 2 ai 20 anni si utilizzano le curve Centers for Disease Control and
Prevention (CDC).
Esistono anche curve specifiche per patologia (es. sindrome di Down,
paralisi cerebrale, ecc.).
Le curve si basano su percentili:
tra 3° e 97° percentile → crescita considerata normale,
fuori da questo intervallo → possibile condizione patologica.
Tuttavia, quando i valori sono fuori range, i percentili sono meno precisi e si utilizza lo
z-score, che quantifica meglio la gravità della malnutrizione.
Wasting (malnutrizione acuta)
Il wasting indica una perdita di peso recente e rapida o difficoltà ad aumentarlo.
Si valuta con:
peso per altezza (o BMI per età > 2 anni)
Classificazione:
moderata: z-score tra -2 e -3
severa: z-score < -3
In questo caso l’altezza è generalmente conservata, quindi il problema è acuto.
Stunting (malnutrizione cronica)
Lo stunting è una condizione di malnutrizione cronica, dovuta a carenze protratte
nel tempo che compromettono la crescita staturale.
Si valuta con:
altezza per età
Classificazione:
moderata: z-score tra -2 e -3
severa: z-score < -3
Qui il problema è a lungo termine e comporta un deficit di crescita in altezza.
Conclusione
Le curve di crescita permettono di monitorare l’andamento del bambino nel tempo,
mentre wasting e stunting rappresentano due forme diverse di malnutrizione:
wasting → acuta (peso)
stunting → cronica (altezza)
Lo z-score è lo strumento più accurato per valutarne la gravità.
5) ARFID (Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo)
L’ARFID è un disturbo della nutrizione tipico dell’età evolutiva caratterizzato da scarso
interesse o evitamento del cibo, che porta a non raggiungere il fabbisogno
energetico e nutrizionale. Non è legato alla percezione del corpo (a differenza di
anoressia e bulimia).
Caratteristiche
Ridotto appetito o disinteresse per il cibo
Possibili carenze nutrizionali e impatto sulla crescita
Talvolta necessità di nutrizione artificiale
Tipologie
Evitamento sensoriale (consistenza, odore, sapore)
Mancanza di interesse
Paura delle conseguenze (vomito, soffocamento)
Differenze
≠ Neofobia (paura fisiologica dei cibi nuovi, transitoria)
≠ semplice selettività (diventa problema solo se compromette l’apporto
nutrizionale)
Approccio
Intervento psicologico/comportamentale
Esposizione graduale ai cibi
Migliorare il rapporto con il cibo senza forzature
In sintesi: è un disturbo da evitamento del cibo non legato all’immagine corporea,
ma con possibili conseguenze nutrizionali importanti.
6) la neofobia è un disturbo alimentare?
No, la neofobia non è un disturbo alimentare.
È un comportamento fisiologico e normale nei bambini, caratterizzato dalla paura
o rifiuto di provare cibi nuovi, che compare tipicamente intorno ai 18-24 mesi
dopo lo svezzamento.
Caratteristiche
È innata e con forte componente genetica
Compare quando il bambino diventa più consapevole del cibo
Tende a ridursi spontaneamente con l’età
Differenza dai disturbi alimentari
Non compromette necessariamente lo stato nutrizionale
Non è persistente né patologica
A differenza dell’ARFID, non porta a carenze importanti o mancato
raggiungimento del fabbisogno
7) Valutazione dello stato nutrizionale nel paziente/bambino neurologico
La valutazione dello stato nutrizionale nel bambino con patologia neurologica è
fondamentale perché questi pazienti sono ad alto rischio di malnutrizione a causa di
disfagia, ridotto intake calorico, infezioni ricorrenti, reflusso gastro-esofageo, stipsi e
difficoltà motorie. L’obiettivo è migliorare crescita, stato di salute e qualità di vita del
bambino e della famiglia attraverso un approccio multidisciplinare (medici, dietisti,
logopedisti, infermieri, terapisti).
La valutazione si basa su 4 cardini principali:
Antropometria: valutazione di peso, altezza e BMI. Nei bambini neurologici
spesso non è possibile misurare direttamente altezza e peso per scoliosi,
contratture o impossibilità a mantenere la stazione eretta, quindi si utilizzano
misure segmentali come knee height o lunghezza della tibia e bilance dedicate.
Si valutano anche plica tricipitale e circonferenza media del braccio (MUAC) per
stimare massa magra e massa grassa.
Composizione corporea e stato osseo: si utilizzano metodiche come DXA,
BIA o plicometria. È frequente una ridotta mineralizzazione ossea dovuta a
ridotta mobilità, scarso intake nutrizionale, anticonvulsivanti e ridotta
esposizione solare, con rischio di osteopenia, osteoporosi e fratture. Attenzione
che questi pazienti tendono ad immagazzinare grasso a livello centrale
(addominale) e non periferico.
Esami di laboratorio: non esiste un marker specifico di malnutrizione.
Albumina e prealbumina possono essere normali perché spesso la malnutrizione
è calorica e non proteica. Si monitorano soprattutto micronutrienti come ferro,
zinco, vitamine A, D, E, B12 e folati.
Valutazione clinica e gastrointestinale: particolare attenzione a disfagia,
reflusso gastro-esofageo e stipsi. La disfagia è molto frequente e aumenta il
rischio di aspirazione e polmoniti ab ingestis; viene valutata con
videofluoroscopia o FEES. Importante anche raccogliere informazioni su durata
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