1) DEFINIZIONE GEOGRAFIA
La geografia studia i processi di antropizzazione del Pianeta, ossia il rapporto che, nel tempo e
nello spazio, associa tra loro individui, comunità, popoli e culture. Tuttavia questi processi si
sviluppano sempre con una maggiore pervasività, andando a minare le forme di vita presenti nella
terra, tra cui quella umana. A causa delle attività antropiche, che hanno accelerato i cambiamenti
fisici e biologici, e della globalizzazione, che ha modificato il modo di vivere nello spazio, la
geografia deve orientarsi verso finalità precise, includendo la dimensione etica, espressa nei concetti
di equità sociale, solidarietà, sostenibilità e giustizia territoriale, con particolare attenzione nei
confronti del futuro.
2) PERCHE’ KANT E’ IL PADRE DELLA GEOGRAFIA SCIENTIFICA?
Kant rappresenta lo spartiacque tra l’antica e la moderna geografia scientifica, della quale può
considerarsi un vero e proprio pioniere. Alla disciplina, da lui intesa come propedeutica alla
conoscenza del mondo, dedica un’opera monumentale divisa in 6 volumi, oltre che un
insegnamento della durata di 40 anni presso l’università Russa.
Kant prefigura la globalizzazione, inquadrata nei termini di un cosmopolitismo al quale l’umanità
tenderebbe abitando il pianeta che, in virtù della sua forma sferica, avvicina gli uomini tra loro.
3)PADRI DELLA GEOGRAFIA MODERNA
Alexander Von Humboldt e Carl Ritter sono due geografi, in genere accomunati, nonostante i
differenti indirizzi, per il loro apporto epistemologico riguardo i principi di interdipendenza e
comparazione, basilari nella ricerca geografica, per lo studio delle relazioni tra ambiente naturale e
attività antropiche. Alexander Von Humboldt è un importante viaggiatore e primo positivista
tedesco: la sua opera più importante, intitolata Kosmos, tratta la geografia e le sue misurazioni
metodologiche riguardo non solo alla localizzazione e distribuzione spaziale dei fenomeni, ma
anche alla loro reciprocità e causalità.
Secondo Ritter, la terra è indipendente dall’uomo e la relazione umanità-natura è dettata da un
disegno della provvidenza, ossia un antropocentrismo guidato da un ordine divino. L’elemento
storico assume grande rilievo perché nello scorrere del tempo è rintracciabile l’influsso
dell’ambiente naturale alla base dello sviluppo dei diversi popoli.
4) POSSIBILISMO GEOGRAFICO
il possibilismo geografico è una corrente di pensiero nata in Francia da Lucien Febvre, il quale
sottolinea la posizione di non dipendenza assoluta delle scelte nell’uomo nei confronti della natura.
Secondo questa chiave interpretativa, i rapporti società e ambiente non sono univoci, in quanto
quest’ultimo offrirebbe opportunità tra cui scegliere e non condizioni determinate e inderogabili.
Una gamma di possibilità di adattamento spingono l’uomo a modificare, con il suo intervento la
superficie della terra, tanto più incisivamente, quanto più può avvalersi nelle nuove tecnologiche,
che aumentano la sua potenza. Un possibilista rileverebbe che sebbene la Sardegna sia un un’isola,
il suo popolo non ha sviluppato una vocazione alla pesca e ai commerci marittimi.
5) COME CAMBIA IL PENSIERO GEOGRAFICO DOPO LA SECONDA GUERRA
MONDIALE
Dopo la seconda guerra mondiale, di fronte a quadri socio-economici mutati e alla contrapposizione
politica tra Stati Uniti e l’allora unione sovietica, la geografia attraversa un periodo di crisi, che la
spinge a ricercare nuove chiavi interpretative e ad adottare nuove metodologie per comprendere
meglio i cambiamenti in atto. Tuttavia, è solo nel rinnovamento dell’impianto scientifico che una
nuova geografia si diffonde, a seguito dello sviluppo di modelli e schemi matematico-statistico,
tratti dalle scienze dure, tanto da far parlare di rivoluzione quantitativa. Il nuovo approccio, basato
sul ragionamento deduttivo, intende circoscrivere fatti e fenomeni geografici entro una misurazione
espressa in termini quantitativi, ricercando regole generali regolatrici di meccanismi sociali, naturali
e economici. In questo modo avanza il processo di legittimazione scientifica della disciplina,
iniziato dal determinismo ambientale.
6) RIVOLUZIONE QUANTITATIVA
La rivoluzione quantitativa, basata sul ragionamento deduttivo, piuttosto che su quello induttivo,
più tradizionale della disciplina in quanto legato all’osservazione e all'esperienza diretta, intende
circoscrivere fatti e fenomeni geografici entra una misurazione espressa in termini quantitativi,
ricercando leggi generali regolatrici dei meccanismi sociali, economici e naturali. Si avvia così il
processo di legittimazione scientifica della disciplina, iniziato dal determinismo ambientale.
Da questa geografia teorico-quantitativa, nascono teorie e modelli, di diffusione spaziale, urbana in
particolare.
7) GIS
I sistemi informativi geografici (GIS) sono tecnologie che consentono di gestire e organizzare geo-
database, con l'obiettivo di realizzare cartografia digitale e elaborati multimediali, relativi sia ad
aspetti fisico-morfologici che antropici, anche in chiave temporale. Le carte tematiche sono state
influenzate progressivamente dai GIS, riuscendo a registrare, in maniera estremamente veloce,
un'abbondante quantità di dati qualitativi e quantitativi. I GIS sono costituti da tre elementi: capacità
di immaganizzazione dei dati, programmi di grafica tramite computer e pacchetti di statistica.
8) GEOGRAFIA DELL’OTTOCENTO, POSITIVISMO, DETERMINISMO
Il positivismo è un movimento filosofico, nato a partire dal 1830 con la pubblicazione dell’opera di
Auguste Comnte, che si basa su una visione meccanicistica della realtà, divisa in quattro entità:
spazio, tempo, materia e movimento. Dunque sono solo le leggi della meccanica le uniche a
spiegare ogni fenomeno, accettando il determinismo, applicabile ad ogni sfera della realtà. Tale
principio, rimanda all’idea una legge o una serie di legge universali, secondo le quali tutto ciò che
avviene in natura avviene secondo relazioni di causa-effetto. Darwin che può essere considerato
l’ideatore di questo modo di pensare, dimostra che la graduale evoluzione e l'auto differenziazione
delle varie specie secondo un gioco congiunto di forse selettive: ereditarie e ambientali.
9) GEOGRAFIA DEL 900 E L’INDIRIZZO ECOLOGISTA.
A partire dalla prima metà del novecento si affronta la questione ambientale, a causa delle varie
forme di inquinamento e dei gravi danni subito dal pianeta. In questo contesto la geografia avvia
studi sugli ecosistemi e sul cambiamento globale, accogliendo un’interpretazione completa dei
mutamenti fisici e antropici del pianeta. L’indirizzo ecologista della geografia intende fornire una
visione olistica riguardo la reciprocità ambiente-società, collegandosi al concetto di sviluppo
sostenibile, che ha ottenuto la sua ufficializzazione con il Summit della terra.
10) CONCETTI DI TEMPO E SPAZIO:
Il “dove” e il “quando” rappresentano le prime chiavi interpretative del vivere sul Pianeta, dal
momento che ogni esperienza si svolge in entrambe le categorie universali di tempo e spazio,
collegabili ad esempio nei concetti geografici di mobilità e velocità: la prima corrisponde alle
opportunità di spostamento per rispondere ad esigenze di maggior efficienza e velocità, mentre la
seconda rappresenta la rapidità di spostamento e si esprime nel rapporto tra tragitto effettuale e
tempo impiegato nel percorrerlo.
Non esiste una geografia della staticità e dell’immobilità ma esiste una disciplina crono spaziale,
volta alla ricerca delle motivazioni dei fatti geoantropici, della comprensioni dei rapporti di
interdipendenza, della valutazione critica dell’organizzazione territoriale e degli interventi che si
effettuano su di esso.
11)COME E’ CAMBIATO IL CONCETTO DI SPAZIO CON LE RIVOLUZIONI
INFORMATICHE
Nel corso degli anni, eventi di natura e intensità diversi, hanno prodotto effetti straordinari nei modi
di sperimentare spazio e tempo, sia in modo collettivo che individuale. La recente scoperta della
distanza metrica, attraverso reti informatiche globali, ha profondamente modificato il concetto di
mobilità, in quanto accedendo a queste reti si possono usufruire di molteplici servizi digitali.
L’opportunità di poter comunicare ovunque e in tempo reale ha avuto un forte impatto sul modo di
agire nello spazio, tanto che le coordinate spazio-temporali hanno ricevuto un'accezione diversa
rispetto al passato. In questo modo sempre più persone sono in grado di comunicare, condividendo
lo stesso spazio per poter soddisfare bisogni e necessità senza alcuna forma di spostamento, quando
invece nel passato era richiesto un trasferimento a volte anche prolungato.
12) FORMA DELLA TERRA
Nell’antichità, alcuni filosofi greci sostenevano la rotondità della terra, con forte approssimazione
alla realtà: tra questi ricordiamo Eudosso di Cnido e Dicearco di Messina, anche se per brevità si
menziona solamente il contributo di Eratostene, che con estrema precisione misurò la lunghezza
della circonferenza della terra, con un margine di errore pari a 700 km. Tuttavia la terra, più che a
una sfera, essendo leggermente schiacciata ai poli, si avvicina a un ellissoide di rotazione, ottenuto
dalla rotazione di una semiellisse sul suo asse minore, corrispondente a quello terrestre. È questo il
solido geometrico preso come riferimento universale per le misure (ellissoide internazionale), che
non differisce molto da un altro, determinato da una linea correlata alla differente distribuzione
delle masse all’interno della terra. Infatti, in quest’ultimo solido geometrico, detto geoide, la
superficie risulta perpendicolare in ogni suo punto rispetto alla direzione della forza di gravità.
13) EQUATORE
L’equatore è il piano perpendicolare all’asse Polo nord-Polo sud che s’incontra sulla superficie
terrestre lungo una circonferenza massima, andando a dividere il pianeta in due emisferi: nord o
boreale, sud o australe
14) MERIDIANI E PARALLELI
I meridiani sono i circoli massimi, tutti uguali tra loro, che nella superficie terrestre uniscono i poli
e tagliano perpendicolarmente l’equatore. Dunque con la definizione di meridiano geografico si
intente la semicirconferenza compresa tra i due poli; quella opposta è detta antimeridiano.
I paralleli sono le circonferenze che tagliano perpendicolarmente i meridiani e sono così chiamati
perché paralleli all’equatore, rispetto al quale sono simmetrici e uguali due a due: uno nell’emisfero
settentrionale uno in quello meridionale.
Meridiani e paralleli sono infiniti e idealmente concepiti per avvolgere tutta la superficie terrestre
(non sono dunque immaginari). Sono ortogonali e formano il reticolato geografico, una griglia di
riferimento a maglie di trapezi sferici, che consente di localizzare una qualsiasi località sulla terra,
in quanto ogni punto sulla superficie terrestre è determinato da un sono meridiano e da un solo
parallelo
15) RETICOLATO GEOGRAFICO
il reticolato geografico è una griglia di riferimento a maglie di trapezi sferici, che consente di
localizzare una qualsiasi località sulla superficie terrestre, in quanto ogni punto sulla terra è
determinato da un solo meridiano e un solo parallelo.
Sul reticolato geografico s’impostano le coordinate geografiche (latitudine e longitudine), per la cui
misura si è reso indispensabile individuare un meridiano e un parallelo “zero” da cui originare i
calcoli. Se per i paralleli la scelta dell’equatore, unico circolo massimo, è naturale, per i meridiani
ha posto non pochi problemi, soprattutto di natura politica, sciolti nella conferenza internazionale
sui meridiani, svoltasi a Washington che adottò come meridiano zero quello passante per
l’osservatorio astronomico di Greenwich, un sobborgo di Londra.
16) LATITUDINE E LONGITUDINE
La latitudine è la distanza angolare di un punto dall’equatore, misurata lungo un arco di meridiano,
a nord o a sud, a seconda che il punto da individuare sia localizzato a nord o sud dal parallelo zero.
Analogamente, calcolando lungo un parallelo la distanza angolare di un punto dal meridiano di
Greenwich si ottiene la longitudine, a est o a ovest, a seconda che il punto da individuare sia posto a
est o ovest dal meridiano zero. Latitudine e longitudine si esprimono in gradi, primi e secondi,
generalmente sessagesimali. Poiché la terra presenta un leggero schiacciamento ai poli, l’arco di un
grado di meridiano non ha una lunghezza omogenea, ma in leggere crescita.
17) GPS
La conformazione della superficie terrestre, con i suoi rilievi e depressioni, ha reso indispensabile
misurare anche l’altitudine o quota, rispetto al riferimento dato dal livello medio del mare, ottenibile
tramite l’altimetro o dalle triangolazioni trigonometriche. Negli ultimi decenni ha trovato ampia
diffusione il Global Positioning System (GPS), uno strumento che si avvale di una rete di satelliti in
grado di leggere in continuazione la superficie terrestre, consentendo una capacità di localizzazione
e di navigazione estremamente precisa.
18) DEFINIZIONE DI TEMPO
La riflessione sul concetto di tempo ha rappresentato per la filosofia uno spunto di riflessione ma
anche motivo di incertezza, ben espresso da Sant’Agostino che nelle sue Confessioni scrive “che
cos'è il tempo? Se nessuno me lo chiede lo so, se dovessi spiegarlo a qualcuno che me lo chiede,
non lo so”. Il tempo è naturale viverlo, lo si abita come si abita lo spazio ma con una profonda
differenza: mentre non si può tornare nello stesso tempo, è possibile tornare nello stesso spazio,
anche se esso cambia. Il tempo è duttile, per cui senza una estrema precisione data dall’orologio, la
sua misurazione potrebbe risultare soggettiva: in una determinata circostanza, per alcuni i minuti
potrebbero scorrere lentamente mentre per altri più velocemente.
19) MERIDIANE SOLARI
Alcuni strumenti esistenti nell’antichità, come meridiane solari o clessidre, hanno svolto un ruolo
fondamentale, divenuto però insufficiente quando le nuove tecnologie, legate all’invenzione del
telegrafo e allo sviluppo di mezzi di trasporto, hanno richiesto la sincronizzazione delle frequenze e
dei tempi di percorrenza, impossibile da ottenere facendo riferimento alle ore locali basate sui
meridiani di riferimento. D'altra parte il vocabolo meridiano deriva dal latino meridies, ossia
mezzogiorno, attimo cronologico individuato dalla culminazione della traiettoria del sole, che
nell’arco delle 24 ore, raggiunge la sua massima altezza all’orizzonte. Il meridiano è dunque la linea
che unisce tutti i punti che toccano il mezzogiorno nello stesso tempo. Così accadeva nel passato,
quando ogni località si basava sull’orario della propria mediana, che utilizzava la lunghezza
dell’ombra in un piano di un’asta (gnomone) illuminato dal sole e variabile a seconda dell’ora del
giorno.
20) MOTI DELLA TERRA
Si dall'antichità la misurazione del tempo è stata collegata al movimento di un corpo nello spazio.
Non a caso le principali unità di misura del tempo dipendono dai due fondamentali movimenti della
Terra: moti di rotazione terrestre (giorno) e moti di rivoluzione (anno). Il primo, compiuto dalla
terra attorno al suo asse proseguendo da ovest verso est, ha come conseguenza più evidente
l’alternarsi del dì e della notte, in quanto i raggi solari illuminano solo la parte della terra rivolta
verso il sole. Il moto di rivoluzione, compiuto dalla terra attorno al sole, con orbita ellittica, seppur
leggermente schiacciata, ha come conseguenza l’alternarsi delle stagioni (primavera, estate,
autunno, inverno). Pertanto la distanza tra sole e terra è variabile: quella massima (afelio) avviene ai
primi di lungo, quella minima (perielio) ai primi di gennaio.
21) ZENIT
Lo zenit è il momento in cui il sole a mezzogiorno è a 90° sopra l’orizzonte, nell’esatta verticale
dell’osservatore. Nella fascia tra tropico del cancro e tropico del capricorno, il sole raggiunge lo
zenit solo in due giorni all’anno; all’equatore in occasione dei due equinozi. A nord del tropico del
cancro e a sud del tropico del capricorno, il sole nonostante arrivi a mezzogiorno alla sua massima
culminazione, non raggiunge mai lo zenit.
22) SOLE DI MEZZANOTTE
Riguardo all’inclinazione dell'asse terrestre, il sole ai due circoli polari, nel rispettivo solstizio
d’estate, rimane all'orizzonte per 24 ore, il cosiddetto sole di mezzanotte. Nelle località che vanno
dai circoli polari ai rispettivi poli, le giornate con il sole di mezzanotte aumentano progressivamente
fino ai sei mesi ai due poli. Nei solstizi d’inverno avviene il contrario, ai circoli polari il sole non
sorge mai per 24 ore e ai poli per sei mesi non vi è illuminazione diretta dei raggi solari.
23) GIORNO SIDEREO E GIORNO SOLARE
Il moto di rotazione è calcolato dall’intervallo di tempo compreso tra due successivi allineamenti di
una stella nello stesso meridiano: tale intervallo è detto giorno sidereo e corrisponde a 23 ore, 56
minuti e 4 secondi, tempo impiegato dalla terra per compiere una rotazione completa. Se invece che
a una stella si fa riferimento all’intervallo di tempo compreso tra due successivi allineamenti del
sole nello stesso meridiano, la durata si allunga di 4 minuti, che equivalgono allo spostamento,
durante il suo moto di rivoluzione, che la terra compie attorno al sole per effettuare una rotazione
completa. Questo intervallo è detto giorno solare, la cui durata può variare, anche se da una media
aritmetica possiamo affermare che sia composto da 24 ore esatte, divise in 60 minuti e a loro volta
in 60 secondi.
24) FUSI ORARI
Se si divide la circonferenza terrestre (36
-
Domande aperte svolte Microeconomia
-
Domande aperte svolte Microeconomia
-
Chimica: domande aperte esame svolte
-
Chimica: domande aperte esame svolte 2